Mutuo per la casa, tasso fisso o variabile?

Mutuo prima casaFisso o variabile, a breve o lunga durata. Come capire qual è l’opzione migliore per il cliente? Un sistema può aiutare a dare una risposta più concreta e personalizzata. Ne parla Egidio Vacchini di Progetica.

Avvicinare un tema complesso come quello dei mutui, cercando, come operatori, di capire le esigenze del cliente così bene da riuscire a costruirgli un prodotto su misura. Impossibile? No, così almeno sembra. E questo è uno degli obiettivi o, per meglio dire, la mission, di Egidio Vacchini, che insieme ad alcuni soci ha creato una società di consulenza, Progetica, che si occupa ad ampio spettro di problematiche legate ai settori assicurativo e finanziario.
In pratica, cosa offre Progetica sul tema dei mutui? Una serie di strumenti utili a un operatore immobiliare per fare consulenza al cliente. In particolare, un metodo, Mqm (Modello quantitativo mutui), elaborato dalla società stessa, che permette di informare il cliente accompagnandolo nella complicata ricerca del prodotto migliore rispetto alle sue esigenze. Un approccio consulenziale nel vero senso del termine, scientifico, più che commerciale. Questa è la ricetta.

L’argomento mutui sembra destinato a un approccio piuttosto tradizionale. Di rivoluzioni nella consulenza in questo campo non sembrano essercene state in questi ultimi anni…
In effetti, finora i mutui sono stati classificati puramente sulla base delle loro caratteristiche tecniche. Si parla di 16 categorie decodificate dalla banca nel modo che ritiene più opportuno per fare la propria proposta commerciale. La nostra proposta è invece di cominciare a leggere il tutto in maniera un po’ diversa. Se di ognuno di questi prodotti cominciamo a misurare le prestazioni, su queste possiamo ragionare.
Scegliere un mutuo nel modo tradizionale è come comprare una macchina solo guardando alle sue caratteristiche tecniche. Ovvero, se il telaio è in acciaio o in alluminio, se le sospensioni sono di un tipo invece di un altro. Mentre la nostra idea è che da una parte ci sono tutte queste caratteristiche, spesso di difficile comprensione per il cliente, ma dall’altra c’è il cliente come persona, con le sue esigenze e le sue problematiche.
Quando io risparmiatore compro un mutuo, prendo la cifra che mi serve sapendo che dovrò restituirla in un certo lasso di tempo. Quello che mi interessa conoscere è se quello che devo restituire me lo posso permettere, cosa può capitare in un caso o nell’altro ecc. Queste sono le domande importanti. Allora l’idea è cominciare a classificare questi prodotti non soltanto sulla base delle caratteristiche, diciamo così, commerciali, ma tenendo presenti più aspetti: non solo se il rischio è alto, basso, medio o quant’altro, ma se con questa tipologia si rischia il doppio rispetto a quest’altra.

Lei ha detto che fino a questo momento i mutui sono stati classificati secondo le loro caratteristiche tecniche e su questa base le banche fanno la loro proposta commerciale. Quale sarebbe in pratica la novità che voi proponete?
Qualsiasi categoria proposta è sviluppata in questo modo: tasso fisso e tasso variabile, intendendo per quest’ultimo basso-prezzo/alto-rischio, mentre per il tasso fisso alto-prezzo, basso-rischio. Tutti gli altri prodotti non hanno una collocazione precisa hanno una rischiosità intermedia che non si capisce quale sia. Quello che noi proponiamo è invece di cominciare a leggere le prestazioni di ognuno di questi prodotti per capire veramente quale è il costo e quale è il rischio di queste soluzioni e cominciare a fare una classificazione in base a queste modalità di interpretazione.

Quindi leggere le prestazioni di ognuno di questi prodotti?
Certo, per poi poterli confrontare con gli altri e permettere all’operatore di capire che cosa sta proponendo e all’acquirente cosa sta sottoscrivendo; quali sono le potenzialità in termini di costi e in termini di rischio. Una lettura di questo genere non è una lettura congelata, ma interpretabile a seconda delle esigenze personali del cliente, quindi molto più complessa e articolata. Dal nostro modello Mqm non si desume nulla di fisso e statico. Nulla è dato in maniera definitiva. Ma per poter fare delle considerazioni corrette, bisogna definire una serie di passi.

Quali sono questi passi? Il primo è in quale scenario di mercato valutiamo i nostri mutui. Scenario di mercato vuol dire qual è il profilo di rischio del nostro risparmiatore. Ad esempio, il mio risparmiatore è uno che ha molto timore del futuro? Per motivi personali e soggettivi, o per motivi di esperienza passata o per sentito dire.

Né più né meno di quello che si fa nel risparmio, anche qui si parla di profilo di rischio del cliente. Proprio così. Perché, quindi, non farlo anche con i mutui? Nel risparmio si deve capire se il cliente è disponibile ad accettare il rischio del mercato azionario oppure no, qui specularmente è la stessa cosa. Quindi bisogna capire quanto il nostro risparmiatore è disponibile ad assumersi il rischio di un futuro incerto del mercato.

Tornando al vostro modello, qual è il prossimo elemento? La durata. Perché una cosa è un mutuo che dura 10 anni, un’altra quello che ne dura 30. La differenza di prestazioni può essere molto forte. Ci possono essere, in una lunga durata, oscillazioni del mercato molto importanti e, di conseguenza, le prestazioni cambiano notevolmente. Un altro elemento importante riguarda le condizioni di partenza del mercato. I tassi iniziali con i quali si cominciano a fare queste valutazioni e le condizioni economiche dei prodotti che si stanno valutando. Così come conta lo spread, cioè il margine che applica la banca.
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Inserito nella categoria Mutui e finanziamenti da admin in data Friday 27 February 2009 alle 12:54 pm

Il mercato non residenziale

Mercato dei capannoniIl punto di vista di un importante referente del settore immobiliare sull’andamento e le prospettive di uno specifico comparto nelle diverse città italiane.
Capannoni. Il mercato dei capannoni ha registrato nel primo semestre del 2006 un incremento di quotazioni dell’1,3% per le tipologie usate e dello 0,4% per le nuove. Sul versante delle locazioni si registra un calo dello 0,4% per le tipologie usate e dello 0,8% per le nuove. La richiesta di capannoni ormai si divide tra tipologie da destinare a utilizzo produttivo e quelle destinate alla logistica, con caratteristiche richieste abbastanza diverse.
A cercare le soluzioni del primo tipo sono soprattutto artigiani oppure piccole imprese di produzione, che ricercano tagli fino a 700 mq, spesso dotati di aree di carico e scarico merce, meglio se all’interno di uno spazio recintato. Chi desidera capannoni da utilizzare con finalità legate alla logistica si orienta verso tagli molto grandi (a partire da 1.000 mq), situati nei pressi delle arterie autostradali.
Da segnalare che in alcuni comuni dell’hinterland di Milano sono contingentate le autorizzazioni per l’insediamento di attività logistiche sul territorio per ridurre il transito di traffico pesante. Le esigenze espresse dal settore logistico riguardano tagli molto grandi, situati presso arterie ad alto scorrimento, di facile accesso e posizionati in località prossime ai mercati esteri. Su tutto il territorio italiano sono in corso interventi per la costruzione di importanti poli logistici: a Roma sull’asse Roma-Fiumicino, nella seconda e terza cintura di Torino, a Bari. Interventi anche ad Arese nell’ex area Alfa Romeo e a Pomezia, dove la maggior parte delle richieste arrivano proprio da questo settore e movimentano buona parte del mercato. A Verona l’offerta di capannoni si è adeguata alla domanda che chiede tagli piccoli di 400-500 mq. Infatti si è proceduto ad effettuare delle operazioni di frazionamento di unità oltre i 1.000 mq che caratterizzavano il mercato della zona.
Per quanto riguarda la scelta tra acquistare l’immobile o prenderlo in affitto, la tendenza è di acquistarlo soprattutto quando si parla di grossi tagli, attraverso il ricorso al leasing immobiliare. Non manca comunque una buona richiesta anche in locazione. Molti operatori registrano un incremento dei tempi medi delle trattative. Nelle città, invece, la richiesta di capannoni vede protagoniste soprattutto società di costruzione che li cercano per trasformarli in loft oppure in show room. La tendenza è abbastanza forte a Milano e Torino dove ancora si possono trovare esempi di architettura industriale inserite in un contesto abitativo. L’offerta di queste tipologie sul mercato, dopo la corsa al loft degli ultimi anni, è in deciso ribasso.

Mercato dei negoziNegozi. Le quotazioni di negozi hanno registrato una crescita del 3,1% per le tipologie in ‘via di passaggio’ e dell’1,9% per quelle in via ‘non di passaggio’. Il mercato delle locazioni nello stesso arco temporale ha registrato una diminuzione dello 0,1% per le tipologie in vie di passaggio ed un incremento dell’1,5% per quelle non in via di passaggio.
Sul mercato dei negozi si acuisce, come ormai era evidente negli ultimi anni, la spaccatura tra le tipologie situate in via di passaggio e le altre. Le prime sono sempre molto richieste e ambite ma si scontrano con una bassa offerta sul mercato. Le seconde invece sono ormai destinate a trasformarsi in ufficio e sono richieste da società di servizi oppure professionisti. Non mancano coloro che procedono addirittura alla trasformazione in abitazione.
I tagli più richiesti sono quelli compresi tra 50 e 70 mq. Metrature più grandi, anche di 1.000 mq, sono ricercate ad esempio nel centro di Milano, all’interno della cerchia dei Navigli. In genere si tratta di grandi marchi che optano per le top location. Da segnalare che nel Centro di Milano a San Babila si prevede la creazione di un polo di attrazione internazionale con all’interno negozi di stilisti italiani e stranieri, aree benessere, terrazze, giardini e ristoranti.
Da segnalare l’ottima performance dei locali commerciali in zona Corvetto e Tertulliano, che risentono degli effetti della futura nascita di Santa Giulia: la previsione di un incremento del bacino di utenza ha determinato una maggiore domanda in zona, anche in vie non di passaggio. Sul mercato romano invece si registra una frenata da parte dei cinesi, che avevano contribuito a movimentare il mercato dei negozi, mentre si affacciano imprenditori russi interessati soprattutto all’apertura di pub. Sempre nella capitale si registrano asegnali negativi nella zona di San Giovanni in Laterano, dove vi è un forte turn over di attività commerciali. Ci sono più immobili in vendita e chi concede soluzioni in affitto si trova sempre più a doverlo riaffittare perché l’attività non ha dato i risultati sperati.
Segnali positivi sul fronte dei negozi arrivano da Torino e da alcuni comuni dell’hinterland torinese. Nel capoluogo piemontese si è registrato un forte incremento delle quotazioni nella zona di Mirafiori, dove, dopo lo svolgimento dei Giochi Olimpici si sta procedendo all’assegnazione degli appartamenti adibiti a ospitare gli atleti. Questo ha portato e porterà in futuro a un incremento della popolazione della zona e di conseguenza ha creato maggiore interesse per le attività commerciali.
Anche nelle vie non di passaggio si aprono attività commerciali, specie a opera di cittadini stranieri. Tra i comuni dell’hinterland segnali positivi si registrano a Collegno, dove l’arrivo della metropolitana ha comportato un incremento del passaggio in alcune strade, valorizzando le unità commerciali ivi situate.
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Inserito nella categoria Prezzi da admin in data Thursday 19 February 2009 alle 8:14 pm

Certificazione di qualità per agenti immobiliari

La strada da intraprendere per dimostrare competenza e professionalità in un mercato sempre più esigente e in continua evoluzione.

Premessa. Questo progetto nasce dal confronto con alcuni operatori del settore che da qualche mese a questa parte hanno riscontrato l’esigenza e la necessità di dotarsi di uno strumento (quale appunto la Certificazione del Sistema Qualità) per rispondere alle sempre più marcate esigenze della clientela nei confronti loro professionalità e competenza, sotto intendendo una qualità certa e garantita di un servizio all’altezza delle loro aspettative.
Ecco perché siamo stati interpellati e coinvolti in questo progetto che ad oggi conta già le prime Agenzie Immobiliari certificate in Italia. A cosa serve la Certificazione di Qualità? La Certificazione di Qualità consiste nella produzione di un manuale delle procedure che rispondono coerentemente con il processo produttivo di un’agenzia immobiliare nel rispetto delle norme UNI EN ISO 9001:2000.
Esse si articolano su quattro punti:
- Gestione della documentazione
- Gestione della risorse umane e delle infrastrutture
- Gestione e sviluppo del servizio
- Azioni di Miglioramento continue
Inoltre è stato messo a punto un modello di Rating Dinamico specifico per la valutazione ed il controllo del livello di qualità del servizio erogato da un’Agenzia e da un Agente immobiliare.

A cosa serve la Certificazione di Qualità? La Certificazione di Qualità serve a distinguersi e a farsi riconoscere in un mondo di libero mercato dove è sempre più marcata e sotto intesa la richiesta di professionalità e competenza contrassegnata dalla qualità di un risultato certo e garantito.

Perché la Certificazione sta interessando sempre di più le Agenzie Immobiliari? Perché l’iscrizione al ruolo (secondo il D.Lgs 39/89) non è più sufficiente a farsi riconoscere, la creazione di un albo della categoria non è possibile, pertanto la Certificazione del sistema Qualità rimane l’unica via percorribile per ottenere visibilità, riconoscimento, considerazione, crediti e merito.

Ing. Baraldo che cos’è il Rating e a cosa serve? E’ uno strumento di valutazione del metodo operativo di un’Agenzia e di un Agente immobiliare che misura il grado di qualità dello stesso assegnandogli un punteggio, il quale ha una soglia minima ma non una massima, in modo che ci sia sempre motivo per migliorare la qualità del servizio erogato. L’applicazione del Rating Dinamico avviene mediante l’uso di check-list alle quali è stato assegnato un coefficiente fisso estratto dalle norme UNI EN ISO 9001:2000.
La finalità di questo strumento è quella di valutare le performance e l’organizzazione di un’Agenzia e un Agente immobiliare, con modalità oggettive e specifiche in termini di qualità dei servizi erogati; rendere visibili tali caratteristiche agli utenti finali ed ai patners commerciali mediante una certificazione rilasciata da un ente terzo di visibilità internazionale, quale appunto il TUV Nord Italia; fornire un strumento al cliente al fine di valutare la realtà alla quale rivolgersi/affidarsi per compravendere e/o affittare un immobile.
Il Rating Dinamico inoltre è uno strumento atto per far ottenere crediti alle Agenzie e agli Agenti immobiliari che lo adotteranno da parte di Istituti di Credito, Finanziarie, Associazioni Consumatori, ai quali abbiamo già chiesto un loro parere e una loro convalida sulla validità dello stesso. Con il Rating Dinamico applicato, la trasparenza l’organizzazione e la linearità dei processi produttivi di un’Agenzia immobiliare sono obbligatoriamente garantiti ed il cliente finale può beneficiarne fin da subito poiché ne conosce il risultato del servizio erogato/richiesto.
E’ necessario sottolineare l’oggettività con la quale il sistema di Rating Dinamico viene applicato, avvalendosi di Ispettori qualificati e formati che verificano la presenza di evidenze oggettive rispondenti ai requisiti prestabiliti. Le valutazioni si traducono in punteggi assegnati in ciascuno dei 4 punti precedentemente citati. Tale metodo non lascia spazio a valutazioni soggettive garantendo un’immediata correlazione tra il punteggio complessivo ottenuto e le capacità dell’organizzazione di erogare servizi di qualità. Inoltre il controllo dei requisiti non avviene una tantum, bensì con verifiche periodiche che ne garantiscono il perdurare.
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Inserito nella categoria Novità da admin in data Thursday 19 February 2009 alle 7:50 pm

La compravendita: differenze tra proposta di acquisto e preliminare di compravendita

Compravendita immobiliarePer comprare una casa bisogna sapersi muovere con disinvoltura tra le norme legali, fiscali, urbanistiche, catastali e spesso imbattersi in documenti non conformi, situazioni ipotecarie poco chiare, termini giuridici che danno per scontato rapporti contrattuali. Spesso l’offerta al pubblico di un immobile è gestita da una o più agenzie che in questo caso non solo fungono da intermediari, ma riescono a semplificare la procedura per concludere l’affare.
Se si intende procedere nella trattativa il primo passo è quello della proposta di acquisto, ovvero un modulo in genere prestampato che l’agenzia ha in uso e che deve recare la dicitura ‘depositato presso la C.C.I.A.A.’. La proposta d’acquisto deve essere firmata per accettazione dal venditore; fino a che il venditore non l’ha accettata, la proposta obbliga e vincola solo l’acquirente, che avendola dichiarata irrevocabile, deve attendere la decisione del venditore di accettarla o meno nei termini convenuti (massimo 15 giorni). Quando l’accettazione del venditore viene comunicata all’acquirente, entrambe le partirestano vicendevolmente obbligate a stipulare l’atto definitivo di vendita, infatti, se il venditore sottoscrive per accettazione la proposta, il primo passo in fase di acquisto si è concluso.
A questa prima fase segue di norma la sottoscrizione di un contratto preliminare, nel quale vengono regolamentati tutti i patti, le garanzie e le formalità della futura vendita. Da un pusto di vista giuridico, non vi è differenza tra la proposta accettata ed il preliminare, infatti se una delle parti, cambia idea prima dell’atto definitivo di vendita, l’altra parte, che vuole invece mantenere gli impegni assunti, può rivolgersi al giudice ed ottenere una sentenza che trasferisce la casa alle condizioni previste nella proposta accettata o nel preliminare e, per quanto ivi non convenuto, alle condizioni di legge. (art 2932 c.c.).
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Inserito nella categoria Compravendita immobili da elettra in data Thursday 12 February 2009 alle 6:32 pm

Agevolazioni fiscali per i portatori di handicap

Agevolazioni per i diversamente abiliNegli ultimi anni, le leggi tributarie emanate in materia di handicap hanno razionalizzato le agevolazioni previste per i diversamente abili, in particolare il testo della finanziaria 2007 ha sostituito la deduzione dal reddito imponibile per i figli a carico con una detrazione d’imposta e ha previsto per il figlio portatore di handicap  € 220,00 in più rispetto all’importo che spetterebbe per lo stesso figlio senza handicap.  In base all’attuale normativa, le principali agevolazioni sono:

PER I FIGLI A CARICO

- detrazione di € 1.120,00 per ogni figlio portatore di handicap con età inferiore a 3 anni

- detrazione di € 1.020,00 per ogni figlio portatore di handicap con età superiore a 3 anni

Nel caso di tre figli a carico o più, la detrazione aumenta di 200 uero per ciascun figlio. L’importo delle detrazioni è concesso in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta; questo importo diminuisce con l’aumentare del rettido fono ad annullarsi quando questo arriva a 95.000 euro.

PER I VEICOLI E ALTRI MEZZI DI AUSILIO

- Detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto di un veicolo, di sussidi tecnici e informatici

- esenzione dal bollo auto

- iva agevolata al 4% sull’acquisto di un veicolo, di sussidi tecnici e informatici

- esenzione da imposta di trascrizione per il passaggio di proprietà di un veicolo

- detrazione delle spese di acquisto e mantenimento (forfait) del cane guida per i non vedenti

- detrazione Irpef del 19% delle spese per i servizi di interpretariato per sordomuti

ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Detrazione d’imposta del 36% sulle spese sostenute fino al 31 dicembre 2010 per la realizzazione degli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche.

SPESE SANITARIE

- possibilità di dedurre dal reddito complessivo l’intero  importo delle spese mediche generiche e di assistenza specifica

ASSISTENZA PERSONALE

- deduzione dal reddito complessivo degli oneri contributivi (massimo € 1.549,37) versati per addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare

- detrazione 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale da calcolare su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro per contribuenti con reddito inferiore a 40.000 euro

Inoltre, con l’introduzione del bonus straordinario (decreto legge 185/2008), nell’anno 2009 è possibile usufruire di un beneficio di 1.000 euro se nel nucleo familiare vi sono figli con handicap a carico del richiedente, con reddito familiare complessivo non superiore a € 35.000,00 

Inserito nella categoria Agevolazioni fiscali da elettra in data Tuesday 10 February 2009 alle 12:48 pm

Come vendere una casa

Vendere casa, consigli utiliIn molti hanno necessità di dover vendere casa o più in genrale un immobile sia questo residenziale, commerciale oppure un terreno sia agricolo che edificabile. Per la maggior parte delle persone che decide di vendere casa è un evento che non si ripeterà in tutto il corso della vita e quindi è importante cercare di fare questa operazione nel miglior modo possibile.
Con il periodo di crisi che il mondo sta vivendo il prezzo delle case, dopo anni di repentina salita, è lievemente sceso ma questo non vuol dire che vendere casa adesso debba essere una rimessa; anzì nella maggior parte dei casi vendere un immobile è un’opportunità di guadagno. Il primo passo per cercare di vendere casa è cercare di capire bene come farlo valutando tutte le opportunità che attualmente sono presenti.

La prima che ci viene in mente è senza ombra di dubbio quella di rivolgersi ad una o più agenzie immobiliari situate nelle nostre zone di residenza; questa sicuramente può essere la soluzione più semplice e quella che probabilmente offre maggiori possibilità di vendere gli immobili in modo più veloce.
C’è da dire però che dobbiamo essere sicuri delle persone a cui affidiamo la vendita del nostro immobile; devono essere innanzitutto delle persone oneste, capaci nel suo lavoro ed iscritte regolarmente al ruolo degli agenti immobiliari. Dobbiamo inoltre aggiungere che, chiaramente, il lavoro dell’agente immobiliare alla fine deve essere pagato e solitamente l’intermediazione varia tra il 2 ed il 3% del valore di vendita dell’immobile. In poche parole se trovate un acquirente che desidera comprare la tua casa a 200.000 € dovrai riconoscere una provvigione all’agenzia che ha seguito la tua vendita mediamente del 2,5%, ovvero di circa 5.000 €.

La seconda è quella di pubblicizzare la vendita della casa in modo autonomo con i mezzi che sono messi a disposizione dai giornali specializzati in annunci immobiliari, oppure pubblicare l’annuncio di vendita casa direttamente su internet. Mentre nel primo caso (i giornalini) molte volte è necessario pagare un canone per vedere pubblicato il tuo annuncio, nel secondo (annunci immobiliari online) hai la possibilità di pubblicizzare la tua vendita in modo gratuito. Sono infatti (per ora) ancora molti i siti che offrono un servizio gratuito di annunci immobiliari per privati; a tal proposito anche CaseInRete.org ha messo a disposizione questo strumento http://immobili.caseinrete.org dove potrai inserire il tuo annuncio di vendita in modo completamente gratuito.

In ogni modo, sia che ti affidi ad un’agenzia immobiliare, sia che tu voglia promuovere la tua casa in modo autonomo dovrai affrontare varie prerogative che cercheremo di spiegare.

Stimare il valore di una casa

Come calcolare il valore di una casaInnanzi tutto, la prima cosa da fare è stimare il valore della tua casa in modo da trovare più o meno approssimativamente un valore di vendita. Questo primo passo è di fondamentale importanza e per questo ti consigliamo di chiedere un parere ad uno o più professionisti (per es. geometri, costruttori o più in generale chi lavora nel settore immobiliare). Meglio se hai qualche amico o conoscente; in molti casi un parere fidato, schietto e sincero può farti risparmiare tempo e denaro. Puoi anche informarti dei prezzi degli immobili simili al tuo situati nella stessa zona tenendo conto, oltre che ai metri quadri, anche di altri fattori che andremo ad analizzare più avanti.
Nel caso in cui per vendere la tua casa ti sia affidato alle agenzie immobiliari, l’agente immobiliare dovrebbe avere esperienza nel settore e quindi potrà consigliarti il prezzo di vendita abbastanza preciso.
In ogni modo cerca di darti un periodo di tempo massimo per vendere casa e ricorda che questo può dipendere molto dal valore della tua casa; più il valore commerciale della tua casa è grande più mediamente è il tempo di attesa per la vendita.
Una valutazione immobiliare deve tener conto dei metri commerciali dell’immobile che sono dati da vari parametri; riportiamo i principali:

  1. La metratura totale della superfice lorda dell’immobile (muri compresi, nel caso di muri di confine con altre abitazioni vengono conteggiati al 50%).
  2. I terrazzi o balconi vengono conteggiati al 20% della superfice totale; nel caso ddi terrazzi coperti è possibile arrivare al 30-35% della superfice totale.
  3. Il giardino verrà considerato al 10% della superfice totale; se il giardno non è comunicante con l’immobile perderà un pò del suo valore
  4. Le taverne solitamente vengono considerate al 50%
  5. Le mansarde vengono conteggiate al 50% della superfice totale
  6. I box o garage vengono conteggiati circa al 40%; la percentuale può anumentare o diminuire in base alla posizione (interrato, seminterrato o fuori terra)
  7. Le soffitte vengono conteggiate a circa il 10-15%
  8. I posti auto vengono conteggiati a corpo, vale a dire dando un valore indipendente
  9. Le cantine al 50%

Questi in generale sono i fattori che determinano la valutazione di un immobile. Chiaramente i valori possono variare da caso a caso ma in generale questi sono i dati da prendere in considerazione. Una volta calcolata la metratura commerciale dell’immobile basta moltiplicarla per il valore al metro quadro degli immobili del comune di pertinenza (puoi verificare quelli del tuo comune sul sito dell’Agenzia del territorio www.agenziaterritorio.it).
Se sei interessato abbiamo un serivio completamente gratuito per valutare un immobile; lascia un tuo messaggio ed un nostro esperto ti risponderà entro le 24 ore successive. 

Consigli per vendere casa

Ecco alcuni consigli utili per vendere una casa nel minor tempo possibile al prezzo di mercato.

  1. Devi verificare di avere tutti i documenti necessari per procedere all’eventuale stipula del preliminare (compromesso) e del contratto d’acuisto come i certificati degli impianti a norma, il certificato di abitabilità, eventuale/i DIA (dichiarazione Inizio Attività presentate in comune per eventuali lavori fatti di manutenzione ordinaria e straordinaria), accatastamento dell’immobile, contratto di compravendita da te stipulato al momento dell’acuisto, eventuali sanatorie, eccetera…
    Sarebbe inutile voler vendere casa senza avere i documenti indispensabili.
  2. Cerca di tenere la casa pulita ed ordinata prima di ogni visita da parte di un possibile acquirente.
  3. Suggerisci al possibile acquirente possibili soluzioni per la disposizione dei mobili e le separazione di eventuali stanze o ripostigli.
  4. Cerca di mettere in luce i pregi e le utilità che la casa riesce ad offrire; in casa ci sei stato molto probabilmente per tanto tempo e quindi nessuno meglio di te riesce a mettere in evidenza questi aspetti.
  5. Non cercare di nascondere eventuali servitù o eventuali parti a comune con altri condomini; sono cose che poi inevitabilmente verranno fuori. Se ti dimostri sincero e c’è un certo interesse nell’acquisto, la trattativa si prolungherà ed il cliente si fiderà di più di quello che gli suggerisci.
  6. Allo stesso tempo cerca di evidenziare gli aspetti positivi della tua casa:
    - La suddivisione interna fatta con criterio
    - Le rifiniture ed i materiali utilizzati
    - La luminosità
    - La presenza di materiali appositi per l’isolamento termico
    - La qualità di infissi, pavimenti/rivestimenti/parquet, sanitari ed eventuali impianti di climatizzazione
    - Eventuale vista panoramica
    - Nel caso di condominio, la presenza di persone per bene
    - Nel caso di condominio, le basse spese
    - Lo stato interno dell’abitazione ed esterno dello stabile
    - La presenza di cantina, garage, giardino, terrazzi o posto auto
    - La vicinanza ai principali servizi
    - La facilità di trovare posto per l’auto
    - La zona se vicina a parchi, giardini o aree verdi
    - La lontananza di locali rumorosi, fabbriche o ferrovie

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Inserito nella categoria Compravendita immobili da admin in data Wednesday 4 February 2009 alle 2:04 am