La moquette

Si sono ricreduti anche i più diffidenti: la moquette risolve così tanti e tali problemi, e li risolve così bene, che parlare del fai da te per la posa della moquette è assolutamente indispensabile.
Capita in tutte le case di sentir dire che il pavimento del bagno andrebbe rinnovato, che la camera da letto ha un aspetto un po’ squallido, che le piastrelle della cucina sono incrinate. Tutti questi inconvenienti sono risolvibili con l’applicazione della moquette.
Di cosa abbiamo bisogno per montare la moquette nella nostra casa?
Spatola dentata. A denti fini per dare il collante su pavimenti compatti, a denti medi se il sottofondo è ruvido.
Martello per incollare. Ha una forma speciale che permette di far aderire il rivestimento lungo i bordi, a contatto delle pareti.
Rasatore. È un attrezzo a lama regolabile (secondo lo spessore della moquette) che serve per tagliare il materiale. Non è comunque indispensabile.
Coltellino a lame intercambiabili (tipo Stanley).
Altro. Riga metallica, metro avvolgibile, blocchetto di legno (serve per pressare il materiale contro il pavimento), forbici molto robuste per tagliare la moquette.
Quali i materiali necessari?
Adesivi. L’adesivo è il materiale fondamentale per la riuscita del lavoro. I collanti utilizzabili sono di cinque tipi.
Adesivi in soluzione alcolica: molto appiccicosi a umido, si induriscono con il passare del tempo. Indicati per la posa dei feltri e degli agugliati. Fortemente infiammabili hanno un acuto odore irritante. Si consiglia dì lavorare a finestre spalancate.
Adesivi in dispersione acquosa: sono particolarmente resistenti perchè mantengono sempre una certa plasticità. Utilizzano come solvente l’acqua, non sono nè ininfiammabili nè tossici. Non sono indicati sui materiali che hanno il sottofondo assorbente (per esempio quelli con sottofondo in juta); danno ottimi risultati con le moquette a fondo compatto e non assorbente.
Adesivi removibili. Formano una pellicola ben aderente ma spellabile. Si usano quando si deve rimuovere la moquette permettendo di lasciare la moquette in buon stato.
Adesivi a contatto (neoprenici). Si usano per lo più su entrambe le facce quando è necessaria una presa istantanea. Occorre comunque prestare attenzione alle istruzioni d’uso: questi tipi di adesivi sono facilmente infiammabili.
Nastri biadesivi. Sono nastri incollati su entrambe le facce e si applicano sul pavimento, lungo il perimetro della stanza o a cavallo di eventuali giunte. La posa con nastri adesivi è una via di mezzo fra la posa libera e quella a incollaggio totale.
Moquette. Questi i tipi di moquette più diffusi.
Moquette bouclée. Sono contraddistinte dal pelo a occhiello. Molto robuste, non trattengono le impronte.
Moquette velluto. Abbastanza delicate e più sensibili alle impronte. A questo gruppo appartengono quelle rasate, a pelo corto e di aspetto compatto, le saxony e le shags che hanno il pelo più lungo, con punte abbastanza separate, le frisées realizzate con filati ritorti in modo che ogni pelo è indipendente dall’altro e segue quindi una sua
direzione.
Agugliata. È un pavimento tessile non woven, cioè non tessuto, ottenuto cucendo al supporto cascami di felpa (ricorda il feltro). Il rovescio di questo materiale viene spalmato di resina e a volte anche gommato. L’agugliato è di grande resistenza, refrattario alle impronte, indicato dove si richiede la massima praticità.
Quadrotti. Alcuni tipi di moquette, come gli agugliati, si trovano anche in quadrotti nelle misure di 40×40 o 50×50 centimetri. Possono essere posati uno accostato all’altro senza bisogno del collante.
Feltro. È fatto con fibre di lana cardate compresse in strati e impregnate di speciali sostanze chimiche. Raggiunge anche lo spessore di 8 millimetri. È abbastanza delicato: si può rimediare trattandolo con procedimenti antimacchia e idrorepellenti. La moquette può durare molto, se scelta bene. È comunque ovvio che se si applica quella indicata per la camera da letto (dove il calpestio è ridotto al minimo) nell’ingresso, la durata non sarà certo la stessa. In Italia, come del resto in molti altri paesi, i produttori del settore hanno adottato un sistema di classificazione.
La scelta
I pavimenti tessili vengono prodotti in teli di varie larghezze: arrivano fino a cinque metri in modo che sia possibile ricoprire il pavimento di un locale senza fare giunte. Le moquette possono essere in pura lana vergine, contraddistinte dal noto marchio, oppure in materiale sintetico. I prodotti qualitativamente migliori sono quelli in lana: antistatici, sono difficilmente infiammabili. Le fibre sintetiche costano meno e richiedono una manutenzione meno accurata: la resistenza all’usura, la morbidezza, e i toni di colore variano secondo il tipo. Il difetto che avevano di caricarsi di elettricità statica è stato eliminato mediante speciali trattamenti.
L’applicazione
La moquette richiede un sottofondo consistente e asciutto e, naturalmente, molto ben pulito. Se si prevede l’uso di adesivi, è assolutamente necessario eliminare ogni traccia di cera o di qualsiasi prodotto lucidante. Quando la moquette va stesa su un pavimento poroso (cemento o vecchio cotto) questo va prima passato con una miscela al 10% di acqua e dell’apposita resina, da stendere a pennello (o con una scopa) e lasciata asciugare per almeno dodici ore.
Come applicare la moquette
L’incollaggio totale è il metodo forse più seguito per tutti i materiali (per i feltri e gli agugliati senza supporto è l’unico tipo di posa possibile). Attenzione alla scelta dell’adesivo: ci sono quelli che rendono il materiale irrecuperabile (perchè lo fissano definitivamente al sottofondo) e ci sono i collanti removibili, che si spellano dal sottofondo anche molto tempo dopo la posa. Un altro metodo, ma meno usato, che consente di recuperare la moquette, è l’aggraffatura perimetrale che dà un ottimo risultato soprattutto con le moquette che hanno un supporto robusto e indeformabile.
L’aggraffatura permette di insinuare uno strato di feltro fra la moquette e il sottofondo quando si vuole ottenere un migliore isolamento termoacustico. È comunque una posa abbastanza laboriosa, e anche molto costosa per gli attrezzi che richiede.
La posa libera è la più semplice: si taglia la moquette in misura e la si trattiene lungo le pareti con lo zoccolino e, in corrispondenza delle porte, con i coprisoglia. Va bene soprattutto negli ambienti che hanno dimensioni ridotte e che quindi non richiedono giunte. I migliori risultati si ottengono con le moquette dal supporto gommoso o in schiuma. L’incollaggio con nastri biadesivi si esegue applicando i nastri lungo tutto il perimetro dello spazio da coprire con la moquette e a cavallo di eventuali giunte che resteranno così praticamente invisibili oltre che ben fissate.
Accorgimenti
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Quando è possibile, conviene staccare lo zoccolino battiscopa dalle pareti prima di posare la moquette.
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Prima di tagliare la moquette, si passa sopra il palmo della mano per constatare in quale direzione tende a piegarsi la felpa (parte visibile della moquette).
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Il senso del pelo va rivolto verso la finestra (le impronte dei passi risulteranno meno evidenti).
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Se si devono accostare più teli è bene disporli in direzione della parete da cui proviene la luce (non risulteranno i giunti).
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Dopo aver tagliato la moquette nella misura (abbondante) del pavimento, la si lascia riposare almeno per un giorno.
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Gli strumenti per tagliare la moquette devono essere ben affilati: un taglio male eseguito non è mai rimediabile.
Posa per incollaggio
La si usa con qualsiasi pavimento tessile e su qualsiasi sottofondo ben sgrassato, pulito, livellato e perfettamente asciutto in modo da ottenere un’adesione perfetta e duratura. Nella scelta dell’adesivo, conviene attenersi alle marche più conosciute. Per chi fa da sé, sono preferibili i collanti facili da spatolare che abbiano un tempo di presa non troppo breve in modo che sia possibile rimediare ad eventuali errori di posizionamento. La posa della moquette non differisce granchè da un tipo all’altro. C’è solo da precisare che le moquette vengono giuntate per accostamento, mentre se si lavora con i feltri e gli agugliati i giunti vanno sovrapposti e poi rifilati.
Stabilito il numero dei teli e la loro lunghezza, si taglia dal rotolo la moquette con le forbici tenendosi abbondanti (almeno 5 centimetri lungo il perimetro); naturalmente andranno fatte le necessarie incisioni negli angoli del locale e là dove ci sono sporgenze (pilastri o altro). È bene anche, con le forbici, smussare il supporto dei bordi da unire: lo strato di felpa si congiungerà perfettamente e il giunto resterà ben mimetizzato. A questo punto è buona regola lasciar riposare la moquette per almeno dodici ore.
Passato il tempo stabilito, ogni telo va arrotolato a metà nel senso della lunghezza: sul tratto di pavimento rimasto libero si spatola l’adesivo, passando e ripassando con un movimento a ventaglio e cercando di farlo penetrare il più possibile anche nelle più piccole irregolarità del pavimento. La metà della moquette precedentemente arrotolata deve essere poi distesa prima che il collante formi una pellicola superficiale (sarà il negoziante a indicare quanto tempo aperto concede il tipo di collante scelto).
Per ottenere una buona adesione si deve premere in modo uniforme la superficie dal centro verso i bordi in modo che non rimangano bolle d’aria. I giunti perfetti si ottengono pressando bene un telo contro l’altro e poi premendo verso terra. Con le moquette che tendono a ritirarsi, è bene impiegare le pinzette stringi-giunti da lasciare finchè l’adesivo non ha completato la presa.
Applicati tutti i teli occorrenti, bisogna eliminare la moquette in avanzo lungo tutto il perimetro del locale: è un’operazione che va eseguita con il coltellino apposito dopo aver segnato, con la punta delle forbici, la linea di taglio. A questo punto, se si desidera una rifilatura davvero perfetta, si può usare il rasatore, la cui lama è regolabile secondo lo spessore della moquette. Per finire, si applica lo zoccolino battiscopa, che farà da coprifilo fra il muro e la moquette, e gli appositi coprisoglia (da avvitare o autoadesivi) che si acquistano dal ferramenta. Se la porta, applicata la moquette, fatica a ruotare, bisogna o piallarne il bordo inferiore oppure applicare una rondella metallica nei perni delle cerniere.
I giunti dei feltri e degli agugliati vanno eseguiti per sovrapposizione e successiva rifilatura: già nel tagliare i vari teli bisogna tener conto dei centimetri che andranno persi in questa operazione. Inoltre, durante la collocazione dei vari teli, nello stendere l’adesivo sul pavimento, occorre astenersi dall’applicarlo lungo una striscia di circa 10 centimetri in corrispondenza del bordo da unire al telo successivo, che andrà posato sovrapponendolo a quello precedente di qualche centimetro. Fatto aderire bene anche il secondo telo, con il coltellino e la riga metallica si tagliano con estrema precisione i due bordi sovrapposti. Poi, si scostano i lembi, si introduce l’adesivo e si riaccostano comprimendo.
Accorgimenti
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La moquette sulle scale si applica con un adesivo a contatto da stendere, con una spatola liscia o a denti fini, sia sul sottofondo sia sul rovescio della moquette.
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Per rendere più sicuri i gradini si fissano sugli spigoli i profili antiscivolo.
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Feltro o moquette si possono posare anche sulle pareti: si spalma la parete di adesivo, si applica il telo come se fosse tappezzeria normale, poi si fissa il bordo superiore con qualche chiodo per impedire che il telo scivoli in basso prima che la colla faccia presa. Oppure: si spalma una striscia di adesivo a contatto sia sul muro sia sul bordo superiore del telo. Trascorso il tempo di evaporazione si congiungono con cura le due parti. Ancorato così il telo, si proseguirà incollando il resto normalmente.
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Su pedane o gradoni si usa adesivo normale se le superfici sono piuttosto estese e adesivo a doppia spalmatura sui gradini e intorno agli spigoli.
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L’adesivo a doppia spalmatura è necessario anche sui pilastri in corrispondenza degli spigoli (15 centimetri per parte): in questo modo si avrà la sicurezza che il materiale rimarrà ben aderente.
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I giunti sugli spigoli comunque vanno sempre coperti con profili angolari.
I quadrotti
Quando si applicano i quadrotti, incollati o in posa libera, bisogna stare attenti all’andamento delle fibre (di solito è segnato sul rovescio). Non si possono quindi disporre in modo casuale, ma devono essere messi tutti nello stesso senso, oppure in posizioni alternate in modo da sfruttare il gioco della luce sulla superficie e ottenere così un effetto a scacchiera. I quadrotti possono essere posati a secco o per incollaggio; il primo procedimento è senz’altro il più semplice. Anche in questo caso conviene lasciare riposare il materiale per una giornata prima di utilizzarlo.
Posa a secco
I quadrotti, che devono avere un supporto piuttosto rigido, vengono sistemati sul pavimento senza utilizzare adesivo. Questo tipo di posa è indicato in caso di sistemazioni provvisorie, poichè è facile rimuoverli e posarli in altri locali. Un altro vantaggio è quello di poter sostituire quelli ormai logori, spostandoli sotto i mobili o in posti meno in vista. Perchè non abbiano gioco, è necessario pressarli bene l’uno contro l’altro facendo in modo di non lasciare fessure contro le pareti. Quelli che vanno accostati al muro debbono essere tagliati in misura abbondante e incastrati con forza.
Se il locale è piuttosto vasto, è bene applicare (almeno ogni tre metri) delle strisce di nastro biadesivo in modo da tener ben fermi i quadrotti. Le strisce biadesive sono consigliabili anche in quegli angoli dove i quadrotti sono stati tagliati in porzioni per seguire l’andamento del pavimento.
Posa per incollaggio
Usare un adesivo piuttosto denso da stendere a spatola (ne va scelta una a denti fini o medi, secondo la levigatezza del sottofondo). Si inizia dal centro del locale, per individuarlo con precisione si tendono due cordicelle, perpendicolari fra di loro, da una parete all’altra usando la spatola quasi in verticale e ben pressata in modo che lo strato di adesivo non sia troppo consistente (sul sottofondo si distribuirà solo l’adesivo passato attraverso la dentellatura della spatola). Si aspetta che parte del solvente evapori (il momento giusto è quando, toccando l’adesivo con le dita, queste non restano sporche), poi si appoggia il primo quadrotto all’incrocio delle cordicelle procedendo dal centro verso le pareti con andamento a piramide e stando ben attenti che i bordi combacino sempre perfettamente. Il quadrotto va posato con un movimento verticale, evitando di farlo strisciare sul pavimento altrimenti l’adesivo potrebbe poi filtrare attraverso i giunti. I quadrotti, perchè aderiscano bene, devono essere pressati con un blocchetto di legno: se qualche angolo resta sollevato, occorre metterlo sotto pressione per almeno un giorno.
Di solito la cattiva presa dipende da una pulizia iniziale non accurata. Attenzione quindi a non lasciare polvere o sporco sulla superficie prima di iniziare l’incollaggio dei quadrotti. Se succedesse un inconveniente del genere, bisogna togliere il pezzo, raschiare l’adesivo dal pavimento, pulire accuratamente e sostituire con un nuovo quadrotto di moquette.
Per tagliare i quadrotti, quando si deve seguire l’andamento del pavimento, si usa un coltellino a lame intercambiabili e ci si aiuta con una riga metallica. Questo se si devono semplicemente seguire righe diritte: per i tagli sagomati sono necessarie le forbici. Nei casi più complessi comunque è utile predisporre preventivamente una sagoma di cartone.
La Lanerossi, produttrice delle moquette Rossifloor, è iscritta al Gruppo italiano fabbricanti tappeti e moquettes. I campionari portano sul retro, oltre al marchio apposito, l’indicazione che precisa per quale uso è realizzato quel tipo di materiale. Fra i molti, vari tipi di moquette Rossifloor, sono da segnalare: Columbia, un bouclé-tweed prodotto in una gamma di quindici moderni colori. È antistatico permanente e antisporco per la particolare struttura della fibra Antron Heavy Duty. È un materiale indicato in locali dal traffico intenso, ma data l’eleganza del suo aspetto, va benissimo anche in ambienti di rappresentanza. Per la manutenzione ordinaria basta il battitappeto; la manutenzione straordinaria richiede lavaggio con schiume semi-secche. La felpa è poliammide BCF, il primo e il secondo sottofondo sono in sintetico; viene prodotta in rotoli alti quattro metri per 20, 25 metri di lunghezza come le altre moquette che segnaliamo. La posa in opera può avvenire per tensione Perimetrale con feltro sottomoquette su sottofondo tirato a frattazzo fine, per incollaggio totale su sottofondo lisciato, per incollaggio perimetrale. Un’altra moquette (unica nel suo genere), è la Tintoretto: in sedici colori gradevolissimi, è adatta in ambienti di traffico forte, ma per il suo caratteristico aspetto puntinato, che la rende molto decorativa, può risolvere qualsiasi problema d’arredamento. Anche per la Tintoretto, la manutenzione giornaliera si fa con il battitappeto, quella straordinaria con schiume semi-secche. La felpa è 100% poliammide, il primo sottofondo è sintetico, il secondo espanso goffrato. La posa in opera avviene per incollaggio totale su sottofondo lisciato. Un bouclé medio grosso (tale da rientrare nella famiglia dei berberi, molto ricercati nell’arredamento rustico), è il Penelope. Antistatico permanente, è un materiale adatto a qualsiasi locale. È prodotto in quindici colori melangiati ottenuti con l’impiego di fibre (Anton III HF e Antron) che assicurano il massimo di antistaticità, resistenza allo sporco e all’usura. La manutenzione, la struttura e la posa in opera è uguale alla Tintoretto. Un velluto fine, ma resistente, è Wooltop: in pura lana vergine IWS, è prodotto in otto colori uniti ognuno dei quali porta tre varianti a piccolo disegno. È possibile quindi creare accostamenti gustosi, molto particolari. La manutenzione ordinaria e straordinaria avviene come per le altre moquette qua descritte. La felpa è in pura lana vergine, il primo sottofondo è sintetico, il secondo è juta. La posa in opera, dato il pregio del materiale, deve avvenire solo per tensione perimetrale con feltro sottomoquette su sottofondo tirato a frattazzo fine. Gli esperti della Lanerossi consigliano l’intervento di un abile moquettista.



