Mutui ipotecari – l’iter da seguire

In questo articolo analizzeremo i punti fondamentali per richiedere un mutuo ipotecario per l’acquisto o la ristrutturazione di immobile con uso di civile abitazione.

Fase 1: Preistruttoria e raccolta documentazione

L’ambito di applicazione delle operazioni di mutuo è relativo a finanziamenti a favore di privati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di casa di abitazione.

Il promotore prende contatto con il cliente svolgendo un’attività di consulenza, di vendita e di preistruttoria, in cui avrà cura di raccogliere la seguente documentazione:

Documentazione necessaria per accedere al finanziamento

  1. Domanda di mutuo presso la banca, con allegato: fotocopia carta d’identità e codice fiscale di ciascun contraente (datata e sottoscritta dai mutuatari ed eventuali garanti).
  2. La scheda istruttoria.
  3. Consenso ai sensi della legge 196/03 (privacy) e successive modifiche ed integrazioni.
  4. Contratto di conto corrente di corrispondenza, ricordando al cliente che l’apertura è obbligatoria e che, nel caso di lavoratore dipendente, è necessario richiedere la canalizzazione degli emolumenti sul predetto conto.

Documentazione reddituale

  1. Ultima dichiarazione dei redditi, fotocopia Mod.Unico o 730 e CUD.
  2. Se lavoratore dipendente, anche le ultime tre buste paga.

Documentazione legale

  1. Certificato di stato civile libero (in originale).
  2. Estratto per riassunto dell’atto di matrimonio sia della parte mutuataria sia della parte datrice d’ipoteca (in originale).

Documentazione tecnica relativa all’immobile

  1. Rogito notarile d’acquisto se già perfezionato, ovvero compromesso d’acquisto e, se vecchia costruzione, atto originario d’acquisto del venditore.
  2. Copia della planimetria catastale N.C.E.U. ovvero, se non disponibile, della planimetria di progetto dell’immobile.

Ulteriore documentazione relativa all’immobile nel caso di Ristrutturazione e/o Costruzione

  1. Fotocopia della licenza rilasciata dal Comune.
  2. Fotocopia del computo metrico e/o preventivo complessivo di spese.
  3. Fotocopia dei disegni dell’immobile.
  4. Fotocopia delle fatture relative alla ristrutturazione e/o costruzione.

Qualora sull’immobile oggetto del finanziamento gravassero mutui preesistenti garantiti da ipoteca occorre che il promotore raccolga l’ulteriore seguente documentazione:

In caso di debito esistente

  1. Copia precedente atto di mutuo con altra Banca.
  2. Ultima quietanza pagata relativa al mutuo precedente.
  3. Entità del debito residuo.
  4. Assenso e/o impegno alla cancellazione dell’ipoteca da parte dell’altra Banca.

In caso di debito estinto

  1. Dichiarazione di debito estinto.
  2. Assenso alla cancellazione dell’ipoteca.

Relazione del Promotore

Sulla ‘Scheda Istruttoria Mutui Casa’ il promotore avrà cura di segnare il proprio nominativo nello spazio denominato ‘Proponente’. Inoltre nello spazio ‘Relazione’ dovrà inserire tutte quelle informazioni utili a meglio presentare la domanda stessa. Quale premessa nella relazione è necessario indicare come si è venuti in contatto con il Cliente (già conosciuto, indirizzato da conoscenti, indirizzato da Agenzia Immobiliare, altro). Qualora la dichiarazione reddituale presenti beni immobiliari sarà opportuno segnalare l’entità di tali beni, la loro ubicazione ed il valore.
Ciò consentirà di poter istruire la pratica con ulteriori elementi d’analisi e di gestire al meglio le deroghe delle condizioni, abbreviando i tempi di delibera.
E’ necessario, inoltre, segnalare gli ulteriori eventuali elementi relativi alla situazione attuale del richiedente quali:
– Attuale situazione abitativa (affitto, proprietà ecc.).
– Tipologia dell’appartamento e metratura.
– Canone d’affitto pagato.
– Prestiti in corso, ecc..
Si ricorda al promotore che tutta la suddetta documentazione è ASSOLUTAMENTE obbligatoria per poter istruire la pratica e, pertanto, si dovrà aver cura di raccoglierla in modo chiaro e completo. Saranno rifiutate pratiche non giustamente correlate della documentazione necessaria. Si rammenta che in nessun caso tale documentazione sarà restituita.
Per una prima valutazione della pratica si rammenta che il nostro Istituto considera fattibili le richieste che presentano un rapporto rata/reddito lordo non superiore al 25%, mentre la percentuale d’intervento sul prezzo d’acquisto dichiarato nel preliminare non potrà superare il 75%.
Si ricorda, altresì, al promotore di lasciare sempre al cliente i Fogli Informativi del prodotto mutuo con le relative condizioni.
Per quanto riguarda tutte le spese accessorie del mutuo:
(a) Le spese di istruttoria comprensive di spese di perizia (tranne Mutuo Giovani).
(b) L’imposta sostituiva.
(c) L’eventuale parcella notarile, laddove il cliente chieda espressamente di addebitarla in conto.
(d) Le spesa di perizia (per il solo caso di Mutuo Giovani).
Occorre che il promotore informi il cliente sulla necessità di accreditare adeguatamente il proprio C/C, in considerazione del fatto che esse sono addebitate direttamente sul conto al momento dell’erogazione.
Tutta la documentazione di supporto alla vendita sarà disponibile presso le Filiali ed adeguatamente aggiornata di volta in volta.

Fase 2: Accensione della pratica

Il promotore consegna tutta la documentazione alla Filiale di competenza, la quale, dopo aver verificato la presenza e la correttezza formale (completezza e congruenza dei documenti), provvederà:
a) Al censimento anagrafico del cliente/i.
b) Al controllo dei protesti, alla richiesta di prima informazione C.R. e C.R. d’importo contenuto.
c) All’apertura del rapporto di C/C.
d) A fotocopiare ed archiviare tutta la documentazione.
In questa fase ove la Filiale, nell’accensione della pratica, ravvisi fatti anomali, negativi o incompleti, avviserà tempestivamente il promotore al quale spetta il compito di chiarire e relazionare sui suddetti esiti, pena l’abbandono della pratica stessa.

Fase 3: Istruttoria della pratica

La Filiale invia, a mezzo posta interna, il plico completo della documentazione alla Funzione Crediti, che provvederà ad istruire la pratica secondo i criteri interni d’Istituto. Al promotore verrà comunicato, tramite e-mail, un giudizio di massima che può essere:
1. Di fattibilità non vincolante, in quanto non ancora deliberato dalla funzione competente.
2. Di rifiuto, ove non sussistono i requisiti di congruità previsti dalla politica della Banca.

Fase 4: Delibera – Perizia

Le pratiche con giudizio di fattibilità positivo non vincolante, e nessun’altra, sono presentate all’organo deliberante. Quest’ultimo approva o non approva le pratiche presentate esprimendo un giudizio finale incontestabile e la propria decisione.
POSITIVO: la Funzione Crediti comunica, esclusivamente tramite e-mail, l’esito completo di tutte le condizioni al Promotore Finanziario ed al suo Responsabile Territoriale, in modo che possa a sua volta avvertire il cliente. Quindi conferirà incarico al Perito di parte della Banca di effettuare la perizia sull’immobile oggetto del finanziamento. Nel contempo s’informerà il promotore del nominativo del perito per accordarsi con il proprio cliente per la data esatta del sopralluogo.
Si ricorda che per la determinazione dello spread da applicarsi al tasso del mutuo, si farà riferimento al rapporto ‘importo mutuo richiesto/valore cauzionale perizia’ e non ad altri valori.
Ove si ravvisino valori di perizia significativamente difformi dal valore presunto dichiarato la pratica può essere respinta e, nel caso, è data informazione sia al promotore che al Responsabile di Zona con opportuna relazione.
NEGATIVO: ossia di non accoglimento della pratica, la Funzione Crediti comunicherà il non accoglimento informando il promotore, il quale, a sua volta, informerà il cliente.

Fase 5: Perfezionamento – Stipula

Quando alla Funzione Crediti perverranno i seguenti documenti:
– Perizia estimativa.
– Comunicazione dell’apertura del conto corrente.
– Copia della e-mail di delibera debitamente firmata per accettazione dal/i richiedente/i.
– Dichiarazione Imposta Sostitutiva, compilata e sottoscritta sotto propria responsabilità da parte del/i richiedente/i.
– Indicazione del notaio stipulante, completa di indirizzo di posta elettronica.
– Relazione preliminare.
Verrà concordata, di comune accordo, la data di stipula ed inviata al notaio tutta la documentazione necessaria. Si ricorda che qualora la parte venditrice si configuri come Persona Giuridica, L’erogazione del finanziamento non potrà avvenire contestualmente all’atto di mutuo.
Si segnala inoltre che l’atto di mutuo, normalmente sottoscritto unitamente all’atto di compravendita, deve essere effettuato presso una Filiale della banca. Solo in casi eccezionali e dietro rimborso delle spese di trasferta della persona incaricata alla stipula, l’atto potrà essere sottoscritto presso lo studio notarile. In tale circostanza si potranno verificare comunque delle variazioni circa le modalità d’erogazione del mutuo.
Nel caso in cui il richiedente rinunci al finanziamento, bisogna comunicarlo alla Funzione Crediti tramite lettera firmata dallo stesso ed autenticata dal Promotore.
Alla Filiale dovrà essere comunicato, almeno due giorni prima la stipula, attraverso opportuno modulo di emissione assegni circolari, l’importo e la corretta intestazione degli assegni stessi.
Se il prodotto mutuo scelto dal cliente prevede l’abbinamento con la polizza premorienza questa sarà prodotta, tramite la Filiale, e consegnata per la sottoscrizione da parte del cliente. Si rammenta che si possono inserire percentuali diverse per singolo contraente, per un importo massimo di copertura di Euro 155.000.
Alla sottoscrizione del mutuo sarà prodotta, sempre dalla Filiale, la polizza ‘Multirischi’ con le caratteristiche scelte dal cliente. Per immobili il cui valore superi l’importo di Euro 400.000 non verrà sottoscritta la polizza ‘Multirischi’ ma il mutuatario dovrà sottoscrivere una polizza, con primaria compagnia d’assicurazione, della stessa durata del mutuo e con vincolo a favore del nostro Istituto.
La pratica di mutuo sarà ‘completata’ con il ricevimento da parte del Notaio rogante di tutta la documentazione chiesta inerente le copie del mutuo stesso e l’iscrizione ipotecaria con la relativa nota.

Tratto dal foglio informativo della Banca Lombarda

163 pensieri riguardo “Mutui ipotecari – l’iter da seguire

  • 7 novembre 2007 in 15:48
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    Per legge, la perizia di un immobile deve essere richiesta dalla banca solo dopo aver effettuato i controlli (cr, protesti etc) sui mutuatari o non esistono regole che tutelino il cliente?
    P;er logica io direi che non è così
    sarei molto grata se riuscissi ad avere una risposta al più presto da un esperto.

    Risposta
  • 8 novembre 2007 in 16:55
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    Mi sembra di capire che tu stia parlando della “perizia” a seguito di richiesta di mutuo ipotecario. La banca, invia un suo tecnico a visionare l’immobile esclusivamente per capire se l’immobile su cui graverà l’ipoteca è in grado di coprire interamente il debito che si verrà a creare nel rapporto cliente-banca. Ci sono istituti di credito che non richiedono che la perizia venga effettuata da un proprio tecnico ma si affidano al tecnico fornito dalla parte richiedente il mutuo. Altra cosa è la mutuabilità del cliente che richiede un prestito. Per prima cosa, la banca si informa sulla capacità reddituale del cliente controllando che il richiedente il prestito non abbia in corso altri debiti che sommati alla rata di mutuo preventivata, diminuiscano di oltre 1/3 la capacità reddituale; in tal caso la banca, una volta verificato che il cliente è un pagatore puntuale, richiederà ulteriori garanzie quali firme di avallo o ipoteche su altri immobili di proprietà.Tramite il numero di carta di identità ed il codice fiscale la banca accede all’archivio bancario su scala nazionale che gli permette di capire se il cliente è un soggetto da considerarsi “buon pagatore”, non tutti sanno, che dei semplici ritardi nel pagamento di bollette incidono negativamente su questo aspetto. Una volta individuato il tipo di cliente che si trova davanti, la banca si occupa dell’immobile. In caso di compravendita di un immobile usato, questo, nella maggior parte dei casi, sarà già gravato da ipoteca in quanto i venditori, a loro tempo hanno acquistato tramite il credito concesso da una banca. In questo caso, l’estinzione del debito da parte dei venditori, avverrà contestualmente all’atto e la banca dell’acquirente potrà iscrivere sull’immobile la nuova ipoteca.

    Risposta
  • 16 gennaio 2008 in 14:14
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    la banca presso la quale ho estinto il mutuo su la casa non mi vuole togliere l’ipoteca e non mi vuole rilasciare il certificato di assenso alla cancellazione, cosa devo fare?

    Grazie

    Risposta
  • 16 gennaio 2008 in 17:05
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    Probabilmente la banca ti chiede il pagamento della penale prevista dal contratto stipulato a suo tempo…in tal caso la percentuale la trovi indicata nel contratto di mutuo e può variare da uno 0,50 a un 2%, la penale d’estinzione è dovuta nei casi previsti dalla legge e specificati nel recente decreto legislativo in materia di estinzione di ipoteche. L’ipoteca è un diritto reale di garanzia (2808 c.c.) e viene costituita mediante atto pubblico registrato presso la conservatoria, la sua estinzione necessita della stessa forma scritta con rogito notarile e pubblicazione presso il registro della conservatoria della tua città. Quando hai stipulato il contratto di mutuo, hai assicurato il tuo creditore (banca) per il soddisfacimento del credito con il diritto di espropriazione del bene vincolato (la tua casa) con preferenza rispetto ad altri eventuali creditori. E’ pertanto nel tuo interesse trovare un accordo con la banca affinchè questa, una volta appurato che il debito è stato estinto, provveda a rilasciarti la “rinuncia all’ipoteca” mediante atto da stipularsi tra Banca (attraverso il proprio direttore o funzionario che ne fa le veci) e notaio affinchè il bene ipotecato risulti libero da vincoli e i registri vengano immediatamente aggiornati.
    spero di esserti stata di aiuto.
    saluti.
    Elettra

    Risposta
  • 19 febbraio 2008 in 17:02
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    Io e il mio ragazzo abbiamo acquistato una casa in corso di costruzione da un privato, dunque noi dobbiamo provvedere all’ultimazione dei lavori. Essendo nostra prima casa abbiamo diritto alla detrazione del 19% del mutuo, ma solo sul valore della casa o anche sui lavori svolti successivamente attestato da fatture? Inoltre siamo proprietari in percentuale diverse, 80 e 20,al fine della detrazione del 19% prima della stipula del mutuo devo comunicare qualcosa alla banca? In sede di 730 uno detrarrà l’80 e l’altro il 20? Grazie mille

    Risposta
  • 20 febbraio 2008 in 12:30
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    buongiorno, per darle una risposta corretta dovrei capire meglio la situazione, mi sembra di capire che voi abbiate acquistato “su compromesso” da un privato visto che si tratta di casa in costruzione, ovvero, colui che ve l’ha venduta non era in realtà il proprietario ma il soggetto che aveva come titolo di provenienza un preliminare di compravendita con delega su persone da nominare che si presenteranno all’atto al suo posto, se la situazione è questa, immagino avrete liquidato il privato e siate in attesa di stipulare il contratto definitivo di compravendita con il proprietario-ditta costruttrice, titolare di partita i.v.a, che avverrà al momento in cui i lavori saranno ultimati. Per quanto riguarda la detrazione quindi spetta quanto previsto dalla legge per la cifra che andrete a richiedere come mutuo bancario per acquisto prima casa, alla banca non interesseranno le percentuali di proprietà perchè le rate del mutuo che andrete a pagare vi verranno detratte da un conto corrente ex novo o comunque intestato ad entrambi, per quanto riguarda il 730, ovviamente, si terrà conto delle quote di proprietà di ciascuno, basterà che portiate al vostro commercialista una copia del contratto definitivo dove verrà specificata la proprietà di ognuno di voi.
    Saluti.

    Risposta
  • 21 febbraio 2008 in 13:24
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    Intanto la rigrazio molto per la risposta. Chiarisco:colui che ci ha venduto la casa era proprio il proprietario della struttura, l’ha ricevuta in eredità e non ha mai terminato i lavori, non c’è alcuna ditta costruttrice. Naturalmete noi abbaimo chiesto un importo di mutuo superiore al valore di acquisto in quanto dobbiamo avere la possibilità di terminare i lavori. Questo è stato possibile concedendo alla banca un’altra casa in garanzia.
    La ringrazio ancora

    Risposta
  • 21 febbraio 2008 in 17:46
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    In tal caso, premesso che il prestito da voi ricevuto sarà in parte “mutuo prima casa” e in parte un’altra forma di prestito, altrimenti la banca difficilmente avrebbe potuto darvi credito, potrete sicuramente detrarre l’importo del 19% per la parte “prima casa” e usufruire delle detrazioni in caso di ristrutturazione, rifacimento impianti (in particolare dell’impianto energetico ) prorogate nella finanziaria 2008.
    Saluti.

    Risposta
  • 10 marzo 2008 in 16:22
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    Devo vendere un immobile e l’acquirente mi ha chiesto di poter accendere un mutuo ipotecario sulla mia proprietà per poter pagare l’intero importo pattuito. Ho accettato ma, dovendo redigere il preliminare, vorrei sapere quali clausole debba inserire nella scrittura privata affinché mi siano riservate tutte le necessarie garanzie ai fini dell’accredito in mio favore della somma pattuita, possibilmente prima della stesura del rogito notarile. E’ proprio necessario redigere prima l’atto notarile, quale unico strumento preordinato all’ottenimento della somma stabilita per la vendita, o vi sono procedure alternative che mi consentano il mantenimento della proprietà fin quando non mi venga accreditata la somma pattuita presso un Istituto di credito a mio piacimento?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta e i consigli.

    Risposta
  • 10 marzo 2008 in 18:50
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    Buon pomeriggio, la clausola da inserire nel preliminare è la seguente: La “Parte Promittente Acquirente” da atto che per poter effettuare l’acquisto dovrà ottenere un mutuo ipotecario coprente parte del prezzo; pertanto la “Parte Promittente Venditrice” è a conoscenza che, al momento del contratto, il saldo potrà essere effettuato (totalmente o in parte) con il ricavato del mutuo e quindi il pagamento avverrà con mandato irrevocabile all’incasso, come consuetudine, quindi sarà incassata dalla “Parte Promittente Venditrice” dopo la trascrizione del rogito notarile di trasferimento, senza alcun conguaglio d’interessi.
    L’unico strumento che le può permettere di ricevere una somma a titolo di pagamento per la vendita di un immobile è la vendita dell’immobile stesso, quindi, il pagamento, ovvero il saldo, dovrà essere effettuato in sede di rogito notarile. Per il resto è prassi ordinaria e può stare tranquillo, ultimamente però molte banche pagano direttamente con assegni circolari al momento dell’atto, in questo caso lei incasserebbe al momento della firma del rogito; può chiedere al suo acquirente di informarsi presso la sua banca e riferirle.
    Cordiali saluti.

    Risposta
  • 12 marzo 2008 in 13:32
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    non riesco ad ottenere l’autorizzazione dalla banca (b. di sicilia), per la cancellazione di una ipoteca su un immobile fatta a garanzia di un c/c societario. Mi hanno detto che la società deve richiedere tale autorizzazione tramite notaio. Ma i notai da me contattati mi hanno riferito che la Banca mi dovrebbero autorizzare direttamente senza notaio.
    Cosa devo fare???

    Risposta
  • 12 marzo 2008 in 16:24
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    Sicuramente la cancellazione dell’ipoteca per essere registrata necessita di un notaio che si occupi dell’annotazione e cancellazione presso l’ufficio di registro, per le modalità, nel caso specifico, provi a contattare l’ente ABI (Associazione Bancari italiani) della sua città e chieda ragguagli sulla procedura più corretta.
    Saluti.

    Risposta
  • 16 marzo 2008 in 16:39
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    due anni fa abbiamo ipotacato la casa per ottenere un grosso prestito da girare alla nostrasocietà per poter far fronte ad alcuni debiti.
    Abbiamo stipulato attraverso la banca un poliza che garantisce il saldo del debito residuo alla banca in caso di morte o impossibilità a pagare.
    purtroppo le cose della nostra società sono andate molto male e ci siamo visti costretti a mettere la società in liquidazione, e molto probabilmente andrà in fallimento, per cui sia io che mia moglie siamo rimasti senza lavoro.
    Volevo gentilmente sapere se la poliza sottoscritta due anni fa e che è costata la “la modica ” cifra di € 14000,( la banca ci ha detto che era obbligatorio pagare l’intero premio per tutti i 20 anni) se questa polizza può coprire il debito residuo.
    Grazie
    Saluti

    Risposta
  • 17 marzo 2008 in 13:05
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    Buongiorno, la polizza di cui mi parla è probabilmente una “temporanea caso di morte”, ovvero, la compagnia assicura una cifra che avrete stabilito insieme (probabilmente l’importo del debito) per un tot numero di anni (in genere per la durata del debito stesso), ma il rimborso di tale cifra verrà pagato unicamente in caso di morte di uno dei contraenti, in poche parole: la compagnia interviene con il pagamento del debito residuo se, nel corso degli anni (la durata della polizza stessa), viene a mancare il contraente o uno di questi integrando la parte di debito di sua spettanza. Credo si tratti proprio di questo tipo di polizza in quanto il pagamento spesso viene effettuato in un’unica rata anticipata e la tariffa da applicare si basa su specifiche tabelle in base al “rischio”, ovvero in base alle previsioni di vita dei contraenti stessi:età e stato di salute (quanto più anziano è un contraente quanto sarà più costosa la polizza).
    Saluti.

    Risposta
  • 9 aprile 2008 in 21:32
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    Ciao ,sono fabio ho un problema con la casa che sto per vendere alla quale manca l’abitabilita’.
    Abbiamo gia’stipulato una scrittura privata nella quale specificavo che l’abitabilita’mi era dovuta dall’impresa dalla quale avevo acquistato la casa e che dovrebbe arrivare …
    adesso i nuovi aquirenti mi dicono che probabilmente la loro banca non eroghera’ il finanziamento necessario per probabili difformita’ dell’immobile e per la mancanza dell’abitabilita’.
    puo’ essere vero tutto questo? se lo è cosa posso fare ?

    Risposta
  • 11 aprile 2008 in 12:31
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    Nella compravendita di case adibite a civile abitazione deve intendersi come implicito il requisito dell’abitabilita’ legale conseguente al rilascio della relativa licenza comunale quale elemento integrante dell’identita’ dell’immobile – A meno che il contrario non sia stato espressamente convenuto fra le parti – La mancanza del certificato di abitabilita’ non per colpevole inerzia della pubblica amministrazione, ma in dipendenza del fatto che la costruzione sia stata eseguita in violazione delle norme di edilizia o di igiene, integra la prestazione di aliud pro alio che abilita l’acquirente a chiedere la risoluzione del contratto (ex art. 1453, 1476 e 1477 Cod. Civ.) Essendo la cosa venduta del tutto inidonea ad assolvere alla sua destinazione economico-Sociale e quindi a soddisfare in concreto le esigenze che determinarono l’acquirente a contrarre. (ANCHE GLI IMMOBILI PRIVI DI ABITABILITA’ SONO COMMERCIABILI ! conf.6542/85, mass n.443612).
    In giurisprudenza ci sono diversi orientamenti contrastanti, alcuni prevedono addirittura la risoluzione del contratto altri configurano il risarcimento del danno o l’autorizzazione al rifiuto di sottoscrivere il rogito notarile.
    Chi vende un immobile privo di tale licenza vende un’altra cosa e nemmeno una cosa viziata, si configura la fattispecie del aliud pro alio. Solo una clausola di esclusione espressa abitabilità per iscritto esonera il venditore da tale obbligo oltre alla prova che il mancato rilascio del certificato di abitabilità sia dovuto a cause a lui non imputabili (rif.cass.civ.20.12.89 n.5757/5.11.90 n.10616). Una sentenza più recente invece (corte cass. 5.03/3.03.2000 n.8880) non configura abitabilità la risoluzione del contratto ma bensì solo il risarcimento del danno.

    Qui sopra le ho citato parti di sentenze dalle quali può notare che la giurisprudenza in tema di abilità è alquanto contrastante, comunque, se la sua abitazione risulta antecendente al 1967 o al 1942 il requisito di abitabilità non è certo obbligatorio e non può essere fonte di risoluzione di un contratto, se la sua abitazione è di recente costruzione bisogna che il certificato di abitabilità le venga procurato dalla Ditta costruttrice,(che avrebbe dovuto consegnarglielo a fine lavori) in mancanza, può sempre incaricare un geometra che glielo certifichi in quanto in base alle nuove normative si tratta di un’autocertificazione di un tecnico abilitato che dovrà controllare i requisiti di luminosità, altezza e le certificazioni degli impianti a regola d’arte. Si faccia spiegare quali sono le difformità che contesta la Banca in modo da poterle verificare con un suo tecnico di fiducia.
    Credo che il problema sia facilmente risolvibile.
    Saluti.

    Risposta
  • 19 aprile 2008 in 13:22
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    Ciao, sono Tiziana ho deciso di comprare un’appartamento tramite agenzia immobiliare che sara’ consegnato a giugno. Devo prendere una parte di mutuo, ma manca la misura e la planimetria catastale senza la quale non posso avviare le pratiche per il mutuo in banca. L’AGENZIA DICE che sara’ pronta tra 20 giorni (almeno spero). Tra un paio di giorni pero’ devo fare il compromesso, come posso tutelarmi? SE poi non mi consegnano questo documento come faccio per il mutuo?
    L’agente immobiliare mi ha assicurato che anche gli altri acquirenti sono nelle mie stesse condizioni e che il costruttore ( tra l’altro una persona conosciuta e affidabile) aspettera’ per il rogito notarile finche’ non avRo’ ottenuto il mutuo.

    Risposta
  • 20 aprile 2008 in 00:09
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    Buonasera,
    mia madre e suo fratello vorrebbero richiedere un mutuo ipotecario per una ristrutturazione su una proprieta’ comune : mia madre e noi suoi figli possediamo i 2/3 della proprieta’ , il rimanente 1/3 e’ di proprieta’ del fratello (non ancora dei suoi figli).
    Data l’eta’ avanzata di mia madre (70) e di suo fratello(80) , riteniamo che le banche richiedano in garanzia oltre alla proprieta’ stessa, anche la firma di garanzia dei figli di entrambi. Considerato un esempio di 150000 euro di costo di ristrutturazione, e’ possibile ottenere due mutui separati per le due famiglie, cioe’ un mutuo di 100000 euro per la nostra e un mutuo di 50000 euro per la famiglia del fratello, in modo che i figli garantiscano unicamente per i rispettivi genitori ? Quali altre possibilita’ esistono per evitare di trovarsi a dover garantire per la parte di non nostra competenza?
    Grazie

    Risposta
  • 21 aprile 2008 in 10:28
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    Buongiorno Tiziana, l’agente immobiliare le ha detto la verità nel senso che quando si compra ‘su carta’ ovvero l’immobile è ancora in fase di costruzione le planimetrie catastali non sono reperibili se non un mese prima della consegna (in genere), questo non è un problema per la banca che istituirà ipoteca su un immobile praticamente abitabile (la consegna è a giugno) e avvierà le pratiche con i permessi a costruire, eventuali varianti in corso d’opera, i disegni da progetto….sul preliminare basterà inserire la seguente clausola: ‘la parte promittente venditrice è a conoscenza che la parte promittente acquirente, per poter effettuare l’acquisto, dovrà richiedere un mutuo ipotecario coprente parte del prezzo stabilito, pertanto il rogito potrà avvenire solo successivamente alla consegna delle planimetrie catastali e del certificato di abitabilità riguardanti l’immobile oggetto della presente compravendita.’
    saluti.

    Risposta
  • 21 aprile 2008 in 10:37
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    Non credo data l’età avanzata di sua madre e di suo zio, che le banche concederanno loro un mutuo o un prestito a lungo termine, pertanto i richiedenti il mutuo dovrete essere voi figli, di conseguenza sarete garanti di voi stessi. Per quanto riguarda la proprietà dell’immobile vi consiglio di informarvi presso un notaio quale possa essere la soluzione più adatta e meno onerosa. (può darsi convenga una ‘vendita’ di un terzo della proprietà da suo zio al figlio). La soluzione dei due prestiti separati non credo sia possibile in quanto la banca dovrebbe iscrivere due ipoteche distinte e di conseguenza una sarebbe di grado inferiore all’altra.
    saluti.

    Risposta
  • 22 aprile 2008 in 12:07
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    Buongiorno,
    sto vendendo casa e la parte acquirente deve stipulare un mutuo.
    La data per la vendita della casa era stata pattuita per il 21 di Aprile, ma il perito della banca che deve erogare il mutuo si è svegliato solo qualche giorno prima richiedendomi la documentazione di lavori fatti all’eseterno della casa, io li ho puntualmente consegnati allorchè mi ha chiesto il certificato di abitabilità dell’appartamento che io non ho perchè era stato a suo tempo richiesto ed ottenuto dalla ditta che ha costruito l’appartamento.
    Il perito allora il 18 di aprile ha deciso di richiedere la documentazione in Comune dove ovviamente è tutto registrato ma per l’ottenimento della stessa ci vogliono 10gg lavorativi circa.
    Vi pare regolare un comportamento così tardivo e pignolo del perito visto che precedentemente avevo già acceso io stesso un mutuo su questo appartamento senza nessun problema?
    Sul compromesso che abbiamo fatto non appare nessuna dipendenza dell’acquisto con l’erogazione del mutuo e la data massima per la stipula del rogito è stata definita per il 30 di Aprile.
    Il 10 di Maggio invece ho fissato la data per l’acquisto di un altro immobile e visto il prolungarsi delle cose ho paura di avere dei problemi a rispettarla. Cosa mi consigliate?

    Risposta
  • 22 aprile 2008 in 18:24
    Permalink

    Purtroppo capita di doversi “imbattere” in situazioni del genere, i problemi sono tutti risolvibili, intanto le consiglio di avvisare immediatamente la parte promittente venditrice del suo preliminare di acquisto affinchè non le crei problemi il ritardo rispetto le date stabilite nel preliminare di acquisto. E’ bene sempre inserire specifica clausola nei preliminari sulle modalità di pagamento in quanto l’impegno da lei preso entro il 10 maggio potrebbe risultare comunque “azzardato” nel caso in cui la banca del suo acquirente le saldi l’importo tramite “mandato irrevocabile all’incasso” che materialmente le farà godere della somma con una ventina di giorni di ritardo. La banca deve comunque rispettare i termini del preliminare, in caso contrario il cliente può decidere di rivolgersi ad una banca più celere e meno pignola in quanto il certificato di abitabilità potrebbe essere ritirato anche in data successiva all’atto, basterebbe lasciare una cifra simbolica a cauzione presso il notaio che la parte venditrice (lei) incasserà soltanto a consegna del documento richiesto. Le consiglio di contattare la ditta costruttrice e di farsi inviare copia dell’abitabilità in quanto i tempi tecnici dei comuni non sono mai prevedibili e nel frattempo proponga al geometra dei suoi acquirenti la soluzione del deposito presso un notaio.
    saluti.

    Risposta
  • 23 aprile 2008 in 12:51
    Permalink

    Buongiorno. Ho acquistato una casa che era ipotecata, ma il proprietario aveva già saldato il debito. Il notaio aveva provvedduto alla cancellazione del pignoramento e aveva detto che bisognava anche cancellare l’ipoteca dalla banca con un atto d’ufficio. Il proprietario ha portato questo atto in banca che è stato regolarmente firmato e ne ha portato una copia dal notaio. A questo punto la casa dovrebbe essere libera da ipoteche, eppure il direttore della filiale mi dice che sta aspettando una risposta per verificare se il mutuo vecchio è stato istinto. E’ una procedura regolare o è una procedura in più che il direttore sta facendo per accertarsi realmente che il mutuo sia stato estinto? Eppure il notaio mi aveva detto che con questo atto d’ufficio e con la cancellazione del pignoramento si poteva avviare già la procedura per l’acquisto della casa. Non mi aveva detto che servissero altri procedimenti.
    Grazie in anticipo.

    Risposta
  • 23 aprile 2008 in 15:30
    Permalink

    Probabilmente il direttore della banca sta solo aspettando di controllare che alla conservatoria della vostra provincia risulti annotata e iscritta la cancellazione dell’ipoteca. Vedrà che è solo questione di giorni.
    saluti.

    Risposta
  • 18 giugno 2008 in 03:02
    Permalink

    salve vorrei cortesemente una risposta alla seguente,mi sono recato presso una finanziaria per un mutuo e questi mi hanno fatto presentare la documentazione per la fattibilità anche se la casa da me acquistata viene consegnata tra otto mesi. Questi dopo le mie incessanti richieste di voler sapere l’esito per iscritto mi comunicano dopo tante menzogne che potevo avere ventimila euro mancanti dalla cifra richiesta, chiedo di annullare il tutto dopo aver capito la poca serietà della finanziaria. Ora devo andare presso un altro istituto, ma cosa succede ora dopo il mio rifiuto?

    Risposta
  • 19 giugno 2008 in 16:26
    Permalink

    Ciao Giuseppe, sei libero di chiedere preventivi riguardo le rate e la fattibilità di un mutuo a tutti gli istituti di credito e finanziarie che vuoi. I documenti che hai firmato dovrebbero riguardare esclusivamente il trattamento dei dati personali.
    Saluti.

    Risposta
  • 22 giugno 2008 in 21:35
    Permalink

    Ciao, vorrei cortesemente una risposta alla mia domanda che è la seguente:
    dopo aver ottenuto un mutuo bancario per l’acquisto di un terreno agricolo, quanto tempo passa per stipulare l’atto?
    Grazie, saluti Rosy

    Risposta
  • 23 giugno 2008 in 12:36
    Permalink

    Non c’è un tempo prestabilito, tutto dipende dai tuoi tempi, ovvero, entro quando devi fare il contratto definitivo di trasferimento di proprietà e dai tempi della banca, in genere le commissioni si riuniscono un paio di volte al mese, una volta deliberato, il mutuo viene erogato nel giro di 40 giorni.
    saluti

    Risposta
  • 23 giugno 2008 in 18:32
    Permalink

    quindi, prima dei soldi, si deve stipulare l’atto?
    saluti

    Risposta
  • 24 giugno 2008 in 10:31
    Permalink

    In genere le due cose sono contestuali, ovvero, all’atto tu saldi il tuo debito altrimenti non puoi stipulare. Se hai richiesto un mutuo per l’acquisto di un terreno, requisito fondamentale è il rogito, quindi la banca ti chiederà il preliminare di acquisto o in mancanza la proposta di acquisto, il certificato di destinazione urbanistica del terreno e tutti i documenti necessari. Sul preliminare di acquisto ci sarà indicato un termine ultimo per il contratto definitivo, la banca si dovrà attenere a quel termine e rispettarlo, pertanto quando sarà pronta con l’erogazione non dovrai far altro che prendere un appuntamento dal notaio e convocare i venditori con un preavviso minimo di 10 giorni tramite raccomandata. In genere, al contratto è presente un funzionario della banca erogante che provvederà al saldo tramite mandato irrevocabile o assegni bancari. Altra cosa è se hai chiesto un prestito personale, per il quale la banca non è interessata a sapere il motivo del prestito e erogherà il massimo che può darti direttamente sul tuo conto.
    saluti

    Risposta
  • 15 luglio 2008 in 11:01
    Permalink

    Gradirei sapere: ho dei vincoli se inoltro contemporaneamente domanda di mutuo a più Istituti bancari? ( mi riferisco a tutta la documentazione necessaria per sapere se l’erogazione del prestito è fattibile o meno ).
    Grazie della collaborazione.

    Risposta
  • 15 luglio 2008 in 12:45
    Permalink

    Non hai alcun vincolo finchè non firmerai il contratto di mutuo, siamo in un mercato libero pertanto potrai chiedere PREVENTIVI di mutuo a più istituti, tutti i consulenti ti faranno firmare l’autorizzazione per la gestione dei dati sensibili (privacy) e ti chiederanno varia documentazione riguardante il tuo reddito, in genere vengono richieste le ultime due buste paga e il 730 dell’anno precedente, ti chiederanno poi se hai prestiti in corso (rate di finanziamenti per auto, prestiti personali…) e in base a tutti questi dati stabiliranno l’importo per il quale sarai mutuabile (rapporto rata/reddito). I tuoi dati comunque, se hai già chiesto un prestito sono già presenti nei circuiti bancari. La raccolta delle informazioni avviene attraverso centrali rischi ‘pubbliche’ e centrali rischi ‘private’.
    Le prime sono fondamentalmente due e sono state istituite per legge: sono la Centrale Rischi della Banca d‘Italia, che riguarda esposizioni (mutui, anticipazioni, aperture di credito ecc…) pari o superiori a 75.000,00 € e la Centrale Rischi della SIA (Società Interbancaria per l’Automazione), che riguarda esposizioni fra i 31.246,00 € e i 74.990,00 €.
    Le centrali rischi private sono invece società di raccordo del sistema bancario, che custodiscono i dati di esposizioni relative anche a pochi migliaia di Euro (importi che vanno da 0 a 31.246,00 €) e che sono costituite per fornire alle banche e alle finanziarie che vi aderiscono un servizio certamente prezioso, finalizzato a limitare i rischi nella concessione del credito, ma che possono creare anche qualche problema a coloro che sono censiti in tali archivi se le informazioni non sono corrette o non aggiornate.
    Fra le più note attualmente in funzione in Italia vi sono la CRIF, la CTC, l‘Experian ed altre ancora.
    I clienti hanno comunque sempre il diritto di chiedere informazioni sui propri dati personali detenuti da banche, società finanziarie, centrali rischi private e pubbliche; possono altresì chiedere in merito alla loro provenienza, oppure chiederne la cancellazione.
    saluti

    Risposta
  • 15 luglio 2008 in 13:40
    Permalink

    Perchè in una Italia dove tutto funziona a rilento (e quando funziona!), Voi mi avete risposto in modo così esaustivo, cortese e celere??
    Non posso fare altro che ringraziarVi infinitamente.
    Complimenti per il Vostro lavoro.
    Grazie.
    Giovanni

    Risposta
  • 15 luglio 2008 in 15:14
    Permalink

    Caro Giovanni, ti ringraziamo moltissimo delle tue parole.
    In bocca al lupo per il tuo mutuo e per la casa che andrai ad acquistare.
    Saluti.

    Risposta
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  • 1 agosto 2008 in 23:53
    Permalink

    Salve e complimenti davvero.
    Una situazione difficile da districare per me:
    mio padre e i miei cugini stanno per ereditare il 50% degli immobili (e dei debiti) di mio zio, scomparso di recente.
    Fortunatamente l’ammontare del valore degli immobili supera quello dei debiti.
    Il problema è che al momento non abbiamo liquidità per pagare i debiti che mio zio aveva contratto e nemmeno le tasse di successione.
    Mio padre ha 82 anni , quindi grosse difficoltà di accesso al credito, pur recependo una buona pensione. Io non ho reddito dimostrabile.
    E’ possibile mettere una ipoteca sul 50% della proprietà, anche se al momento indivisa, per far fronte alle esigenze di liquidità? Si tratterebbe di un prestito di 20.000 euro a fronte di un valore stimato degli immobili pari a 250.000 euro (anzi 125.ooo visto che mio padre erediterà solo il 50%). C’è un modo per dilazionare le tasse di successione e i pagamenti varii? Debiti a parte si intende..

    Grazie mille,
    Edoardo.

    Risposta
  • 7 agosto 2008 in 16:30
    Permalink

    Caro Edoardo, credo che darti un consiglio senza aver visionato i documenti che riguardano l’eredità sarebbe azzardato, posso dirti che per ipotecare un immobile bisogna che tutti i proprietari diano il consenso per scritto, quindi anche i tuoi cugini, in quanto proprietari, dovranno essere d’accordo, se questa premessa è fattbile credo che non avrai nessun tipo di problema ad accedere ad un prestito in quanto l’immobile farà da garanzia. Per quanto riguarda la dilazione dei pagamenti ti consiglio di rivolgerti ad un commercialista o ad un notaio.
    cari saluti.

    Risposta
  • 11 agosto 2008 in 18:28
    Permalink

    Buongiorno,
    ho un problema di questo tipo: ho richiesto un mutuo presso la mia banca (BRE) la pratica è già istruita, ho presentato tutti i documenti (CUD, buste paga, perizia dell’immobile e relazione notarile) il direttore della filiale ha istruito ed inoltrato la pratica all’uffico competente il 29 di luglio. Oggi sono sono passato in Banca per sapere lo stato della mia pratica ma il direttore mi ha detto che probabilmente non è ancora stata valutata. Premetto che avevo chiesto una certa urgenza in quanto il mutuo oltre per l’acquisto della casa mi serviva per estingure un finanziamento che ho in corso e per ovviare a questo visto che il rogito è previsto per settembre nella pratica è stata inserita la richiesta di un fido in conto corrente. Vorrei sapere per cortesia quali sono i tempi per la valutazione, e visto che è già stata inoltrata tutta la documentazione richiesta, e delibera del mutuo.
    Grazie infinite e complimenti per il lavoro che state facendo.
    Franco

    Risposta
  • 12 agosto 2008 in 18:41
    Permalink

    Ciao franco,la delibera del mutuo e’ subordinata alle riunioni della commissione della banca che in genere avvengono ogni 15 gg ma nel mese di agosto credo si riducano ad 1 sola volta pertanto la delibera del tuo mutuo avverra’ con la prima commissione di settembre. Credo tu possa stare tranquillo. Saluti e grazie per i complimenti.

    Risposta
  • 25 agosto 2008 in 12:32
    Permalink

    io ai me sono stato segnalato come cattivo pagatore, sono
    proprietario di due immobili, tutt’e due con mutuo con due diverse banche. vorrei poter avere la possibilita’di ipotecare i due immobili con un unica banca e quindi liquidare i due mutui e pagare un unica rata mensile

    buon giorno e grazie

    Risposta
  • 25 agosto 2008 in 15:21
    Permalink

    Da un anno circa è operativa la “surroga”, ovvero “se si ha già un mutuo ipotecario in corso è possibile estinguere il debito contraendo un altro mutuo (più vantaggioso) con un altro Istituto che si sostituisce al debitore e salda il debito con la prima banca”. Ci sono comunque varie considerazioni da effettuare prima di accedere ad una surroga che, se pur “economica” (esiste un accordo nazionale tra l’ordine dei notai e le banche per mantenere i costi del contratto di surroga) è pur sempre costosa. Il primo concetto da capire e’ che ridurre la rata non significa, necessariamente, ridurre il costo del mutuo. Per prima cosa, quindi, e’ importante capire se lo scopo principale che ci proponiamo e’ quello di avere un po’ di respiro riducendo l’importo della rata (anche se questo implica un costo maggiore) o se l’obiettivo e’ quello di avere un reale risparmio sui costi del mutuo ( risparmio che vedremo nel lungo periodo ) .

    La surroga, introdotta dal precedente governo, ha fatto molta fatica a decollare a causa dell’ostruzionismodelle banche ma adesso sta iniziando ad essere applicata da molti istituti finanziari e rappresenta quindi una concreta alternativa per la riduzione dei costi del mutuo.

    Proprio nel momento in cui la reale concorrenza nel mercato stava iniziando a decollare, l’attuale Governo ha proposto una “rinegoziazione-di-stato” che consente di ridurre la rata dei mutui prima casa a tasso variabile, attraverso un ulteriore finanziamento accessorio a titolo oneroso.

    Le opzioni per ridurre la rata e/o i costi del mutuo, oggi sono diverse: bisogna fare attenzione ad informarsi bene. E’ chiaro, infatti, che la vecchia banca ha tutto l’interesse a dare informazioni ( spesso non corrette o comunque parziali ) finalizzate a far rimanere il cliente.

    La valutazione della possibilita’ di rinegoziare, surrogare o sostituire il proprio mutuo si deve basare su un’analisi obiettiva della propria situazione, cercando di non farsi influenzare dai facili luoghi comuni che utilizzano i soggetti in conflitto di interessi. Bisogna imparare a fare un ragionamento mirato alla valutazione sia economica che finanziaria della convenienza di tali operazioni. Valutazioni che necessitano di informazioni che difficilmente vengono date spontaneamente : bisogna chiederle espressamente .
    Se ci troviamo in una situazione di estrema difficolta’ a pagare le rate del mutuo (magari abbiamo gia’ pagato qualche rata in ritardo) la ‘soluzione-tampone’ migliore sarebbe quella di poter sospendere il pagamento delle rate del mutuo in modo da consentirci di avere il tempo necessario per riorganizzare la propria vita. Questa ipotesi e’ stata contemplata dalla Finanziaria 2008: e’ gia’ legge dello stato. E’ previsto che si possa sospendere fino a 18 mesi il pagamento delle rate dei mutui per l’abitazione principale.

    In assenza di questa soluzione, l’adesione alla proposta di rinegoziazione derivante dalla convenzione Governo-ABI rappresenta una ‘mini-soluzione-tampone’. Si tratta dell’unico caso in cui ti consigliamo di aderire alla rinegoziazione-di-stato, per la semplice ragione che chi si trova in estrema difficolta’ a pagare le rate del mutuo (ad oggi) non ha altre soluzioni.

    Nel caso della rinegoziazione-di-stato, tutte le banche sono obbligate a eseguire la rinegoziazione per i clienti che lo richiedono perfino se questi sono cattivi pagatori . Non c’e’ quindi contrattazione alcuna. Considerate le caratteristiche di questa rinegoziazione-di-stato, ribadiamo che questa ipotesi e’ da prendere in considerazione solo ed esclusivamente da coloro che si trovano in gravi difficolta’ economiche ed hanno un estremo bisogno di abbassare la rata , pur sapendo che in tal modo aumenteranno i costi complessivi del mutuo.

    In tutti gli altri casi, cioe’ quando ci sono margini di manovra, e’ opportuno fare delle valutazioni specifiche, torniamo quindi alla capacita’ di auto-valutare la propria situazione specifica. Per negoziare con le banche e’ necessario, prima di tutto, conoscere la propria forza.

    Ti auguriamo buona fortuna.

    Risposta
  • 2 settembre 2008 in 16:25
    Permalink

    Ho richiesto mutuo per acquisto prima casa. Su tale immobile grava ancora una ipoteca per esistenza precedente mutuo contratto dalla parte venditrice che, come da accordi siglati nel preliminare, si impegna ad estinguere entro la data del rogito.
    Domanda: Quale atto formale posso compiere affinchè sia messo nero su bianco che la data del rogito non può essere concordata per cause ascrivibili alla sola parte venditrice? Ciò alla luce del fatto che il mio mutuo è stato dichiarato fattibile e deliberato, ma sospeso in attesa di presentazione della dichiarazione di cancellazione di ipoteca della precedente banca. La mia difficoltà sta nel fatto che non riesco ad ottenere una comunicazione formale (scritta) dalla Banca dello stato della pratica del mio mutuo, causa difficolta di comunicazione nella intermediazione POSTEITALIANE cui ho chiesto il mutuo – DEUTSCHE cui si appoggia Poste per i propri mutui.
    Le cose di cui sono a conoscenza mi sono state comunicate telefonicamente dal ‘consulente’ di Posteitaliane il quale sostiene di non dover Lui inoltrare una comunicazione formale, nè di dover fungere da intermediario tra me e Deutshe… A chi mi devo rivolgere per sapere qualcosa del mio mutuo?????

    Risposta
  • 2 settembre 2008 in 17:48
    Permalink

    Una delle cose da controllare è la dicitura sul preliminare:
    “la parte venditrice si impegna a cancellare a propria cura e spese entro la data del rogito notarile l’ipoteca….”
    oppure “la parte venditrice si impegna a cancellare a propria cura e spese entro e/o contestualmente la data del rogito notarile l’ipoteca….”
    premesso questo, è ormai risaputo che le Poste Italiane in sede di concessione di mutui sono più fiscali di altri istituti forse proprio perchè non sono un istituto di credito. Credo che la parte venditrice, come ovvio, per poter cancellare l’ipoteca dovrà prima incassare e non si potrà in alcun modo contestare un inadempimento per sua colpa. In genere l’istituto che concede il mutuo agisce in due modi:
    – Iscrive ipoteca di secondo grado per il periodo tra la stipula e la registrazione (20 giorni)
    – Se paga con assegni circolari o contanti, il notaio estinguerà constestualmente alla firma del rogito l’ipoteca dei vecchi proprietari alla presenza del direttore della ‘vecchia’ banca
    – Provvede a coprire la parte mancante per l’estinzione con uno scoperto di conto.
    Detto questo, colui che ti ha proposto il mutuo non è soltanto un venditore ma ha il dovere di informarti sulla tua pratica e deve adempiere ai compiti per portarla a buon fine, se così non fosse, chiudi i rapporti con il tuo istituto e contattane un altro.
    saluti

    Risposta
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  • 15 settembre 2008 in 17:06
    Permalink

    io e il mio compagno stiamo chiedendo un mutuo con ipoteca sulla suo attico di 240 mq. attualmente ci vivono lui (attore di teatro), il padre di 78 anni pensionato e una sorella portatrice di handicap ma autosufficiente (lavora). Mi è stato chiesta una terza firma a garanzia . che rischi mi comporta ? in ogni caso la banca non si rivale sul loro attico? Avrei bisogno di una risposta urgente . Grazie anticipatamente.

    Risposta
  • 15 settembre 2008 in 18:45
    Permalink

    Ciao Cinzia, non ho ben capito a che titolo state chiedendo questo mutuo, per acquistare cosa? te lo chiedo per capire se state chiedendo un prestito personale o un mutuo per acquisto di una casa, nell’ultimo caso, oltre alle garanzie patrimoniali per concedervi il prestito (in genere viene considerato il rapporto stipendio/rata che deve mantenersi entro 1/3, ovvero la rata che andrete a pagare non deve superare 1/3 dell’importo degli stipendi), l’ipoteca che viene costituita sull’immobile è una delle maggiori garanzie della banca che in questo caso ha in mano un titolo che le permette di essere il primo dei creditori in caso di inadempienza da parte vostra. Detto questo, la garanzia che ti stanno chiedendo, da quello che capisco, è una garanzia personale. Le garanzie personali sono previste dal diritto insieme a quelle reali (privilegi, pegno, ipoteca) e sono la fideiussione, il mandato di credito e l’avallo. Con le garanzie personali in pratica, un soggetto, in questo caso tu, si vincola con tutti i suoi beni a garantire in via sussidiaria l’adempimento di una obbligazione altrui. C’è una differenza sostanziale tra fideiussione e avallo spesso taciuta dai creditori in quanto:
    con la fideiussione il fideiussore (tu), diviene obbligato in solido col debitore garantito (il tuo ragazzo) ma, IN CASO DI INADEMPIENZA DEL DEBITORE, PRIMA DI RISPONDERE PERSONALMENTE CON TUTTO IL PROPRIO PATRIMONIO, PUO’ INDICARE AL CREDITORE (la banca) I BENI DEL DEBITORE SUI QUALI RIFARSI.
    con l’avallo questa possibilità non c’è in quanto, a differenza della fideiussione, la garanzia di avallo è una dichiarazione cambiaria per la quale l’avallante (tu) non può opporre eccezioni e si assume la medesima obbligazione dell’avallato.
    Pertanto è sempre consigliabile scegliere il contratto di fideiussione al posto dell’avallo.
    Spero di esserti stata di aiuto.
    Saluti

    Risposta
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  • 20 settembre 2008 in 18:57
    Permalink

    Buongiorno io ho un mutuo di 70.000 euro per acquisto prima casa, vorrei trasferirlo in un’altra banca chiedendo un’aggiunta di 45.000 euro e’ possibile farlo?e se e’ fattibile cosa devo fare?

    grazie e buon lavoro

    Risposta
  • 22 settembre 2008 in 09:54
    Permalink

    Ciao Sabrina, il contratto di cui parli si chiama SURROGA e ti permetterà di trasferire il tuo debito ad un’altra banca tramite un contratto notarile, le banche offrono prodotti diversi tra loro in base alle strategie di mercato,ci sono istituti che vogliono incrementare il settore “mutui” e pertanto hanno dei prodotti più “elastici” e adeguabili alle varie situazioni tra questi sono posso sicuramente consigliarti la banca UCB che ultimamente sta offrendo condizioni molto vantaggiose riguardo i contratti di surroga. Basta che tu contatti la Banca per un colloquio esplicativo e poi penseranno a tutto loro.
    Con l’entrata in vigore del Decreto Legge n. 7/2007, il trasferimento di mutui da una banca ad un’altra e di finanziamenti da una finanziaria ad un’altra risulta più facile.

    L’art. 8 del Decreto Legge cit., infatti, stabilisce espressamente che chi sottoscrive un contratto di mutuo o di finanziamento con una banca o una finanziaria ha la facoltà di trasferire il mutuo o il finanziamento da una banca o da una finanziaria ad un’altra semplicemente presentando agli uffici della conservatoria una copia autentica dell’atto di surrogazione stipulato in forma di atto pubblico o di scrittura privata.

    Usufruire della surroga, come prevista dall’art. 1202 cod. civ., significa sottoscrivere un altro contratto di mutuo o di finanziamento con un’altra banca o finanziaria al fine di estinguere il precedente, ma mantenendone le condizioni o clausole e trasferendo in capo alla nuova banca o finanziaria tutte le garanzie prestate alla precedente, in genere l’ipoteca.

    La banca o la finanziaria “abbandonata” è tenuta a rendere semplice il trasferimento del contratto, anche se erano stati stabiliti termini per l’adempimento a suo favore e anche se il credito non risulta ancora esigibile.

    Il vantaggio di questa novità legislativa è che non viene applicata, a carico del soggetto che ha richiesto il mutuo o il finanziamento, l’imposta sostitutiva, come prevedono gli artt.15 e 17 del D.P.R. n. 601/73.

    saluti.

    Risposta
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  • 11 ottobre 2008 in 13:31
    Permalink

    Salve!
    Quesito:
    Se la parte promittente venditrice stabilisce un prezzo, ed il perito della banca erogante mutuo pro potenziale acquirente valuta l’immobile per un minor valore, cosa succede?Posto che il compromesso sia stato già firmato.
    Grazie

    Risposta
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  • 13 ottobre 2008 in 09:32
    Permalink

    Ciao Nadia, è molto strano il tuo quesito per vari punti:
    1) quando la parte promittente acquirente si reca in banca per la richiesta di un mutuo (premesso che ci sarà già stata precedentemente per chiedere l’importo mutuabile) deve fornire una serie di documenti riguardanti la casa tra i quali il preliminare di compravendita dal quale si evince l’importo della compravendita, pertanto la Banca se accetta i clienti sa’ già che importo dovrà erogare..
    2) se il perito fa una valutazione più bassa significa in pratica che la banca più di quel tot non ha intenzione di concedere, oppure che il prezzo di compravendita è veramente fuori mercato…dovrei sapere di quanto più bassa è la valutazione…forse i promittenti l’acquisto hanno fatto un errore di valutazione e chiedono il mutuo per il 100% del valore dell’immobile? in questo caso può darsi che la banca sia disposta a erogare un importo pari all’80% e da qui l’abbattimento del prezzo, ma questa è una condizione risaputa che non dovrebbe cogliere di sorpresa gli acquirenti; o forse si tratta di un immobile da ristrutturare e la banca concede un importo inferiore proprio per questo.
    In ogni caso, premesso quanto sopra, vi consiglio di chiedere al perito il motivo della valutazione più bassa e se non rientra in quelli sopra citati, provate a rivolgervi ad un’altra banca.

    Risposta
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  • 21 ottobre 2008 in 18:42
    Permalink

    Buongiorno, sono Luisa ho acquistato un appartamento ipotecato i cui proprietari estinguerano il debito residuo primache venga redatto l’atto dal notaio.Vorrei sapere quali sono i rischi che corro se non dovesse essere cancellata l’ipoteca. La ringrazio in anticipo

    Risposta
  • 21 ottobre 2008 in 19:19
    Permalink

    Cara Luisa i tuoi timori sono normalissimi, ma mi sento di dirti di stare tranquilla in quanto è prassi comune che l’ipoteca venga cancellata al momento del rogito in quanto il debito residuo viene estinto con la cifra che versano i futuri acquirenti. basterà che all’atto sia presente il funzionario della tua Banca con l’assegno o il mandato all’incasso e il direttore dell’altra banca titolare dell’ipoteca. Il direttore di quest’ultima provvedrà a dare l’assenso alla cancellazione dell’ipoteca che materialmente avverrà qualche giorno dopo ma sempre prima della registrazione del tuo contratto di acquisto. Stai tranquilla perchè il notaio prima di rogitare ti informerà sulla situazione ipotecaria del bene e ti spiegherà come si procede all’estinzione dell’ipoteca stessa.
    In bocca al lupo.

    Risposta
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  • 1 novembre 2008 in 12:19
    Permalink

    Gentilissimi, gradirei avere delucidazioni in merito all’acquisto di un immobile: ho fatto il preliminare di una casa pagandola al 90% il venditore non mi ha detto che l’immobile gravava di varie ipoteche volontarie e giudiziarie, vorrei sapere
    1) E’ possibile fare il rogito accolllandomi le spese per la cancellazione delle ipoteche (la banca ci ha comunicato che i debiti sono stati saldati) e che documenti devo chiedere al venditore.
    2) Posso denunciare il venditore per non avermi informato di ciò, vi ringrazio sentitamente
    Antonio

    Risposta
  • 1 novembre 2008 in 19:20
    Permalink

    Nel 2003 ho terminato il mutuo sulla casa. Ma su di essa grava ancora la trascrizione d’ipoteca fatta dalla banca. Ho saputo di una legge, che obbliga le banche a rilasciare senza oneri per chi la richiede, la rinuncia all’ipoteca. Per far questo bisogna inviare comunicazione di richiesta alla banca citando il numero della legge (quale?), in banca quando chiedi questa informazione sono m olto vaghi. Per cortesia mi può dare una risposta concreta? Ringrazio anticipatamente.Antonella

    Risposta
  • 3 novembre 2008 in 10:40
    Permalink

    Ciao Antonella, le cause di estinzione dell’ipoteca te le elenco qui sotto e sono tratte dall’art.2878 del codice civile. Per la cancellazione “automatica” credo tu ti riferisca alle recenti disposizioni di legge ma esse riguardano esclusivamente i mutui estinti dopo il 2 giugno 2007, in tal caso, entro 30 giorni dall’estinzione, la banca deve spontaneamente inviare notifica all’Agenzia del Territorio, che procederà all’effettiva cancellazione dell’ipoteca.

    L’ipoteca si estingue per adempimento o nei modi previsti per l’estinzione delle obbligazioni diversi dall’adempimento e, come per i privilegi, il pegno, anche le ipoteche del credito originario si estinguono se le parti non convengono espressamente di mantenerli per il nuovo credito.
    Secondo l’art 2878 del codice civile, le cause dell’estinzione dell’ipoteca si hanno con:
    -La cancellazione dell’iscrizione dell’ipoteca
    -la mancata rinnovazione – rinnovo – dell’iscrizione entro il termine indicato dall’art 2847 (durata dell’efficacia dell’iscrizione: l’iscrizione dell’ipoteca conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data. L’effetto cessa se l’iscrizione non è rinnovata prima che scada detto termine).
    -l’estinguersi dell’obbligazione.
    -il perimento del bene ipotecato, salvo quanto stabilito dall’art 2742.
    -la rinuncia del creditore.
    -lo spirare del termine a cui l’ipoteca è stata limitata o con il verificarsi della condizione risolutiva.
    -alla pronuncia del provvedimento che trasferisce all’acquirente il diritto espropriato e ordina la cancellazione delle ipoteche.
    -Rinuncia all’ipoteca – art 2879 del codice civile – La rinuncia del creditore all’ipoteca deve essere espressa e deve risultare da atto scritto sotto pena di nullità.
    La rinuncia non ha effetto di fronte ai terzi che anteriormente alla cancellazione dell’ipoteca abbiano acquistato il diritto all’ipoteca medesima ed eseguito la relativa annotazione a termini dell’art 2843.
    -Prescrizione rispetto a beni acquistati da terzi – art 2880 del codice civile – Riguardo ai beni acquistati da terzi, l’ipoteca si estingue per prescrizione indipendentemente dal credito, col decorso di venti anni dalla data della trascrizione del titolo di acquisto, salve le cause di sospensione e d’interruzione.
    -nuova iscrizione dell’ipoteca – art 2881 – Salvo diversa disposizione di legge, se la causa estintiva dell’obbligazione è dichiarata nulla o altrimenti non sussiste ovvero è dichiarata nulla la rinuncia fatta dal creditore all’ipoteca (art 2879), e l’iscrizione non è stata conservata, si può procedere a nuova iscrizione e questa prende grado dalla sua data.
    In generale e sintetizzando si può dire che l’ipoteca, finanziariamente, si estingue con l’estinzione del prestito e, comunque decade automaticamente dopo 20 anni dalla data d’iscrizione. In questo caso può essere rinnovata (con un’ulteriore durata ventennale) se il debito a garanzia del quale è stata iscritta non si è ancora estinto. Quando il mutuo si estingue, se non vi è necessità di vendere o di stipulare un nuovo contratto di mutuo, non vi è alcun motivo di cancellare l’ipoteca che comporta l’attesa di qualche mese e l’esborso di denaro. Data l’assenza di rischio, è sufficiente attendere la scadenza del ventennio e l’ipoteca sarà automaticamente cancellata.
    saluti

    Risposta
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  • 28 novembre 2008 in 02:03
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    Salve,
    vi scrivo perchè vorrei aquistare un Immobile con destinazione di Civile Abitazione. Non posso permettermi una Abitazione nuova in quanto la rata del mutuo sarebbe troppo alta. Quindi ho optato per una Abitazione da ristrutturare. Quindi da aquistare allo stato attuale e ristrutturare in seguito.
    L’Abitazione è stata dichiarata inabitabile perchè vetusta e quindi i proprietari per non pagare l’Ici e altre tasse sugli Immobili, approfittando che gli Impianti esistenti non sono a norma l’hanno dichiarata Inabitabile.
    E’ anche vero che il 99% degli Immobili non hanno gli impianti a norma e molte nemmeno l’abitabilità.
    Questa è una Civile Abitazione antecedente il ’67 e ha bisogno di essere resturata per renderla ovviamente abitabile.
    Il Geometra mi ha detto che Tecnicamente è un Immobile senza impedimenti e quindi un buon investimento. Vorrei sincerarmi solo sul fatto che sia possibile ottenere un mutuo per una Civile Abitazione necessariamente da ristrutturare.
    Cordialmente,
    Giacomo Mazzoni!

    Risposta
  • 28 novembre 2008 in 13:44
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    Ciao Giacomo, prima cosa, devi assicurarti che l’immobile sia commerciabile, ovvero se è vero che dal 1967 in poi non ha subito ristrutturazioni che avrebbero richiesto permessi. Appurato questo, prima di sottoscrivere qualsiasi impegno vincolante per l’acquisto, ti consiglio vivamente di recarti presso la tua banca e chiedi 2 cose in particolare:
    – se finanziano l’importo del 100%
    – se hanno un perito che può valutare l’immobile “abitabile” perchè in caso contrario la banca non ti concederà un mutuo per l’acquisto prima casa ma probabilmente ti proporrà un mutuo per acquisto e ristrutturazione, in questo caso, l’importo concesso per la ristrutturazione, ti verrebbe erogato solo successivamente all’atto di acquisto.
    Sul preliminare di acquisto dovrete specificare che gli impianti non sono dotati di certificazioni di conformità e che tu rinunci espressamente al requisito di abitabilità.
    saluti

    Risposta
  • 7 dicembre 2008 in 20:32
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    Vorei sapere la durata massima di un mutuo da me fruibile in caso di acquisto di prima o seconda abitazione, considerato che la mia età è di 61 anni.
    Vivissime grazie.

    Risposta
  • 9 dicembre 2008 in 10:46
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    Buongiorno, dipende anche dagli istituti di credito ma in generale il termine massimo alla scadenza del mutuo è 75 anni.
    saluti

    Risposta
  • 22 dicembre 2008 in 10:51
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    Salve, il mio quesito è molto semplice e credo che ricada in una casistica molto frequente. Ho stipulato un compromesso (in realtà una proposta irrevocabile accettata dal venditore, con valenza di compromesso e registrata regolarmente) dove dicevamo che il rogito andava stipulato entro il 31 ottobre, e che il saldo (ho versato 15.000 a titolo d’acconto)sarebbe stato verstato mediante accensione mutuo. Ma la banca, per problemi interni dovuti a fusione con altri gruppi e conseguente modifiche delle procedure, ancora oggi (22 dicembre!) ha difficoltà ad erogare il nutuo (mi dice che è solo questione di giorni…). Che rischi corro se il venditore non ha più la pazienza d’aspettare? Grazie anticipatamente e Buon Natale.

    Risposta
  • 22 dicembre 2008 in 12:06
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    Ciao Francesco, bisogna considerare alcuni fattori di cui non ci parli. Prima cosa se la proposta irrevocabile di acquisto è stata vincolata all’accettazione di un mutuo ipotecario e la caparra che hai versato è confirmatoria o in acconto prezzo. Nel caso in cui sia stata inserito il vincolo all’accettazione di un mutuo e quindi il contratto sia sottoposto a condizione sospensiva non rischi niente in quanto se la condizione non si verifica il contratto è nullo e non produce effetti. Se la caparra che hai versato è CONFIRMATORIA e la parte venditrice non intende più aspettare, potresti perdere la caparra e le spese. Ad ogni modo per fare questo dovreste fare la risoluzione del contratto, ovvero il venditore ti invia una DIFFIDA AD ADEMPIERE (raccomandata o telegramma) dove ti indica un termine (15 giorni) entro il quale devi rogitare, in alternativa lui si trattiene la caparra e tu ti accolli le spese. Ti consigliamo prima di tutto di incontrarti con il venditore per stabilire insieme una proroga da aggiungere e sottoscrivere sulla proposta di acquisto, in questo modo tu non risulti inadempiente fino alla nuova data e puoi dormire sonni tranquilli. Ricordati comunque che la banca a cui hai chiesto il prestito non ti vincola fino a che il prestito non viene erogato pertanto, nel frattempo ti consigliamo di prendere contatti con altri istituti di credito.

    Risposta
  • 1 gennaio 2009 in 09:04
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    Sono proprietario di un appartamento, per il quale ho appena estinto il mutuo. Vorrei acquistare un altro appartamento intestandolo a mia sorella ma accollandomi il mutuo. Avrei pero’ necessità di associare al mutuo (euro 140.000) anche le spese dell’arredamento (40.000): in sintesi vorrei chiedere alla banca un mutuo di 180.000 euro. Ho sentito che potrei avere tale mutuo ipotecando entrambi gli immobili e cioè quello mio (gia pagato interamente) più quello nuovo. E’ fattibile? In tal caso l’ipoteca della prima casa deve essere stata cancellata per procedere con tale operazione?

    Risposta
  • 5 marzo 2009 in 23:21
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    Nel 1995 ho acquistato una casa, sulla quale c’era un mutuo.
    Il venditore ha dichiarato di aver estinto il mutuo ed anche nell’atto notarile il notaio ha trascritto l’avvenuta chiusura dell’ipoteca al momento dell’acquisto.
    Il mio dubbio è il notaio era tenuto ad accertarsi della dell’avvenuta chiusura del mutuo? Posso stare tranquilla e volevo sapere dopo tanti anni c’è un modo per sapere se questa ipoteca è estinta?
    Grazie,
    Gigliola

    Risposta
  • 5 marzo 2009 in 23:56
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    Salve! Ecco il mio problema: a gennaio abbiamo inoltrato la richiesta di mutuo (tasso fisso, 100%,per 30 anni). Abbiamo consegnato tutte le relative carte 730, buste paga, cud e ci hanno fatto firmare dei fogli, probabilmente inerenti alla privacy. Dopo 2 settimane, durante le quali è stata periziata la casa (valore di vendita 124000 e valore di perizia 130000), la banca ci ha chiamati dicendo che al 99% ci veniva concesso il mutuo. Tuttavia dopo una settima, ci hanno richiamati dicendo che non era più possibile un 100%, perchè nel frattempo le regole erano cambiate. Ok, nessun problema, reinoltriamo una richiesta sull’80% di prestito, per 30 anni. Dopo tre giorni ecco arrivare la risposta positiva. Procediamo con il compromesso….attualmente però, in famiglia le questioni economiche sono migliorate, quindi possiamo permetterci un mutuo di 20 anni, non più di 30 (caspita, potendolo fare, ritorniamo meno interessi). Così, chiamiamo la banca e diciamo di inoltrare una nuova richiesta di 20 anni. Dopo qualche giorno ci chiamano, dicendo che: non hanno ancora inoltrato la richiesta perchè, essendocene già una deliberata (quella dei 30 anni), quest’ultima andrebbe annullata per poter procedere con una nuova e inoltre, questo annullamento, verrebbe considerato dal computer come un rifiuto e rischieremmo che quello di 20 anni, non ci verrebbe nemmeno concesso. A questo punto saremo completamente a piedi e con un compromesso firmato. Mi sono dilungata, ma in breve:
    1) la banca sta facendo il suo interesse obbligandoci a fare i 30 anni, così guadagnerbbe più interessi?
    2) può un computer, sentirsi offeso per il rifiuto di una delibera (scusate la mia ironia, ma sn esausta), a tal punto da negarci la delibera di un nuovo mutuo?
    3) posso rivolgermi ad altre banche, procedendo con nuove delibere, senza che esse vengano bloccate, di nuovo da questo >
    Vi sono immensamente grata per il vostro aiuto!!! Grazie mille ancora.

    Risposta
  • 6 marzo 2009 in 13:37
    Permalink

    Salve Alice, se le cose stanno come dici, il tuo consulente sta facendo un po’ troppo il prepotente, informalo che siamo nel libero mercato e che tu hai chiesto un parere favorevole alla concessione di un mutuo e non hai ancora firmato un contratto di mutuo (la firma avviene davanti al notaio), pertanto sei nel diritto di poter accettare, modificare o annullare la pratica in corso. Informalo anche che se non intende concederti la possibilità di valutare un mutuo a 20 anni richiederai l’annullamento della pratica e ti rivolgerai ad un altro istituto di credito.
    Stai tranquilla, non corri alcun rischio.

    Risposta
  • 6 marzo 2009 in 13:40
    Permalink

    Ciao Gigliola, se il notaio ha scritto su un atto che l’ipoteca è estina e se la Banca ha concesso l’autorizzazione all’estinzione non hai nessun motivo per non stare tranquilla. Se vuoi, puoi verificare tramite una visura alla Conservatoria della provincia in cui si trova l’immobile, costa pochi euro (meno di 10,00) e compilando un modulo contenente i dati dell’immobile o anche dell’intestatario,potrai vedere la situazione cronologica dei contratti che si sono susseguiti su tale proprietà.

    Risposta
  • 6 marzo 2009 in 13:44
    Permalink

    Caro Andrea, ti sconsigliamo vivamente un’operazione del genere, praticamente tu andresti ad ipotecare un immobile di tua proprietà per coprire le spese di arredamento di un altro, intestato ad un’altra persona. La banca, per l’acquisto del nuovo immobile, non ti concederà mai un importo superiore a quello della compravendita ma non ha senso ipotecare un bene immobile libero da privilegi altrui. Pertanto ti consigliamo di accendere il mutuo per l’acquisto del nuovo immobile (e la Banca ti richiederà l’iscrizione di un’ipoteca su questo) e concordare un prestito personale per l’acquisto della mobilia.
    saluti

    Risposta
  • 14 marzo 2009 in 00:18
    Permalink

    sono disperato, ho avviato la pratica di mutuo alla banca barclays, quest’ultima dopo aver esaminato documenti ed immobile, mi ha deliberto mutuo, prodotto, durata e rata mensile con documento scritto dal quale si evince che la pratica ha validità 6 mesi. Dopo 3 mesi dalla delibera organizzo il tutto x la stipula e la banca mi avvisa che il prodotto opzionato non esiste e quindi non puo piu concedermi la cifra richiesta. E’ normale tutto ciò o posso rivolgermi ad un legale e pretendere il prodotto che mi è stato deliberato? grazie per la cortese attenzione.

    Risposta
  • 19 aprile 2009 in 16:42
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    salve, io devo vendere un immobile acquistato circa 2 anni fa con mutuo ipotecario. oggi devo venderlo e l’acquirente deve a sua volta accendere un mutuo ipotecario con altra banca. ci sono dei problemi? qual’è l’iter da seguire? grazie

    Risposta
  • 20 aprile 2009 in 09:39
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    Buongiorno Cosimo, non esistono impedimenti alla compravendita, tu dovrai estinguere l’ipoteca contestualmente alla firma dell’atto di vendita, per questo dovrà essere presente il direttore della tua Banca che provvederà a rilasciare la liberatoria per la vendita. L’importante è che questo venga indicato nel preliminare di compravendita che andrete a stipulare.saluti.

    Risposta
  • 20 aprile 2009 in 09:42
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    Buongiorno Domenico, purtroppo accade, prova a rivolgerti all’A.B.I per chiedere chiarimenti e chiedi che gli archivi informatici della Banca non vadano ad influire negativamente sulla tua Crif.
    saluti

    Risposta
  • 20 aprile 2009 in 22:32
    Permalink

    Buongiorno, sto per acquistare un appartamento attualmente in costruzione, del valore totale di 250.000 Euro, ed ho la necessità di chiedere un mutuo. Per l’appartamento ho già versato una somma in più acconti (circa 100.000 Euro) e il saldo al rogito coprirà i restanti 150.000 Euro. Ho la possibilità di chiedere alla banca l’erogazione di un mutuo di 200.000 Euro (nonostante il saldo da pagare al rogito sarà di 150.000)?
    So che durante il rogito sarà presente un funzionario della banca che provvederà a dare al venditore un assegno pari al saldo. Se il mutuo dovesse essere superiore al saldo, il funzionario della banca pagherà contestualmente anche un assegno a me?

    Risposta
  • 21 aprile 2009 in 09:52
    Permalink

    Buongiorno Luca è essenziale che gli acconti versati figurino in atto in quanto, in caso di mutuo superiore al valore della compravendita, interverrebbe l’Agenzia delle Entrate. (Legge Bersani 2006).

    Risposta
  • 21 aprile 2009 in 10:05
    Permalink

    Buongiorno elettra,
    grazie per la cortese risposta e per l’utilissimo servizio che state fornendo. Volevo solo specificare che il prezzo di 250.000 è quello dichiarato al rogito, e per gli acconti versati è stata emessa regolare fattura.
    Grazie ancora e buona giornata.

    Risposta
  • 26 aprile 2009 in 10:37
    Permalink

    buongiorno,io ho un mutuo fatto con una finanziaria che ho delegato ad un’altra banca,e con con questa banca ho fatto un debito con carta di credito,se io ad un’altra banca chiedo di trasferire il mutuo estinguere il debito della carta e chiedendo un ulteriore finanziamento,mi tocca pagare le spese notarili?oppure no?

    Risposta
  • 25 maggio 2009 in 13:32
    Permalink

    Salve,nel 2001 avevo chiesto un mutuo ipotecario per ristrutturare la mia prima casa gia’ di proprieta’.La perizia allora ando’ abuon fine anche se la ristrutturazione dell’ immobile era ancora in corso.Oggi chiedo una sostituzione del mutuo con Banca Intesa per avere anche piu’ liquidita’ e direi che, dopo aver portato tutta la documentazione richiesta,per la banca sembrava tutto in regola.Il problema pero’ è sorto all’arrivo del perito in quanto dalle mappe catastali non risultava il mio sottotetto, sempre esistito ,al quale si accede con delle scale dal mio appartamento e che mi porta direttamente a un terrazzino di mia proprieta’ regolamente accatastato.Ora quindi c’è qualche problema..preciso che si tratta di una casa nel centro storico dei primi del ‘900 e in quelli anni il sottotetto veniva utilizzato dai vecchi proprietari come deposito.Oggi invece, dopo averlo ripulito, l’ho utilizzo come salotto.Insomma il perito probabilmente lo considera un abuso..e blocca tutto..
    Cordialmente Saluto.Fabrizio

    Risposta
  • 26 maggio 2009 in 15:33
    Permalink

    Buongiorno Fabrizio, per capire come sta la situazione del tuo immobile devi recarti al tuo Comune, ufficio urbanistica e richiedere una copia dei permessi e dei lavori effettuati sull’immobile stesso. L’abuso non è mai opinabile o esiste o no.
    saluti

    Risposta
  • 26 maggio 2009 in 15:36
    Permalink

    Buongiorno Pasquale, valgono le regolamentazioni sulla portabilità dei mutui (legge 244/2007, legge 40/2007). Ti consigliamo di consultare il link del notariato o delle associazioni dei consumatori.
    http://www.notariato.it
    saluti

    Risposta
  • 31 maggio 2009 in 22:19
    Permalink

    Salve,
    se la rata del mutuo diventasse insostenibile si può rinunciare alla casa? e in questo caso ci sono delle spese ulteriori?
    Grazie, attendo la risposta

    Risposta
  • 1 giugno 2009 in 16:56
    Permalink

    Buongiorno Filippo, cosa intende per “rinunciare alla casa”…? lei è già proprietario di un’abitazione o sta effettuando un acquisto?

    Risposta
  • 5 giugno 2009 in 00:08
    Permalink

    Buongiorno, ho fatto una proposta irrevocabile di acquisto per un appartamento che viene venduto dagli eredi (12/18 la moglie, i restanti 6/12 dai 6 figli). La dichiarazione di successione è stata presentata nel 2002. Alla richiesta di mutuo mi viene detto che ci potrebbero essere dei problemi in quanto non sono ancora passati 10 anni da tale data. All’atto della proposta ho versato € 3000,00 senza specificare se si tratta di caparra conf. o acconto nè di vincoli in caso di mancata accettazione di mutuo. Il compromesso è previsto per luglio. Vorrei poter acquistare questa casa ma si può in qualche modo risolvere la “questione successione” con la banca? (senza mutuo non avrei altre possibilita). Rischio di perdere anche i 3000 euro? Grazie mille

    Risposta
  • 6 giugno 2009 in 22:51
    Permalink

    Buongiorno Ada, la Banca non dovrebbe porre nessun problema in merito.
    saluti

    Risposta
  • 8 giugno 2009 in 21:02
    Permalink

    volevo sapere cosa succede con la banca nel caso in cui dopo aver avviato le pratiche per ottenere il mutuo,il costruttore si dovesse ritirare dalla vendita . Ci sono delle penali e chi le deve pagare alla banca?

    Risposta
  • 8 giugno 2009 in 23:00
    Permalink

    Salve, noi siamo in procinto di vendere la nostra casa.Compromesso già fatto. Il problema è questo;
    Dovremmo rogitare il 23 giugno prossimo e abbiamo chiesto il conteggio estintivo del mutuo residuo su tale immobile e dovrebbe arrivare a giorni (Banca UCB …)
    Dovremmo poi rogitare l’acquisto della nuova casa il 1° Luglio ma ci è stato detto che potremmo non riuscire a causa della quietanza di estinzione mutuo, documento da ricevere prima di avere poi la disponibilità liquida in banca dell’importo a nostro favore sulla differenza appunto del vecchio mutuo.
    Per noi tali liquidità sono fondamentali per integrare a sua volta l’importo del nuovo mutuo che andremo ad accendere con Barclays.
    Ora ci chiedevamo, “la quietanza di estinzione mutuo” la dobbiamo chiedere noi o se ne deve occupare il nuovo istituto mutuante? E’ obbligatoria da presentare il giorno del nuovo rogito oppure è sufficiente “il certificato di avvenuta stipula” che mi farà rilasciare dal notaio precedente?
    Se obbligatoria invece quanti giorni occorrono per riuscire ad avere tale documento?
    I tempi come avrete letto tra un rogito e l’altro sono molto ravvicinati e per questo vorremmo avere chiare le tempistiche se possibile …

    Grazie per l’aiuto e le informazioni che ci darete

    Fabio

    Risposta
  • 9 giugno 2009 in 15:12
    Permalink

    Buongiorno Fabio, pretendete serietà e correttezza dalla vostra Banca e l’estinzione del mutuo contestuale al rogito.
    saluti

    Risposta
  • 9 giugno 2009 in 15:12
    Permalink

    Buongiorno Laura, finchè non sottoscrivete un contratto di mutuo, non siete tenuti a corrispondere nessuna “spesa” alla Banca.
    saluti

    Risposta
  • 9 giugno 2009 in 22:22
    Permalink

    salve, vorrei acquistar un attività di autolavaggio e il proprietario ha kiesto 150000 euro volevo saper se posso aver un prestito di questa cifra mettendo in garanzia l’attività.

    grazie.

    Risposta
  • 10 giugno 2009 in 09:50
    Permalink

    Buongiorno, per avere la risposta in merito, dovrà rivolgersi ad un istituto di credito e fornire i dati sensibili reddituali.
    saluti

    Risposta
  • 25 luglio 2009 in 21:47
    Permalink

    Buonasera, vorrei esporre il nostro problema relativo all’acquisto di un immobile (prima casa) per cui stiamo chiedendo un mutuo. Il mediatore a cui ci siamo rivolti per l’istruttoria del mutuo ci ha assicurato che il direttore dopo mesi di accertamenti ha accordato la delibera. La banca deve rilasciarci una lettera di conferma sulla disponibilità del mutuo in modo da essere tranquilli che tra un mese non possano tirarsi indietro?
    Il mediatore pretende il 4% del mutuo all’apertura del conto corrente presso la filiale senza alcuna garanzia scritta che arriveremo all’atto senza problemi, per legge sono tenuti ad avere il compenso prima della stipula dell’atto?
    Nel caso in cui dovessimo cambiare immobile prima della scadenza della delibera del mutuo, la banca può cambiare opinione sulla stessa?
    E’ una questione un pò spinosa ma abbiamo necessità di un consiglio. La ringraziamo anticipatamente e cordialmente salutiamo
    Alessandra e Fabio

    Risposta
  • 27 luglio 2009 in 18:54
    Permalink

    Buongiorno Alessandra, il mediatore creditizio che vi ha seguito la pratica, dovrà riscuotere il giorno dell’atto in sede di rogito.
    saluti

    Risposta
  • 3 agosto 2009 in 14:20
    Permalink

    mio figlio – anni 40 -, coniugato e separato di fatto, con tre fratelli maggiorenni e noi due genitori pensionati, è improvvisamente deceduto per un arresto cardiocircolatorio. nel gennaio 2008 aveva stipulato un contratto d’acquisto per la prima casa, in regime di separazione dei beni e contratto un prestito ipotecario con una finanziaria per una cifra che superava il valore dell’immobile, essendovi incluse spese per la ristrutturazione. Le ristrutturazioni sono state fatte e ora l’immobile ha un valore certamente superiore. Nessuno di noi ha interesse all’immobile. Come si fa col mutuo?

    Risposta
  • 7 agosto 2009 in 23:58
    Permalink

    Buona sera,
    ho predisposto con un agenzia un promessa di acquisto vincolata all accettazione di mutuo ,ho predisposto tutte le pratiche con la banca che ha incaricato il perito che che ha già consegnato la perizia, ma ancora non ho avuto risposte per l accettazione del mutuo , volevo sapere se dopo avere fatto una perizia la banca puo rifiutare la proposta di mutuo?

    ps. Abbiamo inoltrato la richiesta con 2 stipendi puù la firma di un garante.

    Grazie buona sera

    Risposta
  • 11 agosto 2009 in 16:46
    Permalink

    Buongiorno Chiara, la banca invia il perito per quantificare il valore dell’immobile, se questo è congruo con la vostra richiesta e con le valutazioni del mercato immobiliare, la Banca la informerà sull’importo che ritiene opportuno erogarle.
    saluti

    Risposta
  • 16 agosto 2009 in 16:24
    Permalink

    Ho 61 anni di età e vorrei chiedere un mutuo per liquidità per Euro 150.000 da estinguersi in 25 anni. Sono proprietario di un appartamento del valore commerciale di Euro 400.000 e/o
    450.000- Premetto che con la liquidità estinguerei i miei impegni ed avrei un reddito da lavoro dipendente pubblico di circa Euro 1800/1900. Vorrei sapere se la richiesta è fattibile ed in caso positivo a chi rivolgersi in Roma Grazie

    Risposta
  • 2 settembre 2009 in 10:43
    Permalink

    buongiorno a tutti!vengo subito al nocciolo della questione! ho un mutuo di ristrutturazione prima casa da cica 5 anni ,ora per sopravvenuti problemi finanziari vorrei sostituire il mutuo accendendone uno dal quale poter trarre della liqiudità.posso detrarre gli interessi passivi sul capitale residuo del vecchio mutuo?grazie per la vostra attenzione.

    Risposta
  • 10 settembre 2009 in 13:23
    Permalink

    Salve, ho fatto richiesta di mutuo presso una banca con ipoteca da iscrivere sull’immobile in cui risiedo in comproprietà dei miei due figli, di cui uno minore.Mi hanno detto che per il minore ci vuole l’autorizzazione del giudice tutelare. La mia domanda è questa: Posso richiedere il mutuo escludendo dall’ipoteca la quota di mio figlio minore?
    Cordiali saluti e grazie.

    Risposta
  • 11 settembre 2009 in 10:13
    Permalink

    No Loredana, la Banca non sarà d’accordo.
    saluti

    Risposta
  • 11 settembre 2009 in 10:15
    Permalink

    Buon giorno Patrizio, in genere le banche mutuano fino all’età di 75 anni quindi, nel suo caso potrebbe prendere un prestito per 14 anni. Questo in generale in quanto ogni istituto di credito ha la propria strategia quindi non possiamo ulteriormente aiutarla.
    saluti

    Risposta
  • 17 settembre 2009 in 18:18
    Permalink

    Buon giorno.
    Io e la mia compagna, vorremmo comprare 2 piccoli appartamenti, unirli e ristrutturarli completamente.

    La banca ci propone di darci l’80% per l’acquisto e l’80% della cifra del computo metrico per la ristrutturazione ad avenzamento lavori. la mia domanda e’: all’80% per l’acquisto, noi aggiungiungimo quanto manca per acquistare. Ma per la ristrutturazione, visto che mi danno l’80% anche lì, sono obbligato ad aggiungere ciò che manca e dimostrarlo alla banca? La mia domanda nasce dal fatto che ovviamente sapendo che mi avrebbero concesso solo l’80% ho fatto un po ‘gonfiare’ il computo metrico, quindi nella cifra che mi danno loro, riesco a concludere i lavori.
    La mia paura e’ che mi dicano di dimostrargli che ho i soldi a disposizione che mancano per arrivare alla cifra finale del computo metrico.

    Spero di esser stato chiaro e che mi possiate dare una risposta! Distinti saluti.

    Risposta
  • 30 ottobre 2009 in 16:24
    Permalink

    Buongiorno,volevo sapere se non riesco più a pagare il mutuo datosi che sulla casa vi è un ipoteca se viene ripresa dalla banca risulto comunque cattiva pagatrice,o protestata?

    Risposta
    • 2 novembre 2009 in 16:54
      Permalink

      Buongiorno Sara, se lei sospende o ritarda il pagamento anche di una sola rata del mutuo, questo andrà ad incidere sulla sua CRIF. saluti

      Risposta
  • 16 dicembre 2009 in 13:43
    Permalink

    Buongiorno,
    ecco il mio caso:
    – ho chiesto un preventivo ad un notaio di Livorno per l’acquisto di una casetta più un bassofabbricato che userò come garage con contestuale accensione di mutuo; il notaio mi propone una cifra x (il valore non è rilevante, come vedrete in seguito);
    – accetto la proposta e consegno i primi documenti al notaio;
    – sorpresa spiacevole: poiché la casetta è di proprietà di 2 persone, padre e figlio, mentre il bassofabbricato di 1 sola persona (il figlio), il notaio mi comunica che il preventivo deve essere rivisto perchè, anche se l’atto può essere unico, sono necessarie due trascrizioni dell’atto, proprio a causa del fatto che la casetta è di proprietà di padre e figlio e il bassofabbricato solo del figlio; la differenza tra i preventivi è di 1200 Euro!!
    – non ho ancora potuto discutere per bene col Notaio della ragione che mi porta a questa differenza di costi, per ora vorrei sentire un parere degli esperti del forum;

    Ecco le domande:
    – a voi sembra che questa differenza possa avere delle giustificazioni?
    – un’ipotesi che faccio io è la seguente: poiché l’atto genera un’ipoteca per il mutuo può darsi che parte dell’aumento sia legato al fatto che l’ipoteca deve essere ‘doppia’, una sulla casetta e una sul bassofabbricato. Che ne dite? ma se questo fossde la ragione, non si potrebbe risolvere la cosa fornendo come garanzia per il mutuo solo la casetta e non il bassofabbricato, cosa che dal punto di vista delle cifre in gioco (il mutuo che richiedo è circa il 50% del valore della casetta, mentre il valore del bassofabbricato è minimo) sarebbe assolutamente possibile?

    Grazie e ciao,
    Daniela

    Risposta
    • 17 dicembre 2009 in 18:02
      Permalink

      Gentile Daniela, ci risulta plausibile quanto le ha riferito il notaio in quanto la provenienza dei due fabbricati non è la stessa e la tassazione del bassofabbricato è diversa dalla “prima casa”. saluti

      Risposta
  • 28 dicembre 2009 in 18:12
    Permalink

    Buongiorno,
    io devo vendere una mansarda nuova costruzione e dovrei farla valutare in quanto il cliente interessato vuole sapere quanto vogliamo, solo che non so a chi rivolgermi, da chi mi conviene farla valutare?e quanto mi potrebbe venire a costare?
    La ringrazio anticipatamente,
    Distinti Saluti

    Risposta
    • 29 dicembre 2009 in 16:34
      Permalink

      Da un’agenzia immobiliare della zona. saluti

      Risposta
  • 30 dicembre 2009 in 01:40
    Permalink

    buongiorno, mio fratello ha acquistato un appartamento 1 anno fa con mutuo di E. 100.000 ed io gli ho fatto da garante. Adesso lui ha perso il lavoro e se lui non riesce a pagare le rate, cosa puo succedere, visto ke io non ho nessuna intenzione di pagare x lui? Grazie

    Risposta
    • 30 dicembre 2009 in 11:14
      Permalink

      buongiorno, dipende se lei figura come garante con una firma di avallo o come fidejussore. Nel secondo caso, lei risulterà obbligato principale, così come suo fratello. saluti

      Risposta
  • 4 gennaio 2010 in 13:23
    Permalink

    Buongiorno,
    Ho chiesto l’erogazione di un mutuo ad una banca che lo ha deliberato, mi ha “costretto” ad prire un conto corrente presso di loro e ha fissato la data per la firma del contratto dal notaio.
    Solo due giorni prima di detta data però ha scoperto che l’immobile erà stato oggetto di donazione. A tal punto ha rifiutato l’erogazione del mutuo ma pretende ugualmente il pagamento della perizia.
    Io non vorrei pagare la perizia che ha fatto fare la banca su mio mandato poiché ritengo che essa abbia colpa avendo fatto fare la perizia senza prima guardare la visura ventennale dell’immobile.
    E’ pur vero che formalmente io ho incaricato la banca di fare gli accertamenti necessari e fra questi anche la perizia, ma (con una metafora) non credo che ad una banca che si vanta di esistere da oltre 500 anni gli si debba spiegare che si indossano prima i calzini delle scarpe! Quindi avrebbero dovuto guardare prima la visura ventennale e, solo se essa li soddisfaceva dal punto di vista delle garanzie, procedere a far fare la perizia.
    Esistono delle norme che tutelano il cliente in merito a fatti del genere? Posso oppormi al pagamento davanti ad un tribunale?
    La ringrazio anticipatamente.

    Risposta
    • 4 gennaio 2010 in 17:14
      Permalink

      No umberto, esistono banche che richiedono il pagamento della perizia solo a seguito dell’ottenimento del mutuo e pertanto in data di rogito, altre che richiedono addirittura il pagamento anticipato della perizia…queste differenze seppur minime andrebbero valutate molto bene prima di decidere a quale banca affidarsi. In questo caso, dovrà pagare la perizia alla Banca. saluti

      Risposta
  • 13 gennaio 2010 in 16:10
    Permalink

    Un caloroso buongiorno a voi tutti, vi seguo da tempo ma è la prima volta che vi scrivo per un chiarimento, che spero mi darete. mi sto accingendo ad acquistare una parte di bifamiliare al prezzo di 320.000 euro. dovendo chiedere il mutuo, mi sono rivolto ad un primo istituto dove con cortesia e professionalità mi hanno istruito tutta la pratica, e mi hanno informato che la concessione del mutuo era comunque subordinata all’esito della perizia tecnica estimativa che l’istituto avrebbe fatto eseguire. A perizia avvenuta mi viene comunicato che il mutuo non può essere erogato in quanto l’esito della perizia ha valutato l’immobile, molto meno,(170.000,per la casa e 30.000 il terreno pertinente). Comunico all’agente immobiliare la cosa il quale mi dice che avrebbero provato loro a farmi avere un mutuo tramite gli istituti con cui loro lavorano. Premetto che in sede di stipula del preliminare io ho subordinato l’acquisto alla concessione del mutuo e che qualora non l’otterrei mi si deve restituire la caparra (20.000 euro), senza penale alcuna. Vengo quindi contattato da un agente dell’istituto di credito incaricato dalla società venditrice dell’immobile, per istruire la pratica di concessione del mutuo, il quale a distanza di qualche mese mi comunica che il mutuo è stato concesso, e che l’immobbile è stato valutato 325.000 euro.
    sono rimasto sconcertato, non so se essere felice o meno.
    nell’ipotesi che la valutazione fatta dal primo istituto fosse vera, sto forse acquistando un immobile pagandolo più del suo valore reale? Se invece fosse vera la valutazione fatta dal secondo istituto percche non vogliono darmi una copia della perizia da loro effettuata in merito alla valutazione dell’immobbile? posso io pretendere una copia della perizia ordinata dalla banca, anche se come loro dicono la perizia serve a loro, è anche vero che la pago io e quindi dovrei avere il diritto di avere una copia. non so se le mie supposizioni sono esatte anche percche mi sorge qualche dubbio.
    potreste darmi qualche consiglio su come procedere? anche perche a questo punto entro la fine di gennaio 2010 dovrei rogitare. un caloroso grazie in anticipo e buon lavoro a voi tutti.

    Risposta
  • 18 gennaio 2010 in 17:10
    Permalink

    Buongiorno io sono Tiziana e vorrei una informazione a riguardo della vendita di una casa. Io ho messo in vendita casa sia in agenzia e sia privatamente, cosa si deve fare? Ci sono delle spese da sostenere? E sopratutto come si puo’ essere certi della cancellazione dell’ipoteca e soprattutto del mutuo? Dei miei amici hanno avuto delle brutte esperienze a riguardo Grazie

    Risposta
    • 19 gennaio 2010 in 19:21
      Permalink

      buongiorno Tiziana, se l’affare va a buon fine con un cliente presentatole dall’agenzia, dovrà corrispondere al mediatore l’importo pattuito a titolo di provvigione. Al fine della vendita dovrà produrre i seguenti documenti: atto di provenienza, planimetria catastale, eventuali permessi per lavori effettuati, abitabilità là dove necessaria, conformità degli impianti, certificato di qualificazione energetica dell’immobile. Riguardo la cancellazione dell’ipoteca, questa in genere, avviene contestualmente al rogito, pertanto il giorno del contratto di vendita, dovrà essere presente al contratto anche il direttore della Banca con la quale ha sottoscritto un mutuo ipotecario, che provvederà a rilasciare l’assenzo alla cancellazione dell’ipoteca volontaria. saluti

      Risposta
  • 25 gennaio 2010 in 01:46
    Permalink

    Buongiorno,

    avrei intenzione di acquistare una casa. Per poterla pagare dovrei stipulare un mutuo. Il mutuo concesso dalla banca, come spesso accade, non puo’ superare l’80% del valore dell’immobile. La domanda e’: quale e’ la cifra sulla quale la banca calcola l’80% ? Se questa fosse desunta del compromesso, si considera il prezzo pattuito nel compromesso con o senza l’iva ?

    grazie

    Risposta
    • 25 gennaio 2010 in 18:12
      Permalink

      Buongiorno Renato, dipende dalla Banca, c’è chi considera l’80% sul valore della compravendita, chi sul valore della perizia, chi sull’importo più basso tra questi due importi. saluti

      Risposta
  • 26 gennaio 2010 in 21:24
    Permalink

    Buongiorno….sto comprando una casa daun proprietario che a sua volta l’aveva comprata da una persona che aveva dichiarato fallimento….mi hanno detto che se non sono passati 2 anni questa persona che aveva dichiarato fallimento puo rivendicare diritti sulla casa o i suoi creditori…puo aiutarmi a capire???grazie mille

    Risposta
    • 30 gennaio 2010 in 11:16
      Permalink

      Buongiorno Loredana, se per lei l’acquisto è come prima casa, non ha nulla da temere, l’importante è che lei l’abbia pagata un prezzo congruo ai valori di mercato. Le consigliamo di leggere il testo della nuova legge fallimentare del 14 maggio 2005 n. 80 dove troverà i riscontri di quanto le abbiamo detto. saluti

      Risposta
  • 29 gennaio 2010 in 15:58
    Permalink

    Buongiorno,
    Ho richiesto un mutuo di € 195000 per l’acquisto della prima casa del valore di € 230000.
    La banca ha emesso la delibera il 18 di Dicembre,ma ad oggi non siamo ancora riusciti a fare l’atto poichè la parte venditrice (costruttore) ha un ipoteca sull’immobile che noi dovremmo acquistare di € 220000, siccome la garanzia della cancellazione contestuale al momento del rogito davanti al notaio non è stata considerata sufficente dal mio istituto di credito, lo stesso ha richiesto il mandato irrevocabile.Mi potete spiegare in termini semplici di cosa si tratta? E’vero che il mio notaio dovrà iscrivere un ipoteca provvisoria di secondo grado fino al momento dell’avvenuta cancellazione dell’ipoteca? Questa procedura è normale? Ed avrà per me dei costi aggiuntivi?Grazie mille….

    Risposta
    • 30 gennaio 2010 in 11:01
      Permalink

      si Barbara, con un pagamento tramite mandato irrevocabile si iscrive ipoteca di 2° grado fino all’effettiva cancellazione dell’ipoteca esistente (20 giorni circa), lei non avrà costi aggiuntivi. saluti

      Risposta
  • 4 febbraio 2010 in 08:44
    Permalink

    Salve, ho un mutuo di 165000€, a tasso fisso, essendo in impossibilità di pagare le rate, causa perdita lavoro, la banca non mi può soddisfare la mia richiesta di sospensione rate per un anno (moratoria piano famiglie), anche sapendo che la banca ha adderito a questa legge.La motivazione è che superiamo il tetto di 150000€, pur avendo un redito basso con 2 gemelli di 3 anni.Grazie per la Vostra risposta.

    Risposta
  • 9 febbraio 2010 in 21:36
    Permalink

    Buonasera, devo vendere la quota di un appartamento, l’acquirente ha chiesto per l’acquisto un mutuo pari al prezzo pattuito più una quota per la ristrutturazione. A 10 giorni dalla stipula l’acquirente mi dice che la banca ha commesso un errore ed ha istituito la pratica considerando il totale del mutuo a copertura del prezzo d’acquisto.
    Mi chiede dunque di stipulare al prezzo pari al mutuo erogatogli dalla banca e di restituirgli tramite assegno (tra l’altro post datato)la differenza. A me non suona molto bene…possibile che non ci siano altre soluzioni?
    Grazie anticipatamente per il vostro aiuto.

    Risposta
  • 10 febbraio 2010 in 14:58
    Permalink

    Salve a tutti. Vorrei delle delucidazioni in merito alla vendita del mio immobile che sto effettuando.
    Sabato 13/02 ho l’appuntamento con l’acquirente in agenzia per la firma del compromesso. Considerato che l’acquirente deve accedere ad un mutuo ipotecario, nella stesura finale ho potuto notare che la banca erogherà la somma del mutuo richiesto nel momento in cui viene trascritta l’ipoteca sull’immobile.
    E’ tutto regolare? Perchè mi ricordavo che al momento del rogito la banca emetteva un assegno circolare della somma richiesta.
    Dopo quanto tempo di solito trascorre dal rogito all’iscrizione dell’ipoteca per poter incassare la somma richiesta?
    Può succedere qualche “intoppo” che la banca non eroga più la somma del mutuo?
    Chi mi garantisce in quel momento visto che non sono più proprietario dell’immobile?

    Risposta
  • 11 febbraio 2010 in 09:50
    Permalink

    Debbo ristrutturare un immobile chiedendo un mutuo edilizio.
    La banca mi ha chiesto il computo metrico che ho opportunamente gonfiato per finanziare il 100% dell’operazione.
    La banca, che finanzia l’80% potrebbe chiedermi di dimostrare la liquidità per il restante 20%, non potrei semplicemente dire che mi verrà prestata in seguito?
    O crede che sia meglio presentare un computo metrico veritiero?

    Risposta
  • 13 febbraio 2010 in 17:04
    Permalink

    Salve, ho un mutuo con Bnl per l’acquisto della prima casa dal 2004. Voglio vendere questa casa e comprarne un’altra. Posso utilizzare il residuo del mutuo spostando l’ipoteca sul nuovo immobile o devo per forza estinguere il mutuo e accenderne un’altro?ù
    Grazie

    Risposta
    • 16 febbraio 2010 in 17:28
      Permalink

      Buongiorno Lucia, dovrà estinguere e stipulare un nuovo contratto di mutuo, saluti

      Risposta
  • 17 febbraio 2010 in 20:27
    Permalink

    buona sera ho un mutuo a tasso variabile di 165000 euro ho perso il lavoro e ho chiesto alla mia banca unicredit di sospendere il mutuo ma mi hanno detto che non si può,è vero?e non c’è nessuna soluzione grazie.

    Risposta
  • 28 febbraio 2010 in 19:45
    Permalink

    Salve. pongo subito il quesito:l’ater roma cede ai sensi della L.560/93 l’alloggio di cui sono assegnataria con regolare contratto (voltura dopo morte genitori) e nel quale vivo dalla nascita.Nella mia risposta, entro 30 gg dal ricevimento della proposta,le modalità di pagamento offerte sono 2:la prima in contanti(molto interessante perchè esiste un ulteriore abbattimento del 10% sul prezzo base, la seconda con acconto del 30% più rate per 5,10 o 15 anni. Contatto gli uffici ater e m’informano che sull’apt esiste un’ipoteca che probabilmente salderanno a marzo, ma cmq entro giugno 2010.Il passo delicato è proprio qui:impegnandomi per iscritto con la soluzione contanti dovrò richiedere un mutuo, e la banca come si comporterà se poi l’ater non salderà nei tempi previsti il debito residuo con la banca di roma? certamente sono al corrente che è mio diritto chiedere e pretendere l’estinzione dell’ipoteca, ma poichè dell’ater non mi fido, visto che in tutti questi anni non ha fatto altro che sostituire,cambiare, le leggi da lei stessa emanate ed in maniera fortemente contradittoria!in poche parole: ho timore di perdere la possibilità di acquistare la casa in cui vivo da 45 anni, o peggio ancora che questa casa torni alla banca di roma. la ringrazio in anticipo per la risposta. saluti. Eulalia.

    Risposta
  • 5 maggio 2010 in 20:43
    Permalink

    Buonasera la mia domanda è rivolta per una situazione di ipoteche. Mi spiego: Ho acquistato nel 2007 un’ immobile con mutuo bancario per 25 anni, naturalmente con ipoteca. Nel 2009 l’ ente creditore dello stato con denominazione Equitalia per n°3 cartelle esatoriali pari ad un importo di € 39.000,00 non pagate mi ha fatto una seconda ipoteca.
    Prima domanda: Con l’ ipoteca bancaria questo ente può farne una seconda?
    Seconda domanda : Nel caso tutto ciò sia regolare cosa
    succede se, vista la mia situazione finanziaria poco felice, non pago ai termini prevvisti dall’ ente? Grazie anticipatamente per la risposta. Andrea

    Risposta
  • 5 luglio 2010 in 12:51
    Permalink

    Salve , dopo 6 mesi di attesa abbiamo ottenuto i primi di giugno la beneamata ” Concessione edilizia in sanatoria” su una mansarda che devo acquistare ( 28 mq civile abitazione , 34 mq mansarda ) , la mansarda è da rifinire al suo interno , pavimenti allacci etc…abbiamo due buste paga a tempo indeterminato sia io che la mia ragazza , la domanda è questa: quali sono i tempi di ottenimento del mutuo?
    Abbiamo consegnato la pratica all’agenzia di prestiti in data 16/06/2010 e ad oggi siamo al 05/07/2010 e non abbiamo ancora risposta.
    L’importo sarebbe di € 98.000,00 comprese € 10.000,00 per la finitura dei lavori.
    Ringrazio anticipatamente.

    Risposta
  • 7 settembre 2010 in 14:23
    Permalink

    Salve,
    ho fatto domanda di mutuo ad una banca che per problemi relativi all’abitabilità dell’immobile me lo ha rifiutato.
    nel rivolgermi a un altro istituto di credito viene fuori che la precedente banca ha lasciato nota nel CRIF qualificandomi come cattivo pagatore, per errore, dicono al telefono i responsabili. ora, entro la fine di settembre devo pagare l’acquisto dell’immobile in questione per non perdere la caparra di euro diecimila già versata e mi trovo nei guai per colpa di questa banca che mi ha ‘schedato’ precludendomi la possibilità di rivolgermi ad altri istituti. Cosa possa fare?
    Vi ringrazio per i consigli che vorrete offrirmi

    Risposta
  • 3 ottobre 2010 in 11:56
    Permalink

    salve a tutti
    spero che qualcuno sappia darmi un parere riguardo:
    all’acquisto di un immobile in cui vi sono 2 ipoteche volontarie stipulate con la stessa banca. La prima ipoteca andrei a saldarela contestualmente al rogito per un totale di 120 mila euri direttamente alla banca. la seconda ipoteca i proprietari la sposterebbero su un altro immobile dei genitori i quali hanno fatto una fiduciaria affinche l’ipoteca venga spostata e con la banca aprirebbero un nuovo mutuo. l’agente immobiliare mi dice che al momento del rogito si possono fare entrambi gli atti prima loro spostano l’ipoeca sull immobile e poi io compro l’immobile libero da ipoteche, ma qui nasce la mia apprensione in quanto ho capito che la banca si da 30 giorni di tempo per inviare la documentazione all’ agenzia del territorio questi 30 giorni la banca potrebbe dichiarare la permanenza dell’ipoteca, quindi io mi ritroverei con i soldi consegnati alla banca e con l’immobile con sopra di nuovo l’ipoteca. A questo punto vi chiedo se qualcuno sa come mi posso tutelare; ad esempio aspettare che i 30 giorni siamno passati e assicurarmi che l’immobile da acquistare non abbia piu sopra l’ipoteca.caio a tutti

    Risposta
    • 4 ottobre 2010 in 17:40
      Permalink

      buongiorno Cinzia, chieda un appuntamento al notaio che ha scelto per il rogito, vedrà che lui saprà consigliarla per il meglio, saluti

      Risposta
  • 24 ottobre 2010 in 22:50
    Permalink

    Salve sono Davide,
    vorrei sapere se posso vendere la mia casa sulla quale grava un mutuo già in corso da 5 anni e con i soldi comprarmi un’altra casa in un altra città allo stesso prezzo?
    Il mutuo rimane sempre lo stesso oppure no?
    Grazie

    Risposta
    • 3 novembre 2010 in 12:46
      Permalink

      no Davide, il mutuo segue l’abitazione pertanto lei può vendere, estinguere il mutuo e accenderne uno nuovo, saluti

      Risposta
  • 28 gennaio 2011 in 12:41
    Permalink

    Buongiorno. Sono in procinto di acquistare casa. Ma sulla stessa è ancora accesa un’ipoteca a garanzia di un mutuo non ancora estinto. I proprietari mi chiedono di poter effettuare una tale estinzione in fase di rogito, ma sono preoccupati che la mia banca non mi concederà il mutuo fino a quando non risulterà completamente cancellata la vecchia ipoteca. Domando: in presenza di una quietanza di estinzione mutuo, l’Agenzia del territorio iscrive nuova ipoteca?

    Risposta
  • 4 febbraio 2011 in 19:18
    Permalink

    Salve, rifacendomi alla mail sopra della signora, vorrei sapere una cosa…
    Stò acquistando una casa di 150.000,00 in un parco, nata come cooperativa.
    I cinque anni per poter vendere detto immobile scade il 30 luglio 2012. Su questo appartamento c’è già in atto un mutuo di 70.000,00. Per allegerire il suo ed il mio futuro mutuo, abbiamo deciso, che io comincio da subito ad entrare nell’immobile, pagando 500,00 al mese che poi si andranno a detrarre dal totale all’atto del rogito. L’agenzia (tecnocasa) di tramite mi ha detto che all’atto del rogito la mia banca provvederà a versare un assegno alla vecchia banca per estinguere il vecchio mutuo comprensivo delle spese di estinzione ipoteca (70.000,00 + spese) e un assegno al venditore per ciò che manca al totale. Ora la mia domanda è :

    – E’ così come ha detto l’agenzia (tecnocasa)?

    – La mia banca mi concederà comunque il mutuo, vista l’esistenza di un’ipoteca o avrò problemi?

    – Le spese per detta ipoteca esistente, sono a carico del venditore in maniera naturale o devo specificarlo nella proposta? Se spettano a loro sono comprese nell’assegno che verrà dato alla banca all’atto del rogito o dovranno farlo dopo?

    Grazie anticipatamente e scusa ti tutte queste domande!

    – All’atto del rogito

    Risposta
  • 8 febbraio 2011 in 13:58
    Permalink

    Salve! i miei suoceri, circa un anno fa, hanno costruito una mansarda grezza sulla prorpia casa che grava di ipoteca, volevo sapere se era possibile contrarre un mutuo x il suo completamento . Grazie.

    Risposta
  • 13 marzo 2011 in 22:47
    Permalink

    Buonasera, avrei bisogno del vostro parere perché ho da poco acquistato un immobile su cui esiste un progetto approvato con regolare concessione edilizia per realizzare una bifamiliare . Questo immobile e’ stato completamente pagato e al momento sono in corso i lavori per l’ultimazione delle opere.
    Nel frattempo ho dovuto vendere un’altro immobile su cui grava un mutuo che sto regolarmente pagando e il cui rogito avverrà solo tra qualche mese. Mi chiedevo se fosse possibile trasferire l’ipoteca attuale sull’immobile che sto ultimando in modo di non dover accendere un nuovo mutuo ma continuare a pagare quello esistente . Grazie infinite per la vostra collaborazione

    Risposta
  • 14 aprile 2011 in 19:22
    Permalink

    Salve. Io e mia moglie stiamo acquistando una prima casa. Sembrava tutto ok fino a quando non abbiamo avuto un intoppo per via di una cambiale ipotecaria estinta ma non cancellata (fatta in precedenza dal vecchio proprietario con una società privata e non con una banca).
    La Banca (Intesa) ci dice che dobbiamo aspettare l’effettiva cancellazione altrimenti non ci accettano il mutuo. Purtroppo i tempi si allungano (da qualche parte ho letto dai tre ai sei mesi) ma a noi la casa ci serve subito.
    Ma è la banca ad essere troppo precisa o è un discorso che va esteso a tutte le filiali? Con questa “maledetta” ipoteca estinta si deve per forza aspettare la cancellazione prima di vedersi accettare un mutuo?
    Grazie.

    Risposta
  • 23 settembre 2011 in 12:59
    Permalink

    Salve, ho urgente bisogno di chiarimenti, sto comprando casa tramite agenzia immobiliare, è stata accettata la nostra proposta d’acquisto ed ora abbiamo pattuito di fare il compromesso entro il 20 ottobre 2011, prima di tale data abbiamo bisogno di sapere dalla banca che il mutuo è fattibile oppure no, non sappiamo presso quale banca rivolgerci, cerchiamo la più rapida e sicura.. siamo andati alla Banca popolare di Milano (che attualmente ha ottimi tassi e basse spese) ma non mi ha convinto il loro iter: praticamente loro non avverto se la pratica è fattibile oppure no (tramite lettera) ma ci contattano direttamente alla delibera(praticamente fanno venire anche il notaio) momento in cui noi dobbiamo consegnare loro la relazione notarile e loro dopo 11 gg ci danno i soldi.. E’ POSSIBILE?… TUTTO QUESTO IN 30 GIORNI?

    Risposta
  • 22 ottobre 2011 in 11:34
    Permalink

    Buon giorno avrei bisogno di sapere non certo al centesimo quanto mi potrebbe gravare di spesa stipulare da un notaio un mutuo ipotecario su una somma di 130000 euro con una perizia sulla casa stimata in 197000 euro. Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità a rispondermi. Cordiali saluti

    Risposta
  • 26 ottobre 2011 in 12:12
    Permalink

    Buon giorno vorrei sapere approssimativamente quanto potrà essere la parcella di un notaio alla stipula di un mutuo ipotecario di 130000 e l’ipoteca è di 197000. Grazie infinite

    Risposta
  • 26 novembre 2011 in 11:06
    Permalink

    Salve

    il 26 ottobre 2011 ho consegnato tutta la documentazione alle poste italiane per un mutuo di 100 mila euro a tasso fisso.
    Vorrei sapere quant’è il tempo massimo di attesa (giorni) per avere una risposta sulla fattibilità economica,visto che sono passati 32 giorni e ho fatto un preliminare che mi scade a febbraio con tanti soldi già dati.La dipendente delle poste mi ha detto più volte che ci volevano al massimo 10 giorni per avere l’ok della fattibilità …Vi prego datemi una risposta. grazie

    Risposta
  • 26 dicembre 2011 in 13:02
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    Buongiorno, io ho un mutuo con Banca Intesa Sanpaolo, Mutuo sonni tranquilli, intestato a me, a mia mamma e mio papà che è venuto a mancare il 11/11/2011, volevo sapere se si può annullare il mutuo, dato che noi non abbiamo redditi, e non riesco a capire se in caso di decesso c’è un’assicurazione che può coprire le rate restanti del mutuo. Siamo disperate perché la rata del nostro mutuo è di Euro 1373,00 e non sappiamo come poterle pagare. Abbiamo chiesto la sospensione delle rate tramite Fondo Solidarietà dello Stato, ma ci è stato risposto che lo Stato non ha più fondi. Aspetto una vostra risposta al più presto. Grazie

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  • 23 maggio 2012 in 11:18
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    Buongiorno,
    io e mio marito stiamo facendo la richiesta di mutuo per l’acquisto della prima casa…la banca oltre a tutta la normale documentazione, per aprire la pratica vuole il COMPROMESSO. Ma io come posso stipulare il compromesso se non so prima se mi accettano il mutuo? A cosa vado incontro stipulando il compromesso? Devo dare obbligatoriamente l’anticipo al costruttore per fare il compromesso?

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  • 19 settembre 2014 in 07:46
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    Buongiorno,
    Ho acquistato una proprietà unifamiliare a fine giugno senza mutuo. Dopo successivi controlli è uscito fuori un avanzo di cubatura che ho deciso di utilizzare ed avendo comprato casa da meno di 6mesi ho chiesto un mutuo per acquisto prima casa e la banca non mi ha fatto problemi. Il vero problema è la perizia, purtroppo la società è venuta a valutare l’immobile 2 giorni dopo l’inizio dei lavori stilando una perizia provvisoria che non permette alla banca di erogare. Per la definitiva attendono pavimenti e sanitari. Ora io avevo avvisato dei lavori e non ho chiesto un mutuo per ristrutturazione, la perizia provvisoria è piu alta del valore d’acquisto ed ho chiesto una cifra esigua. C’è qualche modo per risolvere la situazione? Devo finire i lavori? Grazie

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  • 30 aprile 2016 in 18:06
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    ciao chiedo una cortesia io o fatto il muto per la prima casa ..mia chiamato la banca che delibera è stata accettata e bisogna andare al notaio per contratto..prima di avere la risposta per delibera un amico mia prestito soldi per cose personale mia fatto bonifico sul conto corrente di 9000 euro con causale prestito facoltativo…la banca adesso che mia acetato delibere mi chiama secondo giorno dopo acetazione che devo restituire questi soldi al mio amico …altrimenti non mi da più muto ..come è possibile di fare questa cosa sono soldi personali non è un finanziamento…secondo lei è giusto come procede la banca ..cosa devo fare ..grazie

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