Prima casa, benefici e doveri per chi compra

Prima casaL’agevolazione per la prima casa attribuisce al cittadino, in base alla normativa fiscale in vigore, vantaggi ma anche un serie di obblighi. Può beneficiare di una consistente riduzione delle imposte dovute in sede di acquisto. Ma deve rispettare una serie di condizioni previste dalla legge, tra cui, l’obbligo di stabilire la propria residenza nel comune dove si trova l’immobile entro di 18 mesi dall’acquisto e non aver altri diritti di proprietà su immobili nello stesso comune.

Se l’obbligo non viene rispettato, l’acquirente perde il diritto all’agevolazione ed è tenuto a pagare le maggiori imposte, interessi e sanzioni. Orbene, dato che la legge richiede che l’acquirente stabilisca la propria residenza nel comune dove si trova l’immobile, ha pieno diritto di godere dell’agevolazione l’acquirente che, anteriormente all’acquisto, sia già residente nel comune in un immobile preso in affitto.

Il diritto all’agevolazione non si perde neppure se l’acquirente decida di dare a sua volta in affitto l’immobile appena acquistato pagando in questo caso l’ici e l’Irpef sul reddito. In poche parole, chi, all’atto di acquisto, è già residente nel comune dove si trova l’immobile può dormire sonni tranquilli: ha pieno diritto di godere dell’agevolazione.

Diversa è, invece, la situazione che riguarda gli interessi passivi del mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale. La condizione per poter portarli in detrazione è che entro un anno dall’acquisto, l’immobile diventi dimora abituale del contribuente o dei suoi familiari.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 18 Marzo 2010

16 pensieri riguardo “Prima casa, benefici e doveri per chi compra

  • 3 maggio 2010 in 10:15
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    Buongiorno, io e mia moglie siamo proprietari al 50% ciascuno della nostra casa. Ora ne vorremmo comprare un’altra, da intestare come prima casa al 100% a mia moglie che quindi mi cederebbe il 50% dell’attuale abitazione. La domanda è la seguente: può mia moglie farmi una donazione o dobbiamo fare una compravendita per il 50% della prima casa? Quali sono i rischi / svantaggi della donazione? (In particolare, con la donazione, si può comunque ottenere il recupero del credito d’imposta sulle tasse pagate per il 505 della nostra prima casa?)

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    • 4 maggio 2010 in 11:48
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      gentile Antonio, conviene effettuare una vera e propria cessione di quota di proprietà, si informi da un notaio. saluti

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  • 8 luglio 2010 in 19:35
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    In data 1998 avviene la morte di mio padre proprietario di un immobile e si apre un contenzioso per stabilire la proprietà dell’immobile che si conclude solo oggi e in cui viene riconosciuta la proprietà a mio padre. Ora dovrei fare, a distanza d diversi anni, la successione per mortis causa usufruendo dei benefici prima casa e vorrei appena dopo vendere l’immobile stesso. Si applica il quinquennio di inalienabilità per non perdere i benefici prima casa? se si da quale data iniziano a decorrere i cinque anni? Io ritengo dal decesso di mio padre.
    Grazie per l’attenzione

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  • 14 ottobre 2010 in 22:15
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    Salve,
    dopo il matrimonio , mia moglie ha avuto in donazione dai genitori, l’appartamento in cui risiedo tutt’ora . Sia io che lei siamo in regime di comunione dei beni. Ora , vorremmo acquistare un’altro appartamento nella stessa città in cui abbiamo la residenza ma ,darlo in affitto in modo tale da pagarci metà del mutuo,, visto che è un investimento in proiezione futura ( abbiamo due bambine piccole ). E’ possibile richiedere il mutuo come prima casa opppure no ? Se sì quali sono le condizioni da rispettare nel mio specifico caso ?
    In attesa vs cortese riscontro anticipatamente ringrazio.
    S.C.

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    • 18 ottobre 2010 in 15:06
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      si Salvatore, è possibile, saluti

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    • 24 novembre 2010 in 18:06
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      nessun tipo di rimborso è previsto in tal caso, saluti.

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  • 8 gennaio 2011 in 13:28
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    Da un anno io e mio marito cerchiamo di vendere il ns appartamento, acquistato nel 2002 con agevolazioni “Prima Casa”. Recentemente un’Agente Immmob. si impegna (verbalmente) a cercare di venderci l’app.to, ma soprattutto, su ns richiesta, ci trova un Impresario dal quale possiamo acquistare un’immobile col vantaggio di ricorrere, alla scadenza del 30/09/11 (in caso non siamo riusciti ancora a vendere), a una eventuale Permuta (del tipo “valutazione e ritiro dell’usato”, cioè disposto a intestarsi l’appartamento prima che noi rogitiamo l’acquisto del nuovo immobile).
    Abbiamo stipulato il 28 dic. il Preliminare dal Notaio (abbiamo accettato di farlo dal “loro” Notaio, dell’ Agente Immob. e dell’Impresario), il quale ci ha convinti che non era il caso di esigere la Fideiussione (che io avevo preteso a fronte del versamento di un caparra di 30.000 euro) trattandosi di acquistare un immobile già costruito (mancano alcune rifiniture).
    Rinuncio alla Fideiussione, ma esigo la Trascrizione (previa Registrazione) del Preliminare.
    Il dubbio atroce è che in Preliminare è stato specificato che <>.
    Ma se non riusciamo a vendere, e se L’Impresario né ci trova un acquirente, né alla fine si intesta il ns appartamento (come VERBALMENTE si è impegnato a fare), – tanto più che l’Agente Mediatore per un malinteso, dopo aver ricevuto il suo assegno di Commissione si è esonerato dal trattare ancora la vendita del ns appartamento!?- non ci troveremo in condizioni di dover acquistare come 2a casa, con il rischio di dover recedere dal contratto per i costi eccessivi? In Preliminare, forse non a caso, hanno messo la clausola della Risoluzione del Contratto con trattenuta, da parte dell’Impresa, della caparra.

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    • 21 gennaio 2011 in 18:46
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      buongiorno Luisa, se sul preliminare il costruttore si è impegnato a ricevere il vostro appartamento in permuta, non ci sono problemi, saluti

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  • 12 gennaio 2011 in 10:47
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    Una coppia sposata (in Comunione Beni) acquista nel 2002 un appartamento beneficiando per la prima volta delle agevolazioni 1a casa sia per acquisto che per mutuo.
    Ora, estinto il mutuo, intende acquistare da Costruttore un immobile di nuova costruzione (finito) in altro Comune a un prezzo di mercato superiore.
    Il Costruttore è disposto ad accettare una Permuta (ritiro usato, da lui valutato tot.), al Rogito si salda la differenza.
    La coppia che acquista tale immobile per farne la sua nuova residenza può godere di nuovo delle agevolazioni 1 casa per l’acquisto?
    A tal fine, l’Atto con cui il Costruttore si intesterà l’appartamento usato deve essere fatto dal Notaio in anticipo rispetto alla data fissata per rogito acquisto nuova casa (per ragioni di registrazione, ecc.)o le “due compravendite” possono avvenire stesso giorno, stessa sede?
    Esiste secondo voi qualche rischio che la transazione assuma l’aspetto di una Permuta pura? In tal caso la coppia non potrebbe beneficiare delle agevolazioni 1a casa per acquisto?

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  • 13 aprile 2011 in 19:48
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    Salve,
    dal 4 marzo 2011 sono diventato proprietario di un appartamento locato usufruendo dei benefici fiscali mutuo prima casa.
    Da premettere che sono in regime di separazione di beni con mia moglie e risiediamo nello stesso comune dove ho comprato l’appartamento, nell’abitazione di mia moglie, avuta in donazione dai genitori.
    Allora volevo chiedere :
    – E’ possibile detrarre sul 730 del prossimo anno gli interessi passivi del mutuo ?
    – Dovrò pagare l’ICI su questo appartemento appena comprato ? Se sì quali sono le scadenze ?
    Grati vs cortese riscontro, saluto cordialmente.
    S.C.

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  • 29 gennaio 2012 in 10:28
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    Sono proprietario di 2 immobili, come “prima” e seconda casa.
    Vorrei vendere la “prima” casa prima dei 5 anni d’acquisto e trasferire la prima casa su quella che ora è la mia seconda casa.
    Si può fare senza dover pagare la differenza di aliquota maggiorata del 30% ed interessi di mora?Oppure debbo necessariamente acquistare un immobile entro 12 mesi dalla vendita?Grazie

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  • 31 marzo 2012 in 21:48
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    Io e mia moglie siamo separati consensualmente da oltre 10 anni. Abbiamo una casa con due appartamenti che ci siamo divisi abitandone uno per ciascuno. Per anni abbiamo pagato l’ICI per metà come prima casa e per metà come seconda casa. Da qualche anno abbiamo passato l’intera proprietà ai figli tenendoci l’usufrutto. Purtroppo continua la doppia valutazione dell’ICI. E’ possibile eliminare l’assurda imposizione di seconda casa che in realtà non esiste, e quanto può costare?

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  • 22 settembre 2012 in 19:19
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    mia figlia è intestataria di una casa da aprile ubicata in comune differente da quello in cui risiede. Quali sono gli obblighi di legge da espletare per non incorrere in sanzioni?
    Essendo studentessa a Bari entro quando deve effettuare il cambio di residenza? E’ possibile avere il domicilio fiscale presso casa dei genitori?

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  • 31 gennaio 2013 in 22:47
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    Circa 3 anni fa ho acquistato una casa (prima ed unica) in provincia di roma dove ho preso anche la residenza. Da luglio scorso, per motivi di lavoro sono andata a vivere dal mio compagno ed ho affittato il mio appartamento riservandomi una stanza sul contratto. L’inquilino ha preso anche lui la residenza nel mio appartamento ma le utenze sono intestate a me. Mi chiede di intestargli le utenze (acqua, luce e gas), la tassa sui rifiuti ed il canone Rai, posso farlo senza incorrere in sanzioni o perdere i benefici prima casa? Grazie

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  • 23 giugno 2013 in 17:58
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    Buongiorno,
    nell’andare in pensione con parte della mia liquidazione ho acquistato un appartementino al mare di 45 mq. Mi hanno consigliato di usufruire dell’agevolazione 1a casa essendo io non proprietario. Ho fatto il mutuo ed usufruito delle agevolazioni. Poi ho fatto richiesta nel comune della “Residenza” a quel punto il comune di Alba adriatica ha fatto una serie di ritardi e di accertamenti ed anche per colpa mia che sono quasi sempre fuori (pur avendo lasciato il mio recapito) sono Sindaco nel comune dove sono nato …..mi hanno respinto la residenza. Appena mi è pervenuta la raccomandata….ho rimesso una nota dove spiegavo che per diverse motivazioni (l’avviso della raccomandata era scivolata dietro alla bachecha)…ho chiesto di rivedere la mia posizione. Mi hanno risposto fuori tempo (18 mesi) a quel punto ho inoltrato nuova domanda….la quale mi è stata accolta. Ora però l’Ufficio delle Entrate mi ha chiesto l’integrazione IVA dal 4% al 14% vigente all’epoca. Ci sono sentenze che mi diano ragione in quanto quella è la mia prima casa e quindi non ho fatto nessun illecito??? Ho avuto la sfortuna che il comune non mi ha accertato nei 18 mesi la mia residenza……ma ora sono lì residente e quindi perchè dovrei pagare multe e differenza di IVa??? Esistono sentenze a me favorevoli??? Vi ringrazio per la vs. risposta.

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