La certificazione energetica

D’ora in poi, l’attestato di qualificazione dovrà essere allegato a tutti i contratti di compravendita e locazione. Sono esclusi solamente gli edifici storici e alcuni altri tipi di fabbricati.
Dal 2 febbraio 2007, è obbligatorio corredare i contratti di compravendita e locazione di alcuni tipi di edifici (in particolare quelli nuovi) con l’attestato di qualificazione energetica. Confedilizia precisa anche le particolari maggioranze per le assemblee condominiali in materia Il d.lgs. 29.12.’06, n. 311 prevede l’estensione graduale dell’obbligo di dotare della certificazione anche gli edifici esistenti, secondo modalità operative e metodologie di calcolo che saranno definite da specifici provvedimenti attuativi.
L’ obbligo decorre:

  • dall’1/7/2007 per gli ‘edifici di superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati, nel caso di trasferimento a titolo oneroso dell’intero immobile’;
  • dall’1/7/2008, per gli ‘edifici di superficie utile fino a 1.000 metri quadrati, nel caso di trasferimento a titolo oneroso dell’intero immobile con l’esclusione delle singole unità immobiliari’;
  • dall’1/7/2009 in caso di trasferimento a titolo oneroso delle singole unità immobiliari.

La certificazione deve essere allegata dal venditore ‘all’atto di trasferimento a titolo oneroso, in originale o copia autentica’; diversamente, ‘il contratto è nullo’. Nullità, però, che ‘può essere fatta valere solo dall’acquirente’. Con riferimento alla locazione, invece, deve essere messa a disposizione del conduttore, o ad esso consegnata in copia ‘dichiarata dal proprietario conforme all’originale in suo possesso’, solo se l’intero immobile o le singole unità immobiliari siano ‘già dotati di attestato di certificazione energetica’.
In pratica, solo quando il provvedimento prescriva tale obbligo, scatta per i locatori l’onere di mettere a disposizione dei propri inquilini l’attestato di certificazione energetica.
Per gli edifici di nuova costruzione od oggetto di ristrutturazione integrale, l’obbligo del costruttore di provvedere agli adempimenti relativi al contenimento energetico è già in vigore. Per gli altri immobili si prevede l’emanazione di decreti attuativi e che, fino a che tali provvedimenti non siano stati emanati, l’attestato di certificazione energetica sia sostituito ‘a tutti gli effetti dall’attestato di qualificazione energetica’ o da ‘una equivalente procedura di certificazione energetica stabilita dal Comune con proprio regolamento antecedente alla data dell’8 ottobre 2005’.
Si evidenzia infine che il d.lgs n. 192/’05, sul quale il provvedimento interviene, esclude dal proprio ambito di applicazione:

  1. gli immobili qualificati come ‘beni culturali’ dal d.lgs. n. 42/’04, le ville, i giardini e i parchi che si distinguono ‘per la loro non comune bellezza’ nonché ‘i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale’, nei casi in cui il rispetto delle prescrizioni implicherebbe una alterazione inaccettabile del loro carattere o aspetto con particolare riferimento ai caratteri storici o artistici;
  2. i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili;
  3. i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati’.

(Leggi tutto…)

Inserito nella categoria Sicurezza da admin in data Tuesday 9 June 2009 alle 12:19 am

Tabelle Millesimali, il problema della revisione

Tabelle MillesimaliUn condomino subentrante in un appartamento acquistato ricorre contro una delibera condominiale relativa alla ripartizione delle spese. Una interessante sentenza della Corte di Cassazione.
Com’è noto, anche nel caso in cui la revisione sia indispensabile, la modifica dei millesimi deve essere approvata in assemblea o fuori assemblea all’unanimità da tutti i condomini, trattandosi di un atto contrattuale. Se l’accordo di tutti non si raggiunge, occorre rivolgersi al giudice, che nominerà un perito per stabilire una nuova tabella. La sentenza del giudice può essere impugnata in appello.
Nella sentenza n. 21683, la Cassazione affronta e risolve una questione processuale, che però può essere spunto per ulteriori e più approfondite considerazioni. Un condomino acquirente ricorre contro una delibera condominiale che dà mandato all’amministratore di applicare la sentenza del Tribunale di revisione delle tabelle millesimali. Il condomino lamenta che la sentenza non era stata resa nel contraddittorio di tutti i condomini e, in particolare, dei suoi danti causa (cioè gli acquirenti). Propone perciò opposizione ai sensi dell’articolo 404 del codice civile, secondo cui anche una persona terza (nel caso in questione gli acquirenti, che non erano ancora condomini) può fare opposizione contro la sentenza passata in giudicato pronunciata tra altre persone quando pregiudica i suoi diritti.

La Cassazione, in questa sentenza, si limita ad asserire che l’opposizione del terzo è proponibile solo con la presenza in giudizio di tutti i condomini, trattandosi di revisione di tabelle millesimali, che è decisa all’unanimità in condominio (mentre in questo caso era stata fatta solo contro il condominio). Tuttavia, nei fatti, richiama anche la sentenza di appello, in cui si affermava che l’opposizione di un terzo non aveva un senso, dal momento che nel giudizio di revisione della tabella era presente il venditore dell’appartamento, che era in sostanza il ‘dante causa’ dell’acquirente.

Ci si può chiedere, però, se la sentenza della Cassazione sarebbe stata identica, se i ricorrenti fossero stati un po’ più abili e avessero invece impugnato la mancata trascrizione della sentenza stessa. Vediamo di intenderci. L’acquirente di un appartamento accetta in genere nel rogito il regolamento condominiale e le allegate tabelle millesimali. Può però pretendere di conoscere quali siano queste tabelle: se, infatti, accetta delle tabelle vecchie, che in realtà sono state modificate, potrebbe giustamente ribellarsi.
(Leggi tutto…)

Inserito nella categoria Condomini da admin in data Saturday 23 May 2009 alle 1:01 pm

Obblighi degli agenti immobiliari

Gli obblighi ed i doveri degli agenti immobiliariL’ntermediazione è regolata da norme legislative e comportamentali di cui il cliente ha diritto di pretendere l’applicazione. Eccone una sintesi che può anche servire da promemoria agli operatori del settore.

Verifica dell’iscrizione dell’agente immobiliare al ruolo mediatori presso la camera di commercio. Assicurarsi che l’incaricato dell’agenzia con cui si tratta sia un agente immobiliare iscritto al Ruolo Mediatori presso la Camera di Commercio, così come previsto dalla Legge 3/2/1989 n. 39 e successive modifiche e integrazioni.

Adesione a un’associazione di categoria. È consigliabile verificare se l’agente immobiliare è iscritto a un’associazione di categoria (Fimaa - Fiaip o Anama) in quanto tale adesione comporta degli obblighi di assoggettamento a codici disciplinari e deontologici.

Utilizzo di moduli o formulari. Qualora vengano proposti moduli o formulari predisposti dall’agente è opportuno verificare se siano stati depositati presso la Camera di Commercio in conformità alla ex L.39/’89. Detti moduli, di norma, sono l’incarico di mediazione per la vendita e la proposta di acquisto. Devono essere chiari e comprensibili; contenere gli estremi dell’iscrizione nel Ruolo del mediatore, della società di mediazione e del suo legale rappresentante; indicare l’oggetto del contratto; indicare le eventuali iscrizioni ipotecarie o altri vincoli sull’immobile; specificare la conformità dell’immobile alle norme edilizie e urbanistiche vigenti; indicare il nome del proprietario e il titolo di proprietà e di provenienza; indicare il termine entro cui deve essere redatto l’atto definitivo di compravendita o locazione; essere compilati in tutte le loro parti; essere controfirmati per accettazione dal mediatore che ha condotto la trattativa.

Gli accordi sempre in forma scritta. Ogni accordo tra le parti e l’agente deve essere definito in forma scritta. In particolare, nel caso di sottoscrizione di una proposta di acquisto o sua accettazione, è opportuno far precedere l’impegno da parte dell’acquirente o conduttore con un incarico specifico all’agente immobiliare, sempre in forma scritta. Anche l’entità del compenso di mediazione e le relative modalità di pagamento devono essere concordate con l’agente in forma scritta.
Nell’incarico di mediazione deve inoltre risultare quali sono i servizi compresi nel compenso di mediazione e quali quelli esclusi, questi ultimi eventualmente compensati con separato contratto di consulenza.

Diritto del compenso. Il compenso di mediazione è un diritto del mediatore, solo se è iscritto al Ruolo della Camera di Commercio (art.6, legge 39/89). Devono essere rifiutate prestazioni professionali offerte a ‘costo zero’ perché spesso nascondono prestazioni abusive o, comunque, prive di garanzie per le parti. Il mediatore ha diritto alla mediazione da ambo le parti, per contratti sia di compravendita sia di locazione di un immobile o di un’azienda. Questa disposizione del Codice Civile è una garanzia, e un dovere, di neutralità e imparzialità del mediatore.

Durata dell’incarico di mediazione e della proposta di acquisto. Occorre prestare attenzione alla durata dell’incarico di vendita o locazione. Per quanto riguarda il periodo di validità della proposta di acquisto, non dovrebbe superare i 15 giorni complessivi di calendario, a eccezione di casi particolari che devono essere specificati in proposta. In caso di acquisto mediante richiesta di un mutuo, è necessario indicare specificatamente che l’efficacia della proposta di acquisto è subordinata sospensivamente alla delibera del finanziamento da parte dell’istituto bancario incaricato. In tal caso, la proposta non produce alcun effetto fino al verificarsi della condizione sospensiva.

Incarico in esclusiva. Affidare l’incarico in esclusiva all’agente immobiliare è una libera decisione del venditore. Tale scelta pone restrizioni alla sua libertà contrattuale, in quanto gli vieta di concludere la vendita in proprio o incaricare della vendita un altro agente immobiliare, salvo pagare le penali previste nell’incarico. L’esclusività dell’incarico comunque presuppone che il mediatore s’impegni a fornire una serie di prestazioni e servizi che devono risultare con chiarezza nell’incarico di mediazione.

Gestire la vendita o la locazione di un immobile ha un costo. Le inserzioni pubblicitarie e il personale addetto, infatti, sono le principali ma non le uniche voci di spesa nella gestione quotidiana dei servizi di intermediazione immobiliare. È opportuno che anche chi sta cercando casa chieda all’agente immobiliare se opera o meno con un incarico in esclusiva. Nel caso di incarico di vendita non in esclusiva, bisogna farsi specificare in forma scritta se verranno richiesti dei rimborsi spese in caso di mancata conclusione di un contratto di compravendita e locazione.

Il contratto di mediazione. Un contratto di mediazione a norma di legge non deve contenere le seguenti limitazioni a carico del cliente:
clausola penale: impone al cliente, in caso di mancato rispetto delle clausole contrattuali o ritardato o mancato pagamento della mediazione, un risarcimento manifestamente eccessivo;
clausola di risoluzione delle controversie: indica come Foro competente una sede diversa da quella di residenza del cliente;
clausola di comunicazione della disdetta dell’incarico: impone un termine per la comunicazione eccessivamente anticipato rispetto alla scadenza del contratto.

È preferibile la scadenza automatica senza la previsione di rinnovi automatici. È invece opportuno che un contratto preveda i seguenti impegni a carico dell’agente immobiliare:

  • pubblicazione, a cura e spese dell’agente, di annunci e spazi su quotidiani, settimanali o riviste di settore (in questo caso l’incarico di vendita deve essere conferito in esclusiva);
  • esposizione, per tutta la durata dell’incarico, di cartelli presso la sede dell’agenzia immobiliare, se aperta al pubblico, con descrizione, foto e pianta dell’immobile;
  • reperibilità telefonica con l’impegno a fornire agli interessati all’acquisto o alla locazione di informazioni complete e precise relative all’immobile;
  • disponibilità ad accompagnare i clienti a visitare l’immobile;
  • raccolta e reperimento di tutta la documentazione necessaria per l’espletamento dell’incarico e dopo l’eventuale conclusione del contratto la compilazione e consegna della denuncia di cessione fabbricato, comunicazione all’amministratore dell’avvenuta vendita e comunicazione alla Pubblica Sicurezza dell’avvenuta locazione;
  • assistenza al cliente nelle necessarie visure presso gli Uffici Tecnici, gli Uffici Finanziari e le Conservatorie dei Registri Immobiliari;
  • verifica presso l’amministratore condominiale dell’esistenza di spese condominiali arretrate, per interventi straordinari ed eventuali contenzioni promossi dal condominio verso i condomini o terzi.

Verifiche tramite l’agente. In caso di acquisto e di locazione, verificare preventivamente tutte le informazioni necessarie e utili per una decisione ponderata. In particolare, non esitare a richiedere notizie sulle caratteristiche generali dell’immobile e sulle dotazioni urbanistiche e sociali della zona considerata.
(Leggi tutto…)

Inserito nella categoria Compravendita immobili da admin in data Friday 8 May 2009 alle 2:59 pm

Mondocasashop: arredamento bagno, case in legno, arredo giardino, minipiscine e saune

Vasca idromassaggioMondoCasaShop è un network specializzato nella vendita online di articoli di arredamento per il bagno, di case e casette in legno, di articoli per l’arredamento del giardino e di tutti gli spazi esterni, di minipiscine tutte con idromassaggio e di saune infrarossi e finlandesi.
Il sito che si occupa degli articoli per l’arredo bagno è bagnomarket.com, un sito che tratta a 360° gli articoli per l’arredamento del bagno: arredobagno, cabine box doccie, mobili da bagno, vasche con idromassaggio e sanitari.
Tutti gli articoli trattati sul sito sono di alta qualità, curati nei dettagli e dall’elegante design italiano.
Le saune finlandesi e infrarossi vengono trattate in un sito dedicato, www.mondosaune.com. Sul sito si possono trovare vai modelli di diverse dimensioni in maniera tale da accontentare esigenze e problemi di spazio di tutti.
Per l’esterno della casa i siti sono 3, il primo è www.mondorattan.com, un sito che si occupa dell’arredamento del giardino e di tutti gli spazi esterni dell’abitazione in generale. Anche in questo caso il design e la cura dei particolari fanno di tutti gli articoli devi veri e propri articoli di arredamento di grande qualità. Inserire questi articoli nei vostri spazi aperti darà un vero tocco di classe alla vostra abitazione.
Il sito www.mondominipiscine.com è dedicato a piscine e minipiscine idromassaggio per esterni. Tutti i modelli sono fuori terra, molto comodi e facili da installare. Ogni modello è dotato di ottimi ed efficienti sistemi di sicurezza. Anche in questo caso l’alta qualità degli articoli contribuirà in un vero e proprio tocco di classe.
L’ultimo sito, non in ordine di importanza, è www.mondocasette.com, un sito che, come dice il nome stesso, tratta case e casette in legno. I modelli di case presenti nel catalogo online sono tantissimi, variano dimensioni, tipologie ed estetiche. L’utilizzo a cui possono essere adibite è davvero infinito, dal piccolo ripostiglio di giardino, al garage in legno, allo chalet in legno, bungalow, laboratorio, ecc. I modelli più grandi sono delle vere e proprie abitazioni dotate di tutti gli ambienti necessari. Le materie prime ed i sistemi isolanti garantiscono un perfetto comfort. Il sistema di montaggio garantisce una grande robustezza alla struttura ed al tempo stesso rende queste casette molto facili da installare e non richiedono tecnici specializzati.
Gli articoli di tutti i siti del network sono caratterizzati da prezzi molto bassi perché vengono acquistati ed importati direttamente dal produttore senza affidarsi ad intermediari che farebbero inutilmente lievitare i prezzi.

Inserito nella categoria Aziende da admin in data Tuesday 5 May 2009 alle 11:05 am

Incentivi statali piano casa del governo

Incentivi per chi mette in sicurezza le abitazioni: premio cubatura del 35% e detrazione Irpef del 55%. Dopo la tragedia in Abruzzo sbloccate le regole approvate nel 2005 e mai entrate in vigore.
Un decreto legge che punta su case più sicure. Dopo la tragedia abruzzese, il governo accelera sulle norme antisismiche per la costruzione di nuovi edifici e il consolidamento di quelli già esistenti. Al prossimo consiglio dei ministri, che potrebbe tenersi venerdì prossimo, sarà esaminato il provvedimento sul piano casa che avrà tra i punti fondamentali incentivi fiscali e aumenti di cubatura anche per chi, oltre ad installare impianti energetici, ricostruirà nel pieno rispetto delle normative antisismiche.
Non solo. Quel che è certo è che il nuovo testo, rinviato già due volte, sbloccherà finalmente le regole tecniche anti-terremoto approvate nel 2005 ma mai entrate in vigore (l’ultimo posticipo arrivò con il decreto Milleproroghe approvato alla Camera in via definitiva il 24 febbraio scorso).

Nuovi incentivi, quindi. Per creare abitazioni davvero a norma. Chi demolisce la propria casa, infatti, e la ricostruisce adeguandosi ai nuovi criteri antisismici potrà aumentare la cubatura dell’immobile del 35%, che verrà inserito nelle leggi regionali. Per migliorare anche le costruzioni più vecchie, inoltre, il governo sta studiando possibili forme di agevolazione come l’estensione dello sgravio Irpef del 55%, non solo per gli interventi di risparmio energetico ma anche per opere di incatenamento, riempimento, tirantaggio per la messa in sicurezza delle abitazioni.
Sempre in questa direzione si colloca la decisione di rendere immediatamente operativo il decreto dello scorso anno che assegna ai progettisti la scelta delle tecnologie più adatte per raggiungere gli standard di sicurezza europei che, rispetto a quelli attualmente in vigore in Italia, sono molto più rigidi. La novità, poi, sta nel fatto che tali regole di sicurezza non verranno applicate solo ai progetti di nuovi edifici, ma diventeranno necessarie anche per gli immobili esistenti.
(Leggi tutto…)

Inserito nella categoria Novità da admin in data Tuesday 14 April 2009 alle 3:49 pm

Il divano

Divano moderno in ampio soggiorno

Nella scelta dell’arredo di un soggiorno o di un salotto, se questo spazio è ben delineato e comunque separato dalla zona pranzo, la prima valutazione da fare è la scelta del divano e delle poltrone ed il loro posizionamento all’interno della stanza. Il divano e le poltrone hanno come funzione principale il relax per la famiglia, ma anche l’accoglienza per gli ospiti. Nell’arredo di un soggiorno pertanto, insieme al divano, verranno valutati anche altri complementi d’arredo funzionali al relax, alla conversazione, al riposo, alla lettura, pertanto una volta scelta la posizione del divano, bisognerà crearvi intorno un ambiente che preveda una corretta illuminazione con lampade a piantana nella zona adibita alla lettura, mensole e librerie che possano accogliere libri e riviste, una serie di prese della corrente per poter godere degli elettrodomestici adatti alla zona soggiorno, come un impianto stereo, una presa per il telefono, una per la televisione che ovviamente dovrà essere posizionata in maniera frontale al divano e comunque non soggetta alla luce diretta di aperture come porte o finestre che potrebbero creare fastidiosi punti luce e ombre sullo schermo.
Se la stanza soggiorno è ampia, potremo poi valutare l’inserimento di un tavolino da fumo, di un pouf, di una o più poltrone, di una sedia a dondolo…Il divano risulta essere pertanto il fulcro del soggiorno e quindi nella scelta della forma, dell’imbottitura e del rivestimento bisognerà optare per un mix vincente di funzionalità, comodità e estetica.

La forma del divano più amata è quella tipica ad L, ma in carenza di spazio, se si ha una sola parete libera bisognerà optare per un divano 2-3 posti (circa 120 cm) e posizionare magari un bel tappeto con dei cuscini morbidi per creare sedute alternative nel caso di ricevimento ospiti. La forma a L invece, è caratterizzata dalla possibilità di sfruttare l’angolo di incontro di due pareti perpendicolari con l’inserimento magari di una penisola che permette un relax completo.
Ultimamente è molto richiesta la struttura dei divani componibili, si tratta di sistemi di moduli aggregabili, vari tra loro per forme, dimensioni ed elementi (penisole, angolari, pouf, dormeuse…), in questo modo è possibile creare diverse ambientazioni inserendo o togliendo i moduli componibili anche se le soluzioni compositive alla fine sono principalmente tre: asimmetriche, angolari e lineari. Ovviamente ogni divano può essere arricchito dai suoi accessori che sono: poggiapiedi, cuscini, tavolini, poggiatesta, braccioli, schienali attrezzato o reclinabile.

Un divano angolare bianco in stile modernoEsiste poi la soluzione ‘ibrida’ di divano che assume la caratteristica di letto, ovvero il divano letto.
Spesso viene utilizzato nelle abitazioni che per loro natura sono rivolte all’accoglienza di più ospiti come le case al mare o in montagna, ma in carenza di spazio, può diventare necessario anche nell’appartamento di città. Alcuni modelli del divano letto si posizionano orizzontalmente grazie al ribaltamento dello schienale creando così un unico piano e un letto di circa una piazza e mezzo della lunghezza di circa 200 cm e della larghezza di circa 140 cm. Altri modelli di divano letto, si trasformano in un letto vero e proprio senza l’ausilio di materassi o sottomaterassi in quanto viene sfruttata la stessa imbottitura del divano che con pochi movimenti meccanici diventa appunto letto.

I principali rivestimenti del divano si possono riassumere in tre materiali:

  • Rivestimento in tessuto; si tratta di rivestimenti naturali o sintetici (in base alla lavorazione) molto vari per quanto riguarda colore e superficie. La scelta è ampia nei tessuti che possono essere in lino, lana, velluto, cotone…
  • Rivestimento in pelle ovvero ricavato da un derivato di origine animale che rispetto al rivestimento in tessuto ha un fascino indubbiamente maggiore e una resistenza pressoché eterna. La scelta dei colori è più ridotta ed è consigliabile posizionarlo lontano da fonti dirette di calore che ne indurirebbero l’elasticità.
  • Vimini; ovvero un materiale completamente naturale, intrecciato (spesso paglia o rattan) caratterizzato dalla leggerezza e flessibilità.

Per la manutenzione del divano è consigliabile utilizzare panni umidi senza l’utilizzo di saponi (ad eccezione di quelli neutri) e nel caso di macchie è necessario intervenire immediatamente con la rimozione; nel caso di divani in tessuto la loro pulitura è più semplice in quanto spesso sono sfoderabili.
Nel caso dei divani con rivestimento in pelle ci preme precisare che molto spesso si sente parlare di ‘pelle’ anche quando si tratta di rivestimenti completamente sintetici che vengono ottenuti dalla lavorazione di materiale vergine e non di pelle rigenerata. La pelle pieno fiore invece è la versione naturale della pelle che si ricava dagli strati superiori delle pelle animali ed è particolarmente morbida o durevole. Al tatto i due prodotti si possono distinguere, in quanto: se la pelle nella sua parte posteriore è ugualmente morbida e sembra quasi uno scamosciato si tratta di pelle vera, se invece la pelle, nella sua parte posteriore è più simile ad un tessuto, allora in quel caso si tratta di pelle artificiale.

Inserito nella categoria Arredamento da admin in data Friday 3 April 2009 alle 10:43 am

Le cucine moderne

Una cucina moderna

Quali sono le offerte che ci riserva il mercato delle cucine moderne? Sicuramente si farebbe prima ad elencare le soluzioni che non sono comprese in questo tipo di offerta, il mercato, infatti è sempre più attento a soddisfare ogni esigenza del cliente curando le nuove cucine moderne sia da un punto di vista estetico che funzionale. All’estetica infatti viene ultimamente riservato un occhio di riguardo spaziando dalle forme più squadrate ed essenziali di pensili, mensole, banconi a penisola fino a quelle totalmente rotondeggianti di banconi ad isola, lavelli, cappe aspiranti e fuochi.

Anche il colore della cucina ormai può essere personalizzato in qualunque nuance, con ante e cestelli lucidi oppure opachi, con piani cottura in vetro o alluminio, scegliendo per ante e pannelli tra legni tipo rovere, ciliegio, faggio ecc. oppure tra materiali considerati di design come l’acciaio, le resine ed il vetro o il nuovissimo laccato a poro aperto, che unisce la tradizione ed il calore del legno alle caratteristiche ultramoderne delle cucine laccate.
Per la scelta del materiale da utilizzare per il piano d’appoggio della cucina possiamo optare per:

  • Piani in marmo, che come tutte le pietre risulta sensibile agli alimenti ad alta acidità come i succhi e le passate di pomodoro in quanto è composto in gran parte da carbonato di calcio. E’ un materiale resistente agli urti ed eterno per la sua naturale bellezza, per la pulizia del piano in marmo sono sufficienti acqua tiepida e sapone, è importante ricordare che tutti i residui liquidi alimentari possono provocare sul marmo degli aloni, pertanto le macchie vanno asportate immediatamente.
  • Piani in granito, hanno una grande resistenza sia agli urti sia alle graffiature; eventuali aloni dovuti a persistenza di liquidi alimentari si schiariranno col passare del tempo.
  • Piani composti quarzo, vengono realizzati grazie ad un mix di resine e quarzo e sono i più resistenti tra i piani in materiali naturali. La caratteristica più importante è l’impermeabilità di questi piani che possono essere puliti con panni umidi imbevuti di comuni detergenti. Anche le macchie più ostinate potranno essere asportate con prodotti aggressivi o tramite strofinamento della paglietta senza che questo provochi danni alla superficie.
  • Piani in laminato, sono composti da pannelli e rivestiti da laminati e risultano pertanto impermeabili e idrorepellenti. Data la loro composizione si prestano alle più ampie personalizzazioni in fatto di colore.
  • Piani in ceramica, utilizzati raramente nelle cucine moderne si adattano più naturalmente alla cucina in stile rustico. Le piastrelle che li compongono sono sigillate tra loro dalle resine. Questo tipo di piano di lavoro è eterno, resistente alle macchie ed al fuoco.
  • Piani in composto, formati da frammenti di resine, granito, marmo, pietre ecc. La loro caratteristica principale è la resistenza.

Un’altra cucina modernaPer sfruttare al meglio lo spazio nella cucina è essenziale considerare le misure standard degli elettrodomestici e dei ripiani. A livello ergonomico le misure consigliate, che sono poi quelle standard, oscillano dagli 83 cm ai 95 cm per quanto riguarda l’altezza da terra delle basi; per i pensili invece la distanza media dalla base sottostante varia dai 53 ai 55 cm anche se i pensili della cucina possono essere regolati ad altezze variabili.
Per quanto riguarda la cappa aspirante della cucina non esistono deroghe in quanto la distanza dal piano cottura deve essere di almeno 65 cm. In tema di elettrodomestici, questi si possono incassare nei contenitori delle cucine moderne. Il frigorifero non deve avere una capacità superiore a 160 litri a meno che non venga sistemato nelle apposite colonne che di solito ospitano, nella cucina moderna, anche il forno, il congelatore e cestelli vari. Queste colonne vengono rivestite con pannelli di materiale identico a quello utilizzato per i mobili della cucina. La lavastoviglie, se di misura standard ovvero 60×60, viene spesso incassata sotto il lavello. La collocazione del lavello è di fondamentale importanza, in quanto dovrà essere di facile accesso, pertanto questa scelta dovrà essere effettuata al momento della progettazione degli scarichi. Esistono lavelli di molte misure, la misura consigliabile è quella del lavello a due vasche, che va dagli 85x 50 cm fino a 116×50 cm compreso il gocciolatoio.

Il piano cottura da incasso ha come misura standard 60×60. I piani cottura possono avere da 2 a 5 fuochi oltre alla piastra. E’ consigliabile non collocare il piano cottura sotto la finestra. La parte sottostante al piano cottura viene utilizzata o per l’incasso di altri elettrodomestici (in genere il forno) o sempre più spesso per cestelli e contenitori, in quanto le ultime tendenze nell’arredamento della cucina moderna preferiscono la collocazione del forno a colonna.

Inserito nella categoria Arredamento da admin in data Tuesday 31 March 2009 alle 12:21 am

Arredamento rustico

Travi e mezzane, tipiche di un ambiente rustico

L’arredamento rustico… ‘Argilla ed acqua, asciugatura all’aria e cottura in forno a legna per alcuni giorni’. Questa è la ricetta per ottenere la mattonella in cotto e ancora oggi in alcune zone d’Italia ed in particolari regioni come la Toscana si segue ancora questa tradizione secolare con il metodo delle fornaci; è così che la mattonella assume quel colore sfumato dal giallo al rosso. Utilizzare i rivestimenti in cotto per i pavimenti, le soglie, gli inserti delle cucine rende subito l’ambiente più caldo e rustico, per questo quando si parla di cucine rustiche si parla anche di cotto. Un ambiente rustico però, è reso tale dall’utilizzo di tutti i materiali ‘vivi’ come:

il legno che riesce rendere accogliente anche l’ambiente più ostico e l’usura del tempo lo rende ancor più affascinante, per questo si usa nelle travi, nei solai, nei porticati, nei pavimenti..

Il ferro battuto, ovvero il risultato di mani artigiane esperte che in fatto di arredamento può rendere più prezioso il corrimano di una scala, la testata di un letto, le finiture degli infissi…

Le pietre come ‘la serena’ ed il ‘porfido’ utilizzate entrambe per i rivestimenti delle soglie, per inserti nei pavimenti da interni ed esterni per i rivestimenti nelle colonne delle pareti;

Questo è solo il punto di partenza che riguarda le parti strutturali di un locale rustico, se scendiamo un po’ più nel dettagli vedremo che ci potremo sbizzarrire utilizzando rame, maioliche e marmo per rubinetterie e rivestimenti dei piani e le vecchie cassapanche, bauli o testate di letti dei nonni potranno essere rinvigorite in abbinamenti di arredamento originali.
I colori che troviamo in un locale rustico, che si parli di cucina o di camera da letto vanno dai richiami country e floreali ‘english style’ al marrone ruvido dell’arte povera dei contadini, per questo in stanze rustiche è bene osare con lavelli in pietra naturale per la cucina ed il bagno, fornelli e stufe in ghisa per la cottura, pentole e utensili vari in rame e legno, rubinetteria in rame o ottone. I muri delle pareti possono essere lasciati con la pietra in vista e sabbiata oppure rivestiti in malta o calce.
Il riscaldamento di un ambiente rustico deve prevedere la collocazione di un camino che diventa il fulcro dello spazio attorno; al contrario delle stanze di stile moderno dove il punto fuoco è prevalentemente in marmo o acciaio e di dimensioni abbastanza ridotte, in un ambiente rustico il camino deve essere imponente accompagnato di materiali nudi come legno, pietra o mattone. Il camino negli ambienti rustici viene sfruttato in tutte le sue potenzialità e quindi anche per la cottura di pane, patate, carne e la cappa sarà larga e a forma di piramide. Tutti gli accessori del camino che servono a renderlo pulito dovranno essere in ferro e possibilmente forgiati a mano e la scorta di legna dovrà essere a vista, riposta in apposite strutture in muratura ai lati del camino o in ceste di paglia o vasi in terracotta.

Inserito nella categoria Arredamento da admin in data Friday 27 March 2009 alle 12:19 am

La vasca idromassaggio

Un vasca idromassaggio

E’ inutile negare che la doccia è l’elemento più utilizzato e più diffuso per l’igiene delle persone in quanto è più pratico e comporta un risparmio di acqua; ma è allo stesso tempo impossibile negare il fascino che la vasca da bagno riesce a trasmettere. La vasca da bagno oltre a regalare momenti di grande relax è un accessorio d’arredo di indubbia bellezza e per questo motivo ne esistono diversi tipi e diversi modelli. I rivestimenti delle vasche moderne sono solitamente in vetroresina in quanto molto più leggere e lo smalto in rivestimento vetroso che è meno attaccabile dall’acqua.
Quando all’interno della stanza da bagno è presente una vasca idromassaggio, questa è quasi sempre il fulcro attorno al quale ruota l’arredamento di tutta la stanza, ma c’è da fare una distinzione tra la vasca tradizionale e la vasca incassata.

La vasca idromassaggio offre un modo alternativo per prendersi cura del corpo e della mente; dopo una giornata di duro lavoro, gli stress di un’intera settimana un bel bagno nella vasca idromassaggio tonifica il corpo e rilassa la mente; il piacere dei getti di aria ed acqua restituiscono una sensazione di benessere e di relax. Proprio questi getti di aria ed acqua aiutano a tonificare la pelle, a migliorare la circolazione sanguigna, a rassodare la pelle, a ridurre la tensione e rallenta i reumatismi, le artriti, l’affaticamento dell’apparato respiratorio e l’insonnia.

La vasca incassata, rispetto a quella tradizionale richiede degli interventi di muratura più specifici in quanto, intorno ad essa bisognerà costruire degli appositi scalini che sono necessari all’approdo e a nasconderne la struttura, ma diventano anche un fattore estetico di primaria importanza. Bisognerà pertanto progettare in ogni minimo particolare il posizionamento dei sanitari all’interno della stanza da bagno e soprattutto capire se lo spazio a disposizione è sufficiente affinchè l’accesso ai vari accessori rimanga fluido e senza ostacoli. Per valutare se il nostro spazio è adattabile alle nostre esigenze di inserimento di una vasca ad incasso bisognerà pertanto scegliere una vasca della giusta forma e dimensione rispetto alla stanza, lasciare lo spazio per la costruzione degli scalini (per i quali ci preme ricordare che la pedata, specialmente l’ultima che serve da discesa e risalita per la vasca, dovrà essere comoda e abbastanza larga), avere a disposizione una presa elettrica nelle vicinanze per il funzionamento del meccanismo interno alla vasca idromassaggio, valutare il peso che la struttura della vasca (piena di acqua) apporterà al solaio. A questo punto bisognerà affidarsi ad un idraulico di fiducia che provvederà a costituire allacci e tubature con le esatte pendenze e ad un muratore che provvederà a creare il supporto intorno alla vasca. E’ importante inoltre lasciare un’apposita botola di ispezione per i componenti della vasca, che di solito si ricava a pavimento.

Al giorno d’oggi esistono vasche idromassaggio dotate di ogni comfort e con funzionalità sempre più avanzate come paggiatesta morbidi, acque e luci colorate secondo il programma di quattro precisi cicli di cromoterapia, sedute inclinate, rivestimenti in legno, ecc…

Inserito nella categoria Arredamento da admin in data Wednesday 25 March 2009 alle 5:34 pm

La cabina armadio

Una cabina armadio per appendere i vestitiLa cabina armadio si può realizzare anche in spazi non necessariamente superflui e costituisce un’alternativa al guardaroba in termini di design e costi. Rispetto al normale guardaroba, oltre alla funzione prettamente di contenitore di vestiti, la cabina armadio può essere adibita anche a spogliatoio. Se la camera da letto ha sufficiente spazio (profondità di almeno 4 mt e misura minima di 14 mq), la scelta del dove posizionare la cabina armadio ricade senza dubbio in questa stanza, ma in mancanza, può essere ricavata in locali di passaggio come i disimpegni o i corridoi. La forma della cabina armadio non è solamente lunga e rettangolare, ma ne esistono di quadrate, rotonde, triangolari e irregolari, quest’ultime si adattano perfettamente allo spazio che abbiamo a disposizione. Esistono tuttavia misure minime al fine di poter installare una cabina armadio.
Per creare una cabina armadio adatta ad una sola persona sono sufficienti cm 130 x cm 150, in questo caso la cabina verrà attrezzata su due lati o su uno soltanto al fine di lasciare un passaggio di circa 70 cm. Nelle stanze con forma rettangolare, la soluzione più adatta è a tutta parete con suddivisione in due parti indipendenti (lui-lei), mentre per le stanze a forma quadrata è più funzionale una cabina armadio ad angolo con i due lati corti attrezzati che dovranno misurare almeno 200 cm. Quando abbiamo a disposizione una nicchia basterà lasciare libero il lato che non presenta moduli al fine di collocarvi la porta di accesso.
La struttura più economica di una cabina armadio si può realizzare sfruttando le ante componibili autoportanti che vengono vendute in kit semplici al montaggio; sono strutture con schienali e fianchi che andranno fissati alle pareti della cabina, all’interno dei quali andranno inserite le aste porta vestiti e i ripiani necessari. I telai portanti in genere sono in alluminio che è adatto a carichi anche più pesanti. In caso di spazi particolarmente ridotti è consigliabile installare le ante scorrevoli (necessitano di 60 cm) o pieghevoli a libro. Le porte a battente, sono le più comode ma hanno bisogno di più spazio (almeno 120 cm) e pertanto sono adatte a cabine armadio di dimensioni più ampie.

Le pareti della cabina armadio, possono essere realizzate, oltre alle strutture in alluminio autoportanti, in muratura o in cartongesso; le ante di accesso sono quasi sempre dotate di profili antipolvere e si possono scegliere di vari materiali: legno, vetro sicurezza, vetro sintetico… E’ consigliabile comunque, se la scelta è il vetro, che questo sia satinato o opaco al fine di non lasciar intravedere l’interno della cabina.
Le strutture all’interno delle pareti verranno poi attrezzate con aste per gli abiti, basi e ripiani, mensole, cassettiere, bastoni appendiabiti, scarpiere, boiserie in legno… Inoltre, grazie agli ingranaggi con dentatura, tutti gli elementi mobili che si usano per fissare i ripiani, potranno essere variati nel tempo a seconda delle esigenze. Per attrezzare un piccolo spogliatoio all’interno della cabina armadio basterà inserire uno specchio a figura intera e una seduta morbida (va bene anche un ripiano imbottito) che useremo per indossare agevolmente le scarpe.
L’ultimo dettaglio da non sottovalutare è l’illuminazione che in genere viene realizzata con l’incasso di faretti nel cielo della struttura, è preferibile utilizzare lampadine a bassa tensione (12 v al massimo!) che non alterano la percezione dei colori e producono meno calore.

Come costruire una cabina armadio

La struttura iniziale senza montantiDi seguito riportiamo un procedimento semplice per crearsi da soli una cabina armadio con struttura e montanti in acciaio, pareti in cartongesso ed una porta scrigno a vetri. Nel nostro caso abbiamo preso come esempio una cabina armadio rettangolare (370 cm x 100 cm) particolare in quanto ricavata in una parte bassa di una mansarda.

Per prima cosa è necessario prendere bene le misure dei muri in modo da realizzarli in squadra ed evitare allargamenti o restringimenti della cabina armadio. Una volta tracciato il percorso dei muri è necessario invividuare il punto preciso dove andrà inserita la porta di accesso (nel nostro caso una porta larga 90 cm a scrigno) e lasciare libero il passaggio tagliando la struttura alle misure adeguate.

La struttura della cabina armadioUna volta fissata la struttura alle basi è opportuno prendere le misure anche ai soffitti ed alle pareti cercando sempre di realizzare angoli di 90° e di mantenere in squadra tutta la struttura. Una volta creata la ’struttura di perimetro’ è opportuno fissarvi dei montanti che serviranno a sorreggere il tutto ed eventualmente come punto di fissaggio per quadri, mensole o oggetti vari da montare una volta finita la cabina armadio.
Nel nostro caso abbiamo utilizzato anche una porta scrigno che va ben fissata sia alla struttura che a quella bassa, a sua volta fissata con un paio di viti al pavimento.

Visuale dei pannelli del cartongesso della cabina armadio 2Visuale dei pannelli del cartongesso della cabina armadio 1Una volta realizzata la struttura ben stabile bisogna tagliare i pannelli di cartongesso prendendo via via le opportune misure ed applicandolo direttamente sulla struttura forando con un trapano e fissando con dei rivetti. Non importa che i pannelli tra loro siano completamente adiacenti in quanto nelle fuge successivamente applicheremo un opportuno stucco, che una volta secco si presenterà proprio come una parte continua ed omogenea tra i due pannelli di cartongesso. Sarebbe meglio applicare una retina da stucco (lo troverete in mesticheria o in un centro edile) in modo tale che col passare del tempo lo stucco una volta secco e soggetto alle sollecitazioni della porta che si apre e si chiude non generi delle crepe brutte esteticamente.

Negli spigoli è opportuno applicare, sopra ai pannelli di cartongesso, un opportuno paraspigoli per evitare la lo sbriciolamento dello stucco o del cartongesso stesso in caso di urti con materiali duri. All’interno della struttura è possibile passare le forassiti e/o i cavi dell’antenna per la televisione; applicando dei fori nel cartongesso è infine molto semplice applicare delle scatole di derivazione e delle prese per la corrente con interruttori o antenne per la televisione.

Fatto questo basta passare dello stucco nei buchi rimasti pari e renderlo pari con delle opportune palette. Una volta secco bisogna pareggiarlo ulteriormente grattandolo con un’opportuna carta vetrata a grana fine.
A questo punto siamo proprio alla fine…. Prendete la vernice del colore che preferite e date due mani lasciando passare qualche ora tra l’una e l’altra e…
Et voilà! La vostra cabina armadio è pronta per l’uso! Inserite all’interno opportune strutture per appendere abiti e cassettiere per gli indumenti intimi…

Inserito nella categoria Arredamento da admin in data Tuesday 24 March 2009 alle 6:22 pm

Pagina Successiva »