Come si fa il certificato energetico

Un climatizzatore dual split con pompa di calore inverter in classe AIn molte situazioni ci troviamo di fronte dei documenti che trattano dei sempre più citati certificati energetici. Ma in realtà cosa sono? A cosa servono? E chi li deve realizzare e rilasciare? In molti casi tali certificati sono necessari per usufruire delle varie agevolazioni fiscali per il risparmio energetico utilizzando apparecchi a basso consumo; un esempio può essere l’acquisto di spit per aria condizionata con pompe di calore, inverter, in classe A o superiore.
In quest’ultimo caso ci sono delle agevolazioni governative che permettono all’acquirente di risparmiare il 55% dell’importo totale pagato per l’acquisto ed il montaggio degli split; anche in questo caso però sarà necessario presentare un certificato energetico opportunamente compilato da un ingegnere o da un tecnico specializzato.
Il certificatore raccoglie le informazioni sulla cui base valuta 2 cose:

  1. L’involucro, ovvero la ’scatola’ dell’immobile, per calcolare quanto calore occorra per mantenere le condizioni standard nella stagione invernale.
  2. L’impianto, che viene preso in considerazione per definire quanta energia vada consumata per garantire la prestazione

La raccolta delle informazioni viene fatta su base su base documentale e con delle semplici domande poste all’utente, integrate da un sopralluogo per verificare eventuali difformità tra quanto contenuto nel documento e ciò che effettivamente è presente.
In generale il materiale che il certificatore richiede consiste in:

  • Una pianta dell’immobile, che riporti il nord e la posizione dei serramenti.
  • Indicazioni circa la composizione dei muri e solette: di solito si trovano contenute in dettaglio nella relazione secondo la legge 10, che viene redatta nelle fasi iniziali del progetto; in assenza di questa, la stratigrafia dei componenti opachi viene ipotizzata in base all’anno di costruzione, alla zona ed alla qualità dell’immobile secondo delle tabelle presenti in letterature tecnica e riconosciute dalla regione.
  • Indicazioni riguardanti i serramenti, ovvero la dimensione, il numero dei vetri, il materiale dell’infisso: l’ideale sarebbe disporre di un certificato del produttoreche dichiari la trasmittanza termica, in alternativa viene valutato dal Certificatore in via numerica o ancora ricorrendo a tabelle;
  • La prova fumi: è il ‘tagliando’ periodico della caldaia, su cui viene riportato il rendimentodel generatore; il Certificatore può considerare valida una prova fumi non pù vecchia di due anni.

Fonte: Attico n°30 del 25/07/2008

Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Sunday 27 July 2008 alle 12:10 pm

Come risparmiare energia in casa

Consumi degli elettrodomestici:
Il primo passo per risparmiare nell’uso degli elettrodomestici casalinghi è quella di sapere quanto consuma ognuno di essi; a tal fine al momento dell’acquisto è oggi possibile verificarne i consumi attraverso l’etichetta di classificazione energetica di cui sono muniti.La tabella qui di seguito riassume sinteticamente i consumi dei principali elettrodomesici presenti nelle nostre case

Fonte di consumo Consumo annuo per famiglie di 1-2 persone Consumo annuo per famiglie di 3-4 persone
Illuminazione 300 kWh 430 kWh
Cucina elettrica 350 kWh 530 kWh
Frigorifero 328 kWh 440 kWh
Congelatore 360 kWh 600 kWh
Lavatrice 130 kWh 280 kWh
Asciugabiancheria 200 kWh 410 kWh
Lavastoviglie 190 kWh 350 kWh
Televisore, apparecchi audio e video, PC 260 kWh 320 kWh
Piccoli apparecchi elettrici 450 kWh 660 kWh

Lavastoviglie
Alcuni consigli per risparmiare energia elettrica con un miglior uso della propria lavastoviglie:

  • Lasciare le stoviglie a mollo prima di riporle nella lavastoviglie e rimuovere i residui di cibo senza utilizzare l’acqua calda del rubinetto. Introdurre stoviglie molto sporche senza un preliminare lavaggio a mano ottiene il solo effetto di dover effettuare ripetuti cicli di lavaggio;
  • Utilizzare la minima quantità di detersivo suggerita dalla casa costruttrice.
  • Utilizzare la lavostoviglie solo a pieno carico;
  • Evitare il prelavaggio in favore dei più economici programmi rapidi, ciò permette di risparmiare anche la metà dell’energia elettrica;
  • Evitare l’asciugatura automatica delle stoviglie;
  • Mantenere in ordine i filtri;
  • In caso di nuovo acquisto, optare per una lavastoviglie a basso consumo energetico.


Scaldabagno
Lo scaldabagno elettrico è uno degli elettrodomestici che maggiormente influiscono sui consumi casalinghi di energia elettrica, per questo motivo ove possibile è meglio optare per uno scaldabagno a gas o ancor meglio a pannelli solari termici.Qui di seguito alcuni consigli per ottimizzarne l’utilizzo in funzione del risparmio energetico:

  • al momento dell’acquisto, optare per uno scaldabagno con una capacità proporzionata al nostro effettivo fabbisogno di acqua calda;
  • Collocare lo scaldabagno in zone isolate e protette della casa, lontano da zone fredde e da finestre;
  • Utilizzare la lavastoviglie solo a pieno carico;
  • Installando lo scaldabagno vicino ai luoghi di utilizzo si evitano dispersioni di calore durante il passaggio nei tubi;
  • Regolare il termostato su temperature non troppo alte, 50 gradi sono più che sufficienti e pemettono di eliminare inutili costi;
  • Spegnere lo scaldabagno nelle ore in cui non viene utilizzato. Qualora ne fosse sprovvisto, si può acquistare un timer per regolarne l’accensione in modo automatico.


Frigorifero
I frigoriferi e i congelatori incidono per circa il 25% sul consumo domestico di elettricità, per questa ragione è importante utilizzarli in modo oculato e sceglierli di dimensioni proporzionate ai fabbisogni familiari.Generalmente per l’utilizzo da parte di due persone si può optare per una capacità compresa tra 100 e 160 litri.

Ecco alcuni ulteriori consigli:

  • Evitare di inserire nel frigo e nel congelatore cibi ancora caldi;
  • Pulire regolarmente il frigorifero dalla brina può farvi risparmiare molti soldi sulla bolletta;
  • Collocare il frigorifero in zone fresche della casa e lontano dal forno;
  • Aprire lo sportello il minor tempo possibile;
  • Per congelare gli alimenti non riporli tutti insieme e confezionarli in piccole porzioni;
  • Per scongelare gli alimenti trasferiteli nel vano frigorifero al quale cederanno gradualmente freddo;
  • Sostituire le guarnizioni danneggiate;
  • La pulizia della serpentina ne aumenta l’efficienza energetica con conseguente risparmio;
  • Ove possibile distanziare il frigorifero dal muro ed evitare di inserirlo in nicchie;
  • I congelatori a pozzo offrono una migliore efficienza energetica.

 

Lavatrice
Come per gli altri elettrodomestici, in caso di acquisto di una nuova lavatrice optare per un modello a basso consumo energetico. Ecco poi alcuni consigli per risparmiare energia nell’utilizzo della propria lavatrice:

  • utilizzare la lavatrice solo a pieno carico;
  • asciugare il bucato preferibilmente all’aria, evitando l’impiego dell‘asciugatrice;
  • utilizzare il prelavaggio solo per la biancheria molto sporca;
  • Evitare di eccedere le dosi di detersivo oltre quanto consigliato dalla casa costruttrice;
  • Pulire il filtro per mantenere efficiente la lavatrice;
  • Se possibile risciacquare con acqua fredda;
  • Fare il bucato la sera o la notte, specie in presenza di tariffe a fascia oraria;
  • Eliminare il prelavaggio che influisce per il 30% sul consumo energetico;
  • Evitare lavaggi a 90°;
  • Controllare il calcare dell’acqua.


Cucina
Anche in cucina è possibile risparmiare sui consumi energetici, ecco alcuni consigli:

  • utilizzare pentole e padelle di dimensioni adeguate al piano di cottura;
  • durante la cottura coprire i tegami con il coperchio;
  • spegnere la piastra elettrica e il forno un po’ prima della fine cottura, al fine di sfruttare il calore residuo;
  • utilizzare preferibilmente la pentola a pressione;
  • per le uova utilizzare l’apposito bollitore;
  • preriscaldare il forno solo per il tempo strettamente necessario.

Anche il forno elettrico ha notevoli consumi di energia. Ecco alcuni consigli per ridurli il più possibile a vantaggio della nostra bolletta:

  • preferire i forni elettrici ventilati in quanto garantiscono cotture più omogenee e in tempi minori;
  • Ridurre al minimo l’apertura dello sportello del forno;
  • Evitate il preriscaldamento del forno.

 

Riscaldamento
Ecco una serie di consigli per ottimizzare la vostra spesa per il riscaldamneto dell’abitazione:

  • Non tenere le finestre socchiuse tutto il giorno. Meglio aprirle 2 volte al giorno per qualche minuto;
  • Abbassare la temperatura prima di andare a letto a 15 gradi;
  • In casa tenere una temperatura di 20-22 gradi nelle stanze abitate mentre nelle stanze non utilizzate e nelle anticamere bastano 15 gradi. Ogni grado in meno risparmia il 6% di energia;
  • Non coprire i termosifoni con mobili o tende pesanti impedendone la diffusione del calore;
  • Chiudendo la sera tende e tapparelle è possibile ridurre la dispersione di calore;
  • Isolare le condutture del riscaldamento dalla caldaia all’abitazione per non disperdere calore;
  • Provvedere regolarmente alla pulizia e alla manutenzione della caldaia;
  • Sfiatare i caloriferi all’inizio della stagione fredda;
  • Evitare l’uso di stufette elettriche.

Nei vecchi edifici è inoltre suggerito:

  • Sostituire gli impianti vecchi e con ridotta resa energetica;
  • Provvedere all’isolamento termico delle tubazioni per il riscaldamento;
  • Provvedere all’isolamento termico delle parti esterne della casa;
  • Sostituire vecchie porte e finestre non sufficientemente isolate.


Climatizzatori
Il climatizzatore è indubbiamente uno degli elettrodomestici a maggior consumo e che quindi più influisce sui costi energetici. Ecco alcuni consigli per ridurne i consumi:

  • Acquistare condizionatori di classe A o superiore per abbattere notevolmente il consumo energetico (fra classe A e classe C vi è un consumo elettrico ridotto del 30% circa);
  • Mantenere la temperatura interna dell’ambiente non eccessivamente inferiore rispetto a quella esterna; ciò permette una forte riduzione dei consumi e un sensibile risparmio sulla bolletta elettrica;
  • Dotarsi di un corretto e proporzionato dimensionamento dell’impianto rispetto alla superficie coperta. Un sotto dimensionamento porta ad un consumo eccessivo; una adeguata impiantistica favorisce il risparmio;
  • Non tenere l’ambiente climatizzato aperto all’esterno. Si evitano così inutili dispersione di calore e rincari sulla bolletta;
  • Usare materiali isolanti sulle pareti o sul tetto e dotarsi di doppi vetri e di tapparelle per un buon isolamento termico dell’edificio;
  • Favorire la ventilazione naturale dell’edificio attraverso le correnti d’aria generate da porte e finestre della casa.

Prima di acquistare un climatizzatore, converrebbe dunque valutare bene tutte le possibili alternative, di seguito diamo alcuni suggerimenti per rinfrescare la casa senza l’utilizzo dei condizionatori:

  • Predisporre vegetazione in grado di fornire ombra all’edificio;
  • Arieggiare bene di notte, specie nelle ore che precedono l’alba, quando la temperatura è più fresca;
  • Di giorno tenere porte e finestre chiuse;
  • Evitare che i vetri delle finestre siano colpiti direttamente dai raggi solari .
  • Evitare, se possibile di usare a lungo i fornelli di giorno;
  • Utilizzare un ventilatore.

Naturalmente è di grande importanza un buon isolamento termico dell’abitazione sia delle pareti perimetrali e del tetto sia degli infissi.


Illuminazione
In questa sezione riportiamo alcuni consigli per risparmiare corrente nell’illuminazione della propria abitazione.

  • Regolare i rilevatori di movimento per le luci esterne per la durata di pochi secondi;
  • Utilizzare il meno possibile le lampadine alogene che hanno consumi energetici superiori;
  • Quando si abbandona una stanza, spegnere sempre la luce;
  • Utilizzare le lampadine a risparmio energetico;
  • Rispetto alle lampadine convenzionali, le lampade a basso consumo utilizzano fino all‘80% di energia in meno e durano anche dieci volte più a lungo. A parità di luminosità e con una vita media di circa diecimila ore, le lampade a basso consumo fanno risparmiare anche 75 euro per lampada. Per una famiglia “tipo” di quattro persone ciò equivale a un risparmio di almeno 50 euro l‘anno.

Inserito nella categoria Risparmio energetico da elettra in data Saturday 19 July 2008 alle 9:57 am

Fotovoltaico: costi e benefici

Fotovoltaico per il risparmio energetico

Non sarebbe per noi difficile riprodurre una delle numerosissime tabelle proposte dai ‘venditori’ del fotovoltaico, che sono ovviamente rapportate a: dove sono installati i pannelli (il Sud Italia è privilegiato), che superficie hanno, qual è l’orientamento rispetto al sole, che tipo di installazione è prevista (su tetto piano, inclinato, a terra)…

Poiché ogni installazione è un caso a sé e molte tabelle peccano di ottimismo, preferiamo dare solo indicazioni generiche ma utili:

  1. Attenzione al prezzo dei pannelli (in Italia, dato il boom, sovrastimato). Chiedere più preventivi. I costi calano tanto più pannelli si installano. Non sottovalutate eventuali zone d’ombra create da edifici vicini o da alberi, anche se l’insolazione è quella giusta.
  2. I pannelli hanno bisogno di scarsa manutenzione (soprattutto pulizia), ma anch’essa è una spesa, spesso trascurata nei preventivi, che va crescendo con il tempo.
  3. Oltre all’installazione, bisogna valutare anche i costi burocratici dei permessi.
  4. Nel Nord Italia è poco probabile rientrare nei costi (se si anticipano in proprio), prima di 10-12 anni. Nel Sud l’ammortamento dei costi si raggiunge al massimo in 2 anni in meno.
  5. La durata dell’impianto è, prudenzialmente, di 20 anni, anche se è ragionevole pensare che si allunghi a 25 anni (qualcuno dice a 30 anni, ma non può esserne sicuro, perché il fotovoltaico è una tecnologia giovane, e nessuno ha ancora avuto la possibilità di testarla sul lungo periodo).
  6. Complessivamente l’investimento nel fotovoltaico può essere valutato, nel periodo venticinquennale, pari a un’obbligazione a lungo termine al 7-8% di rendimento annuo, i cui incassi reali si ottengono ovviamente dopo il periodo di ammortamento. Se si accende un mutuo, il rendimento cala, al 3-4% annuo.

Fonte: Guida Immobiliare

Inserito nella categoria Risparmio energetico da elettra in data Saturday 19 July 2008 alle 9:49 am

Fotovoltaico, il regime fiscale.

Pannelli per il risparmio energetico

Il regime fiscale del conto energia è affrontato dettagliatamente nella circolare Entrate n. 46 del 19 luglio 2007, che così lo determina. I contributi (difiniti come ‘tariffa incentivante’) che si ricevono non sono tassati con Iva. Se il percettore è un privato o un condominio, che non esercita attività d’impresa, e l’impianto è di potenza pari o inferiore a 20 Kw, si devono riportare trai redditi solo in un caso: quello in cui si venda energia e l’impianto non sia collegato ad una abitazione (caso raro).

I ricavi da vendita sono invece tassati insieme ai redditi . Sulle fatture va operata la ritenuta fiscale del 4%;

  1. Nel caso di impianti superiori a 20 Kw di potenza;
  2. Nel caso di impianti di potenza inferiore, ma non posseduti da privati, condomini e associazioni non commerciali.

Quindi se un professionista (per esempio un ragioniere o un architetto) si serve di un impianto nella sua sede, egli dovrà separare la propria attività professionale da quella commerciale (la vendita dell’energia). Se la sede è nell’abitazione, si avrà il cosiddetto uso promiscuo (tassata la metà della vendita riferita all’attività commerciale). Non importa per un ‘non privato’ quanta energia autoconsuma e quanta vende: essa va a far parte totalmente del reddito professionale o d’impresa.

Impianto di privato, condominio residenziale o associazione non commerciale.
Potenza e utilizzo Tassazione redditi? Note
Minore o uguale a 20 kw (a servizio di abitazione o sede) Autoconsumo o conto energia NO, vendita SI (senza Iva), Tariffa incentivante NO Vendita tassata come reddito diverso, senza Iva. Beni non ammortizzabili
Minore o uguale a 20 kw (non a servizio di abitazione o sede) oppure superiore a 20 kw Vendita SI (con Iva); Tariffa incentivante SI (senza Iva) Tassazione nei redditi come attività d’impresa che rileva ai fini IRPEF e IRAP. Beni ammortizzabili in ragione al 50% del loro costo (uso promiscuo) per i privati. Fatture cessione sottoposte a ritenuta d’acconto del 4%. Iva sull’acquisto impianto detraibile in percentuale all’energia venduta rispetto a quella prodotta
Impianto di professionista o associazione professionale
Potenza e utilizzo Tassazione redditi? Note
Qualsiasi potenza; Uso dell’impianto per la propria attività Autoconsumo o conto energia NO Tariffa incentivante per l’autoconsumo NO, (senza Iva) Tassazione dei proventi vendita come attività d’impresa che rileva ai fini IRPEF e IRAP Ammortamento con coefficiente del 9% (al 50% del costo in caso di uso promiscuo dell’immobile). Iva sull’acquisto impianto detraibile (al 50%per l’uso promiscuo)
Qualsiasi potenza; vendita dell’energia Vendia SI (con Iva). Tariffa incentivante per la vendita SI (senza Iva) Tassazione come attività d’impresa che rileva ai fini IRPEF e IRAP. Iva sull’acquisto impianto detraibile, in parte con le regole del lavoro autonomo e in parte con quelle dell’attività commerciale, a condizione che l’attività dell’impianto sia gestita con contabilità separata da quella relativa all’attività professionale.
Inserito nella categoria Risparmio energetico da elettra in data Saturday 19 July 2008 alle 9:46 am

Fotovoltaico, quanto costa?

Pannelli fotovoltaici sul tetto di una casa

La misura dei contributi versati dallo Stato per l’installazione di un impianto fotovoltaico, cambia a secondo di due variabili. La prima è appunto il grado di integrazione architettonica (inesistente, parziale o totale). La seconda è la potenza teorica dell’impianto (sono più agevolati quelli piccoli, che costano proporzionalmente di più). Ovvero:

Potenza (Kw) Impianto non integrato (euro per Kw/ora prodotto) Impianto integrato parzialmente (euro per Kw/ora prodotto) Impianto integrato (euro per Kw/ora prodotto)
Da 1 a 3 Kw 0,4 0,44 0,49
Da 3 a 20 0,38 0,42 0,46
Più di 20 0,36 0,40 0,44

Sono considerati ‘parzialmente integrati’ i pannelli sovrapposti al tetto e non integrati quelli posti, per esempio, sul suolo.

Chi installa subito è agevolato: infatti queste tariffe verranno ridotte del 2% nel 2009 e di un altro 2% dal 2010.  L’incentivo resta costante per vent’anni, uguale a quello che si è riscosso la prima volta, senza aggiornamenti al costo della vita o dell’energia. Dal ventunesimo, non si incassa più.

Facciamo un pò di conti: quanto, in definitiva si incassa? Dipende da due fattori: il numero di pannelli che si installa e il grado di insolazione. Per esempi con 16 pannelli installati a Cuneo (zona fredda) si produce probabilmente un pò meno kilowatt che con 12 installati a Palermo (zona calda). Ovviamente i costi iniziali di installazione sono maggiori a Cuneo. Sono stimabili comunque nei due casi circa 3.300 kw/ora all’anno, che in caso di integrazione architettonica parziale, corrispondono a una tariffa incentivante concessa di 1.452 euro annui (in totale 29.040 euro nei vent’anni). Oltre a questo contributo va tenuto conto, naturalmente, dei risparmi energetici conseguiti, come minori somme sulla bolletta.
Queste tariffe possono essere aumentate del 5%, a favore di privati cittadini, in questi casi:

  1. Per gli impianti di potenza superiore a 3 Kw (nel caso delle residenze,sono in genere quelli condominiali), quando si consuma almeno il 70% dell’energia prodotta;
  2. Per gli impianti integrati in cui il vengono sostituiti i tetti che contengono amianto.

Infine è previsto un premio aggiuntivo per chi garantisce una riduzione minima del 10% del fabbisogno energetico degli edifici, proporzionata tale riduzione (con un massimo del 30% in più della tariffa).

Fonte: Guida Immobiliare

Inserito nella categoria Risparmio energetico da elettra in data Saturday 19 July 2008 alle 9:42 am

Pannelli fotovoltaici (agevolazioni)

Pannelli fotovoltaici in un’abitazionePer l’elettricità prodotta mediante conversione fotovoltaica della fonte solare è prevista una specifica tariffa incentivante, di importo decrescente e di durata tali da garantire una equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio; mentre per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che conseguono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto a specifici valori [riportati nell’allegato C, numero 1) tabella 1, annesso al D. Lgs. 19.08.2005, n. 192], spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55% degli importi rimasti a carico dei contribuenti fino ad un valore massimo della detrazione di 100.000 euro.

Le norme agevolative richiamate, anche se entrambe di interesse per il settore energetico, perseguono finalità diverse in quanto l’una, mediante l’erogazione della tariffa incentivante (avente la natura di contributo a fondo perduto), favorisce la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia da fonte rinnovabile, l’altra, mediante il riconoscimento di una detrazione d’imposta per le spese di riqualificazione degli edifici, favorisce il contenimento dei consumi.

I differenti ambiti nei quali operano le due agevolazioni, ovvero quello della produzione e quello del consumo di energia, fanno sì che esse non possano trovare applicazione in relazione al medesimo intervento essendo incompatibili sotto l’aspetto tecnico prima ancora che giuridico.
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Inserito nella categoria Risparmio energetico da elettra in data Monday 14 July 2008 alle 9:55 am

Riciclo: un passaparola che si diffonde

Promozione per la raccolta differenziataSono 2.000 i comuni in tutta Italia che operano la raccolta differenziata di cartoni per bevande grazie all’impegno di Comieco e Tetra Pak.
Altro aspetto fondamentale della lotta contro l’inquinamento è senza dubbio il riciclo. Il riciclo è una pratica di introduzione abbastanza recente, nata nei paesi industrializzati intorno agli anni cinquanta per rispondere a esigenze di tipo economico ed ecologico: in primo luogo, infatti, è un sistema intelligente di smaltimento dei rifiuti e un modo per ridurre i consumi energetici e i costi delle industrie; in secondo luogo, è una via da perseguire per risparmiare le risorse naturali del pianeta.
Dal punto di vista ecologico, è l’alternativa più vantaggiosa ai sistemi convenzionali di smaltimento dei rifiuti, che prevede l’accumulo nelle discariche e l’incenerimento in appositi impianti, che oltre a non essere più sufficienti per smaltire il sempre crescente carico di rifiuti prodotti, hanno un impatto ambientale non trascurabile. Se evitiamo di gettare alla rinfusa il vetro, il metallo, le materie plastiche e la carta che usiamo ogni giorno, ma li deponiamo negli appositi cassonetti, possiamo riciclarli e usarli di nuovo.

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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Thursday 5 June 2008 alle 9:56 am

Progetto fuoco conferma il trend positivo del settore

Camino moderno, modello Wood della Edilkamin www.edilkamin.comConclusa alla Fiera di Verona la biennale dedicata alla produzione di calore da legna.
Grande soddisfazione per i 540 espositori di Progetto Fuoco, 6ª edizione della mostra internazionale di impianti e attrezzature per produrre calore ed energia dalla combustione della legna, conclusasi alla Fiera di Verona dopo quattro giorni di esposizione e convegni.
La biennale Progetto Fuoco, che si e’ confermata la fiera di riferimento a livello mondiale, con visitatori giunti da ogni parte d’Europa per incontrare le novità tecnologiche e stilistiche portate da produttori diretti di 25 paesi su 60.500 mq di superficie espositiva, con caminetti, stufe e termocucine in funzione e dimostrazioni pratiche di macchine per la preparazione della legna e di interventi di manutenzione di fumisti e spazzacamini.
L’aver riservato le prime due giornate della Manifestazione ai soli visitatori professionali ha portato agli stand delle aziende presenti in fiera circa 38.000 operatori qualificati da tutte le Regioni, Isole comprese, cui si sono aggiunti nei giorni di sabato 26 e domenica 27 oltre 21.500 potenziali clienti interessati alle novita’ ed al design, moderno o tradizionale, degli apparecchi in esposizione. Molti contatti e affari sia da parte di compratori e progettisti italiani, sia di operatori esteri da 50 Paesi con importanti presenze da Grecia, Spagna, Paesi Baltici e dalle ex Repubbliche Socialiste.

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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Saturday 8 March 2008 alle 4:18 pm

Risparmio energetico – scaldare col fuoco

Un camino moderno per il risparmio energeticoIl 12 settembre si è svolto a Bruxelles un workshop intitolato ‘Proposte per incoraggiare l’utilizzo delle biomasse nel settore del riscaldamento in Europa’, al quale abbiamo partecipato, come unici invitati fra i produttori europei di stufe e caminetti.

Promotore dell’evento l’AEBIOM (The European Biomass Association), un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro con sede a Bruxelles, che rappresenta oltre 4000 membri impegnati sul fronte della bioenergia, tra cui: associazioni nazionali, aziende, istituti di ricerca e sviluppo. L’obiettivo del workshop era offrire ai membri presenti una piattaforma di lavoro comune con la Commissione Europea preposta alle politiche energetiche.
A fronte di una crisi energetica di portata mondiale drammatica, che da anni ormai tiene sotto scacco l’Occidente, la Comunità Europea ha identificato nel 2020 il limite ultimo per raggiungere un obiettivo imprescindibile: coprire il 20% del fabbisogno energetico totale negli usi finali con fonti energetiche alternative e rinnovabili (attualmente tale percentuale si aggira attorno al 7%), operando in modo sinergico su tutti e tre i settori di impiego energetico finale, ovvero trasporti, elettricità e riscaldamento.
Proiezioni della Commissione Europea per le politiche in materia di energia rinnovabile mettono in luce come il ruolo delle biomasse nel settore del riscaldamento sia destinato a crescere in modo esponenziale. Nello specifico per il 2020 si prevede un’incidenza delle biomasse per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili pari a circa il 90%.
La situazione italiana: con oltre 10 milioni di impianti di riscaldamento a legna e a pellet presenti sul territorio nazionale, il nostro paese si conferma il primo paese al mondo nel settore del riscaldamento domestico e di piccola scala a biomassa legnosa, con soluzioni caratterizzate da un elevatissimo standard tecnologico. In particolare in Italia stanno acquisendo sempre più importanza gli impianti di piccole e medie dimensioni alimentati a pellet (oltre 500 mila impianti di riscaldamento a pellet di ultima generazione prodotti sul suolo nazionale dal 2005 e oltre 700 mila attualmente attivi sul territorio italiano).
In tale contesto, il nostro gruppo, da sempre impegnato a promuovere l’utilizzo delle biomasse legnose come alternativa reale ai combustibili fossili per il riscaldamento e come soluzione alla crisi energetica, ha portato a Bruxelles la testimonianza italiana, mettendo in evidenza in particolare due aspetti sui quali è urgente operare a livello nazionale ed internazionale:
• Arrivare a considerare il pellet come un combustibile a tutti gli effetti, regolato da precise normative in materia di qualità e prezzo. In tal senso si è richiesta, in accordo con i colleghi europei di AEBIOM, la costituzione di uno specifico osservatorio europeo.
• Chiarire i pregiudizi ed i fraintendimenti delle normative in materia di qualità dell’aria che si riscontrano nel caso delle biomasse legnose.

Fonte: palazzetti.it

Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Friday 1 February 2008 alle 1:05 pm

Detrazione 36% e aliquota IVA 10%

Secondo la legge finanziaria del 2007 sono stati proposti anche per l’anno in corso le agevolazioni tributarie relative al recupero del patrimonio edilizio (ovvero la detrazione pari al 36% della spesa sostenuta e un aliquota IVA ridotta al 10%), per particolari lavori di manutenzione straordinaria, opere di restauro conservativo per singoli appartamenti e per immobili condominiali. La condizione necessaria è chiaramente che che il costo sia regolarmente evidenziato nella relativa fattura di acquisto.

Anche i costi sostenuti per l’acquisto, restauro e montaggio di caminetti, termocamini, stufe e ristrutturazione della canna fumaria godono del beneficio fiscale previsto dalla finanziaria 2007, ammesso che siano realizzati negli ambienti sopra elencati.

Cosa si può detrarre con l’agevolazione del 36%

I lavori di ristrutturazione o nuova costruzione che rientrano nella detrazione del 36% delle spese (ex 41%) sono essenzialmente quelli individuati dal dpr del 6 giugno 2001 n° 380 (del testo unico edilizia) e elencati precedentemente dall’ art. 31 nelle lettere a, b, c, d della legge 5 agosto 1978 n° 457.

Rientrano nell’ agevolazione del 36% le seguenti categorie di lavori:

- Lavori di manutenzione straordinaria;
- Lavori di manutenzione ordinaria;
- Lavori di restauro e risanamento conservativo
- Lavori di ristrutturazione edilizia

Lavori di manutenzione straordinaria
Per manutenzione straordinaria si intendono tutti quei tipi di interventi a carattere innovativo, sia di natura edilizia che impiantistica che hanno l’obiettivo di mantenere in efficienza l’edificio. Nei lavoratori di manutenzione straordinaria non sono inclusi quelli relativi all’ampliamento dell’edificio stesso, sia per quanto riguarda la superficie coperta che per quanto riguarda il volume.

Lavori di manutenzione ordinaria
I lavori di manutenzione ordinaria sono considerati quei piccoli interventi urgenti di riparazione, adeguamento funzionale e/o rifacimento che possono riguardare sia l’edificio che l’impiantistica (per esempio la tinteggiatura dei locali e degli infissi, modifiche all’impianto elettrico, riparazione impianti, riparazione caldaia, sostituzione di coppi, abbattimento di una tramezza, ecc.).

Lavori di restauro e risanamento conservativo
Questo tipo di lavori sono un insieme di interventi mirati a ripristinare e consolidare dopo eventuali guasti gli elementi che costituiscon l’edificio. La norma prevede due gruppi di interventi simili ma diversi per quanto riguarda le caratteristiche degli edifici sui quali tali interventi sono realizzati. Gli interventi di restauro equivalgono alla restituzione di un organismo edilizio di un certo valore architettonico, storico-artistico. Il risanamento conservativo è un complesso di interventi mirati ad adeguare ad una migliore esigenza d’uso attuale un edificio esistente sotto l’aspetto tipologico, formale, strutturale e funzionale.

Lavori di ristrutturazione edilizia
In ultimo per quanto riguarda la ristrutturazione edilizia, la stessa è caratterizzata da due aspetti fondamentali; il primo è determinato dalla sistematicità delle opere edilizie ed il secondo riguarda la finalità della trasformazione che può modificare completamente l’edificio esistente.

A seconda della trasformazione effettuata sull’edificio, sarà necessario richiedere la concessione edilizia ed il pagamento degli oneri concessori. Attraverso la ristrutturazione edilizia sarà possibile incrementare la superficie dell’edificio ma non il suo volume.

Possono essere detratte tutte quelle spese, comprensive di IVA, effettivamente sostenute e documentate per appalti, acquisto di beni finiti, materie prime e semilavorati relative agli interventi di recupero effettuati sugli immobili residenziali.

Inserito nella categoria Agevolazioni fiscali, Risparmio energetico, Ristrutturazioni da admin in data Thursday 30 August 2007 alle 12:18 pm

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