Il Catasto e il valore degli immobili

CatastoIl Registro degli immobili conosce di questi tempi un’improvvisa popolarità. Ma la confusione è ancora tanta e, per orientarsi nella materia, è indispensabile porre alcuni punti fermi.

Il Catasto in essere è un Catasto che censisce il valore degli immobili del biennio 1988-89. I valori riscontrati sul mercato vengono – ai fini della tassazione – ricondotti a (finti) redditi con l’applicazione di tre (apodittici) coefficienti, validi per l’Italia intera: 1, per le abitazioni; 2, per gli uffici; 3, per i negozi. L’iniquità è questa (altro che l’abusato, e pappagallesco, confronto romanocentrico fra Piazza di Spagna e periferia).

Questo tipo di Catasto è stato giudicato illegittimo – su ricorso della Confedilizia – dal Tar Lazio e dal Consiglio di Stato e, come rimedio, nel 1993 è stato dal Governo Amato ‘legificato’: di qui, il ricorso della Confedilizia – allora – alla Corte Costituzionale che, nel ‘94, soprassedette a ogni dichiarazione di illegittimità rilevando ‘la transitorietà della disciplina denunciata, superata dai nuovi criteri indicati dal legislatore, e cioè il valore di mercato insieme al valore locativo’.
Un secondo punto importante è che la normativa per la riforma del Catasto attualmente in vigore (varata nel ‘98 – Governo Prodi, ministro delle Finanze Visco – e confermativa di quella richiamata dalla Corte Costituzionale) stabilisce la revisione delle tariffe d’estimo ‘facendo riferimento ai valori e ai redditi medi espressi dal mercato immobiliare’.

L’attuale Governo ha invece presentato un disegno di legge – in discussione alla Commissione finanze della Camera – che prevede la messa a regime di un Catasto patrimoniale, e cioè di valori che verrebbero ricondotti a redditi attraverso l’applicazione di ’saggi di redditività’. Aperture, a suo tempo ottenute dal Governo, per la rilevazione sul territorio anche dei redditi, non sono state di fatto confermate in sede parlamentare. I ’saggi di redditività’ verrebbero quindi fissati senza alcun aggancio alla realtà reddituale, piegabili – in qualsiasi momento e con qualsiasi Governo – a esigenze di cassa del momento, oltretutto in palese spregio alla riserva di legge prevista in materia dalla Costituzione.

Stante la rilevata discrezionalità dei saggi in parola, si avrebbe di fatto un Catasto patrimoniale e basta, verificato sul territorio. Con un ritorno a quel carattere della patrimonialità che contraddistingueva i vari Catasti italiani addirittura preunitari, e che venne abbandonato dallo Stato unitario proprio con la legge di perequazione tributaria. Al proposito, non si può non rilevare la forte connotazione ideologica della scelta del Governo di tassare in buona sostanza i valori, e cioè il patrimonio. Che è la forma di tassazione più iniqua che si possa concepire, in quanto progressivamente espropriativa.

Rimedio o stortura? Il Catasto patrimoniale non è – come si dice – il rimedio alle storture dell’attuale Catasto. È, invece, ‘la stortura’. Colpisce, infatti, i valori (crescenti) e non i redditi (azzerati o quasi): ciò che è iniquo (la spesa al supermercato si fa con i redditi, non con i valori) e contrario al nostro ordinamento tributario, uniformato al criterio della redditualità. La riconduzione dei valori a redditi, come visto, è una finzione, se non una truffa. Quanto all’abusato ritornello romanocentrico di Piazza di Spagna (i cui immobili pagherebbero meno tasse di quelli della periferia), chi lo ripete manca di rispetto a se stesso, se conosce come funziona il Catasto.

Il rimedio alle proclamate disparità non sta nel passaggio al Catasto patrimoniale. Ma nella revisione del classamento delle singole unità immobiliari, per la quale i Comuni hanno ottenuto con la Finanziaria 2005 (ministro Siniscalco) particolari poteri. Poi c’è il discorso del trasferimento del Catasto ai Comuni, che è un discorso a sé stante. La Finanziaria ha previsto per quest’anno che esso avvenga per la parte relativa alle funzioni certificative, attribuendo agli enti locali funzioni ‘partecipative’ nella determinazione degli estimi (cioè, delle rendite) e riservando la decisione finale sugli stessi allo Stato (e per esso all’Agenzia del Territorio).

La bozza di Dpcm predisposta dai ministeri dell’Economia e degli Affari Regionali non rispetta peraltro il dettato della Finanziaria e attribuisce ai Comuni la possibilità di optare per l’assunzione della decisione definitiva sull’estimo delle singole unità immobiliari, con completa espropriazione di ogni competenza dello Stato al proposito. Se la bozza in questione divenisse definitiva, il concetto che ‘partecipazione’ significa ‘decisione finale esclusiva’ transiterebbe verso l’evidenza dal singolo estimo alla revisione generale delle rendite: i Comuni si fisserebbero, così, in piena libertà la base imponibile, oltre che le aliquote, della loro maggiore entrata tributaria, l’Ici, con un conflitto d’interessi di proporzioni gigantesche.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Tuesday 29 June 2010 alle 1:01 am

Prenotare una vacanza

Prenotare una vacanza in ItaliaTurismo. Internet ha rivoluzionato il modo di organizzare un viaggio, breve o lungo che sia. Basta un Pc e una volta collegati con la location ci si addentra in un mondo in cui è possibile visitare le stanze dell’hotel, vedere la piscina di un resort da differenti angolazioni oppure entrare nella cucina di un agriturismo.
Prenotare una vacanza? Oggi è semplice. Ci sono numerosi modi per organizzarla. Si può tentare il fai da te, navigando su Internet alla ricerca di ciò che interessa. Oppure ci si può recare in agenzia di viaggi e lasciare tutto nelle mani dell’agente esperto. In entrambi i casi spesso e volentieri ci si trova di fronte a un vero e proprio nuovo modo di fare marketing turistico.

Se prima bisognava consultare guide, cataloghi e brochure, poi telefonare all’hotel e prenotare, spesso a occhi chiusi, fidandosi delle informazioni trovate, oggi non è più così. In che senso? Internet ha rivoluzionato il modo di organizzare una vacanza, breve o lunga che sia. Grazie ad alcuni programmi, una volta scelti l’albergo o il villaggio da sogno, si possono spesso fare dei veri e propri tour virtuali all’interno delle strutture. Basta un Pc e una volta collegati con la piattaforma della location ci si addentra in un mondo in cui è possibile visitare le stanze dell’hotel, vedere la piscina di un resort da differenti angolazioni oppure entrare nella cucina di un agriturismo.

Insomma tutto per mostrare a 360° ciò che aspetta i clienti. Questo servizio viene offerto per mettere in luce le qualità di un luogo. Non si può rimanere delusi una volta giunti sul posto, perché in realtà ci si è, in qualche modo, già stati. Una volta selezionata la struttura, è possibile talvolta leggere i feedback che alcuni utenti hanno rilasciato su un hotel. Di cosa si tratta? Sono semplicemente le varie opinioni, positive o negative, che alcuni vacanzieri hanno emesso, circa l’albergo, il villaggio, il tour operator che propone la vacanza e così via.
E per prenotare? Anche in questo caso, spesso e volentieri tutto avviene online. Tramite computer. Si effettuano richieste di preventivi, prenotazioni. Si stampano biglietti e voucher. E tramite mail è possibile contattare lo staff e chiedere informazioni o delucidazioni. Inoltre capita spesso che riservando online sia possibile usufruire di sconti vantaggiosi. Anche il pagamento può essere telematico e semplificato. Infatti chi dispone di una carta di credito può sfruttarla per saldare la vacanza direttamente su internet, in completa sicurezza.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Friday 27 November 2009 alle 1:30 pm

Domotica, il futuro della tecnologia

DomoticaTecnologia applicata alle mura domestiche. A volte sembra fantascienza. Vedere finestre e persiane che si aprono e si chiudono da sole. Televisori ultra piatti a scomparsa che appaiono solo nei momenti opportuni. Non si tratta di film di Steven Spielberg e nemmeno della casa dove abita Bill Gates. Ma semplicemente della domotica integrata. Di cosa si tratta? È una scienza che studia le tecniche più moderne e utili per migliorare il modo di vivere nella propria abitazione.
Questa disciplina cerca non solo di inserire nella quotidianità alcuni comfort tecnologicamente avanzati, ma anche di rendere una casa più sicura ed ecologica, tramite l’integrazione dei diversi apparecchi elettronici. Si parla insomma di ‘home automation’, cioè di automazione domestica. Unione e collaborazione di prodotti e servizi per la gestione e il controllo della casa.

Quali sono le aree in cui è possibile applicare la domotica? La prima è quella che riguarda la gestione dell’ambiente. Insomma si tratta di rendere tecnologico per esempio l’impianto di climatizzazione, il riscaldamento, l’illuminazione. Non solo. Anche la distribuzione dell’energia elettrica, l’irrigazione del giardino e l’azionamento dei sistemi di apertura dell’ingresso.
Un esempio. L’impianto di annaffiamento permette di programmare i tempi e gli orari di funzionamento. Inoltre tiene conto dei fattori meteorologici. Se il proprietario possiede in giardino una piscina può sfruttare la domotica per ottenere comfort anche in acqua. Infatti grazie alle nuove tecnologie è possibile meccanizzare alcune funzioni, in base alle abitudini o ai desideri dell’abitante.

Per esempio si può impostare la temperatura preferita oppure selezionare la copertura in caso di mal tempo. Il secondo ambito in cui sfruttare la domotica riguarda la gestione degli apparecchi domestici. Lavatrice, asciugatrice, lavastoviglie. Ma anche frigoriferi, cucine, forni, sauna e idromassaggio. Elettrodomestici e non diventano così super veloci, migliorano le loro prestazioni e aumentano le funzioni.

Un terzo campo che può essere ‘contagiato’ è quello che riguarda la comunicazione e l’informazione. Quali sono gli elementi che possono essere gestiti da un sistema domotico? Si va dal telefono alla segreteria, dal videocitofono al fax. E ancora, l’accesso a internet e i sistemi audio e video di svago. In quest’ultimo caso, per esempio, un impianto di gestione permette la diffusione audio-video nei vari ambienti domestici secondo le richieste dell’utente.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Friday 27 November 2009 alle 12:43 pm

Ampliamenti di immobili a finalità turistico ricettiva in Sardegna

Acqua cristallina in SardegnaIl miglioramento della qualità architettonica nel contesto paesaggistico. Gli articoli 3 e 4 trattano esclusivamente gli interventi di edifici degli immobili che vengono definiti ‘a finalità turistico ricettiva’. Ecco una piccola guida per conoscere tutto quello che c’è da sapere.
Alcuni articoli (in particolare il numero 3 e quello 4) del Piano Casa della Regione Autonoma della Sardegna prendono in considerazione gli interventi di ampliamento che possono eventualmente riguardare le costruzioni in zona agricola e gli edifici degli immobili che vengono definiti ‘a finalità turistico ricettiva’. Dunque, per quanto riguarda gli edifici destinati ad un uso agrosilvo-pastorale, ma anche per quelli ad uso residenziale che sono compresi all’interno della fascia costiera tra i 300 ed i 2000 metri dal mare (per le isole minori però tale distanza viene ridotta tra 150 e 1000 metri), sarà possibile un aumento della superficie nella misura massima del 10% e per quanto riguarda esclusivamente una destinazione ad uso appunto agricolo pastorale e per quanto riguarda l’uso residenziale.

Se invece queste tipologie di edifici si trovano oltre i 2000 metri (1000 per le isole minori) l’aumento di volume consentito è del 20%. Per quanto riguarda le strutture di proprietà di un imprenditore agricolo e adibite ad uso agro-silvopastorale la cui ubicazione è compresa, sempre all’interno della fascia costiera, a 300 metri dal mare (misura ridotta per le isole minori a 150 metri) il limite di aumento della cubatura è sempre del 10% ma con il vincolo che questi tipi di interventi vadano a migliorare la qualità architettonica e il contesto paesaggistico e che tutta la serie di lavori venga approvata dalla speciale Commissione Regionale che è stata istituita da questa legge (articolo 7).

Vengono poi comunque consentite delle variazioni di superficie per tutti quegli edifici (ovviamente legittimamente realizzati) che non vadano a modificare superfici coperte. Più particolareggiata invece la normativa che prende in considerazione gli eventuali interventi di immobili a finalità turistico ricettiva (il già citato articolo 4). Per tutti quegli edifici con suddetto uso ubicati in aree extraurbane e compresi nella fascia costiera distante 300 metri dal mare (solita riduzione a 150 per le isole minori) viene consentito un aumento del 10% solo nel caso in cui i lavori di riqualificazione e ampliamento determinino un miglioramento a vantaggio del risparmio energetico (indicato intorno ad 10%).

Prevista poi la possibilità di aumento del 20% e 30% per la riqualificazione di edifici con miglioramento a vantaggio del risparmio energetico (indicato in 25%). Ovviamente l’incremento volumetrico deve essere prioritariamente destinato ‘a servizi turistici dell’attività aziendale’ (senza aumento di numero di posti letto). La presenza di tali requisiti deve però essere dimostrata allegando adeguata documentazione nella richiesta della concessione edilizia. Una volta ultimati i lavori poi deve essere prodotta tutta la certificazione di regolare esecuzione dei lavori (con documentazione tecnica e fotografica) affinché l’opera di ampliamento possa poi essere approvata dalla suddetta Commissione Regionale.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Wednesday 25 November 2009 alle 6:54 pm

Piano casa in Sardegna

Mare in SardegnaIl Piano Casa della Sardegna diventa legge. Il 16 ottobre, dopo un confronto durato oltre un mese, la Regione Autonoma della Sardegna ha approvato una serie di norme che si pongono l’obiettivo di rilanciare tutto il settore dell’edilizia anche grazie alla possibilità di ampliamento degli edifici esistenti ed il contemporaneo miglioramentio della qualità architettonica ed edilizia.

Inseriti in un più generale contesto nazionale, il Piano Casa della Regione Autonoma della Sardegna prevede dunque tutta una serie di norme che andremo ora ad analizzare dettagliatamente. In pratica è consentito un ampliamento massimo del 20% della superficie esistente per gli edifici ad uso abitativo o destinati a servizi connessi alla residenza. Questi adeguamenti devono però essere effettuati in modo organico e coerente con la forma e l’architettura dell’edificio.

In caso di abitazioni uni e bifamiliari questi possono avvenire tramite la realizzazione di nuovi fabbricati in ampliamento dei diversi piani, o anche mediante la sopra elevazione. Solo per quanto riguarda il piano terra invece è possibile la realizzazione di fabbricati (definiti dal testo della legge corpi di fabbrica) separati dall’edificio principale anche se questi devono essere utilizzati come pertinenze di quest’ultimo.
Invece nel caso di edifici definiti dalla legge ‘pluripiani’ (cioè a più piani) i suddetti incrementi sono consentiti in tre casi: nel caso di copertura prevalentemente piana, nei sottotetti (con l’obbligo di rispettare la sagoma massima delle murature perimetrali) e nei singoli piani (a condizione che l’intervento si armonizzi con il disegno architettonico).

Questi interventi potranno anche essere messi in opera dai singoli proprietari ma bisogna dimostrare, tramite progetto, il coerente inserimento nel contesto architettonico della struttura. Nel caso, infine di edifici a schiera inseriti in un lotto urbanistico unitario, questi adeguamenti possono venire realizzati per tutte le unità. Anche in questo caso è obbligatoria la condizione che l’intervento sia in armonia con il contesto architettonico dell’intero complesso.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Wednesday 25 November 2009 alle 6:46 pm

Dichiarazioni in sede di atto riguardo la certificazione energetica degli edifici.

Ferma restando la possibilità di cedere/vendere un immobile non dotato dell’AQE (attestato di qualificazione energetica), a partire dal 1° luglio 2009 tutti gli immobili devono essere dotati di detto attestato,così come previsto all’art. 6 del decreto. Fino alla data di entrata in vigore delle Linee guida nazionali (art. 6 comma 9) (3), l’attestato in parola (ACE) è sostituito a tutti gli effetti dall’Attestato di Qualificazione Energetica (AQE).Riguardo la certificazione energetica, in sede di atto, le parti potranno dichiarare che:

1) l’immobile è dotato della certificazione energetica ed in questo caso è prevista la consegna dell’AQE (attestato di qualificazione energetica) in sede di rogito stesso se non è già avvenuta. La parte alienante si può impegnare in atto ad eseguire la consegna in sede successiva, ma sempre con il consenso dell’altra parte. Nel caso di immobile di nuova costruzione è prevista la sanzione amministrativa dall’articolo 15 comma 7 del decreto.

2) l’immobile non è dotato della certificazione energetica. In questa ipotesi, le parti saranno sollecitate dal notaio a regolamentare su chi graverà tale obbligo sempre che non si tratti un edificio di nuova costruzione. In pratica, nel decreto non vi sono divieti o sanzioni che impediscano che, là dove esista un accordo tra le parti, l’obbligo ricada sul compratore. E’ da segnalarsi la rilevanza di una completa informazione del notaio a favore delle parti in quanto il decreto, in sostanza, escludendo l’obbligo per il costruttore, rimanda alle parti su chi possa ricadere l’obbligo della qualificazione. Inoltre, in particolare, per tutti gli edifici realizzati o ristrutturati a seguito di permesso a costruire o DIA richiesto e presentata nel periodo compreso tra l’8 ottobre 2005 ed il 31 dicembre 2008 la certificazione energetica condiziona l’efficacia della dichiarazione di fine lavori (art. 8 co. 2 del decreto); inoltre, in base all’art. 2 co. 282 l. 244/2007 (legge finanziaria per l’anno 2008) ed è elemento che subordina il rilascio del certificato di agibilità.

Inserito nella categoria Compravendita immobili, Novità da elettra in data Tuesday 21 July 2009 alle 4:26 pm

Solidarietà nel pagamento dell’imposta di registro

Riferimenti normativi: La legge 296/06 – Finanziaria 2007 – pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 299 del 27.12.2006 (suppl. ord. N. 244) , entrata in vigore il 1.1.2007

La nuova disciplina, integrando il disposto dell’art. 10 D.P.R. 26.4.1986 n. 131, inserisce anche la figura dell’agente immobiliare tra i soggetti tenuti a richiedere la registrazione delle scritture negoziali (non autenticate) stipulate a seguito della sua attività. Questo significa che l’agente immobiliare dovrà provvedere a sua cura, qualora non lo facciano direttamente le parti contraenti, a richiedere la registrazione dei contratti (es: contratti preliminari di compravendita e/o di locazione, contratti di locazione, ecc) stipulati a seguito della sua attività professionale e non solo, dovrà provvedere, qualora non lo facciano i contraenti, al pagamento dell’imposta di registro (relativa a tali scritture private; 0,50% sulla caparra confirmatoria o 3% sull’acconto oltre all’imposta fissa di € 168,00) essendo egli diversamente responsabile in solido con le stesse nei confronti dell’Agenzia delle Entrate per il predetto pagamento (salva la successiva possibilità, di rivalersi nei confronti dei contraenti stessi).

I soggetti che devono effettuare la dichiarazione dal notaio rimangono sempre ed esclusivamente le parti coinvolte nella compravendita e non l’agente immobiliare, il quale però dovrà comunicare alle parti il proprio numero di iscrizione al ruolo e la C.C.I.A.A. nel quale è tenuto il ruolo sopra indicato.

Inserito nella categoria Compravendita immobili, Novità da elettra in data Wednesday 8 July 2009 alle 5:30 pm

Incentivi statali piano casa del governo

Incentivi per chi mette in sicurezza le abitazioni: premio cubatura del 35% e detrazione Irpef del 55%. Dopo la tragedia in Abruzzo sbloccate le regole approvate nel 2005 e mai entrate in vigore.
Un decreto legge che punta su case più sicure. Dopo la tragedia abruzzese, il governo accelera sulle norme antisismiche per la costruzione di nuovi edifici e il consolidamento di quelli già esistenti. Al prossimo consiglio dei ministri, che potrebbe tenersi venerdì prossimo, sarà esaminato il provvedimento sul piano casa che avrà tra i punti fondamentali incentivi fiscali e aumenti di cubatura anche per chi, oltre ad installare impianti energetici, ricostruirà nel pieno rispetto delle normative antisismiche.
Non solo. Quel che è certo è che il nuovo testo, rinviato già due volte, sbloccherà finalmente le regole tecniche anti-terremoto approvate nel 2005 ma mai entrate in vigore (l’ultimo posticipo arrivò con il decreto Milleproroghe approvato alla Camera in via definitiva il 24 febbraio scorso).

Nuovi incentivi, quindi. Per creare abitazioni davvero a norma. Chi demolisce la propria casa, infatti, e la ricostruisce adeguandosi ai nuovi criteri antisismici potrà aumentare la cubatura dell’immobile del 35%, che verrà inserito nelle leggi regionali. Per migliorare anche le costruzioni più vecchie, inoltre, il governo sta studiando possibili forme di agevolazione come l’estensione dello sgravio Irpef del 55%, non solo per gli interventi di risparmio energetico ma anche per opere di incatenamento, riempimento, tirantaggio per la messa in sicurezza delle abitazioni.
Sempre in questa direzione si colloca la decisione di rendere immediatamente operativo il decreto dello scorso anno che assegna ai progettisti la scelta delle tecnologie più adatte per raggiungere gli standard di sicurezza europei che, rispetto a quelli attualmente in vigore in Italia, sono molto più rigidi. La novità, poi, sta nel fatto che tali regole di sicurezza non verranno applicate solo ai progetti di nuovi edifici, ma diventeranno necessarie anche per gli immobili esistenti.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Tuesday 14 April 2009 alle 3:49 pm

Il piano casa del Governo

Edilizia: Berlusconi: «Non sarà un decreto legge, il nostro ruolo è dare un’indicazione». Il monito della Lega. Il Veneto oggi discute una misura analoga. No di Lazio e Puglia, le Marche aspettano il testo. Bersani: meglio i lavori pubblici dei Comuni. Casini: l’opposizione non può dire solo di no.
Mancano tre giorni. Il piano casa del governo sarà approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì. Il sottosegretario alle Infrastrutture Mario Mantovani anticipa che la base minima da cui partirà il contributo dell’esecutivo è di un miliardo di euro. E il Veneto si muove addirittura prima: oggi la giunta si riunisce per varare un progetto simile a quello del Cavaliere. Ma in attesa delle polemiche post approvazione, vanno avanti le schermaglie preventive.
Silvio Berlusconi specifica che «il governo dà una indicazione quadro alle Regioni, sono loro che devono fare la legge, non noi. Tanto è vero che c’è qualche Regione che non lo fa, mi sembra la Calabria di Loiero e le Marche». Per questo, chiarisce che il piano «non sarà un decreto legge», visto che il ruolo di palazzo Chigi è quello di «dare una indicazione alle Regioni».
E alle critiche il premier risponde che e «se una persona farà un cambiamento della propria casa cercherà di fare una cosa piu’ bella. Se uno lo fa perchè ha bisogno, magari perchè gli è nato un nipotino, potrà farlo e il valore della casa aumenterà». Ma Umberto Bossi dice che il progetto «va studiato bene, non vorrei che facessimo le case per darle agli extracomunitari». E comunque, osserva il leader della Lega, «ci vogliono limiti e indirizzi ben precisi».
Pier Luigi Bersani commenta: il Cavaliere, al di là delle intenzioni, finirà per cementificare il Paese. Ma il responsabile economico del Pd rilancia con un ampio piano di spesa in deficit: «Se il punto, con il piano casa, è attivare il settore costruzioni ed edilizia, faccio una controproposta. Attiviamo una sorta di tridente. Primo: i cantieri locali. Sbloccando un pò di soldi per le grandi opere e mettendo un pò di libertà al patto di stabilità dei comuni, apriamo mille cantieri locali per la manutenzione di scuole, strade, sovrappassi, rotonde, qualsiasi cosa c’è da fare e che possa partire in sei mesi senza stravolgere le regole».
Il responsabile Ambiente del Pd Ermete Realacci definisce il piano un «devastante segnale mandato al paese». Ribatte Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo Pdl al Senato: «Noi diciamo no ai catastrofismi. Abbiamo rilanciato la macroeconomia con le grandi opere e questo è un tentativo per rilanciare l’economia quotidiana in un momento difficile per il Paese. Andrebbe valutato con più serietà per i suoi effetti e per i benefici che può apportare».
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Tuesday 10 March 2009 alle 12:15 pm

Certificazione di qualità per agenti immobiliari

La strada da intraprendere per dimostrare competenza e professionalità in un mercato sempre più esigente e in continua evoluzione.

Premessa. Questo progetto nasce dal confronto con alcuni operatori del settore che da qualche mese a questa parte hanno riscontrato l’esigenza e la necessità di dotarsi di uno strumento (quale appunto la Certificazione del Sistema Qualità) per rispondere alle sempre più marcate esigenze della clientela nei confronti loro professionalità e competenza, sotto intendendo una qualità certa e garantita di un servizio all’altezza delle loro aspettative.
Ecco perché siamo stati interpellati e coinvolti in questo progetto che ad oggi conta già le prime Agenzie Immobiliari certificate in Italia. A cosa serve la Certificazione di Qualità? La Certificazione di Qualità consiste nella produzione di un manuale delle procedure che rispondono coerentemente con il processo produttivo di un’agenzia immobiliare nel rispetto delle norme UNI EN ISO 9001:2000.
Esse si articolano su quattro punti:
- Gestione della documentazione
- Gestione della risorse umane e delle infrastrutture
- Gestione e sviluppo del servizio
- Azioni di Miglioramento continue
Inoltre è stato messo a punto un modello di Rating Dinamico specifico per la valutazione ed il controllo del livello di qualità del servizio erogato da un’Agenzia e da un Agente immobiliare.

A cosa serve la Certificazione di Qualità? La Certificazione di Qualità serve a distinguersi e a farsi riconoscere in un mondo di libero mercato dove è sempre più marcata e sotto intesa la richiesta di professionalità e competenza contrassegnata dalla qualità di un risultato certo e garantito.

Perché la Certificazione sta interessando sempre di più le Agenzie Immobiliari? Perché l’iscrizione al ruolo (secondo il D.Lgs 39/89) non è più sufficiente a farsi riconoscere, la creazione di un albo della categoria non è possibile, pertanto la Certificazione del sistema Qualità rimane l’unica via percorribile per ottenere visibilità, riconoscimento, considerazione, crediti e merito.

Ing. Baraldo che cos’è il Rating e a cosa serve? E’ uno strumento di valutazione del metodo operativo di un’Agenzia e di un Agente immobiliare che misura il grado di qualità dello stesso assegnandogli un punteggio, il quale ha una soglia minima ma non una massima, in modo che ci sia sempre motivo per migliorare la qualità del servizio erogato. L’applicazione del Rating Dinamico avviene mediante l’uso di check-list alle quali è stato assegnato un coefficiente fisso estratto dalle norme UNI EN ISO 9001:2000.
La finalità di questo strumento è quella di valutare le performance e l’organizzazione di un’Agenzia e un Agente immobiliare, con modalità oggettive e specifiche in termini di qualità dei servizi erogati; rendere visibili tali caratteristiche agli utenti finali ed ai patners commerciali mediante una certificazione rilasciata da un ente terzo di visibilità internazionale, quale appunto il TUV Nord Italia; fornire un strumento al cliente al fine di valutare la realtà alla quale rivolgersi/affidarsi per compravendere e/o affittare un immobile.
Il Rating Dinamico inoltre è uno strumento atto per far ottenere crediti alle Agenzie e agli Agenti immobiliari che lo adotteranno da parte di Istituti di Credito, Finanziarie, Associazioni Consumatori, ai quali abbiamo già chiesto un loro parere e una loro convalida sulla validità dello stesso. Con il Rating Dinamico applicato, la trasparenza l’organizzazione e la linearità dei processi produttivi di un’Agenzia immobiliare sono obbligatoriamente garantiti ed il cliente finale può beneficiarne fin da subito poiché ne conosce il risultato del servizio erogato/richiesto.
E’ necessario sottolineare l’oggettività con la quale il sistema di Rating Dinamico viene applicato, avvalendosi di Ispettori qualificati e formati che verificano la presenza di evidenze oggettive rispondenti ai requisiti prestabiliti. Le valutazioni si traducono in punteggi assegnati in ciascuno dei 4 punti precedentemente citati. Tale metodo non lascia spazio a valutazioni soggettive garantendo un’immediata correlazione tra il punteggio complessivo ottenuto e le capacità dell’organizzazione di erogare servizi di qualità. Inoltre il controllo dei requisiti non avviene una tantum, bensì con verifiche periodiche che ne garantiscono il perdurare.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Thursday 19 February 2009 alle 7:50 pm

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