Dipingere casa

Tecniche per dipingere casaEcco le tecniche contemporanee più usate per dipingere le pareti di un appartamento. Oggi esistono così tanti tipi di colorazione, di tonalità e di metodi di pittura che è impossibile non trovare quello adatto alle stanze della propria dimora. Ognuno sceglie in base alle proprie esigenze e personalità.

Dipingere casa? Ormai non è più un problema. Quando arriva il momento di tinteggiare le pareti della propria abitazione, bisogna dare sfogo alla fantasia. Al giorno d’oggi esistono così tanti tipi di colorazione, di tonalità e di metodi di pittura che è impossibile non trovare quello adatto alle stanze della propria dimora. Oltre al classico e intramontabile bianco, è possibile scegliere tra un’infinità di colori. Chi ama il feng shui può seguire i consigli che vengono dati da questa dottrina. Secondo la posizione della casa e la disposizione delle pareti si prediligono certi toni rispetto ad altri.

Nuance calde, brillanti o tenui e pastello, per dipingere una o più pareti. Ma quali sono le tecniche più usate nel campo della tinteggiatura?
La spugnatura è senz’altro una delle più diffuse. Si realizza grazie a una spugna. Ci sono due metodi. Uno chiamato a mettere che consiste nell’intingere la spugna nella pittura e tamponare la superficie scelta. Il secondo è invece chiamato a levare. In questo caso dopo aver applicato il colore di fondo predescelto e la velatura, cioè la vernice superiore, si tampona con la spugna per far apparire il colore di base. Si possono ottenere così effetti originali.

Per un lavoro più veloce ma altrettanto particolare, si possono utilizzare dei rulli specifici. A nido d’ape, increspati, scamosciati oppure con frange di varie dimensioni. Una volta imbevuti di tinta, si passano sulla parete. Compaiono così increspature o disegni diversi, secondo la tipologia scelta.
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Inserito nella categoria Verniciare da admin in data Thursday 10 September 2009 alle 11:59 am

Traslocare in una nuova casa

Imbiancare una stanzaTraslocare. Quali sono i lavori che bisogna fare prima di poter andare a vivere nella dimora prescelta. Nel caso di un’abitazione nuova di zecca, particolare importanza assume la tinteggiatura delle pareti. In immobili di una certà età, è determinante far controllare tutti gli impianti del gas, elettrico e idraulico.

Traslocare in una nuova casa? Basta essere ben organizzati e il gioco è fatto. Quali sono i lavori che bisogna fare prima di poter andare a vivere nella dimora prescelta? Sono numerosi. Ci si può affidare a dei professionisti oppure procedere con il fai da te. Nel caso di un’abitazione nuova di zecca, particolare importanza assume la tinteggiatura delle pareti. I colori tra cui scegliere sono numerosissimi. Al classico bianco si possono preferire tonalità pastello come il rosa salmone o il beige ma anche toni più forti come il giallo o il rosso.
Si può fare ricorso anche alla pittura creativa. Ci sono infatti differenti tecniche che permettono di ottenere effetti particolari sui muri di casa. Da quella a rocchetto con rullo, adatta per lo più a una singola parete della stanza, a quella a stampo. Dall’effetto spugnato a quello sfumato. Ce n’è per tutti i gusti.

Chi invece opta per una casa precedentemente abitata, deve innanzitutto far controllare tutti gli impianti, da quello elettrico, a quello del gas, a quello idraulico. È possibile poi che sorga l’esigenza di ristrutturare. Dai pavimenti, ai muri, si tratta comunque di interventi di edilizia. In questo caso bisogna informarsi sulle normative locali da seguire e sui documenti da richiedere per ottenere l’eventuale permesso.
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Inserito nella categoria Verniciare da admin in data Thursday 23 July 2009 alle 4:59 pm

Proteggere le pareti esterne della casa

La facciata esterna di una bellissima villa

Che la casa sia vecchia o di nuova costruzione, le pareti esterne devono essere periodicamente revisionate e ben protette da una pittura adatta. Per resistere bene ai raggi del sole e alle intemperie, una pittura per muri esterni deve avere caratteristiche ben precise. Se la casa è costruita in pietra o mattoni a vista che si vogliono proteggere senza alterarne il caratteristico aspetto, bisogna usare liquidi speciali, a base di siliconi, che rendono la parete perfettamente idrorepellente senza ostacolare la normale traspirazione. Questi prodotti varino diluiti con acqua seguendo le indicazioni riportate sulla confezione, e si applicano a pennello (eventualmente anche a spruzzo) in quantità abbondante in modo da coprire ogni parte, senza tralasciare la più piccola zona: non sono più possibili ritocchi quando il liquido si è indurito. Una volta essiccato, sulla superficie trattata si forma una pellicola protettiva sulla quale l’acqua scivola via. Il muro rimane così perfettamente asciutto e le impurità che si posano sulla parete vengono portate via dalla pioggia senza accumularsi e creare macchie. Per una finitura coprente, si possono usare diversi prodotti come idropittura a base acrilica, specifica per muri esterni o pittura alla pliolite (si tratta di una resina pregiata ricavata dalla produzione della gomma sintetica). Quest’ultimo è un prodotto a solvente, quindi non semplice da applicare: la resa, tuttavia, è veramente ottima. Per le sue indubbie qualità protettive è usato anche in località marine dove gli altri prodotti si sfogliano o si screpolano. Le migliori pitture di questo tipo possiedono requisiti indispensabili per l’applicazione in esterno: resistenza assoluta agli agenti atmosferici e alle sostanze corrosive presenti nell’aria (smog); resistenza agli alcali contenuti nel cemento e nella calce idraulica; repellenza all’acqua e traspirabilità al vapore acqueo; autolavabilità (cioè non trattengono la polvere e lo sporco). L’applicazione della pittura a solvente si fa, normalmente, in due mani, o anche in tre se è richiesta una resistenza eccezionale diminuendo a ogni mano la quantità del diluente.

Accorgimenti

  1. È assolutamente sconsigliabile dipingere da sè case più alte di un piano. Per eseguire lavori di questo tipo sono necessari opportuni ponteggi.
  2. Per dipingere a un’altezza di 4-5 metri è indispensabile una scala da appoggiare al muro, o meglio, due scale a squadra su cui appoggiare un’asse robusta cheserve da impalcatura.
  3. Controllare sempre la stabilità della scala.
  4. Le stagioni migliori per dipingere pareti esterne sono quelle a clima mite: non è consigliabile comunque dipingere con temperatura inferiore ai 5 gradi, quando c’è vento, su superfici bagnate dalla pioggia o dalla nebbia, oppure esposte direttamente ai raggi del sole.
  5. Nelle giornate di gran sole si dpingono nella mattinata le pareti esposte a nord e a ovest, quelle a est nel pomeriggio e quelle a sud verso sera.
  6. Prima di iniziare il lavoro è necessario proteggere i serramenti, i davanzali, eventuali lampade esterne e ogni altro infisso con fogli di plastica.
  7. Quando non è possibile creare questa protezione si evitano le sbavature usando come schermo una striscia di cartone pesante.
  8. Se durante il lavoro occorre appoggiare la scala su una parete già dipinta, è bene avvolgere l’estremità superiore con panni puliti.

Preparare il fondo. La prima operazione da compiere sulla superficie da dipingere, è un’energica spazzolatura che va eseguita prima con la spazzola metallica in modo da portar via eventuali incrostazioni e parti in distacco, e poi con lo scopino per eliminare tutta la polvere. La pulizia del fondo va fatta in ogni caso, sia che si tratti di intonaco nuovo o già tinteggiato, di calcestruzzo a vista o di elementi in cementoamianto (eternit o simili). In particolare, se la parete è dipinta a calce, questa va raschiata a fondo fino a mettere in vista il supporto. Per pareti molto sporche è necessario anche un minuzioso lavaggio con acqua e soda (50 grammi di soda in un litro d’acqua) seguito da un abbondante risciacquatura. Se c’è qualche zona segnata da macchie di grasso, nafta o catrame, va prima ripulita con gli appositi solventi (benzina, petrolio e simili). Se l’intonaco è molto difettato, con buchi e fessure, macchie di umido o di muffa, effiorescenze saline, prima di dipingere è necessario rimediare a questi pericolosi inconvenienti (il modo è specificato nel paragrafo seguente). Per le riparazioni all’esterno non va mai impiegato gesso poichè è un materiale molto sensibile all’umidità. Per piccole scalfiture si può semplicemente usare lo speciale stucco sintetico per esterni. Da ultimo conviene sempre applicare una mano di fondo con pittura isolante.

Togliere le macchie di muffa e/o umidità. Prima di tutto bisogna rendersi conto di quali sono le cause. Se sono il residuo dell’umidità dovuta a recente costruzione, i fenomeni si possono considerare temporanei e destinati a scomparire in breve tempo (le efflorescenze sono spesso solo residui di umidità già esaurita): basta un’energica spazzolatura con la spazzola metallica. Alla muffa si rimedia ripulendo prima accuratamente la zona interessata e poi trattandola con una soluzione sterilizzante di facile preparazione. Si mescola un quarto di litro di candeggina con tre quarti di litro di acqua tiepida, quindi si aggiunge un cucchiaio di fosfato trisodico o di borace (si acquista in drogheria) e un cucchiaio di comune detersivo. Con questa soluzione, aiutandosi con una spazzola morbida, si asporta la muffa e poi si sciacqua con acqua fresca e pulita. Attenzione agli occhi mentre si sta facendo questo lavoro: sarebbe bene proteggerli con occhiali e indossare guanti di gomma per riparare anche le mani. Quando il muro rimane umido perchè assorbe acqua per capillarità, prima di ricorrere a provvedimenti radicali, come il taglio della muratura, si può intervenire con appositi prodotti e cioè: la soluzione neutralizzante, l’intonaco risanante, la pittura risanante.

La soluzione neutralizzante è un liquido che, penetrando nel muro, fa staccare le effiorescenze saline. Va applicata a pennello, in quantità abbondante, dopo aver asportato con la spazzola metallica tutte le incrostazioni e le parti di intonaco che si sfaldano. Dopo un giorno la soluzione è asciutta e il muro pronto per i successivi interventi. L’intonaco risanante serve a pareggiare le parti scrostate dall’umidità. È venduto in polvere e va impastato con acqua subito prima di essere utilizzato: la consistenza deve essere quella giusta che permette l’applicazione con la spatola. Prima di eseguire il rappezzo bisogna bagnare bene il muro che va mantenuto umido per le ventiquattro ore successive perchè non si screpoli. L’indurimento richiede un tempo variabile, secondo la stagione in cui si sta lavorando. Meglio comunque lasciar passare qualche giorno, poi si liscia la stuccatura con una carta vetrata media. La pittura risanante è un prodotto che regola la traspirazione del muro impedendo che l’umidità si accumuli. Si stende sia a pennello sia a rullo, in strato abbondante e dopo aver rimosso eventuali vecchie pitture, coprendo una zona almeno un metro più larga di quella interessata dall’umidità. La prima mano va data sul muro ben impregnato d’acqua, le successive a distanza di circa otto ore una dall’altra (in tutto, vanno utilizzati almeno 750 grammi di pittura per metro quadrato). La pittura, che è di colore biancastro, può essere coperta con qualsiasi altra pittura di finitura.

Fori e fessure. Vanno ben ripuliti con il raschietto, spolverati con il pennello, bagnati con acqua pulita e poi riempiti con malta cementizia. La superficie va ben lisciata con la cazzuola.

Applicazione della pittura da esterno. Si procede sempre dall’alto verso il basso, iniziando dai cornicioni o da altre parti sporgenti. Se la parete da dipingere è piuttosto estesa, perchè non si notino le inevitabili interruzioni del lavoro, è opportuno che queste avvengano in corrispondenza di finestre, porte, fasce decorative o spigoli. La tecnica di applicazione è la stessa già descritta per tinteggiare le pareti interne. All’esterno, la tinteggiatura ha però anche una funzione protettiva; lo spessore quindi non deve essere troppo esiguo.

Rivestimenti plastici. Contengono una certa quantità di polvere minerale (caolino, farina o granuli di quarzo) che li rende coprenti e riempitivi. Secondo il tipo e la grandezza (granulometria) dei minerali contenuti si ottengono rivestimenti di varia consistenza e possono essere applicati con gli attrezzi impiegati per le altre pitture oppure richiedere l’uso di strumenti adatti. La finitura può essere a buccia d’arancia più o meno fine, spatolata, graffiata, secondo il modo di applicazione. Duri, traspiranti, resistentissimi agli agenti atmosferici, questi rivestimenti, applicati esternamente, garantiscono comunque una lunga durata.
I plastici possono essere ad acqua o a solvente: quelli ad acqua e a granulometria fine sono i più semplici da usare. Per stendere questo tipo di rivestimento si usa uno speciale rullo alveolato in spugna sintetica. Il modo di impiego è il seguente. Aperto il contenitore e il sacco di plastica che si trova all’interno, senza rimescolare la pittura, si immerge parzialmente il rullo rigirandolo più volte su se stesso in modo che la pittura penetri negli alveoli. Il rullo va passato sulla parete, senza premere, con un movimento dall’alto verso il basso per una lunghezza di circa mezzo metro e risalendo poi un po’ più in alto da dove si è partiti. Una volta svuotato il rullo si ripete l’operazione. Dopo aver ricoperto una certa porzione di parete si dà qualche passata orizzontale (senza ricaricare il rullo) poi si rifinisce con l’attrezzo adatto a ottenere il rivestimento desiderato. Mentre questo è ancora fresco si ripetono di nuovo le precedenti operazioni fino a ultimare la parete, curando bene i raccordi del disegno a rilievo. Nei punti in cui non si riesce ad arrivare con il rullo si usa la spatola, raccordando il disegno con le dita. La finitura rullata è la più semplice e veloce: si ottiene passando il rullo, asciutto, in verticale oppure in senso orizzontale (sempre in un solo senso): sui muri esterni è però preferibile il rullato verticale che non favorisce la presa dello sporco. Per la finitura spatolata si usa la spatola triangolare di plastica sul rullato per circa 40 centimetri nel verso dell’applicazione a rullo, bagnando ogni volta la spatola nell’acqua.
Oltre a questi esistono altri tipi di finitura: si può tamponare il prodotto con una spugna di plastica, dopo l’applicazione a rullo, e creare a spatola o con altri mezzi (anche con le mani) il disegno che si preferisce.

Accorgimenti

  1. Dovendo scegliere la finitura, conviene fare prima una prova su una piccola superficie: se il risultato non soddisfa, si può recuperare il prodotto.
  2. Questo tipo di materiale essicca rapidamente: se si lavora quindi con temperature molto elevate, o in ambienti asciutti o ventilali, è necessario procedere con una certa velocità.
  3. A lavoro ultimato richiudere con cura il sacco di plastica.
  4. Per pulire attrezzi e mani si usa semplicemente dell’acqua.
Inserito nella categoria Lavori in muratura, Ristrutturazioni, Verniciare da admin in data Saturday 22 September 2007 alle 11:56 am

Verniciare il ferro

Gli oggetti in ferro si verniciano soprattutto per proteggerli dalla ruggine: solo isolando il metallo con una pellicola protettiva impermeabile è possibile prevenire i danni provocati dalla ruggine, molto spesso irreparabili. Occorre quindi proteggere radiatori e tubazioni in ferro, inferriate, parapetti, cancelli, recinzioni che vanno sempre controllati, perchè, se non si interviene immediatamente, ai primi segni di deterioramento, ci si può trovare davanti a un rottame inutilizzabile. Le situazioni possibili sono due: ferro nuovo (protetto solo da uno strato provvisorio di grasso), ferro già verniciato. Nel primo caso basta sgrassarlo accuratamente con uno straccio imbevuto di trielina o acquaragia, applicare l’antiruggine in due mani usando un pennello piuttosto duro e passare lo smalto specifico per il ferro. Nel secondo caso, invece, si possono presentare tre eventualità:

  1. La vecchia verniciatura è in buono stato e si desidera solo rinfrescare la tinta. Occorre: acqua e soda (un cucchiaio di soda in un litro d’acqua) per lavare la superficie; stucco per le piccole imperfezioni; carta smeriglio mediofine da passare sullo stucco secco; uno strofinaccio morbido per spolverare; smalto per ferro; un pennello tipo trocadero.
  2. La vecchia vernice è rovinata in qualche punto: acqua e soda per lavare la superficie, spatola e spazzola metallica per raschiare le incrostazioni di ruggine; occhiali protettivi del tipo avvolgente (un po’ come quelli dei saldatori); stucco e carta smeriglio mediofine; antiruggine da applicare con pennello tipo strozzato (una mano sola basta); smalto per ferro e pennello trocadero.
  3. Lo strato di vernice esistente è da eliminare del tutto perchè molto rovinato, occorre: uno sverniciatore da applicare con un pennello a setole medie; una spatola per rimuovere la vernice quando si è ammorbidita; un raschietto per togliere la vernice dagli interstizi.

A questo punto si procede come se il ferro fosse nuovo. È utile ricordare che l’antiruggine non resiste a lungo: è necessario quindi ricoprire tempestivamente la superficie con lo smalto per il ferro che va applicato in due mani. La pittura deve coprire tutta la parte: dove è difficile arrivare, si fa colare la pittura. Gli infissi che non si possono smontare, e posare orizzontalmente, si verniciano sul posto facendo attenzione che lo smalto non coli. Esistono in commercio i convertitori di ruggine. Sono speciali liquidi che si applicano con un pennello abbastanza morbido e si lasciano agire per qualche ora sulla ruggine: alla fine, la trasformano in una sostanza inerte e compatta, di colore scuro, in grado di proteggere il metallo. Il convertitore va steso in due mani, poi il ferro può essere verniciato con qualsiasi smalto, eccetto quelli alla nitrocellulosa. Il convertitore è utile per rappezzi; basta grattar via lo sporco e le scaglie più vistose.

I caloriferi. Per i caloriferi, occorrono antiruggine e smalto per caloriferi, capace di resistere agli sbalzi di temperatura senza incrinarsi o scrostarsi. Quando si dipinge, il calorifero deve essere spento. Indicati il pennello trocadero e quello a gomito per le parti più nascoste.

Inserito nella categoria Verniciare da admin in data Thursday 6 September 2007 alle 3:30 pm

Verniciare a spruzzo

Può sembrare molto semplice e invece non lo è. Spesso i principianti del fai da te si lasciano tentare per ritrovarsi poi di fronte a non poche difficoltà. Prima di tutto l’attrezzatura (per i lavori di una certa portata) è decisamente costosa. Bisogna poi tener presente una serie di precauzioni da non sottovalutare: la nube che si produce ad esempio è sempre nociva e qualche volta decisamente tossica. È un lavoro che non andrebbe mai fatto in casa, ma in uno scantinato o in un garage molto ben arieggiato. All’aperto si può lavorare solo se non c’è vento che può sia sollevare la polvere sia deviare la direzione dello spruzzo. Chi lavora poi, deve essere completamente protetto: è necessario portare una mascherina sulla bocca, una cuffia di plastica sui capelli, una tuta o un camice in cui avvolgersi accuratamente.

La verniciatura a spruzzo è quindi consigliabile per i piccoli lavori che non richiedono l’acquisto di una particolare attrezzatura. In commercio esistono bombolette spray in una vasta gamma di scelta: dai prodotti preparatori alle vernici trasparenti, agli smalti lucidi e opachi disponibili in quasi tutti i colori. Le bombolette, pronte per essere usate, si conservano a lungo anche se utilizzate solo in parte. Vuotata la bomboletta, la si butta e tutto finisce qui. Eliminati gli inconvenienti di spesa, preparazione dei prodotti, messa a punto dell’apparecchio spruzzatore (e accurata, indispensabile pulizia dopo l’uso), rimangono comunque da osservare tutte le precauzioni elencate sopra. La bomboletta spray non è consigliabile quando occorre verniciare superfici poco compatte, come ringhiere, balaustre, seggiole, perchè molta vernice andrebbe persa

Inserito nella categoria Verniciare da admin in data Thursday 6 September 2007 alle 3:25 pm

Verniciare il pavimento

È un fai da te impegnativo, è vero, ma i lavori che impegnano di più sono anche quelli che danno alla fine le maggiori soddisfazioni. Mettersi a verniciare i pavimenti di casa è un’impresa che può presentare non poche incognite tuttavia, sapere come si fa, può essere utile. Utile soprattutto quando si ha una casa in campagna, la voglia di cimentarsi in qualche lavoro manuale, l’impossibilità di far intervenire l’esperto di turno (come sempre introvabile) e magari c’è tutta la famiglia disposta a dare una mano. Dunque, sapere come si fa, non guasta mai.

Il pavimento in legno. Se il pavimento è in legno, renderlo impermeabile alle macchie e allo sporco porta non pochi vantaggi. La vernice vetrificante può essere lucida oppure opaca ed è quella più conveniente per questo tipo di pavimento. Una volta essiccata indurisce molto e resiste notevolmente all’usura. Certo non è fatta per camminarci sopra con le scarpe da golf, ma si può star certi che scalpiccio e lavaggi ripetuti non la scalfiranno per un bel po’ di tempo. Se il pavimento è nuovo, prima di verniciarlo, basta togliere la polvere con uno straccio inumidito e poi lasciare asciugare molto bene per non imprigionare umidità sotto la vernice. Se il pavimento è incerato, è necessario lavarlo accuratamente con acqua e detersivo, magari sfregando con una spazzola dura. Dopo che è stato ben sciacquato lo si lascia asciugare perfettamente. Quando il pavimento è in cattivo stato, cioè ci sono tavolette che si staccano, scalfiture profonde o macchie indelebili, è d’obbligo l’intervento di un parquettista che sistemi le pecche e levighi il pavimento. Prima di mettersi a trattare il pavimento che si è deciso di verniciare, bisogna naturalmente sgomberare il locale da tutti i mobili. Il locale resterà inagibile per due o, meglio ancora, per tre giorni. La vernice poliuretanica (la vetrificante) si applica in due o tre mani e va diluita come e quanto è indicato sulla confezione. Il pennello da usare è un ovalino dalle setole dure, piuttosto largo e, naturalmente, perfettamente pulito. Per evitare che nell’ambiente dove si lavora rimangano vapori fastidiosi, bisogna che il locale sia adeguatamente arieggiato.

Per facilitare le cose è preferibile ripiegare sulle vernici poliuretaniche monocomponenti che non creano problemi di dosaggio e miscelazione. Il risultato è identico a quello che si ottiene con i prodotti a due componenti che richiedono invece un’accurata preparazione e una corretta miscelazione. La verniciatura dovrebbe seguire la direzione della venatura del legno, in larghe fasce che vanno da una parete all’altra. Non bisogna interrompere il lavoro prima di aver terminato la mano in corso e bisogna lasciare essiccare la vernice prima di applicare quella successiva: fra una mano e l’altra il pavimento va leggermente levigato asportando le poche scorie con l’aspirapolvere. Dopo la passata finale si aspettano i due o tre giorni indispensabili e poi il locale ridiventa abitabile e il pavimento lavabile con acqua e detersivo, senza paura di infiltrazioni.

Il pavimento in cotto. Il pavimento in cotto ha un suo fascino particolare specialmente se è quello delle vecchie case rustiche, magari un po’ logoro e consunto. Un fascino che si paga con una manutenzione piuttosto faticosa. Ma il vecchio pavimento in cotto si può verniciare: lo si può fare con le stesse vernici poliuretaniche indicate per i pavimenti in legno, ma utilizzando il tipo opaco per non alterare il normale aspetto del cotto. La vernice va stesa con un pennello duro: le mani giuste sono tre, la prima più diluita, le altre due sempre meno.

Il pavimento in cemento. È spesso quello del box o dello scantinato: è un pavimento polveroso che può cambiare faccia se trattato con gli appositi smalti poliuretanici monocomponenti. Si trovano in commercio in molti colori e vengono anche definiti rivestimenti ceramici. Perchè il lavoro, una volta ultimato, risulti come si deve, il pavimento deve essere ben asciutto e, naturalmente, sgrassato e pulito. Lo smalto va passato con una pennellessa oppure con un rullo a pelo lungo: occorrono tre mani, la prima allungata con la stessa quantità di diluente, la seconda con metà diluente, l’ultima con il trenta per cento di diluente rispetto alla quantità di vernice.

Ceramica. Capita soprattutto nelle vecchie case di campagna, nella casa di famiglia, quelle costruite dai padri e magari dai nonni tanti anni fa: le piastrelle della cucina sono un po’ consunte e gli apparecchi sanitari sarebbero da sostituire. Se si vogliono evitare spese e disagi si può fare da sè con ottimi risultati, dando una buona rinfrescata a piastrelle e sanitari con una speciale pittura che li fa diventare come nuovi. Sono smalti speciali che aderiscono perfettamente alle superfici ceramiche e non solo a quelle: infatti vanno benissimo anche per pitturare il laminato plastico. Questi smalti sono per lo più a due componenti (un prodotto di base e un cosiddetto indurente) che miscelati secondo le regole riportate sulla confezione producono alla fine uno strato duro e liscio che è ben difficile scalfire. Basta una mano per ottenere un ottimo risultato perchè il prodotto è denso e ben coprente. I due componenti, che uniti danno questo smalto, vengono venduti in dosi giuste per essere mescolate fra loro ed è quindi impossibile commettere degli sbagli. Però, attenzione: una volta miscelati i due ingredienti, il prodotto va usato prima che cominci a indurire, cioè non oltre i quaranta, cinquanta minuti successivi. Naturalmente gli elementi verniciati non si potranno utilizzare per qualche giorno: per essere sicuri, dovrebbero passare tre giorni interi.

Accorgimenti

  1. Prima di iniziare a verniciare bisogna togliere le eventuali incrostazioni passando la superficie con carta abrasiva.
  2. Esiste in commercio uno stucco speciale, che indurisce molto in fretta, da usare se ci sono crepe o scalfiture. Le stuccature, dopo qualche ora, si passano con carta abrasiva a grana media.
  3. È buona norma prima di verniciare, pulire la superficie con detersivo abrasivo da sciacquare via con molta acqua. Lasciare asciugare bene.
  4. Prima di verniciare gli apparecchi igienici bisogna chiudere accuratamente i fori di scarico dell’acqua.
  5. Per evitare di andare con lo smalto sulle parti metalliche, conviene ricorrere al solito nastro adesivo crespato, da staccare con cautela un paio d’ore dopo aver finito il lavoro.
  6. Solo quando tutto è pronto si inizia a miscelare gli ingredienti.
  7. Il pennello adatto è di tipo piatto, largo 5-6 centimetri, in setole dure.
  8. Si procede dall’alto verso il basso incrociando le pennellate.
  9. Attenzone alla povere È nemica delle verinci per ameno otto ore dopo averpitturato evitare di far polvere.
  10. Se, indurito lo smalto, ci fosse qualche imperfezione (o qualche pelo di pennello incorporato nella pittura), bisogna levigare con carta abrasiva media, spolverare e poi ricoprire le parti opache con la vernice cristallizzante indicata per il parquet.
  11. Per la pulizia si usano soltanto detersivi liquidi.
  12. Piastrelle. Dopo aver steso lo smalto attendere circa mezz’ora e passare la superficie con un rullo di lana a pelo rasato che va fatto scorrere nel senso verticale della parete: in questo modo la verniciatura risulta perfetta. Una raccomandazione che non guasta ripetere: prima di interrompere il lavoro bisogna terminare un’intera parete, o comunque è indispensabile finire il pezzo che va da spigolo a spigolo.

Inserito nella categoria Verniciare da admin in data Thursday 6 September 2007 alle 3:24 pm

Verniciare mobili e oggetti in legno

Si può utilizzare sia la vernice sia lo smalto. Nel primo caso la superficie deve essere in buono stato, altrimenti eventuali stuccature risulterebbero decisamente evidenti. È possibile fare solo piccole rifiniture con stucco mescolato a un po’ di colore. Si procede in questo modo. Lavare con acqua e soda la superficie da verniciare (un litro di acqua e un cucchiaio di soda) usando una spugna, asciugare bene, carteggiare e spolverare. È sufficiente una mano di vernice e il lavoro è concluso. Perchè lo strato di vernice risulti uniforme, è necessario usare un pennello morbido e passarlo nel senso della venatura del legno. Se invece il legno è ancora grezzo, bisogna sincerarsi che non sia difettoso (nodi che si staccano e tracce di resina). Si stuccano allora le piccole irregolarità, e si danno tre mani di vernice: la prima molto diluita, la seconda un pò meno, la terza diluita pochissimo o niente del tutto. Se il legno è già stato verniciato e la vernice si stacca in scaglie, occorre assolutamente toglierle con un raschietto, lavare con acqua e soda, stuccare, carteggiare e spolverare accuratamente. Se invece si vuole usare lo smalto, è indispensabile che la superficie da verniciare sia liscia e compatta. È quindi indispensabile che il legno grezzo, mai dipinto, venga preparato con un’apposita pittura opaca di fondo. E prima ancora il legno deve essere preparato come per le vernici trasparenti. La pittura di fondo deve essere della stessa marca e dello stesso tipo dello smalto. Ma questo tutti i rivenditori lo sanno. Se il legno è già stato verniciato, è in buono stato e la vernice non è di tipo diverso da quella che si vuole sovrapporre, basta pulire con una spugna imbevuta con la solita acqua e soda, sciacquare, asciugare. Si passa la carta vetrata e quindi si spolvera e si dà lo smalto. Se la vecchia vernice è rovinata o è incompatibile con quella che si vuole usare, bisogna toglierla. Per questa operazione, vale quanto già detto: è un lavoro che impegna e se non si è più che ben disposti, meglio lasciar stare. Comunque, si procede come segue.

Si acquista un buon sverniciatore che è un prodotto contenente sostanze adatte a ammorbidire le vernici. Lo si applica senza economia e lo si lascia il tempo necessario che dipende dalla consistenza della crosta da asportare. Il lavoro va fatto a piccole zone: dopo che la vernice si è sollevata e ammorbidita, la si rimuove con una spatola. Poi si prosegue ad applicare lo sverniciatore su un’altra zona. Se ci sono incavi o profili occorre usare certi speciali raschietti. Gli inevitabili residui si rimuovono con paglia di ferro del tipo medio. A questo punto si lava con acqua e detersivo o, volendo, con lo speciale prodotto neutralizzante che sarà stato consigliato insieme allo sverniciatore dal rivenditore. Quando la superficie è pronta, si comincia a dare lo smalto: di solito se ne passano due mani. Se si usano gli smalti pronti all’uso (i più nuovi), non esiste problema, altrimenti bisogna diluirli: un po’ di più la prima mano (ogni confezione porta le debite istruzioni). I pennelli da usarsi, i più adatti, sono quelli con le setole scure (cioè con setole morbide) perchè è minore il rischio di striature. La vernice si stende su piccole zone, tenendo il pennello quasi in verticale e incrociando le pennellate: cioè, prima in un senso quindi in quello perpendicolare per poi dare un’ultima passata nel primo verso, con mano leggera. Attenzione a intingere poco il pennello perchè lo strato di pittura deve essere sottile e uniforme.

Inserito nella categoria Verniciare da admin in data Thursday 6 September 2007 alle 2:42 pm

Verniciare casa – concetti di base

Di oggetti in legno da verniciare, in casa, ce ne sono quanti se ne vuole: a cominciare dai serramenti, stipiti, zoccolini, sgabelli, seggiole, vecchi mobili da portare nella casa di campagna. Poi, da verniciare, se si vuole, ci sono anche i pavimenti, da quello in legno del soggiorno a quello in cemento del garage, oppure le piastrelle e i caloriferi e tante altre cose ancora. Elencarle tutte è quasi impossibile. La cosa migliore è quindi quella di dividerle per grandi famiglie (legno, ceramica, ferro) e fornire alcune indicazioni indispensabili sul cosa serve e come si fa.

Attrezzi

 Pennelli. Tondi per dipingere oggetti di forma irregolare: ovalini e pennellesse per superfici piuttosto ampie. Un buon rivenditore è il migliore consigliere: saputo il lavoro che deve essere eseguito, saprà indicare la forma e le dimensioni più appropriate. È comunque utile avere già qualche informazione per seguire meglio le indicazioni del rivenditore. Eccone alcune. Il pennello che va bene per tinteggiare una parete non è indicato per verniciare un mobile, magari sagomato. Quindi se la superficie da dipingere è limitata, il pennello deve essere grande in proporzione; per le rifiniture (dove si deve usare pochissima pittura), il pennello deve essere di dimensioni molto ridotte. La rigidità delle setole, naturalmente, varia: i pennelli duri sono indicati per le pitture dense e per le superfici ruvide, quelli più morbidi per le mani di finitura soprattutto se si stanno usando vernici e smalti a film sottile.
I pennelli tondi si distinguono in tipo strozzato o tipo trocadero. Il tipo strozzato ha la ghiera conica che dà al fiocco di setole maggiore rigidezza: viene usato su superfici piuttosto ruvide e con prodotti che devono essere energicamente tirati. Il tipo trocadero ha la ghiera a cilindro leggermente schiacciata: è il più indicato per finiture con vernici e smalti. I pennelli tondi vanno benissimo per le superfici irregolari dove occorre spesso cambiare direzione (come può avvenire quando si sta dipingendo un mobile scolpito). I pennelli ovalini hanno la ghiera molto più ridotta e il fiocco di setole, più libero, può raccogliere una maggiore quantità di pittura. I pennelli ovalini sono consigliati per verniciare superfici piuttosto ampie sia di legno sia di metallo. Il tiralinee è un pennello molto piccolo e dalla punta sottile che viene usato per eseguire bordi leggerissimi (naturalmente occorre una mano ferma, esperta e l’aiuto di una riga). Il pennello cosiddetto a gomito è quello che si usa per verniciare i caloriferi in quelle parti che altrimenti sarebbero irraggiungibili. è, un tipo di pennello con setole piuttosto dure e corte, con manico in legno o metallo lungo da 40 a 50 centimetri e con la ghiera sagomata ad angolo ottuso.

Accorgimenti

  1. Il pennello si impugna nel modo che riesce più comodo e naturale, ma bisogna fare attenzione che la sua inclinazione si mantenga sui 45 gradi rispetto allasuperficie che si sta dipingendo.
  2. La pressione sul pennello deve essere costante e non eccessiva: le setole devono flettersi senza separarsi altrimenti la pittura non risulta poi uniforme.
  3. Le mani di finitura sono quelle che richiedono maggiore accuratezza: sia a vernice, sia a smalto, vanno date con la sola punta delle setole.
  4. La pulizia dei pennelli è sempre indispensabile quando si finisce il lavoro, oppure alla sera, quando lo si interrompe.
  5. Per favorire l’eliminazione della pittura, si tiene il pennello premuto contro il fondo di un barattolo in cui si sarà versato del diluente. Le setole, separandosi, aiutano l’eliminazione della pittura.
  6. In commercio esistono speciali prodotti indicati per la pulizia dei pennelli.
  7. Finito definitivamente il lavoro, prima di riporre i pennelli, si avvolgono in carta perproteggerli dalla polvere e si appendono perché le setole non si deformino.

Raschietti, spatole (vedere il capitolo sulla tinteggiatura), paglia di ferro per aiutarsi a sverniciare, spazzola metallica.

Materiali

Vernici. Vernici trasparenti: si usano per proteggere il legno senza nascondere la venatura. Vernici trasparenti colorate: per dare il colore senza nascondere la venatura del legno. Esistono poi le vernici oleosintetiche che si utilizzano soprattutto sui legni duri come il douglas o il noce e per superfici esposte alle intemperie (sono vernici di lunga durata). Vernici vetrificanti per pavimenti (o vernici poliuretaniche). Possono essere a due componenti o monocomponenti: in quella a due componenti devono essere miscelati fra loro il catalizzatore e il prodotto di base; la monocomponente è già pronta per l’uso.
Le vernici sono prodotti trasparenti, lucidi e meno lucidi, che non coprono la superficie su cui vengono applicati. Di solito si usano su materiali porosi perchè formano una efficace protezione invisibile (infatti ne mantengono in vista le caratteristiche). Le vernici possono essere incolori (flatting) e di solito sono usate su legni pregiati per conservarne l’aspetto naturale, oppure vengono impiegate come finitura, per proteggere superfici trattate con pitture coprenti poco resistenti all’usura. Le vernici trasparenti possono anche essere colorate: servono per dare al legno comune un aspetto particolare, imitando ad esempio il mogano, il palissandro o il noce funzionando
comunque da materiale protettivo, esattamente come le vernici incolori. Le vernici trasparenti si trovano anche in diversi colori come il rosso, l’azzurro e il verde; la loro caratteristica è però sempre quella di lasciar trasparire la venatura del legno. Se il legno da verniciare appartiene alla classe delle essenze dure, come per esempio il douglas, il noce o il mogano, andrà bene una vernice oleosintetica che è anche raccomandata per gli esterni (il tipo per imbarcazioni ha un’ottima resistenza anche alla salsedine). Le vernici oleosintetiche danno al legno una tonalità calda che valorizza il colore naturale. Le vernici sintetiche invece sono più indicate quando si deve lavorare sui legni chiari, come il frassino, la betulla o l’acero. Le sintetiche vanno bene sia per i lavori dentro casa sia per quelli eseguiti in esterno.

Accorgimenti

  1. Attenzione: il luogo dove si vernicia deve essere riparato dai raggi diretti del sole e irraggiungibile dalla polvere.
  2. L’oggetto da verniciare deve essere sistemato lontano dalle pareti.
  3. Se si verniciano elementi fissati ai muri, bisogna predisporre una protezione con nastro adesivo di tipo crespato se non si vuole che il muro risulti alla fine sbavato di vernice.
  4. Maniglie e serrature devono essere accuratamente protette, così come vetri o specchi (usare fogli di carta fennati con nastro adesivo).
  5. Se i nodi del legno si staccano, si sostituiscono con un tondino di legno delle stesse dimensioni (si lavora con il trapano) da incollare con colla vinilica.
  6. Le sacche resinose devono essere raschiate, pulite con benzina e isolate usando semplicemente dello smalto per unghie di tipo incolore.
  7. Per togliere anche il più piccolo granello di polvere, si può passare sulla superficie una palla di mastice da vetraio.
  8. Quando si fanno le piccole stuccature prima di dare la vernice trasparente bisogna mescolare lo stucco con colore in polvere simile alla tonalità del legno: i rappezzi non risulteranno evidenti.
  9. Non si può verniciare qualche cosa che è già stato verniciato tre volte: lo strato, troppo spesso, tende a staccarsi.

Smalti. Volendo un prodotto coprente bisogna ricorrere agli smalti. Se il lavoro da eseguire è all’interno della casa, i più adatti sono certamente gli smalti idrosolubili, apparsi da pochi anni sul mercato. Sono smalti senza odore, ininfiammabili, atossici, facili da stendere. Dato che non producono odori sgradevoli (come solvente si utilizza l’acqua), si può lavorare anche con le finestre chiuse, quindi in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo. Sono venduti già diluiti al punto giusto, in modo che, prima di usarli, vanno solo rimescolati un po’. Inoltre facilitano non poco il lavoro di pulizia che viene fatta con sola acqua. Bisogna poi aggiungere che sono resistenti e lavabili come i vecchi smalti, quelli a solvente (usano speciali sostanze come solvente). Esiste poi lo smalto ceramico, indicato per piastrelle e apparecchi sanitari: è usato anche per superfici in laminato plastico. Smalto per ferro e smalto per caloriferi sono altri materiali specifici.

Accorgimenti

  1. Mai sospendere il lavoro prima di aver terminato di dipingere una superficie.
  2. I pennelli vanno sempre puliti prima che la pittura secchi.
  3. Eventuali macchie sui pavimenti vanno tolte subito con il diluente apposito.
  4. Finito il lavoro, per conservare lo smalto avanzato, si aggiunge un po’ di diluente; dopo aver chiuso il barattolo lo si capovolge. Questo perché la leggera pellicola che tende a formarsi col tempo, resti sul fondo del barattolo.

Convertitore di ruggine. Liquido speciale in grado di trasformare la ruggine in una sostanza che protegge il metallo.

Neutralizzante. Serve per completare la pulizia di una superficie dopo aver applicato lo sverniciatore e aver passato la paglia di ferro.

Sverniciatore. Sostanza fluida o semifluida per ammorbidire la vernice prima di toglierla dalla superficie.

Altro. Stucco e carta smeriglio, benzina per sgrassare, nastro adesivo crespato, colla vinilica, acquaragia, antiruggine.

Inserito nella categoria Verniciare da admin in data Thursday 6 September 2007 alle 12:35 pm