Progettazione di interni

Cerchiamo alcuni punti fermi per procedere nella progettazione di interni.

  • Individuare una zona giorno e una zona notte, ovvero una zona pubblica e una privata.
  • Guardare se in pianta si vedono punti morti: come corridoi troppo lunghi, aree finali del corridoio non utilizzate o ingressi troppo ampi. A volte basta poco per creare un utile ripostiglio, oppure ampliare o eliminare una porta, o aprire del tutto un tramezzo interno per creare un ambiente spazioso, accogliente e totalmente utilizzabile.
  • Cercare di evitare gli ingressi in abitazioni non molto grandi: che sono la maggioranza in Italia: l’ingresso è uno spazio totalmente inutilizzato, mentre spesso può essere usato per aumentare la superficie della zona giorno; in questo secondo caso non va però pensato come ingresso, con i tipici arredi per questi ambienti, ma come uno spazio giorno dove quindi si può posizionare anche un mobile giorno, una libreria, parte del salotto.
  • Consideriamo la possibilità di piccole opere di muratura.
  • Guardarsi attorno: com’è la luce durante la giornata? Dove sono le finestre? Sono abbastanza grandi? C’è un terrazzo che può ampliare la zona giorno visivamente e, nella bella stagione, anche fisicamente?
  • Controlliamo la posizione degli impianti: luce, acqua, gas, cablaggi vari, scarichi (se abbiamo in programma di spostare i bagni o la cucina), posizione della canna fumaria della caldaia ed eventualmente del camino. Tutte cose da non sottovalutare perché spostarle può portare spese non indifferenti.
  • Individuiamo gli elementi primari: quelli più grandi che delimiteranno gli spazi, lasciando ad un secondo momento le considerazioni
    sugli accessori.
  • Pensare gli spazi in 4 dimensioni: fare lo sforzo di vedere gli spazi in pianta e alzato, in prospettiva e spostarcisi dentro. Un utilissimo esercizio di fantasia che darà i suoi frutti.
  • Non pensare agli arredi solo sul perimetro delle stanze: Se li pensiamo solo sul perimetro la funzione degli arredi sarà principalmente statica, mentre noi vogliamo dargli una funzione dinamica. Pensiamoli quindi anche a centro stanza, con i lati corti appoggiati alle pareti, disposti in modo tale da creare delle aree funzionali senza dovere per forza dividere fisicamente gli ambienti.
    Un esempio tipico è quello del salotto: se lo spazio lo permette, il salotto può essere disposto a centro stanza a formare degli angoli o da solo, rettilineo, o con un tratto contro la parete ed un altro a centro stanza. Questo è un utilizzo dinamico che crea ambienti senza dividere, con lo sguardo che può andare oltre.
    Ancora, la schiena di una libreria, dovutamente nobilitata, può fare da appoggio ad un salotto o da parete trasversale: anche qui la divisione non è totale perché il mobile potrà essere alto 100-160-200 cm e non chiudere totalmente l’ambiente che delimita.

Articolo prelevato dal manuale ufficiale di tokonomaway.com, interior design.

Inserito nella categoria Progettazione da admin in data Tuesday 29 April 2008 alle 3:54 pm

Arredare casa

Un soggiorno arredato in stile modernoPerché ci viene in mente di cambiare l’arredamento di casa o la sua disposizione?
Tanti possono essere i motivi che ci portano a spendere tempo e risorse nell’arredamento. Tempo e risorse spesi bene, perché quello sarà il luogo dove correrà la nostra mente anche quando saremo al lavoro o in viaggio.
Per la maggior parte delle persone la casa è uno dei centri della vita, un punto fermo che, anche cambiandolo spesso, rimane sempre un obiettivo da raggiungere. La casa è anche un grande investimento da valorizzare e non importa spendere cifre astronomiche, l’importante è riuscire a mediare tra 4 elementi fondamentali: necessità, funzionalità, estetica e gusti personali.

Ed è quest’ultimo elemento, il gusto personale, che spesso fa la differenza, che fa di ogni casa un unicum irripetibile e ci permette di sentirla nostra. Un progetto di interni deve rispondere a questi 4 elementi principali. Perché la casa sarà Tua, sarai Tu ad abitarla, tu arriverai a casa alla sera e potrai finalmente dimenticare una giornata stressante, Tu dovrai sentirti a Casa!

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Inserito nella categoria Progettazione da admin in data Tuesday 29 April 2008 alle 3:44 pm

Corsi di progettisti in Architettura d’Interni

L’biettivo del corso è formare una figura professionale che sia in grado di creare e realizzare la progettazione di spazi abitativi nonché di elementi di arredo attraverso rappresentazioni grafiche manuali e computerizzate, seguendo tendenze e gusti dettati dal mercato.
I diversi argomenti del corso saranno sviluppati analizzando gli spazi abitativi residenziali quali monolocali, loft, attici ed altri ancora. L’accesso al corso è consentito a tutti indipendentemente dal grado di preparazione tecnico artistica posseduta. Possono partecipare sia giovani che adulti, previo un colloquio tecnico per valutare le attitudini dell’interessato.
Tutti coloro che già lavorano nel settore in aziende industriali, artigianali, studi di progettazione, negozi, showroom ecc., che vogliono specializzarsi acquisendo nuove tecniche manuali e informatiche.

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Inserito nella categoria Progettazione da admin in data Friday 28 March 2008 alle 4:47 pm

Il soppalco

Soppalco in stile moderno

Il soppalco, adibito a zona notte, può essere utilizzato laddove si ha problemi di spazio e si ha la possibilità, nei casi di soffitti di almeno 4,2 metri di altezza, di sezionare in 2 in con un’area orizzontale il volume della stanza; oltre alla praticità il soppalco rende gli ambienti particolari e li arricchisce di un fascino particolare.
La realizzazione di un soppalco è un intervanto che permette di aumentare la superfice utile dell’abitazione; per questo occorre seguire indicazioni progettuali specifiche e presentare una Dia al Comune di residenza.

Anche se si possono riscontrare delle diifferenze a seconda del Comune in cui si trova la casa di solito l’altezza minina del soppalco deve essere di 210 centimetri e la sua superfice non deve superare 1/3 della superfice totale dell’abitazione.
Se adibito alla permanenza di persone deve avere un’altezza minima di 2,10 metri, un lato completamente libero ed una balaustra alta 1,10 metri.
Il soppalco può anche avere un’altezza inferiore ai 2,10 metri ma in questo caso non è adibito alla permanenza di persone ma diventa un ripostiglio in quota che deve essere chiuso da tutti i lati.

Talvolta, per raggiungere l’altezza minima necessaria alla costruzione di un soppalco che risulti abitabile si è costretti ad abbassare il pavimento demolendo il massetto ed eseguire un nuovo scavo ricreando il nuovo isolamento ed il nuovo massetto. Di solito questo intervento è fattibile se l’abitazione si trova a piano terra e la struttura lo permette; in alcuini casi esistono situazioni che per varie ragioni impediscono questa operazione, è bene sempre prima informarsi da fonti attendibili e prestare molta attenzione alla presenza di condotti impiantistici che passano sotto il livello del pavimento.

Inserito nella categoria Progettazione da admin in data Sunday 14 October 2007 alle 11:19 am

Gli impianti

Un semplice impianto di riscaldamento a caldaia

Tutti gli impianti dovranno sottostare alla regola della massima funzionalità e del risparmio energetico.
Gli impianti da tenere in considerazione sono: luce, acqua, gas, cablaggi telefono/TV/dati, riscaldamento, climatizzazione.Se è possibile scegliere il loro posizionamento, oppure modificarli, si cerchi di posizionarli dove effettivamente saranno utili e alle altezze corrette. In questo ci aiuterà un progetto in pianta con la posizione degli arredi.
Il progetto andrà fornito all’impiantista che si occuperà dell’impianto di riscaldamento e climatizzazione così che possa prevedere tutti gli elementi nella posizione più corretta per raggiungere il massimo comfort abitativo.
Gli impianti, se spostati, lasciano sempre qualche traccia tipo canaline o fori sui muri che andranno coperti alla vista o lasciati nelle posizioni meno visibili.

Una raccomandazione per gli split dell’aria condizionata è di fare in modo che i getti d’aria non siano diretti verso le aree dove si sosta, come divani, letti o tavoli da pranzo. Per quanto riguarda l’estetica, in commercio sono disponibili molte soluzioni che andranno adattate ai propri gusti e al progetto generale dell’ambiente.

Maggiori informazioni: www.tokonomaway.com

Inserito nella categoria Progettazione da admin in data Friday 7 September 2007 alle 3:18 pm

Arredare casa, le regole principali

 Arredare casa, semplice a dirsi, ma in molti casi può risultare molto impegnativo e di non sempre facile riuscita… L’arredamento in una casa richiede, oltre a molte risorse personali, una progettazione e molta attenzione nelle scelte che andremo a concretizzare; in molti casi ci immaginiamo una cosa ma il risultato si discosta di molto da quello che avevamo previsto. Ma allora da dove si comincia?

  1. Cosa vogliamo che ci sia quando chiudiamo la porta?Quali stanze? Ingresso, soggiorno, cucina, pranzo, camere, servizi, ripostigli,… Una camera in meno farà sentire il suo peso quando nascerà il prossimo figlio, quando avremo la necessità di lavorare in casa, quando arriveranno i nipotini. Ma non è sempre necessario avere un ambiente in più, a volte basta pensare una camera in modo tale da potere ricavare un letto in più, un angolo studio, una zona libera per i giochi dei bambini. Si trova sempre una soluzione, che non è detto debba essere un ripiego, ma anzi un punto di forza
    dell’arredamento. Un ripostiglio farà sempre comodo per sistemare tutto ciò che si accumula ma non vogliamo o possiamo portare via. Potrebbe fare comodo un bagno in più utilizzabile anche dagli ospiti senza dover entrare nella zona notte ovvero nella zona privata della casa.
  2. Facciamo un elenco di quelle che sono le nostre necessità in termini di spazi.Quali ambienti vivremo maggiormente? Pensare di spendere cifre enormi in una stanza da letto può fare piacere, se questo è possibile, ma pensandoci quello non è l’ambiente dove si vive; si vive nella zona giorno, in salotto, in un open-space soggiorno e cucina.
    Dove studieranno i bambini? Se sono più di uno potranno studiare assieme? Allora la camera andrà pensata non solo per dormire.
    Sarà necessaria una cucina enorme se la usiamo solo 1 ora alla sera?
  3. Diamo un valore agli ambienti in funzione del loro utilizzo.Ci sono dei bambini? Allora sarà necessario uno spazio per il gioco abbastanza libero e non pericoloso.
  4. Pensiamo a chi utilizzerà gli ambienti.Lavoreremo in casa? Allora sarà necessario un luogo attrezzato o un angolo da adibire ad ufficio.

In molti casi ed in molte situazioni ci troviamo a dover arredare casa e presi dalla frenesia non riflettiamo a fondo sul dove, come e perchè.

Innanzi tutto è necessario determinare quale stile ci piacerebbe per l’ambiente dove vivremo: antico, moderno, contemporaneo, rustico, high-tech, tradizionale o caratteristico di qualche luogo o cultura. Queste considerazioni ci aiuteranno a determinare particolari situazioni che caratterizzeranno gli ambienti.

Fatto questo cosa si fa? Meglio dire cosa non fare in questo caso!

  1. Arrivare a casa dopo una giornata di lavoro e cominciare a spostare i mobili tra le invettive della vicina del piano di sotto, perché tanto un po’ di moto non ci farà male. Risultato: il giorno dopo piegati dal mal di schiena arriveremo alla conclusione che era meglio se rimaneva tutto come prima.

  2. Recarsi nelle ultime due ore di apertura dei negozi di tutta la settimana seguente e pure nel week-end nei grandi magazzini di mobili dove verremo puntualmente assaliti da venditori che che non vedranno l’ora di venderci la famosa cabina armadio per la camera dei bambini che dovremo smantellare sicuramente l’anno successivo perché prende uno spazio enorme e non serve a nulla.
    Risultato: dopo avere aspettato i mobili per i 40 giorni stabiliti, che diventeranno minimo 2 mesi, ci renderemo conto che forse era meglio evitare l’acquisto.

Ma allora cosa fare? Per arredare una casa ci vuole un lasso di tempo ragionevole. Non si fa in una settimana ma neppure in un’eternità. Prendiamoci il tempo necessario per visitare sì i grandi magazzini, ma anche negozi più piccoli con prodotti di artigianato, specialmente per gli accessori, o prodotti locali e valutiamo i prezzi anche con ricerche su Internet. Gli arredi non costano poco, quindi è meglio soppesare bene il loro acquisto. Ma il tempo dove lo troviamo? Certo lavorando fino alla sera di tempo ne resta poco. Il consiglio che ci sentiamo di dare è di fare prima delle ricerche in rete, quindi andare a vedere i prodotti che ci sembrano facciano al caso nostro. Può essere utile anche farsi inviare i cataloghi per posta o via email.

Detto questo definiamo alcuni punti fermi per procedere nella progettazione di interni.

  1. Individuare una zona giorno e una zona notte, ovvero una zona pubblica e una privata.
  2. Guardare se in pianta si vedono punti morti, come corridoi troppo lunghi, aree finali del corridoio non utilizzate o ingressi troppo ampi. A volte basta poco per creare un utile ripostiglio, oppure ampliare o eliminare una porta, o aprire del tutto un tramezzo interno per creare un ambiente spazioso, accogliente e totalmente utilizzabile.
  3. Cercare di evitare gli ingressi in abitazioni non molto grandi che sono la maggioranza in Italia: l’ingresso è uno spazio totalmente inutilizzato, mentre spesso può essere usato per aumentare la superficie della zona giorno; in questo secondo caso non va però pensato come ingresso, con i tipici arredi per questi ambienti, ma come uno spazio giorno dove quindi si può posizionare anche un mobile giorno, una libreria, parte del salotto.
  4. Consideriamo la possibilità di piccole opere di muratura.
  5. Guardarsi attorno: com’è la luce durante la giornata? Dove sono le finestre? Sono abbastanza grandi? C’è un terrazzo che può ampliare la zona giorno visivamente e, nella bella stagione, anche fisicamente?
  6. Controlliamo la posizione degli impianti: luce, acqua, gas, cablaggi vari, scarichi (se abbiamo in programma di spostare i bagni o la cucina), posizione della canna fumaria della caldaia ed eventualmente del camino. Tutte cose da non sottovalutare perché spostarle può portare spese non indifferenti.
  7. Individuiamo gli elementi primari, quelli più grandi che delimiteranno gli spazi, lasciando ad un secondo momento le considerazioni sugli accessori.
  8. Pensare agli spazi in 3 dimensioni, fare lo sforzo di vedere gli spazi in pianta e alzato, in prospettiva e spostarcisi dentro. Un utilissimo esercizio di fantasia che darà i suoi frutti.
  9. Non pensare agli arredi solo sul perimetro delle stanze. Se li pensiamo solo sul perimetro la funzione degli arredi sarà principalmente statica, mentre noi vogliamo dargli una funzione dinamica. Pensiamoli quindi anche a centro stanza, con i lati corti appoggiati alle pareti, disposti in modo tale da creare delle aree funzionali senza dovere per forza dividere fisicamente gli ambienti. Un esempio tipico è quello del salotto: se lo spazio lo permette, il salotto può essere disposto a centro stanza a formare degli angoli o da solo, rettilineo, o con un tratto contro la parete ed un altro a centro stanza. Questo è un utilizzo dinamico che crea ambienti senza dividere, con lo sguardo che può andare oltre.
    Ancora, la schiena di una libreria, dovutamente nobilitata, può fare da appoggio ad un salotto o da parete trasversale: anche qui la divisione non è totale perché il mobile potrà essere alto 100-160-200 cm e non chiudere totalmente l’ambiente che delimita.

Per maggiori informazioni: www.tokonomaway.com

Inserito nella categoria Progettazione da admin in data Friday 7 September 2007 alle 11:28 am

E’ arrivato un bebè…cosa fare per rendere la casa sicura

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Finchè il bambino è piccolo e non inizia a gattonare, non ci sono problemi per la sua sicurezza, ma intorno ai 7-8 mesi di vita la sua curiosità e la sua capacità di muoversi lo rendono capace di procurarsi del male anche solo muovendosi lentamente per la casa. Ecco allora come attrezzarsi per rendere la casa più sicura e a misura di bebè:

  • tutti gli oggetti di vetro vanno tenuti nei pensili più alti così come detersivi e saponi
  • i pavimenti vanno lavati e risciacquati in modo da eliminare residui di sapone
  • specchi, mensole e oggetti appesi ad un’altezza raggiungibile vanno tassellati al muro in modo che il bambino non possa roversciarseli addosso
  • l’asse del wc va sempre tenuta abbassata per evitare che il bambino “vada a pesca” nel water
  • le prese della corrente vanno debitamente coperte.

A questo punto il bambino può essere lasciato libero di circolare e di scoprire il suo mondo e voi potrete essere tranquilli.

Inserito nella categoria Progettazione da elettra in data Wednesday 1 August 2007 alle 5:48 pm

Cromoterapia, come dipingere le pareti di casa…

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Fin dall’antichità è stato dato molto spazio ad una sorta di medicina alternativa che utilizzava i colori per aiutare il corpo ad entrare in armonia con la psiche e creare il giusto equilibrio, il termine “cromoterapia” deriva dal greco e significa “cura con il colore“. Negli ultimi tempi e sempre più spesso si sente parlare di Feng Shui nell’ambito dell’arredamento, dell’orientamento della mobilia e dei colori in casa. Secondo il Feng shui appunto, alcuni colori sono più indicati di altri per certi ambienti. Per il soggiorno si potranno usare tutti i colori ma è preferibile usare i toni caldi dell’arancio che favorisce la comunicazione oppure il lilla che produce un’atmosfera adatta alla socializzazione. Per la cucina sono ideali il giallo ed il bianco che contribuiscono a percepire correttamente il colore dei cibi, inoltre mettono in evidenza l’igiene del locale. Per la camera da letto è consigliabile il blu, il lilla, l’azzurro e tutte le sfumatura di questi colori che stimolano il rallentamento dei battiti cardiaci favorendo il rilassamento. Per le camere dei più piccoli sono ideali i colori pastello, in particolare il verde acqua che favorisce l’intimità. Per le stanze da adibire a studio, i colori più adatti sono tutti quelli che stimolano la concentrazione: giallo chiaro, bianco, arancio, viola, da evitare il giallo intenso ed il rosso che sono eccitanti. Nella cromoterapia tradizionale i colori “rosso” e “blu” sono i più importanti, ma si utilizzano anche gli altri 5 fondamentali. Nello specifico:

Blu -  Colore della calma e della profondità interiore, utile in caso di stress, nervosismo, insonnia.

Rosso - Colore dell’energia vitale, favorisce l’eccitazione e tende ad innalzare la temperatura corporea.

Giallo - Colore che esprime il cambiamento, il movimento, l’espansione.

Aranione - Colore che stimola l’allegria e l’entusiasmo

Verde - Colore riequilibrante, favorisce la calma e la riflessione

Viola – Colore terapeutico per eccellenza, stimolante.

Indaco – Colore che innalza i sensi di olfatto, vista e udito.

Inserito nella categoria Progettazione da elettra in data Tuesday 31 July 2007 alle 4:28 pm