Termine perentorio e Termine ordinatorio

Affrontiamo di seguito la differenza tra l’utilizzo di un termine perentorio o di un termine ordinatorio all’interno dei contratti.
Il termine perentorio viene così detto, se un dato atto o una data attività devono essere compiuti entro il lasso temporale di scadenza del termine stesso; se il termine non viene rispettato, l’atto o l’attività, pur se eventualmente compiuta, risulta inutile, nel senso che non viene considerata utile ai fini di certi effetti favorevoli, con conseguente applicazione di sanzioni e produzione di effetti sfavorevoli. Questo perchè il termine perentorio obbliga in termini assoluti il compimento di un’attività in quel determinato lasso di tempo al fine di fornire certezza all’attività stessa.
Il termine ordinatorio invece, viene così detto se alla sua inosservanza, non sono previste sanzioni o effetti sfavorevoli. La funzione di questo termine è semplicemente quella di ‘ordinare’ un’attività amministrativa, indirizzandola verso determinate procedure ed esiti; perciò, il non rispetto del termine non comporta il verificarsi di decadenze e l’applicazione di sanzioni.

All’interno della categoria dei termini ordinatori, la dottrina distingue, poi, i cosiddetti termini ’sollecitatori’, cioè quei termini diretti a ’sollecitare’ il tempestivo compimento di una data attività, senza prevedere alcun effetto negativo in caso di mancato rispetto. Invero, date le eguali conseguenze previste, il termine sollecitatorio si distingue ben poco da quello ordinatorio.


Normalmente, si parla di termine con carattere perentorio, quando la legge o lo stesso atto prevedano una decadenza; si parla invece di termine con carattere ordinatorio in tutti gli altri casi. Se la legge, non si esprime in merito, la dottrina afferma unitamente che ’si considerano ordinatori i termini per l’emanazione di atti favorevoli, mentre si considerano perentori quelli previsti per gli atti a carattere sanzionatorio’ pertanto nel caso in cui il termine non sia espresso come perentorio o ordinatorio, la qualificazione del termine dipende dall’esistenza o meno di sanzioni decadenziali.

Inserito nella categoria Compravendita immobili da elettra in data Friday 5 December 2008 alle 13:14

11 Commenti »

  1. Commenti by Fabio Talamo — 24/11/2009 @ 20:44

    Vorrei porre una domanda circa la natura giuridica del termine fissato dal consiglio di stato in ordine alla formulazione di un’offerta all’avente titolo ex art. 35 dlgs 30/98.
    Nella fattispecie un ente comunale è stato condannato a risarcire il privato ad una somma non quantificata.
    In altri termini esso è perentorio oppure ordinatorio?
    Vi ringrazio in anticipo e porgo referenti ossequi.

    Fabio Talamo

  2. Commenti by Antonio — 25/05/2010 @ 00:02

    In data 31 agosto 2000 due fratelli, che con atto di divisione si erano già assegnati delle proprietà immobiliari provenienti dall’asse paterno, lasciando inoltre uno stralcio della quota divisionale dell’asse patrimoniale in condivisione, hanno sottoscritto una scrittura privata con la quale si obbligavano reciprocamente, al verificarsi di determinate condizioni (trasformazione urbanistica del terreno del primo fratello da agricolo ad edificabile), a cedere e trasferire i propri diritti di proprietà pari alla quota del 50% delle proprietà immobiliari condivise, “… entro e non oltre il termine del 31 gennaio 2002 …”, con relativo conguaglio a favore del secondo. Scaduto da tempo il termine dell’obbligazione, il primo fratello richiede di procedere comunque ad un atto pubblico di fronte ad un notaio per l’assegnazione del bene, nonostante sia ancora in corso l’approvazione del piano di lottizzazione convenzionata a favore del secondo. Questi, al fine di non perdere soldi e metà della proprietà, chiede se il termine perentorio scaduto sia utile all’invalidazione dell’obbligazione e/o della scrittura privata medesima.

  3. Commenti by VOLPI MIRCO — 26/05/2010 @ 15:07

    Salve,
    nel merito di una procedura immobiliare esecutiva del tribunale, l’inosservanza del termine massimo (120 giorni)previsto dall’art. 569, 1 comma c.p.c. (novellato dalla l. 263/2005) per la fissazione dell’udienza per la comparizione delle parti e dei creditori, che termine rappresenta e che effetti può produrre?
    Grazie.

  4. Commenti by serena — 05/07/2010 @ 15:18

    In mancanza di esplicita previsione, il termine indicato in un contratto preliminare per la stipula dell’atto definitivo di compravendita è da considerarsi ordinatorio o perentorio? Grazie

  5. Commenti by serena — 05/07/2010 @ 15:20

    Se il termine ordinatorio previsto in un preliminare di compravendita viene modificato su accordo delle parti, è necessario definirlo almeno con scrittura privata? Grazie

  6. Commenti by CARLO VIVOLI — 25/07/2010 @ 22:23

    Accertamento con adesione
    ________________________________________
    Ricevuto un Avviso di accertamento ICI, ho provveduto a presentare Domanda di accertamento con adesione ai sensi del D. Lgs 218/97 e del Regolamento ICI del comune. Passate alcune settimane senza riscontro, mi sono recato all’Ufficio Tributi per sollecitare il contraddittorio. Mi è stato garantito che sarei stato chiamato a breve. Ad oltre due mesi dalla presentazione della domanda, ancora in assenza di convocazione, ho inviato una email al responsabile dell’Ufficio che mi ha risposto testualmente: “La domanda di accertamento con adesione è stata ricevuta nel termine di legge; le confermiamo che provvederemo alla convocazione del contraddittorio che avverrà senza alcun pregiudizio dei suoi diritti”. Poi … mesi e mesi di silenzio assoluto fino alla settimana scorsa quando ho ricevuto un perentorio ( entro 15 gg.) sollecito recitante: “…l’atto non è stato impugnato davanti alla CTP e pertanto è divenuto definitivo”.
    Ho ragione di sentirmi …TURLUPINATO? Viva la ‘buona fede’ nei rapporti tra amministrazione e contribuenti osannata dallo Statuto dei contribuenti! Posso fare nulla?
    Grazie!

  7. Commenti by gaia — 18/09/2010 @ 12:22

    Il termine di 4 mesi sancito dall’art. 6 del d.lgs. n. 28 del 2010 è un termine perentorio o un termine ordinatorio? Cosa succede, ai fini della prescrizione e della decadenza, se il processo di mediazione dura di più di tale termine?

  8. Commenti by ida — 16/05/2011 @ 11:37

    Nel caso di richiesta di indeniità di disoccupazione una tantun co.co.pro. è fissato il termine ordinatorio di 30 giorni per la presentazione della domanda all’inps. Se sono trascorsi molto più di 30 giorni è possibile lo stesso presentare la domanda dato che il termine limite era ordinatorio e non perentorio?

  9. Commenti by serenella — 12/05/2012 @ 10:20

    il termine di 120 gg dalla chiusura dell’esercizio per l’approvazione del bilancio da parte delle srl, è perentorio od ordinatorio? se cade di sabato o domenica, viene spostato al giorno successivonon festivo?

  10. Commenti by Pasquale Cianflone — 10/11/2012 @ 14:04

    Nel caso di richiesta di indeniità di disoccupazione una tantun co.co.pro. è fissato il termine ordinatorio di 30 giorni per la presentazione della domanda all’inps. Se sono trascorsi molto più di 30 giorni è possibile lo stesso presentare la domanda dato che il termine limite era ordinatorio e non perentorio?

  11. Commenti by Crescenzi Benedetto — 17/07/2013 @ 17:15

    La domanda è relativa all’art.27 comma 4 del DPR 380/2001:
    è impugnabile un provvedimento del Dirigente Ufficio Urbanistica di messa in pristino o demolizione di un’opera edilizia emesso dopo 15 mesi dall’accertamento della polizia giudiziaria che ha informato immediatamente lo stesso dirigente?
    Grazie

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