Mutui in crescita, famiglie in crisi

Continua il trend ascendente. Federconsumatori: un po’ di coraggio dall’istituto centrale.
Continua il trend di aumento dei tassi di interesse su prestiti e mutui. Secondo le rilevazioni della Banca d’Italia contenute nel supplemento statistico, a luglio il Taeg (tasso annuo effettivo globale) ha superato la soglia del 6% per le nuove operazioni sui mutui per acquisto abitazioni attestandosi al 6,07% rispetto al 5,98% del mese precedente, mentre per il credito al consumo il Taeg sale al 9,90% dal 9,77% di giugno.
L’aumento del tasso per i prestiti per l’acquisto di abitazioni, rappresenta un dato estremamente allarmante. La Banca centrale si decida a dare un segno di coraggio, abbattendo di almeno un punto in percentuale, cioè dal 4% al 3%, il valore dei tassi di interesse, per scongiurare il rischio di una recessione dell’economia del nostro Paese’.
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Inserito nella categoria Mutui e finanziamenti da admin in data Wednesday 3 September 2008 alle 10:25 am

Il rischio di insolvenza cresce in Italia

Caro mutui a tasso variabile, il rischio di insolvenza esisteL’allarme lanciato dalla Banca d’Italia riguarda oltre 3 milioni di famiglie italiane che hanno acceso finanziamenti a tasso variabile negli ultimi anni per comprare casa. Ma l’Abi assicura: il nostro livello di indebitamento rimane il più basso d’Europa.
Ormai è chiaro che le famiglie italiane incontrano difficoltà sempre maggiori nel pagare la rata dei mutui. Con la conseguenza dell’aumento delle esecuzioni immobiliari per insolvenze sui mutui ipotecari. Secondo dati della Banca d’Italia, infatti, la consistenza dei prestiti contratti per l’acquisto di abitazioni da parte di quello che l’istituto definisce ‘famiglie consumatrici’ si è attestata alla fine del 2007 a 226 miliardi di Euro.
All’interno del totale, la quota di rapporti di sofferenza è nell’ordine dell’1,5% dei clienti titolari di prestiti per l’acquisto di immobili. In pratica, si parla di 40/50 mila famiglie, pari al 2 per mille del totale dei nuclei familiari italiani.
Il primo allarme era arrivato dalle associazioni dei consumatori. Quando Adusbef e Federconsumatori avevano segnalato la situazione di grave deterioramento del credito e il rischio di insolvenza per oltre 3 milioni di famiglie che si sono indebitate a tasso variabile negli ultimi anni anche per responsabilità delle banche.
Poi le conferme. Come la relazione annuale di Bankitalia, che riporta da un’indagine sulla concessione di mutui su un campione di banche, secondo la quale, l’aumento del tasso di default trova conferma nell’aumento dei tassi di insolvenza registrati dalla centrale dei rishi per il più ampio comparto del credito alle famiglie. Avvertono inoltre che il livello di rischio è ancora più alto per i mutui collocati attraverso canali distributivi non bancari e quando si associano condizioni contrattuali di tasso variabile o livelli di prestito elevati rispetto al valore dell’immobile.
Le famiglie italiane sono circa 24 milioni ed il 12% di esse ha sottoscritto un mutuo per la casa. Quelle in situazione di grave difficoltà sarebbero 40/50 mila unità pari ad appena il 2 per mille del totale dei nuclei familiari. Prescindendo dalle sofferenze e sommando ai mutui anche il credito al consumo e le altre forme di indebitamento, il numero di famiglie per le quali il debito assorbe una quota pari o superiore al 30% del reddito familiare ammonta a 330 mila unità, l’1,4% del totale.
A parziale consolazione, c’è da dire che, secondo dati rilasciati dall’Abi, l’Associazione delle Banche Italiane, il tasso di indebitamento del nostro paese rimane tra i più bassi a livello Europeo. Basti pensare che nel 2007, per l’Italia il rapporto tra consistenze del credito ipotecario residenziale rispetto al Pil è stato del 18%, contro il 32,2% della Francia, il 40,8% della Germania, il 54,4% della Spagna, il 78,2% della Gran Bretagna, con una media Ue intorno al 50%.
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Inserito nella categoria Mutui e finanziamenti da admin in data Tuesday 2 September 2008 alle 11:15 am

Caro mutui, calano le richieste

Unicredit Bank

E’ la Lombardia la regione che registra la flessione maggiore dei prestiti per la casa.
Frena, nei primi tre mesi del 2008, l’importo dei mutui erogati in Italia. I dati parlano di una quota pari a 14.188 milioni di euro, con un calo dello 0,18% rispetto al primo trimestre del 2007. È quanto rilevato dall’Osservatorio Mutui Casa alle Famiglie di UniCredit Banca per la casa su dati Bankitalia secondo cui il 70% dei mutui richiesti è a tasso fisso.
Tra le regioni settentrionali, la Lombardia, che conferma il suo peso sulle erogazioni nazionali con il 23% del totale, ha segnato una flessione dell’importo del 2,60%. Cala l’Italia Centrale con l’Umbria che scende del 26,60% e il Lazio, dove si concentrano il 12% delle erogazioni totali, in flessione del 2,5% rispetto al primo trimestre 2007.
Si muove in controtendenza l’Italia insulare (+40,52%) e in particolare la Sicilia dove gli importi dei mutui nei primi tre mesi del 2008 sono più che raddoppiati (52,53%).

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Inserito nella categoria Mutui e finanziamenti da admin in data Thursday 24 July 2008 alle 10:20 am

Mutui tassi alle stelle ma nel 2009 la pressione sarà in calo

Banconote di EuroI dati dell’Afo: in forte calo le richieste di finanziamenti per le abitazioni private. Il presidente dell’Abi: «Nonostante la difficile situazione, le banche sono ancora solide».
La difficile congiuntura economica avrà ripercussioni negative sui mutui, gli utili e le sofferenze, ma dopo il 2008 i risultati dovrebbero migliorare. Sono le previsioni stilate dall’Associazione bancaria italiana. I dati indicano un rallentamento della crescita degli impieghi al 9,2% che proseguirà nel 2009 e 2010, toccando rispettivamente il 7,8% e il 7,5%.
«Decisamente marcata – si legge nel rapporto – la minor crescita dei mutui per abitazioni, che aumenteranno del 4,9% quest’anno contro l’8,7% del 2007». Stabile la crescita della raccolta, mentre le sofferenze nette dovrebbero segnare quest’anno una crescita dell’1,6% dopo il calo del 2,4% dello scorso anno.
Il rapporto presentato nell’Afo financial outlook prevede poi una gelata sull’utile netto delle banche italiane, che dopo il +5,2% del 2007 archivieranno il 2008 con uno scivolone del 15%, condizionato dal venir meno dei proventi straordinari che l’anno scorso si erano avuti con operazioni di fusioni e acquisizioni. In ripresa invece il 2009 e 2010, con un’espansione fra il 5 e il 9% l’anno.
A crescere di più saranno i depositi con un 3,4% in più nel 2008, 4,1% nel 2009 e 4,6 nel 2010, mentre le obbligazioni cresceranno a ritmi più contenuti si stimano percentuali del 7,9 e 6,5% nel 2009-10.
Le sofferenze nette segneranno una crescita dell’1,6% nel 2008, in controtendenza rispetto al risultato del precedente anno quanto invece si aveva avuto un segno meno con il 2,4%. Ma il dato positivo potrebbe diventare negativo nel successivo biennio con lo 0,3% e l’1,7%. In rapporto agli impieghi, evidenzieranno un progressivo e graduale miglioramento, risultando pari allo 0,9% alla fine del periodo di previsione.
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Inserito nella categoria Mutui e finanziamenti da admin in data Wednesday 23 July 2008 alle 10:17 am

Mutui alle stelle, aumenta il debito delle famiglie italiane

I mutui risultano sempre più onerosi, i tassi di interesse alle stelleSempre più cittadini scelgono la strada della portabilità fissata dal Decreto Bersani. Caro vita: i tassi di interesse al 5,85%.
È di nuovo record per i tassi sui mutui. A giugno sono schizzati al 5,85% toccando i livelli dell’agosto 2002. È quanto si legge nel consueto rapporto mensile dell’Abi, che ricorda come i tassi di interesse sui mutui erano già saliti al 5,75% nel mese di maggio. Il trend in aumento dei tassi di interesse spinge le famiglie verso i mutui a tasso fisso che toccano una percentuale del 52%, una quota altissima se si tiene conto che nel 2004 i nuclei familiari che avevano fatto questa scelta erano l’8% del totale.
Di contro il tasso variabile continua a perdere terreno e si attesta al 39%. I dati forniti dall’Ufficio Studi Kiron, del gruppo Tecnocasa mettono in luce l’andamento del mercato immobiliare italiano. La qualità del credito concesso alle famiglie si mantiene complessivamente buona, anche se si rilevano alcuni segnali di leggera tensione sia nel settore del credito al consumo, che nel segmento mutui per le abitazioni, con una lieve crescita delle rischiosità a causa degli aumenti dei tassi di interesse.
Dal mese di gennaio 2008 il livello dei mutui a tasso variabile è cresciuto di 0,14 punti-base, passando dal 5,36 al 5,5%. Secondo il centro studi, inoltre, in Italia il costo dei mutui, sia a tasso fisso che a tasso variabile, è maggiore che nel resto dell’area euro per effetto del maggiore rischio di credito. Le tensioni sui tassi di interesse e l’introduzione delle normative sulla surroga e la rinegoziazione, hanno incrementato la diffusione dei mutui di sostituzione e di portabilità. Secondo le prime stime, l’ammontare delle rinegoziazioni nel 2007 ha interessato il 3% dei mutui in essere, mentre la sostituzione ha coinvolto l’1% dei mutui.
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Inserito nella categoria Mutui e finanziamenti da admin in data Thursday 17 July 2008 alle 10:04 am

Banche, ‘false amiche’

C’è qualcosa che non torna dalle dichiarazioni fatte in questi giorni dalle brave e buone banche. Dopo le bacchettate del governatore Mario Draghi, fanno a gara per assecondarlo annunciando la rimozione della commissione di massimo scoperto, ‘così come è oggi conosciuta’, ed attuare la legge sui mutui.
Brave: si ricordano ’solo’ dopo mezzo secolo che la commissione di massimo scoperto è ‘arcaica e troppo complessa per i tempi’, dimenticandosi di dire che (già censurata da Bankitalia e Autorità Antitrust) è al centro di svariate indagini penali perchè sconfina nell’usura.
Brave: rassicurano che ‘entro la fine dell’anno’ attueranno le iniziative del governo sulla portabilità dei mutui. Ma dimenticano che esiste una legge dello Stato che dovrebbe essere osservata da tutti e senza indugi: sui mutui semplicemente le banche continuano a fare orecchie da mercanti!
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Inserito nella categoria Mutui e finanziamenti da admin in data Wednesday 16 July 2008 alle 9:58 am

Mutui – Tassi di interesse, garanzie, ipoteche

Mutui e tassi di interesse

L’interesse dovuto

Il tasso d’interesse applicato è determinato in funzione di alcuni fattori : il rischio soggettivo connesso alle caratteristiche economiche del mutuatario, oppure fa diretto riferimento a politiche economiche generali dell’istituto mutuante ed in ogni caso dipende dal costo di provvista, cioè al costo al quale il mutuante acquista il denaro da impiegare nell’operazione.
Il tasso non è in genere oggetto di negoziato, ed è quindi tipicamente determinato dal mutuante; al mututario resta la scelta, ove possibile, fra le varie offerte del mercato ( calcolabili in pochi decimali di tasso annuo nominale.

Le garanzie

Gli istituti di credito domandano la formalizzazione di una valida garanzia a quanti richiedono un mutuo.
La garanzia comporta solitamente l’iscrizione di una ipoteca (al grado più elevato disponibile) sul bene che verrà acquistato col mutuo o su eventuali altri beni di proprietà del richiedente o di terze parti che si fanno da garanti per suo conto tramite una fideiussione.
Con l’estinzione del debito, il mutuatario (o comunque il proprietario del bene ipotecato) ha titolo per richiedere la cancellazione dell’ipoteca.
L’ipoteca a garanzia del credito deve essere iscritta su un bene immobile di proprietà di uno dei soggetti coinvolti nell’operazione immobiliare, e perciò verrà iscritta contro:

  1. Il mutuatario, se il bene era già suo e se continuerà ad esserlo
  2. Il fideiussore, se il suo intervento esterno comporta che egli presti garanzia con propri beni personali
  3. L’alienante, se il bene è in compravendita,, nel momento in cuoi si deve iscrivere l’ipoteca il bene è ancora di proprietà dell’alienante, il quale dovrà per questo costituirsi “terzo datore di ipoteca”, cioè dare un assenso all’iscrizione della stessa.

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Inserito nella categoria Mutui e finanziamenti da admin in data Sunday 6 July 2008 alle 12:57 pm

Rischi per i mutui a tasso variabile, la Bce alza i tassi

L’adusbef lancia l’allarme per tutti gli italiani che hanno comprato casa con un mutuo a tasso variabile. Dopo l’aumento del tasso di riferimento della Bce, arrivato al 4,25%, le conseguenze, nelle tasche di circa 3 milioni di famiglie, diventano sempre più insostenibili: un aumento di 2.000 euro in 3 anni per i mutui di 100.000 euro, e un aggravio di 168 euro l’anno ad ogni aumento dello 0,25% del tasso Bce.
Ma se per i mutui da 100.000 euro gli aumenti varieranno tra i 1.588 euro (per i decennali) ai 2.000 l’anno (per i trentennali), ben maggiore sarà la stangata per quelli da 200.000 euro. Si parla, infatti, di un aggravio minimo di 3.177 euro l’anno, fino ad arrivare, per i trentennali, ad un 3.9500. Gli aumenti sono la conseguenza dell’ascesa che, dal 2005, interessa il tasso di riferimento della Bce.
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Inserito nella categoria Mutui e finanziamenti da admin in data Friday 4 July 2008 alle 11:10 am

Il mercato dei mutui in Italia

Il mercato italiano dei mutui resta poco sviluppato rispetto a quelli degli altri Paesi europei, con crediti alle famiglie erogati da intermediari creditizi per l’acquisto di abitazioni che a fine 2006 erano pari al 16,6% del Pil, contro il 45,6% dell’Ue. Tuttavia, anche grazie ai nuovi prodotti messi a punto dalle banche per andare incontro alla clientela (prestiti più lunghi, maggiore elasticità dei rimborsi, capitale di partenza limitato), tra il 2001 e il 2006 l’Italia ha registrato un tasso di crescita del 17,8%, contro la media Ue dell’11,2%. Questo lo scenario descritto dalla Banca d’Italia, in un’indagine sulle caratteristiche dei mutui alle famiglie condotta nel 2007 dalle proprie filiali su un campione di oltre 300 intermediari. La crescita dell’indebitamento delle  famiglie, è stata favorita in particolare da due elementi: dai mutamenti normativi introdotti dal Testo unico bancario del 1993, che ha determinato un aumento del numero di intermediari che operano nel comparto dei mutui alle famiglie; e dall’innovazione finanziaria, con l’ampliamento della gamma dei prodotti offerti e il loro allineamento, in parte, a quelli disponibili nei principali mercati europei. Un’evoluzione, questa, che beneficiato anche dell’ingresso di concorrenti esteri. Sul fronte dell’innovazione finanziaria, l’indagine evidenzia il ricorso a prestiti che hanno una durata particolarmente elevata, pari o superiore ai 30 anni (dall’8,9% degli intermediari che li offriva nel 2001 si è passati al 59,2% del 2006, mentre nel 2006 i contratti hanno un’estensione media di 21 anni); i contratti che consentono una maggiore elasticità nel profilo dei rimborsi, tra cui i mutui caratterizzati da rate di ammortamento costanti e durate variabili in funzione dell’andamento dei tassi di interesse di mercato, che sono offerti da quasi il 70% del campione; i contratti che permettono un apporto di capitale personale limitato, finanziando più dell’80% del valore dell’immobile, disponibili in tre banche su cinque (nella media del campione, i finanziamenti erogati nel 2006 coprivano poco meno del 70% del valore dell’immobile). Nonostante tutte queste innovazioni, però, secondo lo studio il mercato italiano resta meno evoluto anche sotto la varietà dei prodotti offerti: in particolare, si sottolinea l’assenza di contratti che permettano di ottenere anticipazioni a fronte dell’investimento della ricchezza familiare in un immobile.Lo studio, infine, dedica spazio alla tecnica del ‘credit scoring’, vale a dire quell’insieme di metodologie statistiche di varia natura, in grado di sintetizzare in un indice il grado di rischio di chi sottoscrive il mutuo, attraverso le informazioni disponibili: una sorta di identikit del cliente, insomma, che comincia a farsi strada. Nel 2006, complessivamente il 51% degli intermediari aveva iniziato ad operare queste tecniche, contro poco più del 26% del 2003. Secondo Bankitalia, “l’introduzione delle nuove tecniche di valutazione dovrebbe facilitare l’ampliamento della gamma di prodotti offerti per soddisfare le diverse esigenze della clientela, in particolare quella più giovane e meno abbiente”.

Fonte: Ansa

Inserito nella categoria Mutui e finanziamenti da elettra in data Tuesday 1 July 2008 alle 11:04 am

Enti locali, mutui per 62 milioni

Ogni cittadino italiano tramite le amministrazioni ha sulle spalle un debito per 1.045 euro. Ogni cittadino italiano, tramite le regioni e gli enti locali, ha sulle spalle un debito per 1.045 euro. Gli enti territoriali, al primo gennaio 2007, avevano infatti un debito con gli istituti bancari e con la cassa depositi e prestiti, per complessivi 61,8 miliardi di euro. È quanto emerge dall’ultima Indagine sui mutui contratti dagli enti territoriali per il finanziamento degli investimenti realizzata dalla Ragioneria Generale dello Stato.
Dall’indagine, che aggiorna i dati a tutto il 2006, emerge che a fronte di uno stabile ricorso ai mutui da parte di Comuni e Province – che hanno stipulato nel 2006 mutui per circa 6 miliardi – c’è invece un aumento esponenziale del ricorso ai mutui da parte delle Regioni: nel 2006 hanno contratto mutui per 3,6 miliardi, più del doppio degli 1,7 miliardi dell’anno precedente.
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Lo studio realizzato dalla Ragioneria dello Stato suddivide il ricorso ai mutui delle regioni da quello degli altri enti locali. Ed indica anche qual’è l’importo dell’indebitamento ‘pro capite’ dei residenti delle diverse aree. Il ‘peso’ dei mutui è in media di 808,21 euro per quanto riguarda le amministrazioni locali (province e comuni) e di 237,30 euro per i contratti sottoscritti dalle regioni.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 1 Luglio 2008

Inserito nella categoria Mutui e finanziamenti da admin in data Tuesday 1 July 2008 alle 10:50 am

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