Incentivi statali piano casa del governo

Incentivi per chi mette in sicurezza le abitazioni: premio cubatura del 35% e detrazione Irpef del 55%. Dopo la tragedia in Abruzzo sbloccate le regole approvate nel 2005 e mai entrate in vigore.
Un decreto legge che punta su case più sicure. Dopo la tragedia abruzzese, il governo accelera sulle norme antisismiche per la costruzione di nuovi edifici e il consolidamento di quelli già esistenti. Al prossimo consiglio dei ministri, che potrebbe tenersi venerdì prossimo, sarà esaminato il provvedimento sul piano casa che avrà tra i punti fondamentali incentivi fiscali e aumenti di cubatura anche per chi, oltre ad installare impianti energetici, ricostruirà nel pieno rispetto delle normative antisismiche.
Non solo. Quel che è certo è che il nuovo testo, rinviato già due volte, sbloccherà finalmente le regole tecniche anti-terremoto approvate nel 2005 ma mai entrate in vigore (l’ultimo posticipo arrivò con il decreto Milleproroghe approvato alla Camera in via definitiva il 24 febbraio scorso).

Nuovi incentivi, quindi. Per creare abitazioni davvero a norma. Chi demolisce la propria casa, infatti, e la ricostruisce adeguandosi ai nuovi criteri antisismici potrà aumentare la cubatura dell’immobile del 35%, che verrà inserito nelle leggi regionali. Per migliorare anche le costruzioni più vecchie, inoltre, il governo sta studiando possibili forme di agevolazione come l’estensione dello sgravio Irpef del 55%, non solo per gli interventi di risparmio energetico ma anche per opere di incatenamento, riempimento, tirantaggio per la messa in sicurezza delle abitazioni.
Sempre in questa direzione si colloca la decisione di rendere immediatamente operativo il decreto dello scorso anno che assegna ai progettisti la scelta delle tecnologie più adatte per raggiungere gli standard di sicurezza europei che, rispetto a quelli attualmente in vigore in Italia, sono molto più rigidi. La novità, poi, sta nel fatto che tali regole di sicurezza non verranno applicate solo ai progetti di nuovi edifici, ma diventeranno necessarie anche per gli immobili esistenti.
(Leggi tutto…)

Inserito nella categoria Novità da admin in data Tuesday 14 April 2009 alle 3:49 pm

Il piano casa del Governo

Edilizia: Berlusconi: «Non sarà un decreto legge, il nostro ruolo è dare un’indicazione». Il monito della Lega. Il Veneto oggi discute una misura analoga. No di Lazio e Puglia, le Marche aspettano il testo. Bersani: meglio i lavori pubblici dei Comuni. Casini: l’opposizione non può dire solo di no.
Mancano tre giorni. Il piano casa del governo sarà approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì. Il sottosegretario alle Infrastrutture Mario Mantovani anticipa che la base minima da cui partirà il contributo dell’esecutivo è di un miliardo di euro. E il Veneto si muove addirittura prima: oggi la giunta si riunisce per varare un progetto simile a quello del Cavaliere. Ma in attesa delle polemiche post approvazione, vanno avanti le schermaglie preventive.
Silvio Berlusconi specifica che «il governo dà una indicazione quadro alle Regioni, sono loro che devono fare la legge, non noi. Tanto è vero che c’è qualche Regione che non lo fa, mi sembra la Calabria di Loiero e le Marche». Per questo, chiarisce che il piano «non sarà un decreto legge», visto che il ruolo di palazzo Chigi è quello di «dare una indicazione alle Regioni».
E alle critiche il premier risponde che e «se una persona farà un cambiamento della propria casa cercherà di fare una cosa piu’ bella. Se uno lo fa perchè ha bisogno, magari perchè gli è nato un nipotino, potrà farlo e il valore della casa aumenterà». Ma Umberto Bossi dice che il progetto «va studiato bene, non vorrei che facessimo le case per darle agli extracomunitari». E comunque, osserva il leader della Lega, «ci vogliono limiti e indirizzi ben precisi».
Pier Luigi Bersani commenta: il Cavaliere, al di là delle intenzioni, finirà per cementificare il Paese. Ma il responsabile economico del Pd rilancia con un ampio piano di spesa in deficit: «Se il punto, con il piano casa, è attivare il settore costruzioni ed edilizia, faccio una controproposta. Attiviamo una sorta di tridente. Primo: i cantieri locali. Sbloccando un pò di soldi per le grandi opere e mettendo un pò di libertà al patto di stabilità dei comuni, apriamo mille cantieri locali per la manutenzione di scuole, strade, sovrappassi, rotonde, qualsiasi cosa c’è da fare e che possa partire in sei mesi senza stravolgere le regole».
Il responsabile Ambiente del Pd Ermete Realacci definisce il piano un «devastante segnale mandato al paese». Ribatte Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo Pdl al Senato: «Noi diciamo no ai catastrofismi. Abbiamo rilanciato la macroeconomia con le grandi opere e questo è un tentativo per rilanciare l’economia quotidiana in un momento difficile per il Paese. Andrebbe valutato con più serietà per i suoi effetti e per i benefici che può apportare».
(Leggi tutto…)

Inserito nella categoria Novità da admin in data Tuesday 10 March 2009 alle 12:15 pm

Certificazione di qualità per agenti immobiliari

La strada da intraprendere per dimostrare competenza e professionalità in un mercato sempre più esigente e in continua evoluzione.

Premessa. Questo progetto nasce dal confronto con alcuni operatori del settore che da qualche mese a questa parte hanno riscontrato l’esigenza e la necessità di dotarsi di uno strumento (quale appunto la Certificazione del Sistema Qualità) per rispondere alle sempre più marcate esigenze della clientela nei confronti loro professionalità e competenza, sotto intendendo una qualità certa e garantita di un servizio all’altezza delle loro aspettative.
Ecco perché siamo stati interpellati e coinvolti in questo progetto che ad oggi conta già le prime Agenzie Immobiliari certificate in Italia. A cosa serve la Certificazione di Qualità? La Certificazione di Qualità consiste nella produzione di un manuale delle procedure che rispondono coerentemente con il processo produttivo di un’agenzia immobiliare nel rispetto delle norme UNI EN ISO 9001:2000.
Esse si articolano su quattro punti:
- Gestione della documentazione
- Gestione della risorse umane e delle infrastrutture
- Gestione e sviluppo del servizio
- Azioni di Miglioramento continue
Inoltre è stato messo a punto un modello di Rating Dinamico specifico per la valutazione ed il controllo del livello di qualità del servizio erogato da un’Agenzia e da un Agente immobiliare.

A cosa serve la Certificazione di Qualità? La Certificazione di Qualità serve a distinguersi e a farsi riconoscere in un mondo di libero mercato dove è sempre più marcata e sotto intesa la richiesta di professionalità e competenza contrassegnata dalla qualità di un risultato certo e garantito.

Perché la Certificazione sta interessando sempre di più le Agenzie Immobiliari? Perché l’iscrizione al ruolo (secondo il D.Lgs 39/89) non è più sufficiente a farsi riconoscere, la creazione di un albo della categoria non è possibile, pertanto la Certificazione del sistema Qualità rimane l’unica via percorribile per ottenere visibilità, riconoscimento, considerazione, crediti e merito.

Ing. Baraldo che cos’è il Rating e a cosa serve? E’ uno strumento di valutazione del metodo operativo di un’Agenzia e di un Agente immobiliare che misura il grado di qualità dello stesso assegnandogli un punteggio, il quale ha una soglia minima ma non una massima, in modo che ci sia sempre motivo per migliorare la qualità del servizio erogato. L’applicazione del Rating Dinamico avviene mediante l’uso di check-list alle quali è stato assegnato un coefficiente fisso estratto dalle norme UNI EN ISO 9001:2000.
La finalità di questo strumento è quella di valutare le performance e l’organizzazione di un’Agenzia e un Agente immobiliare, con modalità oggettive e specifiche in termini di qualità dei servizi erogati; rendere visibili tali caratteristiche agli utenti finali ed ai patners commerciali mediante una certificazione rilasciata da un ente terzo di visibilità internazionale, quale appunto il TUV Nord Italia; fornire un strumento al cliente al fine di valutare la realtà alla quale rivolgersi/affidarsi per compravendere e/o affittare un immobile.
Il Rating Dinamico inoltre è uno strumento atto per far ottenere crediti alle Agenzie e agli Agenti immobiliari che lo adotteranno da parte di Istituti di Credito, Finanziarie, Associazioni Consumatori, ai quali abbiamo già chiesto un loro parere e una loro convalida sulla validità dello stesso. Con il Rating Dinamico applicato, la trasparenza l’organizzazione e la linearità dei processi produttivi di un’Agenzia immobiliare sono obbligatoriamente garantiti ed il cliente finale può beneficiarne fin da subito poiché ne conosce il risultato del servizio erogato/richiesto.
E’ necessario sottolineare l’oggettività con la quale il sistema di Rating Dinamico viene applicato, avvalendosi di Ispettori qualificati e formati che verificano la presenza di evidenze oggettive rispondenti ai requisiti prestabiliti. Le valutazioni si traducono in punteggi assegnati in ciascuno dei 4 punti precedentemente citati. Tale metodo non lascia spazio a valutazioni soggettive garantendo un’immediata correlazione tra il punteggio complessivo ottenuto e le capacità dell’organizzazione di erogare servizi di qualità. Inoltre il controllo dei requisiti non avviene una tantum, bensì con verifiche periodiche che ne garantiscono il perdurare.
(Leggi tutto…)

Inserito nella categoria Novità da admin in data Thursday 19 February 2009 alle 7:50 pm

Il ruolo degli agenti immobiliari non si tocca

Agente immobiliareLa Consulta nazionale delle associazioni che rappresentano i mediatori esprime con forza le proprie perplessità di fronte al disegno di legge riguardante la categoria presentato dal Governo.
Il disegno di legge del ministero dello Sviluppo economico, approvato dal governo il 25 gennaio 2007, prevede novità per l’accesso all’attività di agente immobiliare. Se sarà approvato dal Parlamento, sparirà l’obbligo di iscrizione al Ruolo e basterà presentare una dichiarazione di inizio attività e avere i requisiti professionali previsti dalle normative vigenti (L.39/89).
Le attività di intermediazione (la norma unifica le seguenti figure professionali: l’agente di affari in mediazione; l’agente immobiliare, l’agente d’affari, l’agente e rappresentante di commercio, il mediatore marittimo, lo spedizioniere, il raccomandatario marittimo) potranno quindi essere svolte semplicemente dopo avere presentato la dichiarazione di inizio attività alla Camera di Commercio competente per territorio, e per conoscenza alla Questura, corredata dalle autocertificazioni e dalle certificazioni attestanti il possesso dei requisiti soggettivi, morali, professionali, tecnici e finanziari, ove prescritti dalla legislazione vigente. Alle Camere di Commercio restano gli obblighi di verifica del possesso dei requisiti di legge degli esercenti. I relativi dati saranno iscritti nel registro delle imprese se svolte in forma di impresa e, in tutti gli altri casi, nel repertorio delle notizie economiche e amministrative (R.E.A.), assegnando loro la qualifica di intermediario, distintamente per tipologia di attività.
Per iniziare a svolgere l’attività di agente immobiliare, non saranno quindi più necessarie le iscrizioni al ruolo e al Registro Imprese della Camera di Commercio.
Dopo l’approvazione del Disegno di Legge saranno emanate delle norme regolamentari per meglio individuare i nuovi compiti delle Camere di Commercio dopo l’abolizione del ‘Ruolo Mediatori’. Queste prime indicazioni delle nuove norme emanate dal Governo non sono ovviamente condivise dagli addetti ai lavori, in quanto verrebbe a mancare quel ‘Ruolo’ che, pur nella sua limitatezza, era comunque uno strumento di verifica degli iscritti e di controllo dell’attività.

La Consulta dice No
Non a caso, un forte segnale di coesione è uscito dagli incontri della Consulta Nazionale Interassociativa dell’Intermediazione - Fimaa/Fiaip/Anama. Le Federazioni che rappresentano a livello nazionale tutta la categoria dei mediatori di ogni settore ha espresso preoccupazione e ha respinto con forza ogni ipotesi di abolizione del Ruolo Mediatori presso le Camere di Commercio, unico momento di controllo e verifica dell’attività, anche a tutela del cittadino/consumatore.
Il Disegno di Legge proposto dal Governo troverà quindi nei mediatori una continua e costante opposizione durante l’iter di approvazione parlamentare. Le federazioni di categoria, tramite la Consulta Interassociativa, da subito cercheranno un confronto con il Governo, le forze politiche, le Associazioni Nazionali dei Consumatori e le Camere di Commercio aprendo un tavolo di concertazione affinché si valuti la pericolosità dell’abolizione del Ruolo Mediatori per le imprese e per la clientela.
Quanto sia largamente condivisa tra gli addetti ai lavori questa posizione è ben espresso dal comunicato stampa emanato congiuntamente Fimaa-Confcommercio, Fiaip-Confedilizia/ Confindustria e Anama-Confesercenti, in cui, come suggerisce il titolo ‘gli agenti immobiliari dicono Si a una riforma del mercato e No ad una deregulation selvaggia’. La Consulta Interassociativa, che riunisce le Associazioni degli agenti immobiliari delle tre associazioni ‘denuncia con forza i provvedimenti previsti nel Disegno di Legge allo studio del Governo, che prevede l’abolizione del Ruolo professionale presso le Camere di Commercio con rischi di perdere garanzia, trasparenza e tutela per il mercato e soprattutto, per i consumatori, prima ancora che per gli operatori’.
Il problema, dicono le associazioni di categoria, non si risolve con la semplice abolizione del ruolo, ma con la realizzazione di una riforma della normativa in grado di rafforzare la qualità professionale a tutela del cittadinoconsumatore. La categoria chiede quindi un tavolo di confronto con il Governo, ‘anche per avere chiarimenti sul testo del Disegno di Legge, tanto più che lo stesso presenta elementi di contraddizione con i recenti provvedimenti Bersani e gli obblighi previsti in Finanziaria. La strada indicata è quella della qualità certificata da organismi autorevoli, concludono i tre presidenti. Perché ’solo professionisti di qualità possono rispondere alle esigenze di un mercato complesso e dare garanzia e tutela ai consumatori’.
(Leggi tutto…)

Inserito nella categoria Novità da admin in data Tuesday 27 January 2009 alle 12:01 pm

D. L. 185 /2008 Bonus per le famiglie

In materia di Bonus straordinario per le famiglie introdotto con Decreto legge n. 185/2008, possiamo specificare quanto segue come da circolare del Ministero delle Entrate:

Il beneficio - che consiste in un straordinario (erogato una sola volta) di ammontare variabile (da 200 a 1.000 euro) in base al reddito e ai componenti del nucleo familiare che ne fa richiesta - non costituisce reddito - né a fini fiscali né a quelli previdenziali, né per il rilascio della social card. Il bonus può essere richiesto dai cittadini residenti, lavoratori e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di una famiglia qualificata come a basso reddito. Il reddito complessivo familiare che dà diritto al beneficio non deve comunque superare 35.000 euro annui, le scadenze per richiedere l’agevolazione dipendono dall’anno d’imposta che viene preso come riferimento per la verifica dei requisiti previsti per il riconoscimento del bonus:
- anno di riferimento 2007– gli aspiranti beneficiari devono presentare la richiesta al datore di lavoro o all’ente pensionistico entro il 31 gennaio 2009 utilizzando il modello predisposto per la richiesta del bonus al sostituto d’imposta e agli enti pensionistici, che erogheranno il beneficio nei successivi mesi, rispettivamente, di febbraio e marzo; se il beneficio non è erogato dai sostituti d’imposta, la domanda può essere invece inviata, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2009, utilizzando l’apposito modello;
- anno di riferimento 2008 - la domanda deve essere presentata entro il 31 marzo 2009 al datore di lavoro o all’ente pensionistico, che erogheranno il bonus nei successivi mesi, rispettivamente, di aprile e maggio, oppure entro il 30 giugno 2009 all’Agenzia delle Entrate, ma soltanto per i contribuenti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi. I contribuenti tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi possono richiedere il bonus straordinario con la dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2008.

Fonte: Agenzia delle Entrate, Provvedimento 05/12/2008, prot. 184519/2008

Inserito nella categoria Novità da elettra in data Tuesday 9 December 2008 alle 4:16 pm

Convegno per il Turismo: finanziaria 2009

Il governo sembra essere  intenzionato ad accogliere alcune delle richieste fatte dagli associazione del settore immobiliare come FIAIP, Feder Turismo, Confindustria tra cui l’aliquota al 20% dell’imposta sostitutiva per il reddito che deriva dalla locazione di tipo turistico per le case destinate alle vacanze.
Era stato chiesto, dal punto di vista fiscale e legislativo, di poter avviare subito una nuova fase di sviluppo per il settore turistico delle case vacanze, in quanto è necessaria al fine di un rilancio del turismo, una semplificazione a livello politico. Tutto ciò è stato tema di discussione nell’incontro, promosso dall’Osservatorio Parlamentare per il Turismo, che si è tenuto a Roma con oggetto ‘turismo e finanziaria 2009′ nella sala stampa del Senato della Repubblica e durante il quale sono stati affrontati i seguenti punti:

  • Procedure per investimenti nel turismo
  • Semplificazione delle leggi
  • Revisioni delle competenze Stato-Regioni
  • Coordinamento enti pubblici-imprese

(Leggi tutto…)

Inserito nella categoria Novità, Agevolazioni fiscali da elettra in data Friday 5 December 2008 alle 12:45 pm

Mercato Immobiliare:statistiche

Alla fine del primo semestre 2008 il mercato immobiliare residenziale italiano ha mostrato una correzione degli scambi e dei prezzi al ribasso, il processo di riassestamento dei prezzi sul mercato è  iniziato nelle macro aree urbane semicentrali e periferiche di tutti i principali Comuni capoluogo, mentre nei centri e nelle zone di pregio i prezzi restano in una fase di stagnazione. Le città che hanno subito un maggiore calo dei prezzi nel primo semestre 2008 sono Napoli e Palermo (-9%), a conferma del trend del primo trimestre, seguite da Roma (-8,3%) e Milano (-8%), anche loro già in leggero calo nel primo trimestre. Torino, ancora in positivo a marzo 2008, vede i prezzi calare in media del 6% circa come Bologna, Genova, Firenze e Catania. Le stime elaborate a livello nazionale, relative al primo semestre 2008, danno una contrazione degli scambi di abitazioni compresa in un range fra il -13% ed il -15%, rispetto allo stesso periodo del 2007. 
Sul fronte delle quotazioni, viceversa, si ipotizza un incremento medio del 2% anche se calano le quotazioni nelle grandi città; si riprende il comparto industriale e migliora il settore degli uffici; bene la grande distribuzione.
A pesare sono la diminuzione della domanda, l’allungamento dei tempi di vendita, l’aumento dell’offerta e la presenza di un maggiore margine di trattativa per gli acquirenti. Un contributo al rallentamento delle transazioni è venuto anche dal maggior rigore delle politiche creditizie attuate da parte degli Istituti di credito, che hanno inciso negativamente sulla quota di domanda coperta da giovani coppie e stranieri. I rischi attuali sono legati all’eccesso di offerta di nuovo, con la prossima immissione sul mercato di immobili progettati in un momento più favorevole, il prezzo dei quali oggi risente del costo di acquisto dei terreni, avvenuto in pieno boom immobiliare. Una parte dell’offerta è composta da immobili acquistati di recente, i proprietari dei quali, non riuscendo a sostenere le rate del mutuo, preferiscono la cessione del bene per orientarsi verso soluzioni di dimensioni più ridotte o sulla locazione. In generale, si registra un’attenuarsi del fenomeno della provincializzazione e dell’attrazione esercitata dai mercati del primo e secondo hinterland rispetto alle periferie urbane. I più penalizzati sono i Comuni di prima fascia, più popolari e con quotazioni in linea con le periferie urbane, dal momento che chi esce dalle metropoli tende a cercare soluzioni indipendenti, di qualità, immerse nel verde e un buon rapporto qualità-prezzo.

fonte: mercato immobiliare

Inserito nella categoria Novità da elettra in data Monday 3 November 2008 alle 12:39 pm

Canoni sociali, la Toscana propone una legge regionale

Gli obiettivi prioritari della proposta di legge che l’assessore Eugenio Baronti presenterà per l’approvazione in giunta in Toscana si basano sul motto:”Costruire nuovi alloggi da destinare all’affitto a canone sociale, usare l’edilizia residenziale pubblica per rivitalizzare i centri storici e restituire loro la funzione abitativa.». L’assessore ha enunciato il suo progetto durante l’ intervento a chiusura del convegno sulle politiche abitative in Toscana promosso da Cgil, Cisl e Uil con la partecipazione di Sunia, Sicet e Uniat, tenutosi nei giorni scorsi a Firenze. «In questo momento – ha sottolineato Baronti –con 50 mila famiglie in attesa di una casa, con una crisi finanziaria ed economica che mette in crisi il nostro stesso modello di sviluppo, con il costo di mercato degli alloggi diventato insostenibile non solo per le fasce più povere ma anche per una famiglia media, quella di incrementare il patrimonio pubblico destinato all’affitto è la priorità più inderogabile» Baronti ha anche accennato ad altri punti qualificanti della proposta, volti a «ridare giustizia al settore» ed a «renderlo efficiente e snello». Fra questi l’assetto del sistema di edilizia residenziale pubblica e della sua gestione. «Non ci saranno più – ha spiegato l’assessore regionale alla casa - i Lode e nemmeno le SPA, le società per azioni che gestiscono il patrimonio.

Dunque 3 gestori, corrispondenti alle 3 aree vaste: costa, Toscana centrale, Toscana meridionale. Il livello programmatorio avverrà per “zone”, corrispondenti ai distretti sociosanitari: 14 zone con 114 comuni per la costa, 9 zone con 73 comuni per la Toscana centrale e 14 zone con 103 comuni per la Toscana meridionale. Il sistema punterà inoltre alla “qualità e alla ecoefficienza” - ha aggiunto Baronti – e sulla “immediata cantierabilità degli interventi”. «Ci sarà, già nel meccanismo di assegnazione delle risorse – ha precisato l’assessore – un meccanismo basato sulla resposabilità e su penalità per i soggetti che non realizzeranno gli interventi, che porterà velocemente alla revoca dei finanziamenti in caso di inerzia e all’assegnazione ad altro intervento.» Infine le risorse. «L’attuale sospensione della vendita di case popolari – ha detto Baronti – si concluderà non appena sarà terminata la rendicontazione delle risorse assegnate in questi anni. La data che abbiamo posto è il 30 novembre. Quando sapremo quante sono le risorse potremo farle confluire in un unico fondo a carattere regionale.» In precedenza erano intervenuti il vicepresidente della Regione, Federico Gelli e il presidente della commissione consiliare territorio Erasmo D’Angelis. Gelli ha tra l’altro ricordato che la Regione Toscana ha proposto, insieme a Campania, Piemonte e Liguria, ricorso alla Corte Costituzionale, contro gli articoli 11 e 13 della legge 133 del 2008 (la legge di conversione del decreto 112 – la cosiddetta finanziaria di giugno del Governo). «L’articolo 11 - ha spiegato Gelli – accentra le competenze in materia di programmazione sulla casa, l’articolo 13 invece è relativo ai criteri di alienazione delle case popolari. Questi articoli sono incostituzionali – ha spiegato - perché le Regioni , dopo la riforma del titolo V della Costituzione, hanno competenza primaria ed esclusiva sulla casa. Insomma – ha concluso Gelli che si è detto convinto della vittoria– il Governo da una parte vuole accentuare il federalismo, dall’altro torna ad accentrare su questioni come quella della casa.» Al convegno promosso dai sindacati hanno preso parte, oltre rappresentanti regionali e nazionali di Cgil, Cisl e Uil e dei sindacati degli inquilini, anche rappresentanti di Cispe, dei soggetti gestori e dei Lode della Toscana. L’assessore Baronti ha ribadito che, dopo la presentazione in giunta della bozza della nuova proposta di legge, che ora si trova al vaglio degli uffici giuridici della Regione, e prima dell’approdo in Consiglio regionale, vi sarà un articolato programma di concertazione con tutte le istanze interessate alla nuova legge. «In modo che il testo finale, che dovrà governare il sistema degli interventi pubblici sulla casa in Toscana sia il più possibile condiviso e concertato»

Fonte: Regionetoscana.it

Inserito nella categoria Novità da elettra in data Friday 31 October 2008 alle 4:31 pm

Immobiliaristi, Ricucci spera nel patteggiamento

Accetta tre anni di carcere, che sono però coperti dall’indulto; obbligo di dimora per Coppola.
Tre anni di reclusione, pienamente condonati grazie all’indulto, e il pagamento di 654.800 euro, tra Magiste Real Estate, Magiste International e Garlsson Real Estate. Questa è la proposta di patteggiamento avanzata dai legali di Ricucci, d’accordo con la procura, ai giudici della V sezione penale del tribunale davanti al quale l’immobiliarista è imputato per un fallito tentativo di scalata a Rcs, per la compravendita di un palazzo in via Lima e per presunte irregolarità nell’assegnazione del patrimonio immobiliare dell’Enasarco.
Un’altra richiesta di patteggiamento, a un anno e dieci mesi di reclusione (pena sospesa), è stata avanzata anche da un ex collaboratore di Ricucci, Luigi Gargiulo. Sui patteggiamenti il tribunale deciderà nell’udienza del 10 dicembre prossimo. Intanto la II sezione penale del tribunale di Roma ha stabilito l’obbligo di dimora per Danilo Coppola.
(Leggi tutto…)

Inserito nella categoria Novità da admin in data Tuesday 7 October 2008 alle 10:19 am

CheBanca! presenta l’homebanking che si gestisce con un dito

Il nuovo applicativo HomeBanking di CheBanca!CheBanca! in partnership con Accenture, ha realizzato un applicativo in perfetto stile iPhone, per gestire le proprie operazioni bancarie ‘giocando’ con le icone e il touch screen.
‘Siamo partiti dal presupposto che le persone ragionano molto più facilmente per immagini che per numeri e codici – spiega l’amministratore delegato di CheBanca! Christian Miccoli - abbiamo quindi deciso di utilizzare icone e simboli intuitivi e applicarli a tutto l’home banking. Il risultato è un applicativo che, per la prima volta, permette di interagire con la banca in modo simpatico e intuitivo.
‘Un nuovo modo di interagire ma anche di gestire il proprio denaro. Grazie all’applicativo per iPhone 3G è infatti possibile disporre dei propri soldi in tempo reale, proprio quando emerge la necessità. Siamo al ristorante e non abbiamo la somma necessaria sul conto tascabile? bastano pochi tocchi per ricaricarlo istantaneamente’.
‘I nostri prodotti di punta, Conto Tascabile e Conto Deposito – aggiunge Christian Miccoli - sono stati l’elemento chiave nello sviluppo del progetto iPhone. Sono prodotti semplici, studiati fin dall’inizio per essere gestiti in modo estremamente facile e veloce. Questo ci ha permesso di sviluppare un applicativo che da una parte ne ha potenziato le positività e dall’altra ne ha semplificato ulteriormente l’utilizzo. Il tutto in tempi estremamente rapidi’.
(Leggi tutto…)

Inserito nella categoria Novità da admin in data Saturday 4 October 2008 alle 12:24 pm

Pagina Successiva »