L’organizzazione della cucina

La cucinaPrezzi sempre più accessibili parlano di un linguaggio davvero alternativo. È fondamentale l’ottimizzazione degli spazi e la suddivisione per zone dei piani di lavoro. La cucina va intesa come una sorta di laboratorio, dove gli attrezzi devono intersecarsi fra loro senza creare scompiglio e disordine.
Per quanto riguarda l’arredamento di una cucina, una delle prime cose di cui bisogna tener conto è l’organizzazione. Anzitutto è fondamentale l’ottimizzazione degli spazi e suddivisione per zone dei piani di lavoro.

La cucina va intesa come una sorta di laboratorio, dove attrezzi da lavoro e recipienti di ogni genere devono intersecarsi fra loro senza creare scompiglio e disordine. La cucina deve categoricamente essere pulita (questione di igiene) e con tutti i suoi componenti al posto giusto e ben disposti. Qualsiasi forma e misura abbia il vostro ambiente, non c’è cucina che vi possa entrare e che non faccia al caso vostro.

Rimboccatevi le mani che e prendete un bel metro per cominciare a prendere le misure necessarie e avere così un’idea precisa della struttura della vostra cucina. Si può cominciare a pensare a come disporre i famosi piani di lavoro prendendo altezze, larghezze e volumi in ogni minimo dettaglio. Per quanto riguarda il piano di cottura, dovrebbe essere composto da base con fornello e sottostante forno (o se il forno non vi piace nella posizione tradizionale, potete progettarlo nella ormai forma ‘a colonna’, cioè incassato all’interno del mobile della cucina, posto ad una certa altezza); il lavello può essere completo di gocciolatoio laterale.
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Inserito nella categoria Cucina da admin in data Thursday 29 October 2009 alle 11:41 pm

Casa e design, le ultime tendenze

DesignLe ultime tendenze puntano tutto sul connubio tra materiali classici e colori vivaci. Tinte forti e vivaci si mescolano con legno e pelle o con tessuti come il lino e il cotone. Tornano di nuovo in voga i parati realizzati da vari artisti e designer con le più svariate fantasie.
Sia che si voglia comprare una nuova casa oppure ‘risistemare quella vecchia’, la scelta di un design appropriato è alla base di ogni modernizzazione per un adeguato arredamento degli spazi interni. Le ultime tendenze per quanto riguarda design e arredamento puntano tutto sull’innovazione, con una particolare attenzione verso il colore e l’ecologia.

Sia per la composizione che per gli accessori e i mobili, la parola d’ordine è una soltanto: coniugare tradizione e modernità. Elementi classici, come il legno, si fondono e si mescolano con tessuti e colori dalle tinte vivaci, senza ovviamente eccedere troppo nell’originalità sia delle forme che dei contenuti. L’obiettivo è rendere la propria abitazione un accogliente rifugio, per staccare dai frenetici ritmi della vita moderna, e nello stesso tempo uno spazio aperto al mondo, con un occhio verso le nuove tecnologie.

Per quanto riguarda il 2009, sono i colori a farla da padrone. Si punta tutto sulle varie tonalità del giallo e del viola. Per quanto riguarda l’arredamento le ultime tendenze vogliono colori vivaci con tinte calde e allegre pensando alle tonalità dell’estate. Divani, poltrone ma anche altri articoli del genere, abbinano materiali come legno o pelle a numerose tonalità di colori: l’obiettivo è di rendere l’ambiente allo stesso tempo elegante e appariscente. Tinte solari che emanano allegria sono consigliate anche per ogni angolo della abitazione. Ed anche per quanto riguarda i tessuti si persiste sul connubio tra classicismo e moderno.

Il lino e il cotone vanno per la maggiore, con un occhio ai materiali ecologici. La novità però riguarda i parati. La moda di rivestire le pareti sembra infatti essere tornata in voga, magari optando per colori allegri e vivaci, oppure su fantasia realizzate da vari artisti e designer. Fantasie retrò e tinte ‘allegre’ dunque per il rivestimento degli interni, ma anche rappresentazioni di finti oggetti per arredamento, sono queste le ultime tendenze in questo settore.
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Inserito nella categoria Soggiorno da admin in data Thursday 29 October 2009 alle 11:36 pm

Bioedilizia, il futuro della casa

BioediliziaPianificare, progettare, costruire e concretizzare secondo ‘canoni ecologici’. Anche il Piano Casa della Regione Veneto prevede che per alcune tipologie di ampliamenti di abitazioni vengano rigorosamente compiuti utilizzando tecniche di edilizia sostenibile e fonti di energia rinnovabile.
Quello dell’edilizia ha da sempre rappresentato uno dei settori dell’economia a impatto ambientale maggiormente elevato, soprattutto in termini di consumo e produzione di rifiuti. Tanto che, anche in fase di costruzione, edifici ad uso abitativo e non, contribuiscono non poco alle immissioni nell’atmosfera dei gas cosiddetti ’serra’.

Ecco che, negli ultimi anni sta prendendo piede quelle che va sotto il nome di edilizia sostenibile o anche bioedilizia. In pratici si definisce sostenibile un edificio o una infrastruttura con un minimo impatto ambientale. Per la valutazione di questo impatto sono da prendere in considerazione alcuni fattori: dai materiali utilizzati all’intero ciclo di vita dell’edificio (lca), al luogo dove dovrebbe sorgere questo edificio.
Tre le regole che potremmo definire di base dell’edilizia sostenibile. La prima è quella di ridurre al minimo il consumo di risorse non rinnovabili. Altro fattore importante è quello di contribuire ad un rafforzamento dell’ambiente naturale. Infine è fondamentale cercare di eliminare, o ridurre al minimo la messa in circolazione di sostanze tossiche e nocive.

Termini quelli come ‘edilizia sostenibile’ e ‘bioedilizia’ che sono entrati prepotentemente nella vita di tutti i giorni. Anche perché nella legge numero 14 del 1 luglio del 2009 varata dalla Regione Veneto, chiamata ‘Piano Casa’, prevede che per alcune tipologie di ampliamenti di abitazioni vengono rigorosamente compiuti utilizzando tecniche di edilizia sostenibile e fonti di energia rinnovabile.
Per quanto riguarda la realizzazione di interventi di un edificio abitativo nella sua interezza, sia all’interno sia all’esterno, è dunque fondamentale tenere presente la scelta dei materiali. Attualmente, l’architettura e l’ingegneria si sono molto sensibilizzate verso questo tipo di sostenibilità, anche perché, in fondo, costruire ecologicamente significa avere a cuore il futuro del mondo.

Pianificare, progettare e concretizzare secondo canoni ecologici, comporta innumerevoli vantaggi non solo al nostro ecosistema ma anche e soprattutto all’economia. Se realizzare un’architettura non è mai un momento casuale e dietro ogni singolo pensiero c’è sempre una ispirazione particolare, possiamo meditare di valutare non solo i fabbisogni individuali, convertendo i pensieri e le emozioni in un manufatto, ma progettare in rapporto all’asse della qualità architettonica e urbana intorno a problemi di salubrità dell’ambiente.
Non dimentichiamo che molti materiali hanno un processo edilizio con un impatto ambientale notevole e dunque da non sottovalutare. Cercare di utilizzare materiali e soluzioni alternative, rispetto ad alcune sostanze rivelatesi dannose per la salute e l’ambiente, è la giusta scelta progettuale da attuare in caso di ristrutturazioni radicali.

Utilizzare materie prime nelle costruzioni trova convergenza in quella corrente comunemente che va sotto il termine di bioedilizia. Con questo termine bioedilizia, ci si riferisce all’utilizzo di particolari metodi costruttivi con materiali provenienti direttamente dalla natura e, di conseguenza, non prodotti in maniera artificiale dall’uomo. Diversamente dal solito nel settore edilizio, dove generalmente vengono utilizzati dei materiali per la costruzione creati dal uomo, la bioedilizia sfrutta prodotti naturali prodotti dalla natura per la realizzazione di strutture, opere edifici realizzati in materiali ecocompatibili.

Un buon esempio moderno sono le case, di solito villette, realizzate interamente in legno di pino od altri materiali, usati a seconda della facilità di reperimento nelle varie nazioni mondiali, che vengono realizzate con travi di legno disposti a sandwich con pareti esterno/interno con camera d’aria isolante. Queste strutture se ben costruite riescono infatti a riprodurre le pareti e le strutture di abitazioni così dette tradizionali.

Inoltre, negli ultimi anni, si sta raccogliendo interesse verso l’utilizzo della terra cruda giacché risulta essere un materiale completamente riciclabile che, per essere lavorata, necessita di pochissima energia. Inoltre il suo utilizzo favorisce il risparmio energetico in quanto essa ha la capacità di accumulare calore ed abbinata ad uno scarso potere isolante si presta bene per essere utilizzata in abbinamento con terre solari.
Il suo vasto utilizzo premia questa materia come ottimo materiale costruttivo in quanto è possibile farne uso in differenti tecniche costruttive. Insomma, si può costruire tenendo conto anche della salvaguardia del pianeta. Spesso, inoltre, questi prodotti risultano avere anche dei prezzi controllati proprio per la facilità con cui si trovano in natura.

Fonte: Quotidiano Il Vicenza del 23 Ottobre 2009

Inserito nella categoria Risparmio energetico, Ristrutturazioni da admin in data Friday 23 October 2009 alle 4:30 pm

Lavori di ristrutturazione

Lavori di ristrutturazioneNon è sempre facile organizzare la ristrutturazione di un’abitazione. A partire dall’esecuzione. A chi rivolgersi? Conviene affidarsi a singoli specialisti o ad una sola ditta? Che tipo di contratto stipulare? Che precauzioni prendere? Una serie di consigli per chi ha intenzione di rinnovare la propria dimora.
Quando si prende la decisione di ristrutturare casa bisogna farlo tenendo conto di una munerose serie di fattori. La concreta esecuzione dei lavori è uno di questi.

A chi rivolgersi? Conviene affidarsi a più specialisti del settore dell’edilizia oppure ad una singola impresa?
Che tipo di contratto stipulare? Sono queste alcune delle domande più frequenti a cui si può provare a dare una risposta.
Se si ha l’intenzione di effettuare un intervento importante e abbastanza complesso conviene notevolmente affidare i lavori a delle imprese piuttosto che a singoli specialisti. I lavori di ristrutturazione infatti comportano la sinergia di numerosi artigiani specializzati e, di conseguenza, le varie fasi devono essere coordinate e programmate in ogni singolo dettaglio. Pensare di poter organizzare tutto da soli sarebbe infatti un grave errore. Svantaggioso sia dal punto di vista della tempistica che da quello dei costi da sostenere.
Anche per questo conviene affidarsi ad un architetto che possa supervisionare il tutto. Questo potrà anche consigliare eventualmente alcune ditte a cui rivolgersi per affidare i lavori. Prima di compiere questa scelta però bisogna valutare con particolare attenzione i diversi preventivi, con un occhio particolare verso il rapporto qualità-prezzo.

A dirigere i lavori dovrà dunque essere l’architetto, ed anche per questo risulta fondamentale il rapporto tra quest’ultimo e l’impresa che si andrà ad occupare degli interventi da mettere in atto. Per quanto riguarda invece la scelta della ditta a cui affidare i lavori questa va operata in base al preventivo (che ovviamente deve essere richiesto). Non bisogna mai farsi ingannare dai costi ridotti, visto che non sempre l’offerta economicamente meno importante è quella più vantaggiosa.

È’ necessario che nel preventivo siano compresi anche i costi relativi ai ponteggi e non bisogna dimenticare di informarsi se, eventualmente, l’impresa abbia l’intenzione di affidare una parte dei lavori da svolgere in subappalto ad altre aziende del settore. In caso di questa eventualità ci si deve sempre assicurare riguardo alla qualità dei lavori e al rispetto della tempistica da parte della ditta subappaltatrice.
Infine, una volta che i lavori vengono portati a termine bisogna prendere informazioni su chi si andrà ad occuparsi delle pulizie, aspetto questo da non sottovalutare. Generalmente ad occuparsene è la stessa ditta che ha effettuato gli interventi, anche se in alcuni casi può risultare più conveniente affidarsi ad un’azienda specializzata in questo settore.
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Inserito nella categoria Ristrutturazioni da admin in data Friday 23 October 2009 alle 4:22 pm

Piano Casa della regione Veneto

Il piano casa della regione VenetoIl pacchetto di norme approvato nel mese di luglio dalla Regione sta per diventare effettivo. L’obiettivo è di rilanciare il settore dell’edilizia anche grazie alla possibilità di ampliamento degli edifici esistenti ed il contemporaneo miglioramento della qualità architettonica ed edilizia.
Approvato lo scorso 1 luglio con la legge regionale numero 14 del 2009, il Piano Casa della Regione Veneto si pone l’obiettivo di rilanciare il settore dell’edilizia anche grazie alla possibilità di ampliamento degli edifici esistenti ed il contemporaneo miglioramento della qualità architettonica ed edilizia. Inseriti in un più generale contesto nazionale, il Piano Casa della Regione Veneto prevede, per quanto riguarda le abitazioni, un ampliamento massimo del 20% del volume esistente, volume nel quale è compreso anche un eventuale recupero dei sottotetti.

Per quanto riguarda invece gli immobili ad uso non residenziale (come possono essere ad esempio capannoni, magazzini ma anche insediamenti turistici) il Piano Casa della regione Veneto prevede un ampliamento sempre del 20% della superficie coperta dei suddetti edifici. Suddette norme però non include abitazioni ed edifici ubicati nei centri storici o in aree di assoluta inedificabilità, ma anche edifici di particolare valore architettonico o soggetti a specifiche norme di tutela.

Tutti gli eventuali interventi di ampliamento inoltre potranno godere di procedure semplificate. In pratica, se mentre prima era necessario un permesso, ora sarà infatti sufficiente la denuncia di inizio attività (Dia), firmata da un progettista che, inoltre dovrà dichiarare sotto la propria responsabilità la piena regolarità delle opere messe in atto. Le richieste dovranno poi pervenire entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge del Piano Casa. È importante poi ricordare che i vari interventi di ampliamento e ristrutturazione potranno essere realizzati anche in deroga ai piani regolatori e nel rispetto delle norme statali in materia di distanze.

Per quanto riguarda invece le prime case gli interventi di ampliamento potranno godere di oneri di costruzione scontati del 60%, oneri che saranno completamente azzerati per le abitazioni di disabili e invalidi. Il Piano Casa della Regione Veneto poi si propone di premiare tutte le operazioni di abbattimento e ricostruzione di quegli edifici che sono stati costruiti prima del 1989. In questo caso l’aumento di volume per le case ad uso abitativo e di superficie per gli edifici ad uso non residenziale sarà possibile fino al 40% sempre che questi interventi siano compatibili con la destinazione urbanistica dell’area e non vedano in nessun modo a modificare la destinazione d’uso dei suddetti edifici.
Questi ampliamenti inoltre devono essere compiuti utilizzando tecniche di edilizia sostenibile e fonti di energia rinnovabile.

Questo aumento di superficie poi può anche raggiungere il 50% nel caso in cui gli interventi di ‘ricomposizione planivolumetrica’ che vadano a modificare ’sagome e sedime’ originari tramite l’approvazione di uno specifico Piano Urbanistico Attuativo. Entro il 30 ottobre le varie amministrazioni locali dovranno poi stabilire come applicare queste norme. Le varie amministrazioni locali poi avranno tempo fino al 30 ottobre per stabilire tramite delibera se e con quali limiti applicare queste norme.
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Inserito nella categoria Ristrutturazioni da admin in data Friday 23 October 2009 alle 4:13 pm

Ristrutturare casa, oggi conviene

Ristrutturare casaNonostante la non favorevole congiuntura economica, quello dell’edilizia resta comunque uno dei principali mercati di investimento economico. Rispetto a qualche anno fa però si registra un inversione di tendenza nel tipo di immobile da acquistare. In Italia infatti chi vuole investire in immobili, punta sull’abitazione comoda e nuova: secondo alcuni dati dell’Agenzia del Territorio – il 30% delle case acquistate è medio-grande e comunque 4 abitazioni su 10 sono grandi almeno 100 metri quadrati e sono o di nuova costruzione o ristrutturate.

Le tipologie di case accessibili nel periodo antecedente la crisi erano invece per lo più monolocali o al massimo bilocali. Oggi con la crisi del mercato immobiliare si va delineando una situazione completamente nuova: le famiglie si orientano, con il calo dei prezzi, verso immobili di prestigio di tipo mediograndi, perché più accessibili, anziché verso quelli più piccoli che, seppur di prezzo più basso, risultano comunque scomode.
Per quest’anno la dinamica di aggiustamento dei prezzi si confermerà con ulteriori ritocchi al ribasso di 2-3 punti percentuali e le stime prevedono che il ribasso arriverà fino al 15%. In questo modo la forte contrazione del mercato, in termini di vendite e prezzi, farà ’soffrire’ maggiormente le realtà periferiche e gli immobili di qualità più bassa, mentre un comportamento migliore avranno di sicuro le tipologie situate in zone più prestigiose e di qualità migliore.

Certo, la generale situazione economica sembra comunque in ripresa, ma anche per stimolare ancora di più il settore riguardante il mercato degli immobili ed in generale quello dell’edilizia, la Regione Veneto ha pensato bene di varare una legge nota come Piano Casa. Ma, prima di affrontare questo argomento, è d’obbligo una breve parentesi.

Cosa si intende esattamente per ‘edilizia’?
Stando ai maggiori dizionari di lingua italiana, la corretta definizione del termine dovrebbe essere la seguente: varie opere, lavori ed interventi necessari per ampliare, costruire e apportare modifiche su un immobile. Dunque per tornare ad un discorso ‘economico’, quello immobiliare è legato senza ombra di dubbio a quello dell’edilizia. Ritornando al termine ‘edilizia’, quella che spesso viene data è appunto una definizione generica, dato che sono numerosi i settori che si preoccupano dei lavori che interessano gli immobili. Dalle demolizioni ai lavori in muratura, dai rivestimenti e pavimentazioni all’impiantistica più disparata, sono tante le specializzazioni comprese sotto quell’unico settore che, appunto, va sotto il nome di edilizia.

Per questo motivo le aziende che operano in questo settore sono sono generalmente specializzate, anche perché ogni ambito (o settore, che dir si voglia) è regolato da una normativa specifica. Effettuato questo chiarimento, torniamo al ‘piano casa‘: Quest’ultimo in pratica consiste in un pacchetto di norme tra cui, in risalto spicca la possibilità, per i proprietari di un immobile, di poterne aumentare la cubatura. Non si può negare che ci saranno importanti agevolazioni per chi voglia compiere lavori di ristrutturazione di un immobile.
Una scelta, quella appunto di effettuare lavori del genere, che può essere dettata da varie motivazioni. C’è infatti chi, dopo aver acquistato un immobile, voglia modificarne l’aspetto, o chi invece è costretto da varie esigenze ad operare qualche piccola opera di adeguamento, o infine chi, più semplicemente vuole rinnovare un immobile.

Fonte: Quotidiano Il Vicenza del 23 Ottobre 2009

Inserito nella categoria Ristrutturazioni da admin in data Friday 23 October 2009 alle 4:05 pm

L’assemblea di condominio

Riunione di condominioIl nostro codice civile, nel titolo settimo, dall’art. 1100 all’art. 1139, detta le norme sulla comunione e sul condominio. Poiché la vita condominiale trova il suo fulcro nelle assemblee, che periodicamente l’amministratore deve indire, è dall’esame di questo organo che è necessario partire per inquadrare più compiutamente le altre problematiche relative alle parti comuni delle proprietà.

Infatti, l’assemblea del condominio è considerata l’organo di autogoverno dei condomini ed è stata prevista per disciplinare l’uso dei servizi e delle cose comuni. Il suo funzionamento si basa sul sistema della doppia maggioranza in quanto, per la validità sia della costituzione che delle singole deliberazioni, occorre il contemporaneo raggiungimento sia di una certa quota dei millesimi, e sia quella dei singoli condomini partecipanti al condominio. Infine, per alcune delibere, occorre che in assemblea i condomini siano presenti personalmente o a mezzo del proprio delegato.

I poteri dell’assemblea sono regolati dall’art. 1135 del codice civile, che espressamente attribuisce il compito di provvedere alla conferma dell’amministratore e all’eventuale sua retribuzione, all’approvazione del preventivo delle spese annuali correnti e alla relativa ripartizione tra i condomini, all’approvazione del rendiconto consuntivo della gestione, nonché alle opere di manutenzione straordinaria costituendo, se occorre, un fondo speciale.

I poteri dell’assemblea di condominio non possono, in ogni caso, invadere la sfera di proprietà esclusiva dei singoli condomini. L’assemblea viene normalmente convocata dall’amministratore che invia, almeno cinque giorni prima, apposito avviso con raccomandata a tutti i condomini. In detto avviso devono essere indicati gli argomenti da discutere, previa apposita elencazione degli stessi.
Questi ultimi, a pena di annullabilità della relativa delibera, devono essere elencati specificamente, sia pure in modo non analitico e minuzioso (Cassazione, sentenza n. 14560/2004). L’assemblea non può deliberare su argomenti che non siano iscritti all’ordine del giorno, a meno che non vi sia la presenza totale dei condomini rappresentanti il totale valore dell’edificio.
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Inserito nella categoria Condomini da admin in data Thursday 22 October 2009 alle 3:30 pm

Il piano casa Regione per Regione

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Il così detto “piano casa 2″ dell’attuale governo Berlusconi, contiene una serie di liberalizzazioni in deroga alla normativa vigente al fine di snellire l’iter burocratico ed alleggerire il lavoro degli uffici urbanistici dei Comuni. L’iter del dereto legge, che avrebbe dovuto aiutare le Regioni nell’applicazione in via sperimentale della norma, non è stato però lineare e, ad oggi, le differenze da Regione a Regione sono sostanziali; i conflitti più aspri tra potere centrale ed Enti Locali riguardano non solo l’autonomia legislativa in materia di edilizia ma anche e sopratutto il tema della sicurezza e del prolificare dell’abusivismo. Lo schema qui sopra riportato, sintetizza lo stato attuale delle Regioni che hanno aderito al piano casa.

Inserito nella categoria Edificabilità da elettra in data Wednesday 21 October 2009 alle 6:13 pm

Come realizzare un impianto fotovoltaico

Gestore dei Servizi ElettriciIl Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) rilascia certificazioni di qualità, la Garanzia d’Origine dell’energia agli impianti. Il sistema di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici; ritira dai produttori e colloca sul mercato l’energia prodotta da impianti da fonti rinnovabili.

Il Gestore dei Servizi Elettrici – GSE Spa sostiene lo sviluppo delle fonti rinnovabili con l’erogazione di incentivi per la produzione elettrica e promuove lo sviluppo sostenibile con campagne di sensibilizzazione sull’uso efficiente dell’energia, oltre a svolgere attività di informazione. In particolare, il GSE gestisce, in qualità di Soggetto Attuatore, il sistema di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici; ritira dai produttori e colloca sul mercato l’energia prodotta da impianti da fonti rinnovabili e assimilate (CIP 6) e l’energia prodotta da impianti fino a 10 MVA e da impianti a fonti rinnovabili non programmabili che optano per l’accesso semplificato al mercato; emette i certificati verdi e verifica i relativi obblighi di produttori e importatori; qualifica gli impianti alimentati da fonti rinnovabili (IAFR); rilascia la Garanzia d’Origine (GO) dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili; svolge attività operative per la promozione e lo sviluppo della cogenerazione; dal 1° gennaio 2009 è subentrato ai distributori di energia elettrica nell’erogazione del servizio di scambio sul posto; gestisce l’energia ritirata dai produttori secondo il meccanismo del ritiro dedicato e della tariffa onnicomprensiva.

A oggi sono circa 55mila – per una potenza installata di 650 MW – gli impianti fotovoltaici entrati in esercizio che godono degli incentivi in Conto Energia erogati dal GSE. Per accedere all’incentivazione: il titolare dell’impianto inoltra il progetto preliminare al gestore di rete locale (Enel Distribuzione, ACEA, A2A ecc.) e chiede la connessione alla rete. A impianto ultimato, il titolare comunica al gestore della rete locale la conclusione dei lavori. Dopo l’entrata in esercizio, il titolare deve collegarsi al portale informatico del GSE e inserire i propri dati anagrafici e i dati tecnici dell’impianto; a questo punto è necessario decidere come valorizzare l’energia prodotta dall’impianto, ossia se optare per l’accesso al mercato elettrico oppure avvalersi dei servizi offerti dal GSE (scambio sul posto o ritiro dedicato).
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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Friday 16 October 2009 alle 12:52 am

Lampadine a Led per il risparmio energetico

Lampade a ledL’evoluzione delle piccole tecnologie ci permette di risparmiare non pochi euro. Le aziende sono pronte a rilasciare la lampadina a Led, si avvita perfettamente in un portalampada tradizionale, ma è senza mercurio e consuma solo 7W con una durata che arriva fino a 45.000 ore.
Nei prossimi anni pare che dovremo dire addio alle vecchie lampadine ad incandescenza. L’Unione europea ha deciso che entro settembre 2012 saranno messe al bando tutte le lampadine incandescenti e sostituite con quelle a minor consumo energetico. Il futuro dell’illuminotecnica, nell’ottica del risparmio e dell’ecologia, è certamente basato sull’utilizzo di Led.

Il led dura molte più ore di una lampadina ad incandescenza, fino a 1.000.000 ore rispetto alle 4.000 del filamento tradizionale; ha una efficienza incomparabilmente superiore rispetto ai tubi al neon (+84%), alle lampade tradizionali (+93%), alle alogene (+90%). La maggiore resa in termini di durata ed efficienza luminosa si traduce ovviamente in minori costi di gestione. Inoltre i Led sono molto resistenti ad urti e vibrazioni rispetto ad altre fonti luminose e scaldano molto meno.

La politica di contenimento dei consumi energetici, condivisa a livello planetario, rappresenta un modo concreto per ridurre i costi di gestione. Uno dei sistemi che si farà sicuramente spazio nel campo dell’illuminotecnica è basato su un uso intenso dei LED. I LED, letteralmente diodi ad emissione di luce (Light Emitting Diode), da sempre vengono utilizzati come luci spia: la spia rossa della sveglia digitale di notte, la luce verde del display del vostro telefonino, ecc.
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Inserito nella categoria Risparmio energetico da admin in data Friday 16 October 2009 alle 12:42 am

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