Il ruolo degli agenti immobiliari non si tocca

Agente immobiliareLa Consulta nazionale delle associazioni che rappresentano i mediatori esprime con forza le proprie perplessità di fronte al disegno di legge riguardante la categoria presentato dal Governo.
Il disegno di legge del ministero dello Sviluppo economico, approvato dal governo il 25 gennaio 2007, prevede novità per l’accesso all’attività di agente immobiliare. Se sarà approvato dal Parlamento, sparirà l’obbligo di iscrizione al Ruolo e basterà presentare una dichiarazione di inizio attività e avere i requisiti professionali previsti dalle normative vigenti (L.39/89).
Le attività di intermediazione (la norma unifica le seguenti figure professionali: l’agente di affari in mediazione; l’agente immobiliare, l’agente d’affari, l’agente e rappresentante di commercio, il mediatore marittimo, lo spedizioniere, il raccomandatario marittimo) potranno quindi essere svolte semplicemente dopo avere presentato la dichiarazione di inizio attività alla Camera di Commercio competente per territorio, e per conoscenza alla Questura, corredata dalle autocertificazioni e dalle certificazioni attestanti il possesso dei requisiti soggettivi, morali, professionali, tecnici e finanziari, ove prescritti dalla legislazione vigente. Alle Camere di Commercio restano gli obblighi di verifica del possesso dei requisiti di legge degli esercenti. I relativi dati saranno iscritti nel registro delle imprese se svolte in forma di impresa e, in tutti gli altri casi, nel repertorio delle notizie economiche e amministrative (R.E.A.), assegnando loro la qualifica di intermediario, distintamente per tipologia di attività.
Per iniziare a svolgere l’attività di agente immobiliare, non saranno quindi più necessarie le iscrizioni al ruolo e al Registro Imprese della Camera di Commercio.
Dopo l’approvazione del Disegno di Legge saranno emanate delle norme regolamentari per meglio individuare i nuovi compiti delle Camere di Commercio dopo l’abolizione del ‘Ruolo Mediatori’. Queste prime indicazioni delle nuove norme emanate dal Governo non sono ovviamente condivise dagli addetti ai lavori, in quanto verrebbe a mancare quel ‘Ruolo’ che, pur nella sua limitatezza, era comunque uno strumento di verifica degli iscritti e di controllo dell’attività.

La Consulta dice No
Non a caso, un forte segnale di coesione è uscito dagli incontri della Consulta Nazionale Interassociativa dell’Intermediazione – Fimaa/Fiaip/Anama. Le Federazioni che rappresentano a livello nazionale tutta la categoria dei mediatori di ogni settore ha espresso preoccupazione e ha respinto con forza ogni ipotesi di abolizione del Ruolo Mediatori presso le Camere di Commercio, unico momento di controllo e verifica dell’attività, anche a tutela del cittadino/consumatore.
Il Disegno di Legge proposto dal Governo troverà quindi nei mediatori una continua e costante opposizione durante l’iter di approvazione parlamentare. Le federazioni di categoria, tramite la Consulta Interassociativa, da subito cercheranno un confronto con il Governo, le forze politiche, le Associazioni Nazionali dei Consumatori e le Camere di Commercio aprendo un tavolo di concertazione affinché si valuti la pericolosità dell’abolizione del Ruolo Mediatori per le imprese e per la clientela.
Quanto sia largamente condivisa tra gli addetti ai lavori questa posizione è ben espresso dal comunicato stampa emanato congiuntamente Fimaa-Confcommercio, Fiaip-Confedilizia/ Confindustria e Anama-Confesercenti, in cui, come suggerisce il titolo ‘gli agenti immobiliari dicono Si a una riforma del mercato e No ad una deregulation selvaggia’. La Consulta Interassociativa, che riunisce le Associazioni degli agenti immobiliari delle tre associazioni ‘denuncia con forza i provvedimenti previsti nel Disegno di Legge allo studio del Governo, che prevede l’abolizione del Ruolo professionale presso le Camere di Commercio con rischi di perdere garanzia, trasparenza e tutela per il mercato e soprattutto, per i consumatori, prima ancora che per gli operatori’.
Il problema, dicono le associazioni di categoria, non si risolve con la semplice abolizione del ruolo, ma con la realizzazione di una riforma della normativa in grado di rafforzare la qualità professionale a tutela del cittadinoconsumatore. La categoria chiede quindi un tavolo di confronto con il Governo, ‘anche per avere chiarimenti sul testo del Disegno di Legge, tanto più che lo stesso presenta elementi di contraddizione con i recenti provvedimenti Bersani e gli obblighi previsti in Finanziaria. La strada indicata è quella della qualità certificata da organismi autorevoli, concludono i tre presidenti. Perché ’solo professionisti di qualità possono rispondere alle esigenze di un mercato complesso e dare garanzia e tutela ai consumatori’.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Tuesday 27 January 2009 alle 12:01 pm

D. L. 185 /2008 Bonus per le famiglie

In materia di Bonus straordinario per le famiglie introdotto con Decreto legge n. 185/2008, possiamo specificare quanto segue come da circolare del Ministero delle Entrate:

Il beneficio – che consiste in un straordinario (erogato una sola volta) di ammontare variabile (da 200 a 1.000 euro) in base al reddito e ai componenti del nucleo familiare che ne fa richiesta – non costituisce reddito – né a fini fiscali né a quelli previdenziali, né per il rilascio della social card. Il bonus può essere richiesto dai cittadini residenti, lavoratori e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di una famiglia qualificata come a basso reddito. Il reddito complessivo familiare che dà diritto al beneficio non deve comunque superare 35.000 euro annui, le scadenze per richiedere l’agevolazione dipendono dall’anno d’imposta che viene preso come riferimento per la verifica dei requisiti previsti per il riconoscimento del bonus:
- anno di riferimento 2007– gli aspiranti beneficiari devono presentare la richiesta al datore di lavoro o all’ente pensionistico entro il 31 gennaio 2009 utilizzando il modello predisposto per la richiesta del bonus al sostituto d’imposta e agli enti pensionistici, che erogheranno il beneficio nei successivi mesi, rispettivamente, di febbraio e marzo; se il beneficio non è erogato dai sostituti d’imposta, la domanda può essere invece inviata, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2009, utilizzando l’apposito modello;
- anno di riferimento 2008 – la domanda deve essere presentata entro il 31 marzo 2009 al datore di lavoro o all’ente pensionistico, che erogheranno il bonus nei successivi mesi, rispettivamente, di aprile e maggio, oppure entro il 30 giugno 2009 all’Agenzia delle Entrate, ma soltanto per i contribuenti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi. I contribuenti tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi possono richiedere il bonus straordinario con la dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2008.

Fonte: Agenzia delle Entrate, Provvedimento 05/12/2008, prot. 184519/2008

Inserito nella categoria Novità da elettra in data Tuesday 9 December 2008 alle 4:16 pm

Convegno per il Turismo: finanziaria 2009

Il governo sembra essere  intenzionato ad accogliere alcune delle richieste fatte dagli associazione del settore immobiliare come FIAIP, Feder Turismo, Confindustria tra cui l’aliquota al 20% dell’imposta sostitutiva per il reddito che deriva dalla locazione di tipo turistico per le case destinate alle vacanze.
Era stato chiesto, dal punto di vista fiscale e legislativo, di poter avviare subito una nuova fase di sviluppo per il settore turistico delle case vacanze, in quanto è necessaria al fine di un rilancio del turismo, una semplificazione a livello politico. Tutto ciò è stato tema di discussione nell’incontro, promosso dall’Osservatorio Parlamentare per il Turismo, che si è tenuto a Roma con oggetto ‘turismo e finanziaria 2009′ nella sala stampa del Senato della Repubblica e durante il quale sono stati affrontati i seguenti punti:

  • Procedure per investimenti nel turismo
  • Semplificazione delle leggi
  • Revisioni delle competenze Stato-Regioni
  • Coordinamento enti pubblici-imprese

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Inserito nella categoria Agevolazioni fiscali, Novità da elettra in data Friday 5 December 2008 alle 12:45 pm

Mercato Immobiliare:statistiche

Alla fine del primo semestre 2008 il mercato immobiliare residenziale italiano ha mostrato una correzione degli scambi e dei prezzi al ribasso, il processo di riassestamento dei prezzi sul mercato è  iniziato nelle macro aree urbane semicentrali e periferiche di tutti i principali Comuni capoluogo, mentre nei centri e nelle zone di pregio i prezzi restano in una fase di stagnazione. Le città che hanno subito un maggiore calo dei prezzi nel primo semestre 2008 sono Napoli e Palermo (-9%), a conferma del trend del primo trimestre, seguite da Roma (-8,3%) e Milano (-8%), anche loro già in leggero calo nel primo trimestre. Torino, ancora in positivo a marzo 2008, vede i prezzi calare in media del 6% circa come Bologna, Genova, Firenze e Catania. Le stime elaborate a livello nazionale, relative al primo semestre 2008, danno una contrazione degli scambi di abitazioni compresa in un range fra il -13% ed il -15%, rispetto allo stesso periodo del 2007. 
Sul fronte delle quotazioni, viceversa, si ipotizza un incremento medio del 2% anche se calano le quotazioni nelle grandi città; si riprende il comparto industriale e migliora il settore degli uffici; bene la grande distribuzione.
A pesare sono la diminuzione della domanda, l’allungamento dei tempi di vendita, l’aumento dell’offerta e la presenza di un maggiore margine di trattativa per gli acquirenti. Un contributo al rallentamento delle transazioni è venuto anche dal maggior rigore delle politiche creditizie attuate da parte degli Istituti di credito, che hanno inciso negativamente sulla quota di domanda coperta da giovani coppie e stranieri. I rischi attuali sono legati all’eccesso di offerta di nuovo, con la prossima immissione sul mercato di immobili progettati in un momento più favorevole, il prezzo dei quali oggi risente del costo di acquisto dei terreni, avvenuto in pieno boom immobiliare. Una parte dell’offerta è composta da immobili acquistati di recente, i proprietari dei quali, non riuscendo a sostenere le rate del mutuo, preferiscono la cessione del bene per orientarsi verso soluzioni di dimensioni più ridotte o sulla locazione. In generale, si registra un’attenuarsi del fenomeno della provincializzazione e dell’attrazione esercitata dai mercati del primo e secondo hinterland rispetto alle periferie urbane. I più penalizzati sono i Comuni di prima fascia, più popolari e con quotazioni in linea con le periferie urbane, dal momento che chi esce dalle metropoli tende a cercare soluzioni indipendenti, di qualità, immerse nel verde e un buon rapporto qualità-prezzo.

fonte: mercato immobiliare

Inserito nella categoria Novità da elettra in data Monday 3 November 2008 alle 12:39 pm

Canoni sociali, la Toscana propone una legge regionale

Gli obiettivi prioritari della proposta di legge che l’assessore Eugenio Baronti presenterà per l’approvazione in giunta in Toscana si basano sul motto:”Costruire nuovi alloggi da destinare all’affitto a canone sociale, usare l’edilizia residenziale pubblica per rivitalizzare i centri storici e restituire loro la funzione abitativa.». L’assessore ha enunciato il suo progetto durante l’ intervento a chiusura del convegno sulle politiche abitative in Toscana promosso da Cgil, Cisl e Uil con la partecipazione di Sunia, Sicet e Uniat, tenutosi nei giorni scorsi a Firenze. «In questo momento – ha sottolineato Baronti –con 50 mila famiglie in attesa di una casa, con una crisi finanziaria ed economica che mette in crisi il nostro stesso modello di sviluppo, con il costo di mercato degli alloggi diventato insostenibile non solo per le fasce più povere ma anche per una famiglia media, quella di incrementare il patrimonio pubblico destinato all’affitto è la priorità più inderogabile» Baronti ha anche accennato ad altri punti qualificanti della proposta, volti a «ridare giustizia al settore» ed a «renderlo efficiente e snello». Fra questi l’assetto del sistema di edilizia residenziale pubblica e della sua gestione. «Non ci saranno più – ha spiegato l’assessore regionale alla casa – i Lode e nemmeno le SPA, le società per azioni che gestiscono il patrimonio.

Dunque 3 gestori, corrispondenti alle 3 aree vaste: costa, Toscana centrale, Toscana meridionale. Il livello programmatorio avverrà per “zone”, corrispondenti ai distretti sociosanitari: 14 zone con 114 comuni per la costa, 9 zone con 73 comuni per la Toscana centrale e 14 zone con 103 comuni per la Toscana meridionale. Il sistema punterà inoltre alla “qualità e alla ecoefficienza” – ha aggiunto Baronti – e sulla “immediata cantierabilità degli interventi”. «Ci sarà, già nel meccanismo di assegnazione delle risorse – ha precisato l’assessore – un meccanismo basato sulla resposabilità e su penalità per i soggetti che non realizzeranno gli interventi, che porterà velocemente alla revoca dei finanziamenti in caso di inerzia e all’assegnazione ad altro intervento.» Infine le risorse. «L’attuale sospensione della vendita di case popolari – ha detto Baronti – si concluderà non appena sarà terminata la rendicontazione delle risorse assegnate in questi anni. La data che abbiamo posto è il 30 novembre. Quando sapremo quante sono le risorse potremo farle confluire in un unico fondo a carattere regionale.» In precedenza erano intervenuti il vicepresidente della Regione, Federico Gelli e il presidente della commissione consiliare territorio Erasmo D’Angelis. Gelli ha tra l’altro ricordato che la Regione Toscana ha proposto, insieme a Campania, Piemonte e Liguria, ricorso alla Corte Costituzionale, contro gli articoli 11 e 13 della legge 133 del 2008 (la legge di conversione del decreto 112 – la cosiddetta finanziaria di giugno del Governo). «L’articolo 11 – ha spiegato Gelli – accentra le competenze in materia di programmazione sulla casa, l’articolo 13 invece è relativo ai criteri di alienazione delle case popolari. Questi articoli sono incostituzionali – ha spiegato – perché le Regioni , dopo la riforma del titolo V della Costituzione, hanno competenza primaria ed esclusiva sulla casa. Insomma – ha concluso Gelli che si è detto convinto della vittoria– il Governo da una parte vuole accentuare il federalismo, dall’altro torna ad accentrare su questioni come quella della casa.» Al convegno promosso dai sindacati hanno preso parte, oltre rappresentanti regionali e nazionali di Cgil, Cisl e Uil e dei sindacati degli inquilini, anche rappresentanti di Cispe, dei soggetti gestori e dei Lode della Toscana. L’assessore Baronti ha ribadito che, dopo la presentazione in giunta della bozza della nuova proposta di legge, che ora si trova al vaglio degli uffici giuridici della Regione, e prima dell’approdo in Consiglio regionale, vi sarà un articolato programma di concertazione con tutte le istanze interessate alla nuova legge. «In modo che il testo finale, che dovrà governare il sistema degli interventi pubblici sulla casa in Toscana sia il più possibile condiviso e concertato»

Fonte: Regionetoscana.it

Inserito nella categoria Novità da elettra in data Friday 31 October 2008 alle 4:31 pm

Immobiliaristi, Ricucci spera nel patteggiamento

Accetta tre anni di carcere, che sono però coperti dall’indulto; obbligo di dimora per Coppola.
Tre anni di reclusione, pienamente condonati grazie all’indulto, e il pagamento di 654.800 euro, tra Magiste Real Estate, Magiste International e Garlsson Real Estate. Questa è la proposta di patteggiamento avanzata dai legali di Ricucci, d’accordo con la procura, ai giudici della V sezione penale del tribunale davanti al quale l’immobiliarista è imputato per un fallito tentativo di scalata a Rcs, per la compravendita di un palazzo in via Lima e per presunte irregolarità nell’assegnazione del patrimonio immobiliare dell’Enasarco.
Un’altra richiesta di patteggiamento, a un anno e dieci mesi di reclusione (pena sospesa), è stata avanzata anche da un ex collaboratore di Ricucci, Luigi Gargiulo. Sui patteggiamenti il tribunale deciderà nell’udienza del 10 dicembre prossimo. Intanto la II sezione penale del tribunale di Roma ha stabilito l’obbligo di dimora per Danilo Coppola.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Tuesday 7 October 2008 alle 10:19 am

CheBanca! presenta l’homebanking che si gestisce con un dito

Il nuovo applicativo HomeBanking di CheBanca!CheBanca! in partnership con Accenture, ha realizzato un applicativo in perfetto stile iPhone, per gestire le proprie operazioni bancarie ‘giocando’ con le icone e il touch screen.
‘Siamo partiti dal presupposto che le persone ragionano molto più facilmente per immagini che per numeri e codici – spiega l’amministratore delegato di CheBanca! Christian Miccoli – abbiamo quindi deciso di utilizzare icone e simboli intuitivi e applicarli a tutto l’home banking. Il risultato è un applicativo che, per la prima volta, permette di interagire con la banca in modo simpatico e intuitivo.
‘Un nuovo modo di interagire ma anche di gestire il proprio denaro. Grazie all’applicativo per iPhone 3G è infatti possibile disporre dei propri soldi in tempo reale, proprio quando emerge la necessità. Siamo al ristorante e non abbiamo la somma necessaria sul conto tascabile? bastano pochi tocchi per ricaricarlo istantaneamente’.
‘I nostri prodotti di punta, Conto Tascabile e Conto Deposito – aggiunge Christian Miccoli – sono stati l’elemento chiave nello sviluppo del progetto iPhone. Sono prodotti semplici, studiati fin dall’inizio per essere gestiti in modo estremamente facile e veloce. Questo ci ha permesso di sviluppare un applicativo che da una parte ne ha potenziato le positività e dall’altra ne ha semplificato ulteriormente l’utilizzo. Il tutto in tempi estremamente rapidi’.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Saturday 4 October 2008 alle 12:24 pm

Agenti Immobiliari: arriva il codice deontologico

E’ stato presentato il 24 settembre a Roma presso la Camera di Commercio  il nuovo ‘Codice Deontologico Fiaip’ per Agenti Immobiliari e Mediatori Creditizi. Il nuovo codice interpreta in chiave moderna i principi etici e comportamentali, indice di maggiore professionalità, garanzia e trasparenza offerta ai clienti e ai consumatori nel pieno rispetto delle leggi vigenti in materia d’intermediazione immobiliare e creditizia, fissando per tutti gli associati Fiaip principi etici da adottare in ambito professionale verso la clientela e gli istituti di credito, le istituzioni e nei rapporti tra gli associati.

Il Codice Deontologico, per la prima volta in Italia,  si rivolge tanto agli agenti immobiliari, quanto agli intermediari creditizi. Il nuovo codice è suddiviso in cinque sezioni: rapporti con il pubblico, che ogni associato deve avere nell’esercizio della sua professione; rapporti con la clientela in cui si specificano regole precise dall’incarico, alla valutazione immobiliare, alla pubblicità immobiliare, privacy e antiriciclaggio; rapporti con gli istituti bancari e intermediari finanziari; rapporti con i colleghi e con la federazione.  Nei suoi 44 articoli detta principi e norme più severe per una maggiore trasparenza e correttezza, a garanzia dei rapporti sia con i clienti consumatori, che con tutti i soggetti che interagiscono con gli agenti immobiliari.
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Inserito nella categoria Novità da elettra in data Monday 29 September 2008 alle 3:10 pm

Regge il mercato immobiliare in Italia

Certo, le ultime notizie non sono confortanti. Negli Stati Uniti, la crisi dei subprime comincia a far sentire le sue conseguenze in termini piuttosto pesanti. Le aziende crollano, le borse internazionali calano e la corsa del petrolio infonde una sensazione di grande fragilità, spaventando i mercati. Non solo: l’inflazione galoppa, registrando per la prima volta dal 1999 nella zona Euro quota 4% e costringendo la BCE ad alzare il tasso del denaro di un quarto di punto.
Uno psicodramma? Non proprio. In Italia, il mercato immobiliare tiene botta nonostante tutto. Il calo dei prezzi è ancora contenuto. I segmenti del pregio e del nuovo hanno estimatori dai portafogli ancora robusti. Le agevolazioni prospettate dalla normativa sul risparmio energetico attraggono un vasto pubblico interessato a coniugare il risparmio o l’investimento con un indirizzo ecosostenibile.
Inoltre, il Governo sta mettendo mano alle problematiche, soprattutto fiscali, che rendono farraginoso il mercato; procedendo oltretutto in una direzione che appare gradita a una buona parte degli operatori del settore.
Qualcosa si muove, dunque. Non deve preoccupare troppo il tasso dei mutui, il più alto dal 2002, ricordando che picchi ben più elevati rappresentavano il quotidiano degli anni Ottanta. E neppure dev’essere considerata foriera di cattivi presagi la crisi del ladrillo, ovvero del mattone spagnolo.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Monday 29 September 2008 alle 2:38 pm

Emergenza alloggi in Italia

Un piano casa di almeno 100/110 mila alloggi, in grado di rispondere al drammatico problema dell’emergenza abitativa in Italia e dei prezzi ancora troppo cari degli alloggi. Soprattutto per quanto riguarda le fasce sociali più deboli: giovani coppie, famiglie monoreddito, anziani svantaggiati, studenti fuori sede, famiglie sfrattate e immigrati regolari a basso reddito con 10 anni di residenza in Italia.
A scendere in campo per chiedere la concreta attuazione ai decreti attuativi del Piano di edilizia abitativa deciso dal Governo, è stato nei giorni scorsi un fronte unitario composto oltre che dai costruttori dell’Ance, anche dalle associazioni dell’edilizia abitativa come Ancab, Legacoop, Ancpl Legacoop, Federabitazione Confcooperative , Agci-Abitazione, Aniem, Federlavoro e Servizi Confcooperative.
A giocare un ruolo da protagonisti in questo protocollo d’intesa che ha visto nascere una sorta di santa alleanza tra imprenditori privati e mondo cooperativo a favore dell’housing sociale, saranno soprattutto i Comuni, che in raccordo con le Regioni diventeranno «i principali attori istituzionali per l’approvazione delle proposte avanzate da imprese e cooperative».
«In un momento di grave crisi finanziaria – osserva Braccio Oddi Baglioni Presidente dell’Oice (Società di ingegneria e architettura) – il Piano Casa può diventare il volano della ripresa economica, come avvenne negli anni ’60. Con la differenza che oggi saremmo in grado di garantire livelli ben più alti dal punto di vista urbanistico».
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Tuesday 23 September 2008 alle 10:34 am

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