Il decreto per abolire l’Ici

 Ieri sera la decisione per approvare in tempi stretti il maxiemendamento al decreto fiscale. Abolisce l’Ici e concede sgravi sugli straordinari anche agli statali. Ora la misura passa al Senato.
Il governo ha chiesto la fiducia sul decreto legge fiscale per evitare gli oltre 500 emendamenti con cui l’opposizione tentava di rallentarne (se non impedirne) l’approvazione. Ieri sera la decisione. Il decreto, con alcune variazioni (tra cui il maxiemendamento su cui è stata posta la fiducia) è quello approvato amaggio dal governo, e che deve essere confermato dal Parlamento. Prevede, tra le altre cose, l’abolizione dell’Ici, l’accordo con le banche per rendere fisse le rate dei mutui, la riduzione delle tasse sugli straordinari anche per i dipendenti pubblici e maggiori detrazioni per gli affitti. Dopo il voto alla camera dovrà essere approvato dal Senato.
Ici, escluse ville e castelli. Se l’abolizione dell’Ici verrà confermata nella forma stabilita dal governo, saranno solo in 72mila a pagarla ancora, tra ville, abitazioni signorili, castelli e palazzi artistici o storici. È quanto emerge da uno studio dell’Ancot, Associazione Nazionale Consulenti Tributari. Il taglio, infatti, non vale per le abitazioni classificate dal catasto come categoria A1, A8 e A9, ovvero quelle definite di pregio ed ‘elevata superficie’ oppure ville e castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici.

Per tutte le altre prime case l’Ici verrà abolita. Il decreto prevede anche di estendere ai dipendenti pubblici (che però ne fanno pochissimi) gli sgravi fiscali sugli straordinari già previsti per quelli privati. E poi dà il via libera all’accordo con le camere che permette di trasformare i mutui a tasso variabile, in prestiti a rate fisse ma a durata variabile, e agli sgravi sugli affitti. Intanto però, un documento programmatico del governo rivela che le tasse pagate dagli italiani sull’economia rimarranno all’attuale 43% nel 2008 e nel 2009, mentre saliranno 43,2%, al 43,1% sia nel 2011 che nel 2012, per poi scendere al 42,9% nel 2013.

Fonte: Quotidiano City del 25 Giugno 2008

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