Come incorniciare un quadro

Se stai leggendo questo articolo è perché ti stai informando su come incorniciare un quadro; sei nel posto giusto, troverai molte informazioni utili… Lo sapevi che, paradossalmente, l’operazione per cui il vostro corniciaio di fiducia impiega più tempo è la pulizia del vetro? Perché, allora, pagare per far fare ad altri un lavoro che potreste compiere benissimo da voi? Chiaramente il discorso è valido se avete voglia e tempo per incorniciare un quadro! Parecchie persone portano, ad esempio, i panni da lavare in lavanderia o acquistano cibo al take-away, tutto è sempre relativo, ma supponiamo che abbiate una buona dose di pomeriggi liberi e desideriate incorniciare un quadro scegliendo la cornice che più vi piace senza spendere un capitale… In questo caso, se volete sapere come incorniciare un quadro, potranno tornarvi utili le indicazioni che seguono.

Anche se si vuol far da se occorre sempre portare al negozio di cornici ciò che si vuole incorniciare (a meno che non sia uno specchio). E’ fondamentale appoggiare un campione della cornice prescelta accanto all’immagine che dovrà poi esserne circondata, capita spesso di essere certi che un determinato tipo di asta si intoni, quando invece non è proprio così.

PUNTO PRIMO: cosa dobbiamo incorniciare?

Il tipo di cornice e di procedimento va scelto in base al soggetto:
– stampe e simili (fotografie, poster, acquarelli, ecc.)
– dipinti (su tela, cartoncino o altri materiali)
– puzzle
– papiri
– tessuti dipinti/ricami

Incorniciare le Stampe: sono sicuramente le più facili da incorniciare, il foglio è sottile e leggero e si possono usare cornici molto strette quindi anche la spesa risulta alquanto contenuta, spesso non è nemmeno necessario usare il passepartout, molte stampe lo hanno già.

Incorniciare i dipinti: possono essere su cartone telato o altri supporti relativamente sottili. In questo caso, se non si vuole utilizzare un passepartout rivestito in stoffa , è possibile servirsi si cornici normali. Per quanto riguarda le tele invece, bisogna obbligatoriamente utilizzare delle cornici a cassetta, stesso discorso se si vuole mettere un passepartout rivestito in stoffa.

Incorniciare i puzzle: si differenziano dagli altri soggetti poichè sono composti da tasselli staccati, occorre pertanto incollarli. Se il Puzzle non è molto grande si può stendere una mano di colla vinilica sul retro, quando questa sarà secca il puzzle si potrà maneggiare tranquillamente, per soggetti di dimensioni più grandi occorrerà incollarlo su di un cartone, se non ne trovate uno di dimensioni idonee su di un pannello di compensato sottile.

Incorniciare i papiri: il modo migliore per mettere in risalto il papiro è quello di incorniciarlo tra due vetri, in modo che, la particolare sfrangiatura della carta, venga evidenziata.
Tessuti dipinti/ricami, dopo aver stirato il tessuto occorre fissarlo ad un cartone per quadri, si può tendere tirando l’eccedenza che, di solito, circonda il dipinto o il ricamo e fissarlo sul retro, oppure spruzzare della colla spray riposizionabile.

Se il quadro è di grandi dimensioni e volete utilizzare un’asta sottile, correte il rischio che questa si “apra” nel lato superiore. Per evitare che ciò accada innanzitutto fissate le attaccaglie il più esternamente possibile, in modo che sforzino maggiormente nel punto in cui i lati sono assemblati, poi piantate dei chiodi sul retro del lato superiore ed inferiore e tendete del filo di ferro sottilissimo in modo da fissarli tra di loro. Per quanto riguarda il vetro, se ne sconsiglia l’uso per due motivi: un vetro di dimensioni molto grandi è fragile per cui diventa difficoltoso trasportarlo e montarlo inoltre è pesante e può creare dei problemi come quelli sopra descritti e/o di fissaggio al muro. Molto meglio il plexiglass che da lo stesso effetto visivo ma è molto più maneggevole. Invece dei classici chiodi, per quadri molto pesanti potete utilizzare degli appositi gancetti con tassello.

PUNTO SECONDO: cosa fare e cosa no?

Che cosa possiamo fare da noi e quali operazioni è meglio lasciare al nostro corniciaio?
Sicuramente il taglio e l’assemblaggio dell’asta conviene commissionarlo all’artigiano a meno che non abbiate l’attrezzatura giusta: una trocatrice con una lama ben affilata e uno strettoio per cornici. Rischiereste di perdere tempo e di non fare un bel lavoro (l’asta scheggiata o male assemblata è bruttissima da vedere). Se il vostro corniciaio è ben attrezzato molto probabilmente non vi farà pagare nulla per questa operazione, accollandovi solo il costo dell’asta, in caso contrario non pensiate che l’artigiano voglia farvi pagare un servizio per cui non dovrebbe, molto probabilmente non ha l’attrezzatura adatta per cui commissiona anch’esso il lavoro ad un’altra azienda oppure questa lavorazione gli comporta un costo che deve farsi retribuire, in ogni caso fate fare a lui, il risultato varrà sempre il prezzo pagato.

Anche il passepartout è un accessorio che sarebbe meglio lasciar fare all’artigiano. Quelli in cartone a smusso richiedono l’ausilio di macchine specifiche e quelli ricoperti in tessuto una certa abilità e manualità.

Sui dipinti ad olio non va messo il vetro. Il dipinto ad olio è bello proprio per la sua “crosta”, coprendolo con il vetro l’effetto visivo sarà piatto e semprerà una banale stampa. Per valorizzare l’opera sarebbe bene mettere un passe partout costituito da una cornice in legno (solitamente ramino) rivestita in stoffa di vari colori a seconda dei gusti e dell’intonazione al dipinto, questo tipo è obbligatorio se non mettete il vetro! Se, haimè, optate per esso è accettabile anche un passepartout in cartoncino a smusso. Assolutamente vietato il cartoncino sottile!

Quali sono i compiti che possiamo assolvere da noi?

Sicuramente l’approvvigionamento del vetro e/o plexiglass. Quasi sempre accade che le vetrerie non applichino particolari sconti ai corniciai perciò, gravata dei dovuti ricarichi (per il tempo che il corniciaio impiega ad andare in vetreria), la lastra di vetro o plexiglass risulta più cara che se la ritiraste personalmente. Di solito qualsiasi vetreria ha la possibilità di fornirvi la lastra al momento perciò basterà che vi presentiate con la cornice e facciate tagliare il vetro a misura. Giunti a casa potete iniziare inchiodando la o le attaccaglie, a seconda della dimensione del quadro, poi pulirete accuratamente il vetro da entrambi i lati (con carta che non lasci pelucchi e Vetril), controllate che non siano rimasti aloni e/o pelucchi, una volta fissato il retro con i chiodi sarà un’operazione molto fastidiosa aprire tutto di nuovo.

Fatto ciò appoggiate l’immagine sul vetro (se c’è anche il passepartout fissatela prima su di esso con del nastro adesivo in carta largo). Sull’immagine appoggiate un apposito cartone ondulato bianco che vi sarete fatti tagliare a misura dal vostro corniciaio poi fissate il cartone mettendo dei chiodi attorno ad esso all’interno della cornice. Se si tratta di una tela o di un quadro con passepartout rivestito in stoffa non occorre il cartone. Per rifinire e proteggere dalla polvere il tutto incollate della carta sul retro della cornice. Per quanto riguarda i papiri incorniciati con due vetri, non si possono mettere chiodi a contatto col vetro, pertanto vi procurerete dei listellini di 5×5 mm e li fisserete alla cornice in modo da bloccare il vetro.

Regole di buoni rapporti col corniciaio

Non pretendete di pagare solo il pezzo di asta che viene utilizzato per incorniciare il vostro quadro! Il corniciaio la paga tutta quanta ed è vero che il pezzo che rimane può anche utilizzarlo, ma la maggior parte delle volte viene buttato perché i modelli cambiano, perché difficilmente è della misura che occorre ecc. Potete invece chiedere che il pezzo di asta che rimane vi venga consegnato, potreste averne bisogno per futuri quadri e il vostro artigiano sarà ben felice di darvelo.

Imparate a calcolare quanta asta occorre. Se avete un quadro di cm 60×80 verrebbe da pensare che occorrono cm 280 di asta (60+80+60+80), in questo caso sarebbe sufficiente un’asta di 3 metri, SBAGLIATO! La cornice è tagliata a 45° e 60×80 è la misura interna, esternamente l’asta è più lunga in ragione di tot. cm (larghezza dell’asta) per il numero delle estremità (8). Supponiamo che la misura dell’asta che abbiamo scelto sia di 5 cm x 8 estremità il risultato sarà di ben 40 cm, non sarà più sufficiente un’asta di tre metri e occorrerà utilizzarne 2 per soli 20 cm. Purtroppo il quadro non si può accorciare, non ve la prendete però col rivenditore, cercate magari un’asta più sottile o, se proprio vi piace quel modello, cercate di sfruttare i pezzi che rimangono per altre cose.

Ci sono in commercio aste molto belle, con decori in rilievo o disegni geometrici, per quanto l’artigiano a cui vi rivolgete possa essere competente è quasi impossibile far combaciare perfettamente questi motivi, se pensate di non gradire questo risultato tenetene conto quando scegliete l’asta.

Gli attrezzi giusti per incorniciare un quadro

Le indicazioni fornite sopra si riferiscono alla confezione di quadri semplici, ma ci sono tanti altri modi di incorniciare. Si possono fare cornici esagonali, pentagonali, triangolari, si può avere necessità di farne spesso (per chi ha l’hobby della pittura) acquistando le aste man mano e gestendo gli “avanzi” in modo razionale, in questo caso ci si può procurare una piccola attrezzatura, anche a noleggio, per eseguire il lavoro nel migliore dei modi:

Troncatrice: è necessario che la lama sia ben affilata, alcune cornici (per esempio quelle laccate) potrebbero scheggiarsi.
Stringi cornice: serve per stringere i lati della cornice senza l’aiuto di chiodi o elastici, in alternativa i morsetti stringi cornice.

Taglierina per passepartout a smusso: ne esistono anche dei tipi economici, unico inconveniente è che, essendo manuali, non sono precisissime e ci vuole una buona dose di pazienza per ottenere un risultato discreto.

Pistola fissatrice lamelle: è molto veloce per fissare i chiodi sul retro, esistono due tipi, per lamelle fisse e mobili.

Fonte: esXti – esperti – Axel group

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