Isolamento termico degli infissi

Isolamento termico infissiInfissi e serramenti. Un buon livello di isolamento termico consente un risparmio sui consumi di energia. Vantaggi anche dal punto di vista economico. Oggi è possibile recuperare, nell’arco di cinque anni, oltre il 50% delle spese effettuate tramite incentivi fiscali concessi dal governo.
L’energia è una risorsa indispensabile, ma è sempre più costosa. Il prezzo per la corrente elettrica, per i vari carburanti e combustibili incidono notevolmente sui bilanci economici delle famiglie, Inoltre l’utilizzo di combustibile fossile per produrre energia ha anche dei pesanti costi ambientali. Bastano però dei piccoli accorgimenti per poter, non solo ridurre gli alti costi per il riscaldamento ed il condizionamento, ma dare anche un contributo per limitare il fabbisogno energetico.ù

Uno di questi, molto importante, riguarda l’impianto di nuove finestre, infissi e serramenti. Ma cosa centrano gli infissi ed i serramenti con il risparmi energetico? Subito spiegato. Infissi, porte e finestre infatti servono non solo a limitare i fastidiosi rumori provenienti dall’esterno, ma anche ad isolare l’ambiente nel quale viviamo buona parte della giornata. E proprio un ottimo livello di isolamento termico degli infissi consente di risparmiare notevolmente.
A lungo e medio termine si ha infatti un risparmio sui consumi di energia elettrica della nostra casa, sia in inverno che in estate. Come? Evitando al calore o al fresco (dipende dalla stagione) di disperdersi in fretta limitando così l’utilizzo di termosifoni e condizionatori che tanto pesano sulle tasche delle famiglie.

Alcuni studi di settore hanno dimostrato che in un appartamento di circa 100 metri quadri di cui 10-15 di spazio per le finestre con infissi di ultima generazione, è possibile risparmiare cifre intorno a 400 euro annui per le spese inerenti al consumo di gasolio. Ovviamente la scelta degli infissi è varia. Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante. Se in passato era il legno a farla da padroni, oggi l’alluminio è il materiale più gettonato insieme al Pvc.

E, dulcis in fundo, impossibile non menzionare la detrazione fiscale che consente di recuperare gran parte delle spese per l’installazione di nuove porte, infissi o finestre. Con la legge n. 2 del 28 gennaio del 2009 infatti gli interventi di ristrutturazione finalizzati alla riqualificazione energetica (tra cui appunto quelli riguardanti ‘gli infissi con serramenti ad elevate prestazioni termiche’) danno diritto ad un incentivo che spesso va a coprire anche il 50% delle spese sostenute.
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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Monday 30 November 2009 alle 3:53 pm

Pannelli solari e fotovoltaici, energia dal sole

Energia solareEnergia rinnovabile. Il sole: pulito sicuro ed efficace. Sempre più intensificata la vendita di tutti quegli impianti che sfruttano l’energia del sole trasformandola in energia elettrica, ma ancora troppo carenti gli incentivi statali.
A fronte delle continue ricerche di energia pulita, sicura e rinnovabile, l’ultimo quadriennio è stato caratterizzato da un trend positivo nella vendita e negli impianti che trasformino l’energia prodotta dal sole in calore, puro ed effi cace. Pannelli solari, impianti e celle fotovoltaiche, rappresentano tutto ciò che sul mercato dell’energia, oggi è considerato futuro.

In particolare, sempre più spesso, le case moderne si arricchiscono di incentivi statali per la defiscalizzazione prevista nell’utilizzo delle nuove tecnologie, ed inoltre lo sgravio ed il risparmio economico nella preferenza di questo tipo di fonte energetica, a fronte dell’elettricità, diventa sempre più motivo di scelta per i privati di questo tipo di energia alternativa. I collettori termici, altra definizione che sta ad indicare i pannelli solari, a livello europeo, sono ormai diventati una realtà di tutti i giorni, dal momento che le nuove tecnologie hanno permesso la trasformazione in corrente di tutto il calore del sole utilizzato nelle centrali specializzate.

L’energia solare convertita, può essere utilizzata per qualunque scopo quotidiano: in questa definizione si coglie la differenza più netta tra la tecnologia dei pannelli solari termici, che utilizzano il sole, per il riscaldamento, dell’acqua, piuttosto che dell’ambiente, nella sua accezione più conosciuta, e gli impianti fotovoltaici, che tramite superfici capaci di captare le radiazioni del sole, arrivano a trasformare l’energia solare direttamente in elettrica.

Per installare un impianto erogatore di energia solare, alternativa, occorre licenza specifica, che però prevede anche incentivi economici in cosiddetto ‘conto energia’, che eroga benefici sia nel momento dell’istallazione che in quelli successivi della manutenzione. Nei palazzi di svariate regioni, vengono previsti da tempo vantaggi per i costruttori e per gli acquirenti, in modo da far fronte ai costi, direttamente proporzionali, di connessione onerosi e di salvaguardia per l’energia rinnovabile.
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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Monday 30 November 2009 alle 3:44 pm

Bioedilizia, il futuro della casa

BioediliziaPianificare, progettare, costruire e concretizzare secondo ‘canoni ecologici’. Anche il Piano Casa della Regione Veneto prevede che per alcune tipologie di ampliamenti di abitazioni vengano rigorosamente compiuti utilizzando tecniche di edilizia sostenibile e fonti di energia rinnovabile.
Quello dell’edilizia ha da sempre rappresentato uno dei settori dell’economia a impatto ambientale maggiormente elevato, soprattutto in termini di consumo e produzione di rifiuti. Tanto che, anche in fase di costruzione, edifici ad uso abitativo e non, contribuiscono non poco alle immissioni nell’atmosfera dei gas cosiddetti ’serra’.

Ecco che, negli ultimi anni sta prendendo piede quelle che va sotto il nome di edilizia sostenibile o anche bioedilizia. In pratici si definisce sostenibile un edificio o una infrastruttura con un minimo impatto ambientale. Per la valutazione di questo impatto sono da prendere in considerazione alcuni fattori: dai materiali utilizzati all’intero ciclo di vita dell’edificio (lca), al luogo dove dovrebbe sorgere questo edificio.
Tre le regole che potremmo definire di base dell’edilizia sostenibile. La prima è quella di ridurre al minimo il consumo di risorse non rinnovabili. Altro fattore importante è quello di contribuire ad un rafforzamento dell’ambiente naturale. Infine è fondamentale cercare di eliminare, o ridurre al minimo la messa in circolazione di sostanze tossiche e nocive.

Termini quelli come ‘edilizia sostenibile’ e ‘bioedilizia’ che sono entrati prepotentemente nella vita di tutti i giorni. Anche perché nella legge numero 14 del 1 luglio del 2009 varata dalla Regione Veneto, chiamata ‘Piano Casa’, prevede che per alcune tipologie di ampliamenti di abitazioni vengono rigorosamente compiuti utilizzando tecniche di edilizia sostenibile e fonti di energia rinnovabile.
Per quanto riguarda la realizzazione di interventi di un edificio abitativo nella sua interezza, sia all’interno sia all’esterno, è dunque fondamentale tenere presente la scelta dei materiali. Attualmente, l’architettura e l’ingegneria si sono molto sensibilizzate verso questo tipo di sostenibilità, anche perché, in fondo, costruire ecologicamente significa avere a cuore il futuro del mondo.

Pianificare, progettare e concretizzare secondo canoni ecologici, comporta innumerevoli vantaggi non solo al nostro ecosistema ma anche e soprattutto all’economia. Se realizzare un’architettura non è mai un momento casuale e dietro ogni singolo pensiero c’è sempre una ispirazione particolare, possiamo meditare di valutare non solo i fabbisogni individuali, convertendo i pensieri e le emozioni in un manufatto, ma progettare in rapporto all’asse della qualità architettonica e urbana intorno a problemi di salubrità dell’ambiente.
Non dimentichiamo che molti materiali hanno un processo edilizio con un impatto ambientale notevole e dunque da non sottovalutare. Cercare di utilizzare materiali e soluzioni alternative, rispetto ad alcune sostanze rivelatesi dannose per la salute e l’ambiente, è la giusta scelta progettuale da attuare in caso di ristrutturazioni radicali.

Utilizzare materie prime nelle costruzioni trova convergenza in quella corrente comunemente che va sotto il termine di bioedilizia. Con questo termine bioedilizia, ci si riferisce all’utilizzo di particolari metodi costruttivi con materiali provenienti direttamente dalla natura e, di conseguenza, non prodotti in maniera artificiale dall’uomo. Diversamente dal solito nel settore edilizio, dove generalmente vengono utilizzati dei materiali per la costruzione creati dal uomo, la bioedilizia sfrutta prodotti naturali prodotti dalla natura per la realizzazione di strutture, opere edifici realizzati in materiali ecocompatibili.

Un buon esempio moderno sono le case, di solito villette, realizzate interamente in legno di pino od altri materiali, usati a seconda della facilità di reperimento nelle varie nazioni mondiali, che vengono realizzate con travi di legno disposti a sandwich con pareti esterno/interno con camera d’aria isolante. Queste strutture se ben costruite riescono infatti a riprodurre le pareti e le strutture di abitazioni così dette tradizionali.

Inoltre, negli ultimi anni, si sta raccogliendo interesse verso l’utilizzo della terra cruda giacché risulta essere un materiale completamente riciclabile che, per essere lavorata, necessita di pochissima energia. Inoltre il suo utilizzo favorisce il risparmio energetico in quanto essa ha la capacità di accumulare calore ed abbinata ad uno scarso potere isolante si presta bene per essere utilizzata in abbinamento con terre solari.
Il suo vasto utilizzo premia questa materia come ottimo materiale costruttivo in quanto è possibile farne uso in differenti tecniche costruttive. Insomma, si può costruire tenendo conto anche della salvaguardia del pianeta. Spesso, inoltre, questi prodotti risultano avere anche dei prezzi controllati proprio per la facilità con cui si trovano in natura.

Fonte: Quotidiano Il Vicenza del 23 Ottobre 2009

Inserito nella categoria Risparmio energetico, Ristrutturazioni da admin in data Friday 23 October 2009 alle 4:30 pm

Come realizzare un impianto fotovoltaico

Gestore dei Servizi ElettriciIl Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) rilascia certificazioni di qualità, la Garanzia d’Origine dell’energia agli impianti. Il sistema di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici; ritira dai produttori e colloca sul mercato l’energia prodotta da impianti da fonti rinnovabili.

Il Gestore dei Servizi Elettrici – GSE Spa sostiene lo sviluppo delle fonti rinnovabili con l’erogazione di incentivi per la produzione elettrica e promuove lo sviluppo sostenibile con campagne di sensibilizzazione sull’uso efficiente dell’energia, oltre a svolgere attività di informazione. In particolare, il GSE gestisce, in qualità di Soggetto Attuatore, il sistema di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici; ritira dai produttori e colloca sul mercato l’energia prodotta da impianti da fonti rinnovabili e assimilate (CIP 6) e l’energia prodotta da impianti fino a 10 MVA e da impianti a fonti rinnovabili non programmabili che optano per l’accesso semplificato al mercato; emette i certificati verdi e verifica i relativi obblighi di produttori e importatori; qualifica gli impianti alimentati da fonti rinnovabili (IAFR); rilascia la Garanzia d’Origine (GO) dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili; svolge attività operative per la promozione e lo sviluppo della cogenerazione; dal 1° gennaio 2009 è subentrato ai distributori di energia elettrica nell’erogazione del servizio di scambio sul posto; gestisce l’energia ritirata dai produttori secondo il meccanismo del ritiro dedicato e della tariffa onnicomprensiva.

A oggi sono circa 55mila – per una potenza installata di 650 MW – gli impianti fotovoltaici entrati in esercizio che godono degli incentivi in Conto Energia erogati dal GSE. Per accedere all’incentivazione: il titolare dell’impianto inoltra il progetto preliminare al gestore di rete locale (Enel Distribuzione, ACEA, A2A ecc.) e chiede la connessione alla rete. A impianto ultimato, il titolare comunica al gestore della rete locale la conclusione dei lavori. Dopo l’entrata in esercizio, il titolare deve collegarsi al portale informatico del GSE e inserire i propri dati anagrafici e i dati tecnici dell’impianto; a questo punto è necessario decidere come valorizzare l’energia prodotta dall’impianto, ossia se optare per l’accesso al mercato elettrico oppure avvalersi dei servizi offerti dal GSE (scambio sul posto o ritiro dedicato).
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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Friday 16 October 2009 alle 12:52 am

Lampadine a Led per il risparmio energetico

Lampade a ledL’evoluzione delle piccole tecnologie ci permette di risparmiare non pochi euro. Le aziende sono pronte a rilasciare la lampadina a Led, si avvita perfettamente in un portalampada tradizionale, ma è senza mercurio e consuma solo 7W con una durata che arriva fino a 45.000 ore.
Nei prossimi anni pare che dovremo dire addio alle vecchie lampadine ad incandescenza. L’Unione europea ha deciso che entro settembre 2012 saranno messe al bando tutte le lampadine incandescenti e sostituite con quelle a minor consumo energetico. Il futuro dell’illuminotecnica, nell’ottica del risparmio e dell’ecologia, è certamente basato sull’utilizzo di Led.

Il led dura molte più ore di una lampadina ad incandescenza, fino a 1.000.000 ore rispetto alle 4.000 del filamento tradizionale; ha una efficienza incomparabilmente superiore rispetto ai tubi al neon (+84%), alle lampade tradizionali (+93%), alle alogene (+90%). La maggiore resa in termini di durata ed efficienza luminosa si traduce ovviamente in minori costi di gestione. Inoltre i Led sono molto resistenti ad urti e vibrazioni rispetto ad altre fonti luminose e scaldano molto meno.

La politica di contenimento dei consumi energetici, condivisa a livello planetario, rappresenta un modo concreto per ridurre i costi di gestione. Uno dei sistemi che si farà sicuramente spazio nel campo dell’illuminotecnica è basato su un uso intenso dei LED. I LED, letteralmente diodi ad emissione di luce (Light Emitting Diode), da sempre vengono utilizzati come luci spia: la spia rossa della sveglia digitale di notte, la luce verde del display del vostro telefonino, ecc.
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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Friday 16 October 2009 alle 12:42 am

Fonti rinnovabili ed energie pulite

Energia Eolica

Produrre elettricità. Affidarsi alle fonti di energia rinnovabile migliorando la qualità della vita. Dai pannelli solari agli impianti fotovoltaici fino alle centrali eoliche e alle biomasse, unico è l’obiettivo: ridurre gas serra e inquinamento abbassando i costi di consumo.
L’uso indiscriminato del territorio e delle risorse energetiche, l’inquinamento dovuto all’eccessivo utilizzo di combustibili fossili e che ha portato ad un aumento dei gas cosiddetti ’serra’ ha prodotto quella che alcuni esperti definiscono crisi ambientale. Rispetto già a qualche anno fa però qualcosa sta cambiando. Tramite la tecnologia e le ultime conoscenze scientifiche si sta cercando di avviare un processo che tramite l’utilizzo di forme di energia rinnovabile possa aumentare in maniera significativa la qualità della vita.

Nasce così il concetto di sviluppo sostenibile che implica una dettagliata pianificazione territoriale attraverso una corretta e oculata gestione delle risorse dell’ambiente che ci circonda. Ecco che le fonti di energia rinnovabili divento punto fondamentale in questo tipo di discorso. Due i principali vantaggi: non inquinano e sono praticamente inesauribili. Inoltre c’è una notevole convenienza economica nell’utilizzare questo tipo di ‘energia’ anche perché i vari stati nazionali cercano di dare vantaggi tramite degli incentivi a chi (privato o azienda) scelga questa strada.

Ma bisogna fare un piccolo passo indietro. Oggi il sole, il vento, le risorse idriche, i rifiuti organici o inorganici sono risorse da cui possiamo trarre enormi vantaggi sfruttandole nella maniera adeguata. Dal sole è possibile ottenere sia calore che energia. Tramite l’utilizzo di pannelli appositi (detti appunto pannelli solari) è infatti possibile utilizzare il calore del sole per ottenere dell’acqua calda tramite appunto un impianto chiamato collettore. Di conseguenza oltre che acqua calda è possibile, tramite questo tipo di impianto, riscaldare dei locali. Con un principio simile è possibile anche ottenere energia elettrica.

Lo sviluppo della tecnologia legata appunto ai pannelli solari ha dato vita ad un nuovo tipo di impianto detto fotovoltaico. Questa volta l’energia solare, tramite appositi pannelli, serve a produrre energia elettrica. Una tecnologia questa fortemente incentivata dai vari governi nazionali perché oltre ad essere economicamente conveniente consente possibilità di guadagno.
Il surplus di energia prodotta infatti può essere rivenduta.
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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Friday 16 October 2009 alle 12:30 am

Ricavare energia dal sole

Un impianto solare termico

Fonti rinnovabili. Ricavare elettricità dal sole assicura risparmio e salvaguardia ambientale. In Italia puntare sul fotovoltaico può rappresentare una straordinaria occasione per creare nuova occupazione, con un occhio anche al risparmio personale ed al rispetto ambientale.
Quando si parla di energia solare e di pannelli solari, tutti pensano subito alla produzione di energia elettrica tramite il sole. Questo è vero ma è vero solo a metà; la metà che si chiama fotovoltaico. Ma esiste anche un’altra tecnologia che rientra a pieno titolo sotto la dicitura tecnologie solari: il solare termico.

Come il fotovoltaico, il solare termico, raccoglie i raggi del sole tramite pannelli, come il fotovoltaico produce energia, non elettrica ma termica. Mentre il fotovoltaico produce energia elettrica il solare termico produce acqua calda. Tecnicamente, l’energia termica è energia tanto quanto quella elettrica, spesso, si dice che il solare termico produce ’solo’ acqua calda.
Questo come vedremo è riduttivo, intanto occorre considerare il costo energetico di una famiglia per il riscaldamento dell’acqua, per energia elettrica o per gas metano tramite caldaia. Allora perché non utilizzare una tecnologia a zero inquinamento, a bassi costi velocemente ammortizzabili (ridotti ulteriormente dalle agevolazioni fiscali).

Quanto detto, vale anche per usi collettivi, numerosi sono ormai gli impianti solari che funzionano in alberghi, ospedali, case di riposo e perfino qualche carcere. Il solare termico inoltre interviene in modo efficace anche nel settore industriale: alimentare (preparazione cibi in scatola, trasformazione della carne, oleifici, caseifici, ecc.), delle bevande (birra, bibite gassate, distillazione vini e liquori, ecc.), tessile, cartiero e alcuni comparti dell’industria chimica.
Già oggi in Italia esistono più di due dozzine di impianti che operano con successo nell’industria. Con impianti combinati è possibile riscaldare anche gli ambienti, con pannelli radianti a pavimento, che necessitano di acqua a circa 28° C, è possibile sfruttare al meglio i pannelli solari anche a basse temperature, con efficienza molto elevata.

Altra applicazione del solare termico poca nota, è il cosiddetto Solar Cooling, cioè fare freddo con il calore del sole. L’energia solare attiva un ciclo per la produzione di acqua refrigerata o per il trattamento dell’aria destinata al condizionamento degli ambienti o ai processi di refrigerazione, limitando il consumo di energia elettrica al solo funzionamento delle pompe. Ed infine, l’applicazione più avveniristica, sebbene esistano diversi esempi funzionanti in Germania ormai da una decina di anni, è quella del district heating, il riscaldamento di quartiere.

Impianti solari di grande dimensione (migliaia di m2) che producono, assistiti da una caldaia a gas o a biomasse, acqua calda per una rete di teleriscaldamento Solare termico: tecnologie a confronto. L’acqua calda prodotta può raggiungere una temperatura di 60-70°C. L’insolazione dipende dalla nuvolosità e dall’orientamento del pannello rispetto al sole. Il pannello fornisce la migliore resa se orientato a sud ed è inclinato 10 gradi in meno rispetto alla latitudine del luogo se deve produrre acqua calda, 10 gradi in più se serve per il riscaldamento.

L’Italia è un paese con un buon livello di irraggiamento, pari mediamente a 5-6 kwh/ mq/giorno, vale a dire che l’energia solare disponibile su 4mq di pannelli solari è in grado di soddisfare il 70% circa del fabbisogno di acqua calda di una famiglia di 4 persone durante tutto l’anno. Dal punto di vista tecnologico è possibile fare due principali distinzioni: la prima riguarda la tecnologia utilizzata – circolazione naturale o circolazione forzata; la seconda riguarda le applicazioni – produzione di acqua calda sanitaria (ACS) o produzione di ACS + riscaldamento di ambienti (il cosiddetto ‘impianto combinato’ – combisystem).
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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Friday 16 October 2009 alle 12:17 am

Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

Risparmio energetico con pannelli fotovoltaiciPer fruire del beneficio fiscale introdotto dall’ultima Finanziaria, che riguarda anche la ristrutturazione edilizia, è necessario che le spese siano sostenute nel periodo d’imposta.
Se su uno stesso immobile si esegue un intervento di ristrutturazione edilizia, ai sensi della legge 27 dicembre 1997 n. 449, comprendente anche interventi diretti al conseguimento del risparmio energetico, il contribuente può usufruire, in alternativa alla prima agevolazione e limitatamente a tali ultimi interventi e alle relative spese sostenute nel 2007, del più vantaggioso beneficio, introdotto dalla Finanziaria 2007.
L’agevolazione consiste in una detrazione dall’imposta sul reddito pari al 55% delle spese sostenute per i citati interventi nel periodo d’imposta 2007 ed effettivamente rimaste a carico del contribuente. L’Amministrazione ha rilevato che il beneficio si sovrappone, in molti casi, alla detrazione prevista per le ristrutturazioni edilizie, rappresentandone una specificazione, in quanto concessa in relazione alle ristrutturazioni edilizie che investono la componente muraria dell’edificio, gli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda, migliorando la prestazione energetica dell’immobile.
L’agevolazione non è cumulabile. A tal proposito, il decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, intervenuto in data 19 febbraio 2007 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 febbraio 2007, rubricato Disposizioni in materia di detrazioni per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, ai sensi dell’articolo 1, comma 349, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, all’articolo 10, comma 1, stabilisce che Le detrazioni di cui al presente decreto non sono cumulabili con altre agevolazioni fiscali previste da altre disposizioni di legge nazionali per i medesimi interventi di cui all’articolo 1, commi da 2 a 5.
In considerazione della possibile sovrapposizione degli ambiti oggettivi previsti dalle due normative, tale divieto di cumulo, come ha chiarito la circolare n. 36 del 31 maggio 2007, opera nel senso che le agevolazioni fiscali non sono tra loro cumulabili e pertanto il contribuente potrà avvalersi, per le medesime spese, soltanto dell’una o dell’altra agevolazione, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna di esse.
Naturalmente, la detrazione compete solo a condizione che dalla fattura rilasciata al contribuente risulti che i lavori cui si riferiscono i pagamenti concretizzano uno o più interventi, finalizzati al risparmio energetico, riconducibili all’elencazione contenuta nell’art. 3 del decreto interministeriale del 19 febbraio 2007. È necessario, inoltre, che siano osservati gli adempimenti procedurali previsti dall’art. 4 e seguenti dello stesso provvedimento.
Riduzione degli adempimenti. L’Agenzia ha precisato che, sotto il profilo fiscale, il legislatore ha operato la scelta di ridurre gli adempimenti formali e documentali dei contribuenti rispetto a quanto previsto dal decreto del ministro delle Finanze 18 febbraio 1998, n. 41, recante norme di attuazione e procedure di controllo in materia di detrazioni per le spese di ristrutturazione edilizia, pur seguendone l’impostazione di base, al fine di massimizzare la fruizione di detta detrazione.
Pertanto, è stato eliminato l’obbligo di inviare, al Centro operativo di Pescara, la comunicazione preventiva di inizio dei lavori. Per contro, si è posto l’accento sull’attestato di certificazione energetica e su quello di qualificazione energetica.
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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Monday 24 November 2008 alle 6:57 pm

La casa ecologica arriva da Kyoto

Casa ecologica

Quanto più la casa è inefficiente, tanto più è facile ed economicamente vantaggioso migliorarla. Questo è il presupposto da cui parte il progetto ‘Casa Kyoto‘ che ha il fine di migliorare la propria casa grazie a un catalogo di soluzioni che consentono di raggiungere il massimo livello di efficienza.
Secondo Casa Kyoto tutti i problemi delle case possono essere risolti per mezzo di dieci interventi che trasformano l’edificio esistente in una casa a basso consumo, calda e silenziosa, mettendo fuori gioco freddo, muffe, consumi eccessivi e rumori fastidiosi. Si può procedere applicando uno ad uno i dieci interventi oppure partire da un problema e di conseguenza affrontare le possibili soluzioni.
Per esempio, un problema che in queste notti in cui i riscaldamenti non sono ancora accesi si può bene percepire è sicuramente il freddo. Questa sensazione non deriva semplicemente da una bassa temperatura dell’aria, ma viene amplificata dalla basse temperature di muri, finestre, pavimenti e soffitti.
Inoltre spesso nelle nostre case si percepiscono temperature molto differenti tra i vari ambienti. Per evitare che i muri si raffreddino bisogna isolarli cioè applicare su di essi una coperta che funga da isolante, come si faceva qualche secolo fa appendendo gli arazzi ai muri. Questo rimedio consente anche di riscaldare in fretta l’ambiente, senza riscaldare inutilmente l’intero spessore dei muri.
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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Tuesday 7 October 2008 alle 10:12 am

Isolamento termico delle abitazioni

Un bellissimo tramonto con il sole riflesso sul mare

Da quando gli uomini hanno cominciato a vivere al riparo di luoghi coperti hanno adattato le loro abitazioni alle particolari condizioni del clima. Il materiale da costruzione, le porte, le finestre, la forma generale dell’edificio rispondono alle esigenze del clima dei rispettivi luoghi.
Nei climi freddi, le case tendono ad essere solide, con muri spessi che assicurino l’isolamento termico e grandi finestre sul lato che guarda il Sole che consentano di ricevere la maggiore quantità possibile di calore solare.
Nei climi caldi le case sono progettate per assicurare l’ombra e consentire la massima circolazione dell’aria all’interno.
Nelle regioni desertiche, dove al caldo cocente del pomeriggio segue spesso un rapido abbassamento della temperatura durante la notte, le case hanno bisogno di muri spessi che assicurino il dovuto isolamento per il necessario equilibrio termico; le stanze, in tal modo, sono più fresche durante il giorno e più calde durante la notte.
Muri spessi sono importanti anche nelle zone fredde ed esposte ai venti, dove contribuiscono a conservare il calore all’interno delle abitazioni, oltre che a tenerle saldamente ancorate al suolo quando il vento soffia con violenza. Un’ulteriore protezione dal vento viene assicurata anche dai tetti bassi. Case di struttura leggera e col tetto aguzzo per lo scolo dell’acqua piovana, tipiche nelle zone tropicali sarebbero non solo insopportabilmente fredde nei paesi nordici ma sarebbero facilmente abbattute dal vento.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 30 Agosto 2008, articolo di Adriano Mazzarela

Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Saturday 30 August 2008 alle 12:27 pm

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