Esempio di preventivo per ristrutturazione appartamento

Se avete deciso di ristrutturare il vostro appartamento avrete sicuramente richiesto informazioni e preventivi alle varie imprese edili e a professionisti di fiducia in grado di portare a termile i lavori in modo efficente. Per questo vi sarete trovati davanti qualche preventivo per la realizzazione dei lavori di manutenzione; in questo articolo riportiamo un esempio di preventivo per la ristrutturazione di un appartamento ipotetico. Le voci possono variare da documento a documento ma tendenzialmente quelle riassunte qui sono abbastanza comuni a tutti i preventivi che avrete modo di valutare.

Preventivo per ristrutturazione di appartamento

sito al piano ___ in via ___________ numero __

  1. Ripristino intonaco interno mancante con relativa stuccatura.

  2. Realizzazione di tramezzi in laterizi forati con relativa intonacatura e finitura.

  3. Rimozione di due pareti esterne.

  4. Dismissione di un bagno e di una cucina.

  5. Collocazione falsi telai nelle tre nuove aperture.

  6. Scavi e sarciture per impianti: elettrico, citofonico, idrico, fognario, riscaldamento.

  7. Pavimentazione interna (posa in opera sulla pavimentazione esistente).

  8. Collocazione di 2 bagni completi.

  9. Collocazione controsoffitto in cartongesso.

  10. Smaltimento materiale di risulta.

  11. Tinteggiatura interna.

  12. Gli scavi e le sarciture per l’impianto elettrico comprendono fino a 45 punti luce

Costo complessivo della ristrutturazione:€ _______.

Costo complessivo della ristrutturazione con rimozione della pavimentazione interna: € _______.

Inserito nella categoria Ristrutturazioni da admin in data Wednesday 3 October 2007 alle 10:07 am

Proteggere le pareti esterne della casa

La facciata esterna di una bellissima villa

Che la casa sia vecchia o di nuova costruzione, le pareti esterne devono essere periodicamente revisionate e ben protette da una pittura adatta. Per resistere bene ai raggi del sole e alle intemperie, una pittura per muri esterni deve avere caratteristiche ben precise. Se la casa è costruita in pietra o mattoni a vista che si vogliono proteggere senza alterarne il caratteristico aspetto, bisogna usare liquidi speciali, a base di siliconi, che rendono la parete perfettamente idrorepellente senza ostacolare la normale traspirazione. Questi prodotti varino diluiti con acqua seguendo le indicazioni riportate sulla confezione, e si applicano a pennello (eventualmente anche a spruzzo) in quantità abbondante in modo da coprire ogni parte, senza tralasciare la più piccola zona: non sono più possibili ritocchi quando il liquido si è indurito. Una volta essiccato, sulla superficie trattata si forma una pellicola protettiva sulla quale l’acqua scivola via. Il muro rimane così perfettamente asciutto e le impurità che si posano sulla parete vengono portate via dalla pioggia senza accumularsi e creare macchie. Per una finitura coprente, si possono usare diversi prodotti come idropittura a base acrilica, specifica per muri esterni o pittura alla pliolite (si tratta di una resina pregiata ricavata dalla produzione della gomma sintetica). Quest’ultimo è un prodotto a solvente, quindi non semplice da applicare: la resa, tuttavia, è veramente ottima. Per le sue indubbie qualità protettive è usato anche in località marine dove gli altri prodotti si sfogliano o si screpolano. Le migliori pitture di questo tipo possiedono requisiti indispensabili per l’applicazione in esterno: resistenza assoluta agli agenti atmosferici e alle sostanze corrosive presenti nell’aria (smog); resistenza agli alcali contenuti nel cemento e nella calce idraulica; repellenza all’acqua e traspirabilità al vapore acqueo; autolavabilità (cioè non trattengono la polvere e lo sporco). L’applicazione della pittura a solvente si fa, normalmente, in due mani, o anche in tre se è richiesta una resistenza eccezionale diminuendo a ogni mano la quantità del diluente.

Accorgimenti

  1. È assolutamente sconsigliabile dipingere da sè case più alte di un piano. Per eseguire lavori di questo tipo sono necessari opportuni ponteggi.
  2. Per dipingere a un’altezza di 4-5 metri è indispensabile una scala da appoggiare al muro, o meglio, due scale a squadra su cui appoggiare un’asse robusta cheserve da impalcatura.
  3. Controllare sempre la stabilità della scala.
  4. Le stagioni migliori per dipingere pareti esterne sono quelle a clima mite: non è consigliabile comunque dipingere con temperatura inferiore ai 5 gradi, quando c’è vento, su superfici bagnate dalla pioggia o dalla nebbia, oppure esposte direttamente ai raggi del sole.
  5. Nelle giornate di gran sole si dpingono nella mattinata le pareti esposte a nord e a ovest, quelle a est nel pomeriggio e quelle a sud verso sera.
  6. Prima di iniziare il lavoro è necessario proteggere i serramenti, i davanzali, eventuali lampade esterne e ogni altro infisso con fogli di plastica.
  7. Quando non è possibile creare questa protezione si evitano le sbavature usando come schermo una striscia di cartone pesante.
  8. Se durante il lavoro occorre appoggiare la scala su una parete già dipinta, è bene avvolgere l’estremità superiore con panni puliti.

Preparare il fondo. La prima operazione da compiere sulla superficie da dipingere, è un’energica spazzolatura che va eseguita prima con la spazzola metallica in modo da portar via eventuali incrostazioni e parti in distacco, e poi con lo scopino per eliminare tutta la polvere. La pulizia del fondo va fatta in ogni caso, sia che si tratti di intonaco nuovo o già tinteggiato, di calcestruzzo a vista o di elementi in cementoamianto (eternit o simili). In particolare, se la parete è dipinta a calce, questa va raschiata a fondo fino a mettere in vista il supporto. Per pareti molto sporche è necessario anche un minuzioso lavaggio con acqua e soda (50 grammi di soda in un litro d’acqua) seguito da un abbondante risciacquatura. Se c’è qualche zona segnata da macchie di grasso, nafta o catrame, va prima ripulita con gli appositi solventi (benzina, petrolio e simili). Se l’intonaco è molto difettato, con buchi e fessure, macchie di umido o di muffa, effiorescenze saline, prima di dipingere è necessario rimediare a questi pericolosi inconvenienti (il modo è specificato nel paragrafo seguente). Per le riparazioni all’esterno non va mai impiegato gesso poichè è un materiale molto sensibile all’umidità. Per piccole scalfiture si può semplicemente usare lo speciale stucco sintetico per esterni. Da ultimo conviene sempre applicare una mano di fondo con pittura isolante.

Togliere le macchie di muffa e/o umidità. Prima di tutto bisogna rendersi conto di quali sono le cause. Se sono il residuo dell’umidità dovuta a recente costruzione, i fenomeni si possono considerare temporanei e destinati a scomparire in breve tempo (le efflorescenze sono spesso solo residui di umidità già esaurita): basta un’energica spazzolatura con la spazzola metallica. Alla muffa si rimedia ripulendo prima accuratamente la zona interessata e poi trattandola con una soluzione sterilizzante di facile preparazione. Si mescola un quarto di litro di candeggina con tre quarti di litro di acqua tiepida, quindi si aggiunge un cucchiaio di fosfato trisodico o di borace (si acquista in drogheria) e un cucchiaio di comune detersivo. Con questa soluzione, aiutandosi con una spazzola morbida, si asporta la muffa e poi si sciacqua con acqua fresca e pulita. Attenzione agli occhi mentre si sta facendo questo lavoro: sarebbe bene proteggerli con occhiali e indossare guanti di gomma per riparare anche le mani. Quando il muro rimane umido perchè assorbe acqua per capillarità, prima di ricorrere a provvedimenti radicali, come il taglio della muratura, si può intervenire con appositi prodotti e cioè: la soluzione neutralizzante, l’intonaco risanante, la pittura risanante.

La soluzione neutralizzante è un liquido che, penetrando nel muro, fa staccare le effiorescenze saline. Va applicata a pennello, in quantità abbondante, dopo aver asportato con la spazzola metallica tutte le incrostazioni e le parti di intonaco che si sfaldano. Dopo un giorno la soluzione è asciutta e il muro pronto per i successivi interventi. L’intonaco risanante serve a pareggiare le parti scrostate dall’umidità. È venduto in polvere e va impastato con acqua subito prima di essere utilizzato: la consistenza deve essere quella giusta che permette l’applicazione con la spatola. Prima di eseguire il rappezzo bisogna bagnare bene il muro che va mantenuto umido per le ventiquattro ore successive perchè non si screpoli. L’indurimento richiede un tempo variabile, secondo la stagione in cui si sta lavorando. Meglio comunque lasciar passare qualche giorno, poi si liscia la stuccatura con una carta vetrata media. La pittura risanante è un prodotto che regola la traspirazione del muro impedendo che l’umidità si accumuli. Si stende sia a pennello sia a rullo, in strato abbondante e dopo aver rimosso eventuali vecchie pitture, coprendo una zona almeno un metro più larga di quella interessata dall’umidità. La prima mano va data sul muro ben impregnato d’acqua, le successive a distanza di circa otto ore una dall’altra (in tutto, vanno utilizzati almeno 750 grammi di pittura per metro quadrato). La pittura, che è di colore biancastro, può essere coperta con qualsiasi altra pittura di finitura.

Fori e fessure. Vanno ben ripuliti con il raschietto, spolverati con il pennello, bagnati con acqua pulita e poi riempiti con malta cementizia. La superficie va ben lisciata con la cazzuola.

Applicazione della pittura da esterno. Si procede sempre dall’alto verso il basso, iniziando dai cornicioni o da altre parti sporgenti. Se la parete da dipingere è piuttosto estesa, perchè non si notino le inevitabili interruzioni del lavoro, è opportuno che queste avvengano in corrispondenza di finestre, porte, fasce decorative o spigoli. La tecnica di applicazione è la stessa già descritta per tinteggiare le pareti interne. All’esterno, la tinteggiatura ha però anche una funzione protettiva; lo spessore quindi non deve essere troppo esiguo.

Rivestimenti plastici. Contengono una certa quantità di polvere minerale (caolino, farina o granuli di quarzo) che li rende coprenti e riempitivi. Secondo il tipo e la grandezza (granulometria) dei minerali contenuti si ottengono rivestimenti di varia consistenza e possono essere applicati con gli attrezzi impiegati per le altre pitture oppure richiedere l’uso di strumenti adatti. La finitura può essere a buccia d’arancia più o meno fine, spatolata, graffiata, secondo il modo di applicazione. Duri, traspiranti, resistentissimi agli agenti atmosferici, questi rivestimenti, applicati esternamente, garantiscono comunque una lunga durata.
I plastici possono essere ad acqua o a solvente: quelli ad acqua e a granulometria fine sono i più semplici da usare. Per stendere questo tipo di rivestimento si usa uno speciale rullo alveolato in spugna sintetica. Il modo di impiego è il seguente. Aperto il contenitore e il sacco di plastica che si trova all’interno, senza rimescolare la pittura, si immerge parzialmente il rullo rigirandolo più volte su se stesso in modo che la pittura penetri negli alveoli. Il rullo va passato sulla parete, senza premere, con un movimento dall’alto verso il basso per una lunghezza di circa mezzo metro e risalendo poi un po’ più in alto da dove si è partiti. Una volta svuotato il rullo si ripete l’operazione. Dopo aver ricoperto una certa porzione di parete si dà qualche passata orizzontale (senza ricaricare il rullo) poi si rifinisce con l’attrezzo adatto a ottenere il rivestimento desiderato. Mentre questo è ancora fresco si ripetono di nuovo le precedenti operazioni fino a ultimare la parete, curando bene i raccordi del disegno a rilievo. Nei punti in cui non si riesce ad arrivare con il rullo si usa la spatola, raccordando il disegno con le dita. La finitura rullata è la più semplice e veloce: si ottiene passando il rullo, asciutto, in verticale oppure in senso orizzontale (sempre in un solo senso): sui muri esterni è però preferibile il rullato verticale che non favorisce la presa dello sporco. Per la finitura spatolata si usa la spatola triangolare di plastica sul rullato per circa 40 centimetri nel verso dell’applicazione a rullo, bagnando ogni volta la spatola nell’acqua.
Oltre a questi esistono altri tipi di finitura: si può tamponare il prodotto con una spugna di plastica, dopo l’applicazione a rullo, e creare a spatola o con altri mezzi (anche con le mani) il disegno che si preferisce.

Accorgimenti

  1. Dovendo scegliere la finitura, conviene fare prima una prova su una piccola superficie: se il risultato non soddisfa, si può recuperare il prodotto.
  2. Questo tipo di materiale essicca rapidamente: se si lavora quindi con temperature molto elevate, o in ambienti asciutti o ventilali, è necessario procedere con una certa velocità.
  3. A lavoro ultimato richiudere con cura il sacco di plastica.
  4. Per pulire attrezzi e mani si usa semplicemente dell’acqua.
Inserito nella categoria Lavori in muratura, Ristrutturazioni, Verniciare da admin in data Saturday 22 September 2007 alle 11:56 am

Detrazione 36% e aliquota IVA 10%

Secondo la legge finanziaria del 2007 sono stati proposti anche per l’anno in corso le agevolazioni tributarie relative al recupero del patrimonio edilizio (ovvero la detrazione pari al 36% della spesa sostenuta e un aliquota IVA ridotta al 10%), per particolari lavori di manutenzione straordinaria, opere di restauro conservativo per singoli appartamenti e per immobili condominiali. La condizione necessaria è chiaramente che che il costo sia regolarmente evidenziato nella relativa fattura di acquisto.

Anche i costi sostenuti per l’acquisto, restauro e montaggio di caminetti, termocamini, stufe e ristrutturazione della canna fumaria godono del beneficio fiscale previsto dalla finanziaria 2007, ammesso che siano realizzati negli ambienti sopra elencati.

Cosa si può detrarre con l’agevolazione del 36%

I lavori di ristrutturazione o nuova costruzione che rientrano nella detrazione del 36% delle spese (ex 41%) sono essenzialmente quelli individuati dal dpr del 6 giugno 2001 n° 380 (del testo unico edilizia) e elencati precedentemente dall’ art. 31 nelle lettere a, b, c, d della legge 5 agosto 1978 n° 457.

Rientrano nell’ agevolazione del 36% le seguenti categorie di lavori:

- Lavori di manutenzione straordinaria;
- Lavori di manutenzione ordinaria;
- Lavori di restauro e risanamento conservativo
- Lavori di ristrutturazione edilizia

Lavori di manutenzione straordinaria
Per manutenzione straordinaria si intendono tutti quei tipi di interventi a carattere innovativo, sia di natura edilizia che impiantistica che hanno l’obiettivo di mantenere in efficienza l’edificio. Nei lavoratori di manutenzione straordinaria non sono inclusi quelli relativi all’ampliamento dell’edificio stesso, sia per quanto riguarda la superficie coperta che per quanto riguarda il volume.

Lavori di manutenzione ordinaria
I lavori di manutenzione ordinaria sono considerati quei piccoli interventi urgenti di riparazione, adeguamento funzionale e/o rifacimento che possono riguardare sia l’edificio che l’impiantistica (per esempio la tinteggiatura dei locali e degli infissi, modifiche all’impianto elettrico, riparazione impianti, riparazione caldaia, sostituzione di coppi, abbattimento di una tramezza, ecc.).

Lavori di restauro e risanamento conservativo
Questo tipo di lavori sono un insieme di interventi mirati a ripristinare e consolidare dopo eventuali guasti gli elementi che costituiscon l’edificio. La norma prevede due gruppi di interventi simili ma diversi per quanto riguarda le caratteristiche degli edifici sui quali tali interventi sono realizzati. Gli interventi di restauro equivalgono alla restituzione di un organismo edilizio di un certo valore architettonico, storico-artistico. Il risanamento conservativo è un complesso di interventi mirati ad adeguare ad una migliore esigenza d’uso attuale un edificio esistente sotto l’aspetto tipologico, formale, strutturale e funzionale.

Lavori di ristrutturazione edilizia
In ultimo per quanto riguarda la ristrutturazione edilizia, la stessa è caratterizzata da due aspetti fondamentali; il primo è determinato dalla sistematicità delle opere edilizie ed il secondo riguarda la finalità della trasformazione che può modificare completamente l’edificio esistente.

A seconda della trasformazione effettuata sull’edificio, sarà necessario richiedere la concessione edilizia ed il pagamento degli oneri concessori. Attraverso la ristrutturazione edilizia sarà possibile incrementare la superficie dell’edificio ma non il suo volume.

Possono essere detratte tutte quelle spese, comprensive di IVA, effettivamente sostenute e documentate per appalti, acquisto di beni finiti, materie prime e semilavorati relative agli interventi di recupero effettuati sugli immobili residenziali.

Inserito nella categoria Agevolazioni fiscali, Risparmio energetico, Ristrutturazioni da admin in data Thursday 30 August 2007 alle 12:18 pm

La ristrutturazione edilizia

Per ristrutturazione edilizia si intende il ripristino, l’eliminazione, la modifica, l’inserimento o la completa sostituzione di uno o più elementi costitutivi dell’edificio; il nuovo edificio risultante dalla ristrutturazione deve comprendere il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi del fabbricato e non la realizzazione di nuovi volumi. In caso contrario l’intervento è da considerarsi di nuova costruzione ed è soggetto alle limitazioni imposte dalle norme urbanistiche in vigore.
Gli interventi di ristrutturazione edilizia (secondo l’art. 3 comma 1 del d.P.R. del 6 Giugno) possono portare ad un edificio del tutto o in parte diverso dall’originale e nel caso estremo comprende interventi di completa demolizione dell’edificio precedente con la successiva ricostruzione della nuova struttura con la stessa volumetria.
In sintesi la modifica del precedente edificio, affinchè possa essere considerata ristrutturazione, non deve alterare la compatibilità con lo strumento urbanistico in vigore al momento della demolizione. Nel caso in cui questo venga superato sarà necessaria una nuova valutazione di compatibilità con gli strumenti urbanistici in vigore al momento.

Inserito nella categoria Ristrutturazioni da admin in data Tuesday 31 July 2007 alle 11:56 am

Ristrutturazioni degli immobili

Un cantiere edile che realizza ristrutturazioni

Nel primo trimestre dell’anno 2007 sono state presentate un totale di 78.214 richieste di agevolazioni fiscali adibite per la ristrutturazione di case; l’incremento netto rispetto all’anno precedente è stato del 24%, l’incremento rispetto al primo trimestre del 2005 invece supera il 25%. Solo nel mese di Marzo possiamo contare più di 34.000 dichiarazioni di inizio lavori inviate al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate, con un amuento del 36% rispetto al mese precedente, Febbraio 2007. Solo nelle regioni Campania e Molise si è avuto, anche se minima, una controtendenza e nel mese di Marzo si è avuto un calo delle domande rispetto a Febbraio del -5%. Tutte le altre regioni hanno invece incrementato il dato con punti percentuale che variano dal +12% della Sardegna fino ad arrivare al +75% della Valle d’Aosta.

Inserito nella categoria Ristrutturazioni da admin in data Tuesday 31 July 2007 alle 9:40 am

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